Chi sono

Arturo Di Corinto

Sono uno psicologo cognitivo, insegno all’Università e lavoro come giornalista. Esperto di Internet, nuove tecnologie e comportamenti sociali, mia madre non ha ancora capito che lavoro faccio.
Non ho mai ricevuto una raccomandazione dai tanti politici che conosco. Non ho mai avuto una tessera di partito.
Non ho mai guadagnato soldi e altri emolumenti dal mio impegno politico. Ho piuttosto avuto problemi per le mie inclinazioni progressiste e liberali.
Ho cambiato spesso lavoro. Dopo la Rai, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Università Sapienza di Roma e la Regione Lazio, ho lavorato per l’Ires-Cgil come ricercatore. Prima di questi incarichi ho lavorato come consulente per le Nazioni Unite, l’Isfol, il Censis. Sono stato il direttore della comunicazione del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI fino a maggio 2019.

Da cinque anni faccio una trasmissione in tv che si chiama “Codice. La vita è digitale”, su RaiUno con l’autrice e conduttrice Barbara Carfagna, e di cui sono stato prima consulente scientifico e autore, inviato e poi presentatore.

Come giornalista ho collaborato con parecchie testate: l’Espresso, Il Sole 24 Ore, l’Huffington Post, Limes, Wired, e lo faccio ancora con La Repubblica, Il Manifesto, Il Fatto Quotidiano.

Ho incominciato a scrivere per Il Manifesto grazie a Benedetto Vecchi.

Credo nella verità e nella giustizia, anche se la realtà cerca sempre di farmi cambiare idea. Non mi sono mai ritirato da una battaglia. Disprezzo i cinici, i corrotti e gli opportunisti.
Ho fondato molte associazioni per i diritti e le libertà digitali. Supporto il lavoro di  associazioni ambientaliste e di volontariato come Wikimedia.

Ho fatto diverse cose prima di altri. Che c’é di male? Oggi che sono tutti esperti di qualcosa, ci tengo a dirvi che ho scritto un libro sugli hacker 20 anni fa, nel 2001, ed ho firmato il primo e unico film italiano sull’Open Source e il Free Software nel 2005.

Ho scritto 6 libri e contribuito coi miei saggi a 37 opere collettive (tutte con ISBN) insieme ai personaggi più improbabili. Tra questi un testo che si chiama I nemici della Rete, poi Un Dizionario Hacker e un libro sulla storia di Internet in Italia: Il Futuro trent’anni fa. Il mio ultimo lavoro si chiama Riprendiamoci la rete! Piccolo manuale di autodifesa digitale per giovani generazioni.

Mi piace cucinare. I miei migliori piatti sono quelli di pesce. Amo ospitare gli amici a cena, ma devono stare lontani dai miei fornelli.
Leggo poco più di un centinaio di libri di carta all’anno. Non mi piace leggere i libri su uno schermo. Mi piace il cinema. Penso che sia sbagliato alimentare l’industria della pirateria di quotidiani, film, software e musica. Il mondo della cultura libera ne offre troppi gratis e in copyleft per perdere tempo con gruppi e canali illegali, BlackIpTv o copie abusive e di bassa qualità di film e dischi. Credo fortemente nello scambio di libri, dischi e film con gli amici e lo incoraggio.
Sono un buon lettore di settimanali e mensili come Formiche e L’Espresso.

Sono un accanito sostenitore del software libero. Fra i miei amici ci sono gli hacker e i programmatori più famosi del mondo, da Richard Stallman a Bruce Perens che ho invitato spesso nelle mie lezioni all’Università.
Tra i miei intellettuali di riferimento ci sono Carlo Formenti, Maurizio Viroli, Stefano Rodotà, Manuel Castells e Slavoj Szizek.

I giornalisti i cui elzeviri non perdo mai sono Ezio Mauro e Pietro Ignazi.
Il direttore più bravo che abbia mai avuto è stato Luca De Biase a IlSole24Ore ma sono grato a Il Manifesto per avermi fatto incominciare la carriera di giornalista e a Eugenio Cirese per avermi fatto scrivere la prima volta per La Repubblica. Riccardo Luna è il direttore che mi sostenuto nella passione per la Cybersecurity.
Ho sviluppato una particolare idiosincrasia verso i social network. Non mi piace il tipo di affari che fanno coi miei dati.

Viaggio troppo e faccio troppi convegni e interviste. Se volete invitarmi però mi fa sempre piacere. Viaggio in treno, mi piace la cucina regionale e adoro gli alberghi d’arte.
Se proprio non volete farne a meno potete visitare il mio canale su youtube dove tengo gli interventi in video che sono riuscito a recuperare.
Se mi volete scrivere, questo è l’indirizzo email: arturo punto dicorinto a gmail.com, per comunicazioni delicate uso altri indirizzi di posta, basta chiedermeli.
Non uso Whatsapp ma Signal.