Il Manifesto: La cyberspia che sorveglia i parlamenti

 La cyberspia che sorveglia i parlamenti

Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 19 Aprile 2018

C come Cyberwar. La guerra cibernetica usa strumenti capaci di violare e mettere fuori uso sistemi computerizzati per sabotare le comunicazioni degli avversari e danneggiare la loro capacità di attacco e di difesa.

Proprio la settimana scorsa il Regno Unito ha condotto un’operazione segreta contro l’Isis distruggendo alcune delle sue «basi» digitali.

L’evoluzione delle armi cibernetiche però consente anche di fare delle vittime e produrre il caos in territorio nemico quando esse sono usate per interrompere servizi essenziali come il sistema elettrico nazionale di un paese, i suoi trasporti o il funzionamento delle strutture sanitarie. Continua »

Il Manifesto: Il re del mondo che non rispetta la tua privacy

Il re del mondo che non rispetta la tua privacy

Hacker’s dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per il Manifesto del 12 aprile 2018

P come Privacy. Che non c’è. Almeno quando a gestire ogni risvolto della tua vita ci pensano Google, Amazon, Facebook e Co.

Già, la privacy, un concetto di origine anglosassone accostabile a termini come «privatezza» e «riservatezza», nasce dal saggio di due avvocati, «The right to privacy» con l’idea di bilanciare i diritti della persona contro l’invadenza della tecnologia più moderna dell’epoca, la fotografia, perché uno dei due, Samuel Warren, era stufo di vedere la moglie salottiera sulle prime pagine dei giornali in situazioni decontestualizzate rispetto ai fatti di cronaca.

Era il 1890. Continua »

Il Fatto Quotidiano: Cambridge Analytica, a rischio 2,2 miliardi di utenti. Da lunedì la funzione per scoprire chi è coinvolto dal socialgate

Cambridge Analytica, a rischio 2,2 miliardi di utenti. Da lunedì la funzione per scoprire chi è coinvolto dal socialgate

Solo per l’Europa la stima dei profili di rischio riguarda 2,7 milioni gli utilizzatori. Ma è lo stesso social network a ipotizzare che tutti i suoi utenti nel mondo possano essere vittime di hacker criminali e stati canaglia che comprometto le loro informazioni pubbliche sfruttando gli strumenti di “ricerca” della piattaforma

di Arturo Di Corinto per IL Fatto Quotidiano del 6 aprile 2018

Lunedì 9 aprile Facebook ci farà sapere chi di noi è stato coinvolto nel socialgate scatenato da Cambridge Analytica. La società di Mark Zuckerberg annuncia con un blog post il lancio di una funzionalità ad hoc per saperlo mentre in Italia, dove i profili a rischio sarebbero oltre 200mila, si muovono in garanti di privacy e concorrenza. Lo strumento sarà in in testa al newsfeed e consentirà anche di vedere quali app utilizziamo, le informazioni che generano e condividono, e decidere se usarle o cancellarle. Continua »

Il Manifesto: ProtonMail, sicurezza «atomica»

P come password. La password del telefonino, del computer, del social network preferito, è sempre la prima linea di difesa contro chi vuole trasformare in un incubo la nostra vita digitale.

E questo vale soprattutto per l’email. A patto che sia una email sicura, come ProtonMail, ad esempio.

ProtonMail è un servizio di posta elettronica cifrata inventato nel 2013 al Centro di ricerche nucleari di Ginevra, il Cern, per consentire, grazie all’uso della crittografia, l’uso di un sistema di posta più affidabile di quelli gratuiti come Gmail, Hotmail e Yahoo! (gli ultimi due sono i più bucati al mondo).

A capo del progetto c’è un’intera community di scienziati e attivisti per la privacy: basato su software open source, ProtonMail è facile da usare e ha un design moderno. Continua »

Il Manifesto: Se sei indignato clicca qui Hacker’s dictionary

C come clicktivism, l’attivismo del click.

Adesso che con Cambridge Analytica abbiamo scoperto che i nostri click su Facebook possono essere usati per manipolare le tendenze di voto è ora di capire che è anche colpa nostra.

Il clicktivism è la versione social dell’attivismo da tastiera, quell’attitudine che ci aveva fatti sentire partecipi e sostenitori delle Primavere arabe e che ancora oggi ci aiutano a metterci in pace con le ingiustizie del mondo.

Il Polo Nord è inquinato? Clicca qui. Sei indignato? Clicca qua. Continua »

Il Manifesto: Facebook e big data, quando non paghi qualcosa il prodotto sei tu

Facebook e big data, quando non paghi qualcosa il prodotto sei tu

Hacker’s dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

ARTURO DI CORINTO PER IL MANIFESTO DEL 22 MARZO 2018

Vediamo come funziona il data mining politico-elettorale di Cambridge Analytica.

D come data mining. Per Wikipedia il data mining «è l’insieme di tecniche e metodologie che hanno per oggetto l’estrazione di un’informazione o di una conoscenza a partire da grandi quantità di dati».

Il processo avviene attraverso metodi automatici o semi-automatici. E aggiunge che con data mining «si intende anche l’utilizzo scientifico, industriale o operativo di questa informazione».

Perciò grazie Wikipedia, e non dimenticate di fare una donazione all’enciclopedia libera che tutti usano senza dirlo per le sue belle e sintetiche definizioni. Continua »

Cybersecurity: Anonymous torna alle origini e invita all’azione contro corruzione e povertà

Anonymous torna alle origini e invita all’azione contro corruzione e povertà

L’operazione #Paperstorm chiama “alla battaglia globale per conquistare la tua libertà e la verità”. Con volantini, foto e bombolette spray sulla scia dei movimenti artistici d’opposizione della Silicon Valley pre-Amazon

 ARTURO DI CORINTO per Cybersecurity del 15 MARZO 2018

Anonymous è tornato alle origini. il collettivo di hacker attivisti con la maschera del rivoluzionario inglese Guy Fawkes ha ricominciato a scorazzare in rete. In Italia, dove era rimasto piuttosto silente per parecchi mesi, le varie crew che di volta in volta avviano le operazioni di disturbo contro poteri vecchi e nuovi, chiamano all’azione per ridicolizzare i potenti e trasformare la protesta in azione politica. Così, dopo gli attacchi al Miur, ai siti di Libero e del Giornale, al blog di Salvini, adesso invitano alla protesta creativa. Continua »

Il Manifesto: Buon compleanno al Web

W come Web. Www come World Wide Web. Web, Ragnatela quasi mondiale. Il 12 marzo del 1989 uno scienziato inglese, Tim Berners Lee, presenta il progetto di un sistema di condivisione di documenti elettronici per facilitare la comunicazione e la cooperazione scientifica tra i suoi colleghi del centro di ricerche nucleari di Ginevra, il Cern, quello del Bosone di Higgs, per intenderci. Continua »

La Repubblica: Nuovo sito del Campidoglio, “Così gli hacker rubano l’identità anche a Raggi”

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Nuovo sito del Campidoglio, “Così gli hacker rubano l’identità anche a Raggi”

Il sistema informatico è costato 8 milioni ma ecco come può essere facilmente bucato da mani esperte
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 11 Marzo, 2018

C’è un buco nel cuore di Roma. No, non si tratta di quello di bilancio ereditato dalle amministrazioni passate, e neppure di quelli che inghiottono macchine e palazzi come alla Balduina. Si tratta di un buco informatico.
A causa di un errore di progettazione nel nuovo sito del comune di Roma, costato 8 milioni di euro, è possibile appropriarsi dell’indirizzo di posta elettronica di chiunque sia registrato presso il portale del comune. Ed è esattamente quello che è successo con l’email privata della sindaca Raggi. Continua »

AGI: Precisazione della precisazione. Il doppio salto mortale del Miur sull’attacco hacker

Prendiamo atto con piacere della nota del Miur che ridimensiona l’attacco di Anonymous a dati riferibili al proprio dicastero. Purtroppo o per fortuna quando i giornalisti hanno una notizia la devono pubblicare. Con attenzione ai suoi effetti in casi come questo dell’attacco informatico di Anonymous al Ministero stesso e ai suoi vertici.

Abbiamo avvisato le autorità prima di pubblicare

E proprio per tale motivo abbiamo avvisato il CERT nazionale e il CERT della Pubblica Amministrazione la sera precedente alla pubblicazione dell’articolo, affinché gli enti e le persone coinvolte fossero avvertite in tempo per porre i giusti rimedi. Continua »

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