La Repubblica: Anonymous ‘buca’ governo e ministeri: ”Abbiamo i vostri dati personali”

la-repubblica-it-logoAnonymous ‘buca’ governo e ministeri: ”Abbiamo i vostri dati personali”

Un nuovo leak ha per oggetto contratti, stipendi, carte d’identità e indirizzi email di personale degli Interni, della Difesa, della Marina e della Presidenza del Consiglio. Il nuovo colpo alla cybersicurezza assestato dal gruppo di hacker anonimi

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 14 Novembre 2017

UNA miniera di dati, riservati e personali. Di poliziotti, militari, marinai stellati del Bel Paese. Così si presenta il leak appena diffuso in Rete da Anonymous: “Cittadini, siamo lieti di annunciarvi, per il diritto della democrazia e della dignità dei popoli, che siamo in possesso di una lista di dati personali relativi al ministero dell’Interno, al ministero della Difesa, alla Marina Militare nonché di Palazzo Chigi e Parlamento Europeo.”
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La Repubblica: Che cos’è Tor Project e a che cosa serve

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Che cos’è Tor Project e a che cosa serve

Nei segreti del software per navigare la rete in maniera anonima. Usato per garantire la privacy di giornalisti, whistleblower e dissidenti politici, è anche il nome del network omonimo che protegge le proprie comunicazioni usando la crittografia

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 3 Novembre 2017

IMMAGINATEVI il web come un iceberg. La sua punta è fatta dal web di superficie, quella dove troviamo Facebook, Twitter, i siti dell’università o del nostro giornale preferito. Sotto il pelo dell’acqua c’è il resto dell’iceberg, il Deep Web, cioè la porzione del web non indicizzata dai motori di ricerca e i cui siti non riusciremmo a trovare neppure con Google. E poi c’è una parte del deep web, più difficile da scoprire, il Dark web, che può essere raggiunta solo con speciali software come Tor, acronimo di The Onion Router. Continua »

La Repubblica: Il software libero è diventato grande: in 80 città italiane si festeggia il Linux Day

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Il software libero è diventato grande: in 80 città italiane si festeggia il Linux Day

La comunità dell’open source si incontra in piazze, licei e biblioteche per festeggiare la diciottesima edizione dell’evento. Eventi a Parma, Catania, Bolzano, Palermo, Roma, Milano, Firenze

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 27 Ottobre 2017

IL SOFTWARE libero ha vinto. L’utopia di creare programmi di buona qualità per aiutare il prossimo – e che fossero anche stabili ed economici senza fare cose strane di nascosto – è diventata realtà. E verrà celebrata al Linux Day, sabato 28 ottobre, in circa 80 città italiane all’insegna di un unico motto: “condivisione”. L’iniziativa, che si ripete quest’anno per la diciottesima volta, ha lo scopo di promuovere il software libero nella sua doppia accezione di free e open source ma è intitolata a Linux perché questo è il nome del kernel, il “nocciolo”, dei sistemi operativi liberi Unix-like ed “embedded Linux” (incorporati) che ogni giorno usiamo per chattare, navigare, fare una ricerca in Rete. Continua »

La Repubblica: Informazione di qualità e cultura dei media sono l’unico antidoto alle fake news

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Informazione di qualità e cultura dei media sono l’unico antidoto alle fake news

All’ambasciata americana a Roma un incontro per parlare di bufale, social network e guerra psicologica. Gi esperti: “Il giornalismo (di qualità) torni a fare il guardiano della democrazia”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 19 Ottobre 2017

OLTRE al danno, la beffa. Alcuni giorni fa, Snopes e Politifact, tra i maggiori siti esistenti di fact checking, si sono ritrovati inondati da annunci pubblicitari infarciti di fake news senza potere fare nulla. Google AdSense, il sistema usato dagli inserzionisti di mezzo mondo per vendere pubblicità online, che è proprio all’origine della beffa appunto, li piazza in maniera automatica sui siti che accettano di esporla per arrotondare le entrate senza andare troppo per il sottile.

Gli annunci in questione si riferivano in particolare a una notizia, fasulla, secondo cui la first lady Melania Trump aveva lasciato la Casa Bianca per tornare a vivere a New York. Cliccando sull’annuncio pubblicitario però si veniva reindirizzati a due ‘siti canaglia’, clonati da popolari e storiche pubblicazioni come People e Vogue. Insomma, finta la storia, finto il sito di atterraggio. Continua »

La Repubblica: Google, stretta sulla sicurezza sugli account per obbiettivi sensibili: politici, imprenditori e giornalisti

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Google, stretta sulla sicurezza sugli account per obbiettivi sensibili: politici, imprenditori e giornalisti

La misura per contrastare il dilagante fenomeno del phishing, il furto dei dati ottenuto tramite finte email. Doppia autenticazione e security check alla base della difesa

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 18 Settembre 2017

ROMA – Google ha deciso di attivare un “Programma di protezione avanzata” per giornalisti, imprenditori e politici. Naturalmente si tratta di protezione informatica, con nuovi strumenti per tenere al sicuro le comunicazioni che potrebbero essere oggetto di attacchi hacker come phishing, trojan e ransomware. La decisione resa nota oggi era nell’aria da tempo ma acquista maggiore significato dopo la violazione dell’account del premier britannico, la sottrazione di documenti classificati della difesa sudcoreana e dell’attentato mortale contro la giornalista maltese dei Panama Papers.
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La Repubblica: Violato l’account email del premier britannico. Sospetti su hacker iraniani

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Violato l’account email del premier britannico. Sospetti su hacker iraniani

Insieme a quello di Theresa May altre 9000 mailbox a rischio. Secretati, almeno per ora, i contenuti delle conversazioni digitali

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 16 Ottobre 2017

L’ACCOUNT email del premier Theresa May è stato violato da hacker iraniani. A confermarlo è un rapporto dei servizi segreti di sua Maestà. I fatti risalgono al 23 giugno scorso ma solo oggi la stampa britannica ne ha dato notizia. Gli account violati sarebbero ben 9000 e almeno 100 appartengono a ministri e parlamentari britannici. Secondo gli esperti, l’attacco ha usato tecniche di “brute force”, ovvero un tipo di attacco che esplora con sofisticati software tutte le combinazioni possibili delle password che proteggono sistemi e account informatici fino ad arrivare a quella corretta. Non si tratta del tipico di attacco usato dagli hacker governativi (nation state hackers) che in genere hanno nel loro arsenale cyber-armi più sofisticate, pertanto le prime ipotesi vanno nella direzione di attività di spionaggio su larga scala forse anche di tipo commerciale. E tuttavia il rapporto dell’intelligence attribuisce l’accaduto ad hacker iraniani. Sono infatti diverse le fonti che ritengono che nel panorama ‘cyber’ gli attacchi riconducibili ad attori iraniani siano imputabili a gruppi legati al governo di Rohani. Ma è ancora presto per dire se si tratti di hacker al soldi di stati stranieri o cani sciolti.
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Cybersecurity: Mariti gelosi, utenti fasulli e cybertruffatori: i fake invadono il mondo del dating online

Mariti gelosi, utenti fasulli e cybertruffatori: i fake invadono il mondo del dating online

Secondo uno studio di Kaspersky Lab gli utenti alla ricerca della propria anima gemella sulle piattaforme di dating online sono più esposti di altri a cyberattacchi, malware e truffe cibernetiche.

di Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 15 Ottobre 2017

La rete, si sa, è piena di imbroglioni. E di ladri, come nelle piazze delle città turistiche, nei paesini e nei ministeri. Ma ci sono degli imbroglioni che fanno più male degli altri perché sono quelli che riescono a truffarti manipolando la tua fiducia. E dove si nascondono? Ovunque, anche nei siti di dating online, proprio quelli dove si cerca un po’ di compagnia e magari l’anima gemella. Continua »

Cybersecurity: Ecco chi sono gli hacker della nazionale italiana di cyber-defender

Ecco chi sono gli hacker della nazionale italiana di cyber-defender

A Lucca il ritiro dei giovani hacker bianchi che competono nel campionato europeo di cybersecurity

di Arturo Di Corinto per Startupitalia del 10 Ottobre 2017

Sono giovanissimi, qualcuno ha da poco compiuto 18 anni, eppure rappresenteranno l’Italia nella prossima gara europea di cybersecurity: la European Cybersecurity Challenge. Queste giovani speranze del cyberspace, sono romani, milanesi e veneziani – uno è cinese da parte dei genitori ma nato e cresciuto in Italia – e sono tutti bravissimi a dissezionare virus, manipolare software e penetrare siti per esigenze didattiche. Continua »

La Repubblica: Computer in remoto, così il Senato risparmia un milione l’anno

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Computer in remoto, così il Senato risparmia un milione l’anno

Con il virtual desktop a Palazzo Madama il pc diventa un’app. Permette di lavorare sui propri documenti senza dover spostare cartelle e scrivania del computer che diventa accessibile anche da smartphone

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 4 Ottobre 2017

ROMA – In un posto che difficilmente si potrebbe immaginare dedicato alle attività digitali, la cassaforte informatica del Parlamento ha trovato la sua nuova casa. Sotto piazza Navona a Roma, proprio a ridosso delle mura dell’antico stadio di Domiziano, sono infatti collocati i server del Senato della Repubblica.
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La Repubblica: L’Università italiana per la Cybersecurity: alla Luiss un master dedicato

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L’Università italiana per la Cybersecurity: alla Luiss un master dedicato

Ma non è l’unico. L’Accademia italiana ha già da tempo cominciato a investire nel settore

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 5 Ottobre 2017

ROMA – La cybersecurity è una cosa seria. Se ne sono accorte associazioni, istituzioni e imprese colpite negli ultimi mesi da devastanti attacchi informatici che hanno messo a rischio conti bancari, strutture produttive e servizi socio-sanitari. Nel mirino degli hacker ci sono sempre di più cartelle cliniche, dati assicurativi, brevetti e segreti industriali, perfino le identità dei consumatori raggirati grazie a tecniche di ingegneria sociale. I danni provocati dal crimine informatico si attestano su cifre da capogiro, stimate fino a 500 miliardi di euro all’anno. Insomma, più il mondo si digitalizza più aumenta la superficie d’attacco per criminali e terroristi. Continua »

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