Arturo Di Corinto

Sono uno psicologo cognitivo, insegno all’Università e lavoro come giornalista. Esperto di Internet, nuove tecnologie e comportamenti sociali, mia madre non ha ancora capito che lavoro faccio.
Non ho mai ricevuto una raccomandazione dai tanti politici che conosco. Non ho mai avuto una tessera di partito.
Non ho mai guadagnato soldi e altri emolumenti dal mio impegno politico. Ho piuttosto avuto problemi per le mie inclinazioni progressiste e liberali.
Ho cambiato spesso lavoro. Dopo la Rai, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Università Sapienza di Roma e la Regione Lazio, ho lavorato per l’Ires-Cgil come ricercatore. Prima di questi incarichi ho lavorato come ricercatore per le Nazioni Unite, l’Isfol, il Censis. Ho anche lavorato come responsabile della comunicazione del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI fino a maggio 2019.

Da tre anni faccio una trasmissione in tv che si chiama “Codice. la vita è digitale”, su RaiUno con l’autrice e conduttrice Barbara Carfagna ricoprendo dall’inizio, nel 2017 il ruolo di consulente scientifico del programma fino a contribuirvi come inviato (reporter) e poi presentatore.

Ho collaborato con parecchie testate come l’Espresso, Il Sole 24 Ore, l’Huffington Post, Limes, Wired, e lo faccio ancora con La Repubblica, Il Manifesto, Il Fatto Quotidiano e l’AGI.

Credo nella verità e nella giustizia, anche se la realtà cerca sempre di farmi cambiare idea. Non mi sono mai ritirato da una battaglia. Disprezzo i cinici, i corrotti e gli opportunisti.
Ho fondato molte associazioni per i diritti e le libertà digitali. Supporto il lavoro di molte associazioni ambientaliste e di volontariato come Wikimedia.

Ho fatto molte cose prima di altri. Che c’é di male? Oggi che sono tutti esperti di qualcosa, ci tengo a dirvi che ho scritto un libro sugli hacker 18 anni fa, nel 2001, ed ho fatto il primo e unico film italiano sull’Open Source e il Free Software nel 2005.

Ho scritto 5 libri e contribuito coi miei saggi a 26 opere collettive (tutte con ISBN) insieme ai personaggi più improbabili. Tra questi un testo che si chiama I nemici della Rete e Un Dizionario Hacker. Il mio ultimo libro si chiama Il Futuro trent’anni fa. Scritto con Laura Abba, è un libro sulla storia di Internet in Italia.

Mi piace cucinare. I miei migliori piatti sono quelli di pesce. Amo ospitare gli amici a cena, ma devono stare lontani dai miei fornelli.
Leggo circa un centinaio di libri di carta all’anno. Non mi piace leggere i libri su uno schermo. Mi piace il cinema. Non mi piacciono le copie pirata dei film e penso che sia sbagliato alimentare l’industria delle copie abusive di film, software e dischi. Ce ne sono troppi gratis e in copyleft per perdere tempo con copie abusive e di bassa qualità. Credo fortemente nello scambio di libri, dischi e film con gli amici e lo incoraggio.
Sono un buon lettore di settimanali e mensili come Formiche e L’Espresso.

Sono un accanito sostenitore del software libero. Fra i miei amici ci sono gli hacker e i programmatori più famosi del mondo, da Richard Stallman a Bruce Perens che ho invitato spesso nelle mie lezioni all’Università.
Tra i miei intellettuali di riferimento ci sono Carlo Formenti, Maurizio Viroli, Stefano Rodotà, Manuel Castells e Slavoj Szizek.

I giornalisti i cui elzeviri non perdo mai sono Ezio Mauro e Pietro Ignazi.
Il direttore più bravo che abbia mai avuto è stato Luca De Biase a IlSole24Ore ma sono grato a Il Manifesto per avermi fatto incominciare la carriera di giornalista e a Eugenio Cirese per avermi fatto scrivere la prima volta per La Repubblica.
Ho sviluppato una particolare idiosincrasia verso i social network. Non mi piace il tipo di affari che fanno coi miei dati.

Viaggio troppo e faccio troppi convegni e interviste. Se volete invitarmi però mi fa sempre piacere. Viaggio in treno, mi piace la cucina regionale e adoro gli alberghi d’arte.
Se proprio non volete farne a meno potete visitare il mio canale su youtube dove tengo gli interventi in video che sono riuscito a recuperare.
Se mi volete scrivere, questo è l’indirizzo email: a punto dicorinto a unilink.it