Arturo Di Corinto

Sono un giornalista, docente, ricercatore e psicologo cognitivo. Esperto di Internet, nuove tecnologie e comportamenti sociali, mia madre non ha ancora capito che lavoro faccio.
Non ho mai ricevuto una raccomandazione dai tanti politici che conosco. Non ho mai avuto una tessera di partito.
Non ho mai guadagnato soldi e altri emolumenti dal mio impegno politico. Ho piuttosto avuto problemi per le mie inclinazioni progressiste e liberali.
Ogni quattro anni circa cambio lavoro. Dopo la Rai, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Università Sapienza di Roma e la Regione Lazio, ho lavorato per la Cgil come ricercatore. Prima di questi incarichi ho lavorato per le Nazioni Unite, l’Isfol, il Censis.
Ho collaborato con parecchie testate e lo faccio ancora. Sono molto critico verso i giornali, ma penso che non ne possiamo fare a meno. Attualmente scrivo per La Repubblica, l’Espresso e l’HUffington Post e Limes. Ma anche per Wired e Il Manifesto.
Credo nella verità e nella giustizia, anche se la realtà cerca sempre di farmi cambiare idea. Non mi sono mai ritirato da una battaglia. Disprezzo i cinici, i corrotti e gli opportunisti.
Ho fondato molte associazioni per i diritti e le libertà digitali. Supporto il lavoro di molte associazioni ambientaliste e di volontariato fra cui Amnesty International, Greenpeace, UNCHR, WIkimedia.
Ho fatto molte cose prima di altri. Che c’é di male? Oggi che sono tutti esperti di qualcosa, ci tengo a dirvi che ho scritto un libro sugli hacker 14 anni fa, nel 2001, ed ho fatto il primo e unico film italiano sull’Open Source e il Free Software nel 2005.
Ho scritto 20 libri insieme ai personaggi più improbabili. Tra questi uno che si chiama I nemici della Rete e Un Dizionario Hacker.


Me la cavo abbastanza bene in cucina. I miei migliori piatti sono quelli di pesce. Mi piace ospitare gli amici a cena, ma devono stare lontani dai miei fornelli.
Leggo circa un centinaio di libri di carta all’anno. Non mi piace leggere i libri su uno schermo. Dei libri che mi piacciono più degli altri scrivo recensioni per i giornali. Ma questo accade sempre più raramente. I quotidiani non amano molto le recensioni, e il mio rapporto coi magazine è complesso: semplificano troppo e ti danno poche righe. Li evito.
Mi piace il cinema. Sono preoccupato perché tutte le videoteche intorno a casa mia stanno chiudendo. Non mi piacciono le copie pirata dei film e penso che sia sbagliato alimentare l’industria delle copie abusive di film, software e dischi. Ce ne sono troppi gratis e in copyleft per perdere tempo con copie abusive e di bassa qualità. Credo fortemente nello scambio di libri, dischi e film con gli amici e lo incoraggio.
Sono un buon lettore di settimanali e mensili come Wired e L’Espresso.

Sono un accanito sostenitore del software libero. Fra i miei amici ci sono gli hacker e i programmatori più famosi del mondo, da Richard Stallman a Bruce Perens che ho invitato spesso nelle mie lezioni all’Università.
Tra i miei intellettuali di riferimento ci sono Carlo Formenti, Maurizio Viroli, Stefano Rodotà, Manuel Castells e Slavoj Szizek.
Pochi sono i politici che ho stimato e rispettato. Fra questi annovero Vincenzo Vita, Pietro Folena, Fiorello Cortiana.
I giornalisti i cui elzeviri non perdo mai sono, Eugenio Scalfari, Marco Travaglio e Carlo Formenti.
Il direttore più bravo che abbia mai avuto è stato Luca De Biase a IlSole24Ore ma sono grato a Il Manifesto per avermi fatto incominciare la carriera di giornalista e a Eugenio Cirese per avermi fatto scrivere la prima volta per La Repubblica.
Ho sviluppato una particolare idiosincrasia verso i social network. Non mi piace il tipo di affari che fanno coi miei dati.

Viaggio troppo e faccio troppi convegni e interviste. Se volete invitarmi però mi fa sempre piacere. Viaggio in treno, mi piace la cucina regionale e adoro gli alberghi d’arte.
Se proprio non volete farne a meno potete visitare il mio canale su youtube dove tengo gli interventi in video che sono riuscito a recuperare.
Se mi volete scrivere, questo è l’indirizzo email: arturo punto dicorinto a uniroma1.it