Internet per tutti
Arturo Di Corinto
Per Innovazione 1/2008 – periodico di informazione del CNIPA
Centro per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione

Scarica il numero di Gennaio 2008 di InnovAzione: cnipa1_2008.pdf

Il terzo Internet Governance Forum si terrà a Hyderabad, in India, dal 3 al 6 Dicembre 2008, e il suo tema principale sarà “l’Internet per tutti”. La decisione di intitolare il meeting al tema della diffusione globale di Internet muove dal riconoscimento dei tanti problemi legati all’accessibilità di Internet e a un auspicio, quello di ridurre il digital divide mondiale e di raddoppiare il numero di accessi alla rete per arrivare a due miliardi di utenti effettivi. I temi dell’agenda del prossimo meeting – decisa dall’Advisory Group dell’IGF a Ginevra il 14 e 15 maggio scorso – saranno quindi l’accesso, il multilinguismo, il cybercrime, la ricerca del giusto equilibrio fra sicurezza infrastrutturale, apertura delle reti e privacy individuale, il passaggio dall’Ipv4 all’Ipv6, la governance locale e l’innovazione tecnica e legale di Internet.

Raccogliendo questa sfida, e incoraggiati dall’invito giunto dal Parlamento europeo a costituire nodi locali dell’IGF, il 19 maggio scorso la delegazione italiana del Comitato consultivo sulla Governance di Internet ha partecipato al convegno Il sistema Internet, verso la costituzione dell’Internet Governance Forum Italia su invito dell’Internet Society nostrana (ISOC Italia) per incominciare da subito a immaginare l’Internet di domani.

Durante l’incontro, cui hanno partecipato il neoministro competente per la Governance di Internet, Renato Brunetta, il ministro ombra Beatrice Magnolfi e il professore Stefano Rodotà, gli intervenuti hanno concordato tutti nel definire Internet come servizio universale in quanto bene comune dell’umanità. Ma come immaginare una piattaforma di comunicazione e relazione fruibile, democratica, inclusiva e partecipata non è un compito facile. Mentre gli ospiti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) hanno individuato nel partenariato, nell’internazionalizzazione e nel networking gli assi fondamentali di un’azione coordinata per raggiungere l’obiettivo, i membri dell’ISOC hanno stressato la natura aperta di Internet come esito di una governance equilibrata e condivisa fra tutti gli interessati, gli stakeholder, e cioè fra tutti coloro che concorrono a modellarla ogni giorno: utenti, service provider, tecnici, imprese e istituzioni.

Consapevoli del fatto che la natura territoriale di Internet influenza le grandi politiche molti intervenuti hanno dichiarato l’importanza di rimuovere i limiti infrastrutturali nazionali all’uso della rete. Come Joy Marino, che ha denunciato la liberalizzazione di facciata dei servizi di telecomunicazione per la connettività e la scarsa qualità nei servizi erogati, considerandoli la causa prima del digital divide. A fargli eco Paolo Nuti per Confindustria che ha ribadito l’esistenza di una carenza infrastrutturale della rete in Italia e l’urgenza di rinnovarla, garantendo l’interoperabilità delle reti e la responsabilizzazione degli utenti. Ma secondo il DG del Cnipa bisogna valutare anche gli elementi positivi del sistema Italia: “con il Sistema Pubblico di connettività siamo all’avanguardia in Europa. Certo rimane importante la collaborazione di tutti per favorire l’evoluzione tecnica e un uso critico della rete per dispiegarne tutte le potenzialità”. Allora, proprio perché è importante immaginare la rete per gli utenti del futuro – come ha detto il presidente di Isoc italia, ing. Stefano Trumpy – è necessario attivare un processo in cui i netizen si organizzino per portare il loro contributo al dibattito dal basso sulle regole della Internet del futuro.

In fondo è questo il vero cavallo di battaglia degli italiani a ogni meeting dell’IGF, l’idea di come garantire una partecipazione diretta e sostanziale al processo di scrittura delle regole di Internet, la cui assenza, come ha detto Stefano Rodotà, si traduce nell’imposizione della legge del più forte. Una riflessione che ha indotto gli italiani a promuovere la Carta dei diritti di Internet trovando una forte sponda istituzionale nel ministro Brunetta che ha dichiarato il suo appoggio pieno al comitato consultivo per la Governance di Internet. Con una precisazione che è tutto un programma: “I beni pubblici come Internet non sono sempre creati in seno al pubblico e se ICT, banda larga e Internet sono cruciali per garantire democrazia e libero mercato, è solo dall’unione della qualità dei servizi della PA e da una efficace concorrenza che i beni pubblici diventano beni comuni”.