Libro: Il futuro trent’anni fa. Quando internet è arrivata in italia

il futuro trent’anni fa
quando internet è arrivata in italia

a cura di laura abba e arturo di corinto

 

Il 30 aprile 1986 dal CNUCE di Pisa fu inviato un pacchetto IP di dati al centro di Telespazio, a qualche centinaio di km nella piana del Fucino, la cui antenna a sua volta lo trasmise via satellite a Roaring Creek, in Pennsylvania. Dagli USA rispose un computer.

La prima connessione in Italia era stabilita.
Un pugno di visionari, ingegneri, hacker, cantastorie, da allora non ha mai smesso di credere di poter creare nel cyberspazio una civiltà della mente. E di forgiare “un futuro più giusto e più ricco per l’intera umanità costruito sulla collaborazione e non sulla competizione, sulla conoscenza libera ed aperta e su quel formidabile strumento di diffusione” che Internet prometteva di essere. A quell’epoca i calcolatori occupavano intere stanze, la parola blog non esisteva, i social network dovevano ancora essere inventati, però esistevano le reti a cui quelli che fecero l’impresa appartenevano: reti di computer e reti di persone. Questa è la loro storia, la storia di trent’anni di Internet in Italia.


maggio 2017

€ 15 pp.144

ebook € 4,99

www.mannieditori.it

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Dark web: intervista di UnoMattina (RAI1)

#darkweb
La storia della modella rapita e “venduta” sul dark web ha suscitato molte perplessità. Infatti io sembro abbastanza sospettoso di questa vicenda… A UnoMattina abbiamo provato a spiegare cosa sia il dark web e perché è diverso dal deep web, ma soprattutto ho provato a dire che nel dark web si rifugiano dissidenti, whistleblower e perseguitati politici e che non ci sono solo criminali.

Se immaginiamo il web come la punta di un iceberg che emerge dall’oceano di Internet, sotto il pelo dell’acqua potremo trovarne una parte più vasta: il deep web o web profondo. Per convenzione si definisce deep web la parte del web non indicizzata dai motori di ricerca.

All’interno del deep web possiamo individuarne una parte ancora più complessa da esplorare che è chiamata Dark Web,il web oscuro. Il nome viene dalle darknet, le reti militari all’epoca separate da Darpanet, antesignana di Internet. Il Dark Web è quella parte di Internet che non viene indicizzata dai motori di ricerca e in aggiunta necessita di software speciali per accedervi come Tor (https://www.torproject.org/) è uno di questi.

E adesso liberiamoci di false convinzioni: nel surface web, nel deep web e nel dark web possiamo trovare contenuti di ogni tipo: legali e illegali, moralmente accettabili o immorali, utili e inutili, pericolosi o sicuri.

No, il dark web non è oscuro perché è cattivo, è solo più difficile da trovare, esattamente quello che accade quando si cerca qualcosa nel fondo dell’oceano.

Rainews24: Attacco hacker a Unicredit, intervista Di Corinto

26 Luglio 2017
Attacco hacker a Unicredit, Di Corinto: quali i rischi e come proteggersi Attacco hacker all’Unicredit: il giornalista e docente di sicurezza informatica Arturo Di Corinto spiega quali sono i possibili rischi per la privacy – Ascolta l’intervista

 

 

La Repubblica: Social e web, la commissione antipirateria ritira l’emendamento bavaglio

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Social e web, la commissione antipirateria ritira l’emendamento bavaglio

La proposta del deputato Pd Baruffi – che lasciava a Google, Facebook e Twitter la facoltà di rimuovere contenuti presunti illeciti senza passare per l’autorità amministrativa e giudiziaria – ha scatenato la bagarre in rete e tra i dem. Ora si tratta per riformulare il testo per tutelare il made in Italy e la proprietà intellettuale
di ARTURO DI CORINTO per la Repubblica del 4 Luglio 2017

BOTTE e risposte su Twitter, esperti in agitazione, schermaglie dentro al Pd. Ma alla fine l’emendamento che imbavaglia la rete è stato ritirato. Se fosse passata la proposta dell’onorevole Davide Baruffi sarebbe diventato fin troppo facile denunciare per diffamazione, o peggio, l’autore di un semplice post su Facebook e Twitter.
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Petya-NotPetya: Intervista ad Arturo Di Corinto, Rainews24, 27 giugno

Intervista di Valentina Dello Russo, Rainews24, martedì 27 giugno 2017.
Arturo Di Corinto ipotizza l’intervento di state actors nell’epidemia del ransomware/trojan Petya-NotPetya

Cybersecurity: Allarme mondiale: il ransomware Petya dilaga bloccando trasporti, centrali elettriche e perfino Chernobyl

Allarme mondiale: il ransomware Petya dilaga bloccando trasporti, centrali elettriche e perfino Chernobyl

L’attacco, forse condotto con “Petrwap” una variante del virus Petya, già nota agli esperti, attacca le macchine Windows. Come già accaduto con Wannacry, anche in questo caso il ransomware utilizza l’exploit EternalBlue rubato alla NSA

Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 27 giugno 2017

Compagnie elettriche, banche, metropolitane, aeroporti. Ancora una volta un ransomware dilaga velocemente attraverso le frontiere e attacca le infrastrutture critiche di decine di paesi, dalla Danimarca all’Ucraina alla Russia. Questa volta ad essere colpite sono soprattutto compagnie commerciali.

L’attacco globale è ancora in corso e questa volta la variante del virus che ne sarebbe responsabile appare anche più aggressiva di Wannacry. Continua »

Cybersecurity: Venti anni di legge sulla privacy: il Garante attacca la geografia dei poteri nel web e la disattenzione alla cybersecurity

Venti anni di legge sulla privacy: il Garante attacca la geografia dei poteri nel web e la disattenzione alla cybersecurity

Alla relazione annuale, Antonello Soro illustra le attività dell’Autorità per la Protezione dei dati personali e invita la politica a intervenire per non lasciare il campo a Google, Facebook e Co. E avverte: le aziende investano in cybersecurity

di Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 6 giugno 2017

“Internet è la nuova dimensione entro cui si svolge la personalità di ciascuno e il luogo dove i diritti si esercitano o possono essere negati.” “Internet è il luogo dove le libertà si dispiegano e possono essere violate.” Per questo i nostri dati vanno tutelati e con essi la nostra dignità e autonomia. Per questo non possiamo lasciare in mano ai giganti del web la decisione di intervenire per assicurare rispetto, dignità e privacy dei cittadini in rete visto che il loro business è fondato sulla commercializzazione dei dati personali dei loro utenti. Continua »

La Repubblica: Cybersicurezza, nuova task force contro hacker e terroristi telematici: a capo ci sarà un prof

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Cybersicurezza, nuova task force contro hacker e terroristi telematici: a capo ci sarà un prof

Via al piano nazionale per il coordinamento affidato al Dis. Gli 007 accederanno agli archivi degli operatori telefonici
di ARTURO DI CORINTO e FABIO TONACCI per La Repubblica del 1 giugno 2017

SARÀ probabilmente un professore, scelto tra le eccellenze universitarie e della ricerca, ad avere l’incarico di proteggere il Paese dagli attacchi informatici. Seduto su una poltrona, quella di vice direttore del Dis con delega al cyber, creata apposta con il recente decreto Gentiloni che ridisegna l’architettura della sicurezza cibernetica nazionale. Novità che testimonia due fatti: il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, raccordo tra l’intelligence interna e quella militare, diventa il cuore di tale architettura e cercherà sponde “tecniche” e “culturali” negli atenei.
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La Repubblica: Exploit.in: altri 593 milioni di mail e password rubate a banche, tv e ministeri

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Exploit.in: altri 593 milioni di mail e password rubate a banche, tv e ministeri

Dopo Anti Public, un nuovo leak rivela milioni di credenziali attive disponibili su piattaforma di file torrent. Agli indirizzi già in circolazione nel deep web, si aggiungono altri di impiegati e funzionari di Palazzo Chigi, governo, Parlamento, ministeri, Rai e Finmeccanica

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 30 Maggio 2017

E’ ACCADUTO di nuovo, ma stavolta l’archivio di email e password rubate e diffuse nel web è più grande di quello rivelato pochi giorni fa, noto come Anti Public. Si tratta di un nuovo ”leak” (in gergo ”diffusione non autorizzata di dati personali”) relativo in parte alla grande mole di account già noti, in parte di altri non ancora noti: si chiama Exploit.in, ed è tuttora cliccabile sotto forma di file torrent su un sito di condivisione di materiali in gran parte illegali. Contiene il 45% di nuove credenziali rispetto al precedente ritrovamento ma anche questo archivio contiene gli indirizzi di impiegati e funzionari di Palazzo Chigi, membri del governo, del Parlamento, dei ministeri, della Rai e di Finmeccanica.
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Cybersecurity: Anti Public: ecco come i cybercriminali hanno raccolto 450 milioni di email e password, anche di Mattarella, Alfano e Gentiloni

Anti Public: ecco come i cybercriminali hanno raccolto 450 milioni di email e password, anche di Mattarella, Alfano e Gentiloni

Email leak, a colloquio con gli hacker che hanno scoperto Anti Public. E già si parla di un nuovo archivio di dati rubati, più grande
Arturo Di Corinto Arturo Di Corinto 28 maggio 2017

Rumor chasing: a caccia di pettegolezzi. Infiltrati nei forum del deep web, pronti a raccogliere ogni confidenza, attenti a ogni battuta, surfando tra lo sberleffo e le richieste di aiuto, ecco come hanno fatto i ricercatori di D3Lab a trovare nel deep web il link di Anti Public, un archivio di 450 milioni di email rubate ospitato da un provider russo. L’archivio mondiale, pieno di indirizzi italiani e con tanto di password per accedere a mailbox e servizi come Skype e Facebook, ci ricorda ancora una volta che per il cyberspazio l’età dell’innocenza è finita.

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