Il Manifesto: Le ‘ndrine calabresi entrano nel business degli attacchi informatici

Le ‘ndrine calabresi entrano nel business degli attacchi informatici

Hacker’s dictionary. Aumentano le denunce di attacchi finanziari: le piccole e medie imprese sono nel mirino. Mentre le banche si stanno attrezzando a difendersi, i criminali puntano gli ospedali

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 6 Giugno 2019

Il numero di denunce relative agli attacchi finanziari subiti da grandi, piccole e medie aziende italiane dal 2017 al 2018 è aumentato del 340%, mentre quello delle frodi del 172%. Lo ha detto il Direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi nel corso del suo intervento al Security Summit organizzato da Clusit e Astrea ieri a Roma.

Ciardi ha anche ricordato un altro dato preoccupante, riferito nel Rapporto Clusit 2019, relativo al raddoppio dei furti di dati sanitari che hanno subito un’impennata del 99%.

Informazioni anagrafiche, indirizzi email, storia medica dei pazienti, operazioni, immagini mediche, farmaci prescritti, risultati dei test, malattie diagnosticate, tutti i dati trattati con dispositivi connessi a Internet sono un bottino ghiotto per i criminali soprattutto se associati a informazioni assicurative e bancarie. Continua »

Il Fatto Quotidiano: Da medium di libertà alla sorveglianza di massa, il web ha tradito la sua missione?

Da medium di libertà alla sorveglianza di massa, il web ha tradito la sua missione?

Carta dei diritti di Internet: un convegno dedicato al lascito intellettuale di Stefano Rodotà alla Camera dei deputati

di ARTURO DI CORINTO per Il Fatto Quotidiano del 4 Giugno 2019

Abbiamo accolto la Rete come un medium di libertà illimitata ma oggi l’euforia si è tramutata in delusione. La libertà e la comunicazione della rete si sono rovesciate in un controllo e una sorveglianza totali. Secondo il filosofo coreano Byung-Chul Han anche i social network, la più grande piazza pubblica della storia, sono diventati panottici digitali che sorvegliano lo spazio sociale e lo sfruttano senza pietà per estrarre dalle nostre azioni i dati che l’industria immateriale utilizza per aumentare la crescita, la produttività, e i guadagni per i propri azionisti (Psicopolitica, 2016).

Mentre da una parte il capitalismo estrattivo usa la miniera sconfinata dei big data per costruire consumatori passivi e disciplinati (Vecchi, 2018), il bisogno umano di comunicare è interpretato come libertà di insultare, mentre la richiesta ossessiva di trasparenza serve a denunciare chi comanda ma senza impegnarsi in un vero cambiamento. La rete ha creato una democrazia di spettatori. Continua »

Il Manifesto: Italia, la startup nation che potremmo diventare

Italia, la startup nation che potremmo diventare

Hacker’s Dictionary. Aumentano truffe e rischi sul web e molti ci cascano. Creare un ecosistema della cybersecurity è cruciale, anche favorendo la nascita di imprese italiane

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 30 Maggio 2019

Se una cosa è troppo bella per essere vera, probabilmente non è vera. Vale anche per il web, dove ormai non si contano più imbrogli e raggiri a chi pensa di essere più furbo dei cyber-truffatori.

E vale sopratutto in questi giorni prima delle vacanze, quando tutti cerchiamo l’affare per viaggiare e alloggiare con pochi soldi.

Solo questo mese i ricercatori di Kaspersky Lab hanno infatti scoperto più di 8.000 attacchi di phishing mascherati da offerte provenienti da note piattaforme di prenotazione che in realtà iscrivevano illecitamente le vittime a servizi telefonici a pagamento. Sono sopratutto le email di phishing, combinate a tecniche di ingegneria sociale a sfruttare l’innata tendenza a fidarci degli altri, portarci su siti identici a quelli ufficiali, per rubarci i dati della carta di credito o pagare un servizio che non esiste.

Ma in questo periodo vanno molto di moda le blast email. Propongono voli gratis in cambio della compilazione di un breve sondaggio online e della condivisione del link. Dopo aver risposto alle prime tre domande, agli utenti viene chiesto il numero di telefono che, una volta inserito, i truffatori utilizzano per iscrivere le vittime a servizi a pagamento per cellulare. Oppure si usano link che ci portano sui siti truffa per prenotare alloggi economici in centro città con punteggi alti nelle recensioni di siti come Airbnb e scoprire poco dopo che della prenotazione e dei soldi non c’è più traccia.

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Articolo21: Assange e i giornalisti trattati come spioni

Articolo21: Assange e i giornalisti trattati come spioni

Giro di vite governativo sul primo emendamento, minaccia verso i whistleblowers, utilizzo di una legge di guerra: tutto per vendicarsi di chi ci ha raccontato la verità sulla guerra sporca in Iraq e Afghanistan

di ARTURO DI CORINTO per Articolo 21 del 26 Maggio 2019

I giornalisti danno fastidio. ‘Certi’ giornalisti, mica tutti. Ma non sapevamo che potessero essere trattati come degli spioni. Eppure è questo che fa l’amministrazione americana decidendo di mettere Julian Assange sotto accusa per il lavoro di inchiesta pubblicato dal sito Wikileaks in cui l’organizzazione no-profit denunciò nel 2010 le atrocità della guerra in Iraq e Afghanistan. Compresa l’uccisione di giornalisti ripresa nel famoso video “Collateral Murder” in cui i piloti di un elicottero da guerra Apache ridono mentre sparano su un piccolo gruppo di civili.

Incriminato negli Stati uniti sulla base dell’Espionage Act del 1917, l’editor in chief del sito pro-trasparenza e anti-corruzione rischia dieci anni di carcere per ognuno dei 17 capi di accusa che gli sono contestati dal DoJ, il Department of Justice americano “per avere cospirato” al fine di ottenere e pubblicare informazioni classificate con la collaborazione attiva dell’ex analista dell’intelligence militare Chelsea Manning.

La loro colpa più grande? “Condividere l’obiettivo comune di sovvertire le restrizioni legali sulle informazioni riservate” e “causare un grave e imminente rischio per delle vite umane” facendolo. La prima accusa potrebbe essere vera, ma i tribunali devono dimostrarlo; la seconda no, come sa chi ha letto la vicenda processuale di Manning nei cui atti giudiziari è scritto a chiare lettere che la commissione che doveva indagare su quel presunto rischio non ne ha trovate le prove. Continua »

Il Manifesto: La guerra fredda cibernetica sta diventando calda

La guerra fredda cibernetica sta diventando calda

Hacker’s Dictionary. Mentre Trump alza barriere verso i cinesi per paura delle spie comuniste Zte inaugura un laboratorio di cybersecurity a Roma. L’Europa comunque non sta a guardare: si prepara alla rappresaglia cibernetica

di ARTURO DI CORINTO  per Il Manifesto del 23 Maggio 2019

Mentre sono tutti concentrati sulla vicenda Google-Huawei nessuno guarda a cosa succede nei paesi alleati degli Usa. Il fatto è noto: Donald Trump non vuole tecnologie straniere in casa e non vuole che quelle di casa migrino all’estero: per questo Google ha deciso di interrompere la collaborazione con la cinese Huawei nella fornitura degli aggiornamenti del sistema operativo Android.

Alla decisione di Google si sono accodate molte aziende americane del silicio ma i cinesi hanno già fatto sapere che faranno da soli. Dietro alla decisione di Trump si dice che ci siano i timori dello spionaggio cinese le cui aziende però sono già leader di mercato nella produzione di telefonini e dispositivi per il 5G, le reti di nuova generazione che si stanno anche sperimentando in Italia, e la cui capacità è teoricamente in grado di consentire a singoli individui di condurre attacchi cibernetici rilevanti. I cinesi sono già tra i maggiori fornitori delle telco che operano nel Bel Paese. Continua »

La Repubblica: L’app lgbt Grindr torna in mano Usa, troppo pericoloso lasciarla ai cinesi

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L’app lgbt Grindr torna in mano Usa, troppo pericoloso lasciarla ai cinesi

Gli Usa obbligano Kunlun a cedere la proprietà dell’app per incontri gay, lesbici, bisessuali, queer e transgender, i loro dati non possono finire in mano a una potenza straniera

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 17 Maggio 2019

CHI AVREBBE mai immaginato che un’app di incontri fosse un pericolo per la sicurezza nazionale? Ma è questo che pensano gli americani che hanno obbligato la cinese Kunlun a vendere l’app Grindr entro la metà del prossimo anno. La decisione è stata presa dal Cfius, il Comitato per gli investimenti stranieri negli Stati Uniti, un ente praticamente sconosciuto fino a questa decisione. Il motivo? Quello vero è che una società cinese non può avere accesso ai dati personali di funzionari dello Stato essendo “la più grande app di social networking per gay, bi, trans e queer” esistente. Il timore è infatti che quei dati vengano usati per ricattare soggetti con autorizzazioni di sicurezza. E siccome per la legge cinese sulla sicurezza informatica in vigore dal 2017 le aziende che operano nel paese devono basare in Cina i loro dati, la preoccupazione è legittima. Continua »

Il Manifesto: Tra bufale e software spia, sicuri di WhatsApp?

Tra bufale e software spia, sicuri di WhatsApp?

Hacker’s Dictionary . Nso Group, azienda israeliana di software spia, utilizza WhatsApp per pedinare i difensori dei diritti umani. Aavaz chiede di diventare fact-checkers per impedire la propagazione di bufale via chat

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 16 Maggio 2019

Ci sono due notizie che riguardano WhatsApp questa settimana. La prima è che l’azienda di proprietà di Facebook ha rilevato una falla di sicurezza nel suo software che permette di rubarci i dati con una semplice telefonata. La seconda è che Aavaz, network mondiale di attivisti, ha chiesto a tutti di trasformarci in cacciatori di bufale affinché non si propaghino via cellulare.

La prima notizia è abbastanza brutta. Pare che Nso Group, società israeliana entrata in Novalpina, e specializzata nei software spia, sia riuscita a sfruttare una vulnerabilità del servizio di messaggistica per mettere sotto controllo un’attivista per i diritti umani, un avvocato che fa base a Londra. L’avvocato, insospettito da strane telefonate notturne, ha chiesto ad alcuni esperti di verificargli il telefono e ha scoperto di essere sotto controllo. Continua »

Bancaforte: A Banche e Sicurezza 2019, anticipare le sfide future

A Banche e Sicurezza 2019, anticipare le sfide future

Mentre si riducono le minacce all’integrità fisica delle banche, aumentano gli attacchi cyber condotti ogni volta con le diverse modalità che la tecnologia offre. Ma la tecnologia è anche l’arma per prevenire e rispondere alla criminalità, insieme alle nuove competenze degli operatori e al gioco di squadra tra tutti gli attori coinvolti nelle strategie di difesa. Aperto gratuitamente a tutti, all’evento di Milano del 21 e 22 maggio gli esperti si incontrano per parlare di sicurezza fisica e digitale nel settore bancario, assicurativo e finanziario

di Arturo Di Corinto per BANCAFORTE del 9 Maggio 2019

Ladri cibernetici e difese digitali, cryptovalute e blockchain, intelligenza artificiale e modelli di previsione del crimine, hacker buoni, hacker malvagi, gamification e formazione alla cybersecurity: di tutto questo si parlerà a Banche e Sicurezza, il 21 e 22 maggio a Milano.
L’evento, promosso dall’ABI e organizzato da ABIServizi presso il Centro Servizi Bezzi di Milano, Via Massaua, 6, in collaborazione con ABI Lab, Certfin e Ossif, aspira a fare il punto sullo stato dell’arte dell’eterno “gioco di guardie e ladri” che nostro malgrado ci ritroviamo tutti a fare.
Uno scenario in cui, mentre si riducono le minacce all’integrità delle banche e alla sicurezza fisica dei loro operatori e dei clienti, aumentano gli attacchi cyber condotti attraverso malware, ransomware, bot e computer zombie, con danni stimati a livello globale fino a 6 trilioni di dollari entro il 2021.
Una situazione di allarme che conquista facilmente le prime pagine dei giornali provocando ansia nella popolazione, ma che non sempre viene contrastata dalla narrazione dei successi che le forze di polizia e il mondo bancario, assicurativo e finanziario ottengono quotidianamente contro il crimine vecchio e nuovo, proprio grazie all’adozione di tecnologie innovative e alla formazione del personale.

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Il Manifesto: Gli Anonymous festeggiano il Gdpr bucando la Pec degli avvocati

Gli Anonymous festeggiano il Gdpr bucando la Pec degli avvocati

Hacker’s Dictionary. Con un attacco mirato gli hacker attivisti italiani prendono possesso di 26.922 caselle di posta elettronica certificata degli avvocati di Roma, Virginia Raggi inclusa

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 9 Maggio 2019

Nello stesso giorno in cui il Garante per la privacy Antonello Soro presentava in Parlamento la sua ultima relazione annuale, incentrata sul rapporto tra privacy e cybersecurity, Anonymous diffondeva sul web, pubblicamente, la Posta elettronica certificata di quasi 30mila avvocati romani con tanto di password, frutto dell’incursione verso i gestori del servizio, Visura.it. La grave violazione ha colpito perfino la sindaca Virginia Raggi di cui sono state diffuse email personali e documenti, mentre per stessa ammissione degli attivisti l’incursione non è riuscita a bucare la casella del premier Giuseppe Conte. Continua »

Las Repubblica: AAA hacker in erba affittano botnet su Instagram

ROMA – Instagram, il social network dei gattini e degli influencer da palcoscenico, è diventato la bacheca degli annunci di chi affitta botnet a poco prezzo per attaccare servizi online. “Sei stato licenziato? Buttagli giù il sito”. “Vuoi guadagnare tanti soldi in poco tempo? Minacciali di infettargli i computer”. Ma come si fa? Affittando una rete di computer zombie per “sdraiare” il loro sito di ecommerce o per bucare la sicurezza aziendale e prendere il controllo di computer, stampanti, telecamere e impianto elettrico. I computer zombie sono quelli infettati e comandati a distanza a insaputa dei proprietari. I giovanissimi che pubblicano gli annunci sono facile preda e i criminali veri guadagnano grazie alla loro incoscienza. È questa la nuova formula del “crime as a service”, i servizi criminali su richiesta per attaccare il mondo digitale cui Instagram fa da veicolo pubblicitario. Sono giovani e in molti dei loro post c’è tutta la retorica anti-sistema che attinge a piene mani da Mr. Robot e da Black Mirror, le serie distopiche su hacker, informatica e dark web rese celebri da Netflix. Continua »

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