Il Manifesto: Se tieni alla privacy inquini di meno

Se tieni alla privacy inquini di meno

Hacker’s dictionary. Post, chat, email e web surfing divorano energia. L’impronta ecologica della nostra vita online è pesante per l’ecosistema. Ma possiamo usare piccoli accorgimenti per ridurla

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 16 Gennaio 2020

L’Impronta digitale si riferisce all’insieme dei dati generati quando siamo online. Una porzione di essa è nota come footprint elettronico o digital shadow, e si riferisce alle informazioni lasciate a seguito della navigazione utente e memorizzate come cookie.

Ma esiste anche un’impronta ecologica che indica il peso ambientale delle nostre attività online.

Che c’entra l’impronta digitale con l’impronta ecologica? C’entra per il fatto che i servizi di tracciamento dei dati che trasmettono informazioni sulle nostre abitudini online a decine di aziende consumano una grande quantità di energia. Continua »

La Repubblica: Phishing, ennesima truffa via email: presi di mira gli utenti Nexi-CartaSì

“LA SUA carta di credito è stata bloccata. Per riattivare i servizi della carta deve accedere alla sua area personale e sbloccarla”. Dopo gli acquisti di Natale, da poco rientrati a lavoro e forse anche distratti, potremmo anche essere tentati di farlo. Ma è meglio di no, visto che si tratta dell’ennesima truffa online. D’altra parte la tattica fraudolenta che usa il phishing per derubare le proprie vittime usa sempre lo stesso schema: l’invio di una email per chiedere al destinatario di compiere un’azione per poterlo imbrogliare.  Continua »

Convegno: LOTTA AL CRIMINE INFORMATICO, PROTEZIONE DEI DATI E RISVOLTI NELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI

LOTTA AL CRIMINE INFORMATICO, PROTEZIONE DEI DATI E RISVOLTI NELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI

MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2019, ore 15.30
Università degli Studi Link Campus University
Aula 3 – Via del Casale di San Pio V, 44 – Roma

– INTERVENGONO –
Luigi Montuori
Dirigente del Servizio Relazioni Internazionali e con
l’UE, Autorità Garante per la protezione dei dati personali
Eugenio Albamonte
Pubblico Ministero Tribunale di Roma
Francesco Corona
Direttore master Cyber Security, Link Campus University
Arturo Di Corinto
Giornalista e docente Link Campus University
Giuseppe Mastromattei
Presidente del Laboratorio per la Sicurezza Continua »

Intervista a SkyTg24 di Arturo Di Corinto su innovazione e sicurezza digitale

11 Gennaio 2020
Skytg24, ‘Progress’ condotto da Helga Cossu, si parla di Sicurezza digitale, innovazione e Intelligenza Artificiale con Arturo Di Corinto, Stefano Epifani, Marco Ramilli e Pierluigi Paganini.

Prima parte

Seconda Parte

 

La Repubblica: Iran vs Usa, la cyberguerra è solo agli inizi

la-repubblica-it-logo

Iran vs Usa, la cyberguerra è solo agli inizi

Attaccate banche iraniane e siti governativi americani. Mentre decelera l’escalation militare, la guerra fredda cibernetica sta diventando calda a colpi di DDoS e defacement. Cosa è accaduto finora e cosa potrebbe accadere

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 9 Gennaio 2019

LA BANCA iraniana Sepah ieri è stata sotto attacco per diverse ore. A causa di un DDoS, un attacco da negazione di serivizio in gergo informatico, un attacco condotto per fare collassare il sito web bersaglio di innumerevoli richieste di accesso da parte di un’orda di computer zombie, una botnet, precedentemente infettati e comandati da remoto. Autore dell’attacco sarebbe il gruppo Prizraky, che dalle verifiche di Repubblica rimanda a un sedicenne brasiliano pro-Trump che in chat ha dichiarato di essere un simpatizzante del presidente Bolsonaro e che con questa sua azione ha voluto dimostrare che “se gli americani devono temere attacchi dall’Iran, anche l’Iran deve temere attacchi cibernetici nei suoi confronti”. Mentre scriviamo il sito web della banca è ancora irraggiungibile dall’Italia. Ma potrebbe semplicemente aver alzato le difese deviando il traffico straniero per proteggersi. In ogni caso siamo dinanzi a un segnale da non sottovalutare affatto. Che succederebbe se sull’onda dell’emozione ogni hacker in erba cominciasse la sua cyberguerriglia personale? Continua »

Il Manifesto: Benedetto aveva i piedi nella strada e la testa nella tecnologia

Benedetto aveva i piedi nella strada e la testa nella tecnologia

Ciao Benedetto. Dalle periferie cyberpunk alle tiranniche tecnologie di sorveglianza del capitalismo immateriale, il manifesto ha raccontato negli anni le evoluzioni enormi delle tecnologie

di ARTURO DI CORINTO  per Il Manifesto del 9 Gennaio 2019

Il giorno in cui bussai al manifesto chiedendo di scrivere per il giornale, fu Benedetto Vecchi ad aprirmi la porta. Avevo 27 anni, studiavo psicologia cognitiva e frequentavo il Forte Prenestino.

Con fare reverenziale verso il «caporedattore della Cultura» del giornale che leggevo ogni mattina, mi rivolsi a Benedetto dicendogli che non mi convinceva il modo in cui il manifesto trattava la tecnologia: «C’è poco Movimento», gli dissi. Intendevo dire che il giornale non si occupava abbastanza di quello che accadeva nelle periferie del cyberspace.

All’epoca con i compagni del collettivo gestivamo un Bulletin Board System (BBS, una bacheca informativa elettronica) e avevamo allestito un laboratorio hacker proprio nel centro sociale occupato di Centocelle.

Quando Internet e il web non erano ancora arrivati alle masse, era il 1994, già discutevamo nei forum online di droghe, Aids, copyright, brevetti e diritti digitali. Discutevamo del futuro di Internet e insegnavamo a tutti a mandare email, scrivere in Html e farsi un sito web. Continua »

AGI: Gli Usa sono in allarme rosso per i cyberattacchi iraniani.

Gli Usa sono in allarme rosso per i cyberattacchi iraniani.

La Cisa, agenzia per la sicurezza delle reti, chiede a chiunque, nel settore pubblico e privato, di aumentare l’attenzione verso qualsiasi azione possa indicare un minaccia iraniana nel cyberspazio

di ARTURO DI CORINTO per AGI del 7 Gennaio 2019

L’agenzia americana per la sicurezza delle reti e delle infrastrutture, Cisa, ha diramato l’allarme rosso. A seguito delle tensioni con l’Iran di Khamenei causate dall’uccisione del generale Qassem Soleimani su ordine di Trump, adesso si temono attacchi cibernetici da parte della repubblica islamica.

Allarme che acquista particolare significato dopo l’inondazione di Twitter con messaggi anti Trump, la compromissione di centinaia di siti web americani e la violazione della Libreria Federale attraverso cui il governo diffonde gratis le proprie pubblicazioni. Il suo magazzino digitale era stato defacciato sabato scorso e l’homepage sostituita con l’immagine del presidente Trump preso a pugni mentre versa sangue dalla bocca, rivendicato da un presunto gruppo di hacker iraniani. Continua »

Affari Italiani: Usa, timori di una rappresaglia cibernetica iraniana

Usa, timori di una rappresaglia cibernetica iraniana

Perché il cybercommand USA invita tutti a essere pronti

di ARTURO DI CORINTO per Affari Italiani del 7 Gennaio 2019

L’immagine manipolata del presidente Usa Donald Trump preso a pugni in faccia e che sanguina dalla bocca, insieme a un messaggio che vanta la forza cibernetica dell’Iran, è apparsa brevemente sul sito web della Biblioteca federale americana nella giornata di sabato. La firma? “Hacked by Iran Cyber Security Group Hackers. Questa è solo un esempio delle abilità informatiche dell’Iran! Siamo sempre pronti”.

Sono però centinaia i siti americani defacciati per rappresaglia dopo l’uccisione del generale e uomo politico Qassem Soleimani da un drone americano. Si tratta di siti minori, gestiti da privati, turistici, commerciali o relativi a servizi ed eventi legati a salute e medicina (https://www.e-cwellness.com/, https://discerningreader.com/, etc). Continua »

AGI: La rappresaglia cibernetica iraniana dopo il raid Usa

I timori di una rappresaglia cibernetica dopo l’uccisione del generale Soleimani da parte di un drone americano cominciano a concretizzarsi. Sono almeno 150 i siti americani finora defacciati dai sostenitori del regime degli Ayatollah. Così da stamattina il conflitto tra Usa e Iran suscita un timore in più, quello di un’escalation militare nel cyberspace.

Per alcuni l’allarme sarebbe concreto proprio a causa del modus operandi degli hacker di stato islamici che avrebbero già infiltrato le infrastrutture critiche dell’avversario e di potenziali altri bersagli alleati degli Stati Uniti. Questi hacker, noti come Minacce avanzate persistenti (APT, Advanced Persistent Group), proprio per la tecnica che usano di infiltrare i sistemi e stare quieti fino al momento giusto per un attacco, sono quelli che preoccupano di più gli analisti. Continua »

Rainews24: Intervista ad Arturo Di Corinto su guerra cibernetica

Rainews24: Intervista ad Arturo Di Corinto su guerra cibernetica

Crescono i timori di un attacco cibernetico verso gli Usa come rappreseglia per l’omicidio mirato del generale iraniano Qassem Soleimani a Baghdad.

Rainews24 intervista il professore Arturo Di Corinto sugli indizi di una guerra cibernetica.

“Non ci saranno rappresaglie militari  immediate, sappiamo che alcuni cani sciolti hanno defacciato 150 siti americani.” e continua “Gli iraniani non hanno le stesse capacità di guerra elettronica degli Stati Uniti, ma nel passato hanno prodotto molti danni e sappiamo che si sono infiltrati in dogane, aeroporti e univeristà dei paesi vicini.”

 

©2007-2009 Arturo Di Corinto| Progetto grafico di Lorenzo De Tomasi [Copia questo tema] | Powered by Wordpress