RAIUNO – CODICE: Libertà e web: utopia? – Codice La vita è digitale 22/08/2019

Libertà e web: utopia? – Codice La vita è digitale 22/08/2019

L’editoriale di Arturo Di Corinto sulla religione “digitale”. Oggigiorno il web stesso è diventato una religione, praticata attraverso l’iperconnessione via social. È questo il motivo per cui il filosofo coreano Byung-chul Han ritiene che i social network siano diventati dei “panottici” digitali che sorvegliano senza pietà le nostre interazioni.

La grande quantità di dati generata dal nostro essere “sociali” ha così prodotto un nuovo fenomeno, a metà strada tra l’ideologia e la religione: il “dataismo”, il culto dei dati.

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RAIUNO CODICE: Sistemi complessi, ”sciami” al lavoro? – 21/08/2019

CODICE, LA VITA DIGITALE – stagione 3 – 2019

Conduce: Barbara Carfagna
Regia di Luca Romani
Autori: Barbara Carfagna e Fabrizio Giunta
Collaborazione di Massimo Cerofolini
Consulenza Scientifica di Arturo Di Corinto

La potenza di calcolo delle reti, e la quantità di dati sempre più imponente che produciamo, induce gli ingegneri e le aziende a costruire infrastrutture sempre più complesse. Ed è sorprendente osservare come molte soluzioni prendano le mosse da sistemi semplici, che assemblati opportunamente, producano poi risultati inattesi, dalle prestazioni molte volte superiori rispetto a quelle che ci si aspetterebbe di ottenere analizzando i singoli costituenti. Proprio come succede in natura: ogni sistema vivente è complesso, e può essere compreso non studiando il comportamento degli elementi che lo compongono, ma solo guardandolo nel suo insieme. Questo vale per le grandi città stato, le cosiddette smart city che si stanno affermando soprattutto in estremo oriente, vale per le grandi aziende, come ha dichiarato il fondatore di Huawey, Ren Zhengfei, in un’intervista rilasciata nella sede cinese a Barbara Carfagna, vale per molte aziende digitali europee che stanno cercando una soluzione per contrastare lo strapotere americano. E a volte la capacità di auto-organizzazione di questi sistemi complessi consente di fare enormi passi avanti dal punto di vista tecnologico: un esempio per tutti è la blockchain, che promette di rendere trasparente e inviolabile ogni trasferimento di beni e merci, abbassando i costi, migliorando la distribuzione di informazioni, creando impulso all’economia.

RAIUNO – CODICE: La sanità digitale – 15/08/2019

Codice La vita è digitaleSt 2019 La sanità digitale – 15/08/2019

CODICE, LA VITA DIGITALE – stagione 3 – 2019

Conduce: Barbara Carfagna
Regia di Luca Romani
Autori: Barbara Carfagna e Fabrizio Giunta
Collaborazione di Massimo Cerofolini
Consulenza Scientifica di Arturo Di Corinto

Può il cibo diventare una medicina, prevenendo, attraverso l’analisi digitale personale, le carenze nutrizionali? E quali saranno le strategie per produrre cibo in modo sostenibile, in un mondo in cui la richiesta è sempre crescente? Per molti analisti è prossima l’applicazione della tecnologia blockchain anche sugli alimenti, rendendone così certificata la tracciabilità. E poi, il futuro della cura: grazie a tecniche diagnostiche sempre più avanzate, per alcuni medici entro venti anni riusciremo a sconfiggere la gran parte delle malattie, e fattore determinante sarà la terapia prescritta con la telemedicina. E cosa si sa della crioconservazione, filone di ricerca in cui molte aziende private e nazioni stanno investendo ingenti somme di denaro? Infine, quali sono i sistemi di autenticazione e di tutela dei dati sanitari nelle nazioni più digitalizzate del mondo?

RADIO RAI UNO intervista Arturo Di Corinto

L’estate di Radio1

Internet e privacy

31 luglio 2019
Con Claudio Vigolo e Diana Alessandrini Regia di Roberta di Casimirro

Ospiti oggi a “L’Estate di Radio1”:

Internet e privacy
Arturo di Corinto
, docente ed esperto di Internet nuove tecnologie e comportamenti sociali
Roberto Paura, presidente di Italian Istitute for the Future

La Repubblica: Il mercante, il sapiente, il guerriero: l’Hacker University di Tel Aviv alleva i combattenti del cyberspazio

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Il mercante, il sapiente, il guerriero: l’Hacker University di Tel Aviv alleva i combattenti del cyberspazio

Un commerciante di diamanti 91enne ha deciso di finanziare una scuola di cybersecurity: “E’ un investimento produttivo – dice – ma non è soltanto una questione di soldi”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 28 Luglio 2019

TEL AVIV – “Al tempo dei kibbutz ci affidavamo ai carri armati per difenderci e combattere, ma oggi un computer può sconfiggere anche un carrarmato”. A parlare così è Pinchas Fouzailov, il 91enne presidente dell’Università degli hacker di Tel Aviv. Tra i fondatori dell’industria diamantifera israeliana Pinchas è proprietario di un intero grattacielo a Ramat Gan, alla periferia della città, e ha voluto dedicare tre dei suoi piani all’addestramento di giovani promesse della cybersecurity – dice – per “rendere il paese più sicuro”.

È un vecchietto arzillo, che affronta l’argomento della sicurezza informatica col piglio di uno youtuber e racconta a Repubblica come tutto è cominciato. “Se siamo bravi coi computer è perché siamo abituati a difenderci. Ho vissuto il periodo delle bombe e degli attentati e ti assicuro che con vicini così non potrebbe essere diversamente”. Alla domanda di quali siano le leve del successo ci dice: “Noi ebrei, israeliani, siamo abituati a guardare ai problemi da angolazioni diverse, proprio come fanno i giovani hacker per trovare le soluzioni migliori, difenderci e attaccare al momento giusto. Ma non mi piace la guerra. La guerra complica gli affari”.

HackerU, così si chiama la scuola di formazione per esperti informatici, ha 200 insegnanti e 7000 allievi. “L’istruzione è la prima cosa”, come ci dice Daniel Adani, avvocato e portavoce della scuola, “vengono da tutto il mondo per imparare. Ma gli insegnanti provengono sia dalle università d’eccellenza israeliane che dalle unità di intelligence dell’esercito. E proprio l’esercito manda a Ramat Gan i suoi soldati più versati ad apprendere i segreti della guerra elettronica per contrastare virus e attacchi informatici. Continua »

RAIUNO: CODICE, LA VITA DIGITALE DAL PRIMO AGOSTO 2019

CODICE, LA VITA DIGITALE – stagione 3 – 2019

Dall’Asia alla Silicon Valley, in onda il giovedì in seconda serata alle 23:30 su RaiUno in onda la terza edizione di Codice La vita è digitale.

Conduce: Barbara Carfagna
Regia di Luca Romani
Autori: Barbara Carfagna e Fabrizio Giunta
Collaborazione di Massimo Cerofolini
Consulenza Scientifica di Arturo Di Corinto
Inviati: Floriana Bulfon, Elisabetta Curzel, Massimo Cerofolini, Matteo Di Calisto, Arturo Di Corinto, Celia Guimaraes, Valentina Noseda, Lucia Pappalardo, Clelia Passafiume
Registi: Cristina Cilli, Luca Ferrari, Lucia Pappalardo, ALessandro Nucci
Durata: 6 puntate 
Produttore esecutivo: Federica Guerrieri
Assistente di regia: Claudia Bernardini
Ricerche: Carlo Posio
In redazione: Alessio Aversa, Federico Calò, Raffaella Moriondo, Ylenia Buonviso.
Redazione: Roma | Location: Studio 2 Teulada

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La Repubblica: Perché gli umani attaccano i sistemi basati sull’intelligenza artificiale

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Perché gli umani attaccano i sistemi basati sull’intelligenza artificiale

Un nuovo rapporto del progetto europeo Sherpa realizzato con F-Secure illustra le tecniche di attacco usate per inquinare i dati e confondere gli algoritmi alla base dei sistemi intelligenti

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 18 Luglio 2019

GLI UOMINI stanno attaccando i sistemi di Intelligenza Artificiale e non viceversa, come ci saremmo aspettati dai film di fantascienza. Ma per fare che cosa? Per manipolare i risultati dei motori di ricerca, modificare gli algoritmi dei social media, il ranking e la reputazione dei siti web, disturbare il volo dei droni o ingannare una macchina a guida autonoma. E così, al contrario di quello che speravamo, l’uso malevole degli strumenti di intelligenza artificiale non si è fermato alla creazione di sofisticate campagne di disinformazione.

L’allarme viene da un rapporto del progetto europeo Sherpa, dedicato a diritti umani e intelligenza artificiale, e che ha evidenziato come singoli criminali e hacker organizzati abbiano trovato un nuovo obbiettivo nell’attaccare i sistemi ‘intelligenti’ che suggeriscono gli acquisti di Amazon o sull’Apple Store, che definiscono il ranking dei ristoranti su TripAdvisor o che predicono la probabilità di eventi criminosi e i consumi energetici delle smart city. Continua »

Il Manifesto: L’«astroturfing» e i bot di Virgina Raggi

L’«astroturfing» e i bot di Virgina Raggi

Hacker’s Dictionary. I profili fasulli infestano i social. Da LinkedIn a Instagram e Twitter i sockpuppet inquinano il dibattito pubblico ma possono essere scoperti anche senza particolari doti informatiche, forse

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 18 Luglio 2019

L’«astroturfing» è un termine coniato nell’ambito del marketing per definire la creazione a tavolino del consenso dal basso per un’idea, un prodotto o un candidato alle elezioni (cfr. Wikipedia).

La tecnica dell’«astroturfing», che usa soggetti pagati apposta, può anche servire ad alterare la percezione del pubblico su un certo argomento nell’ambito della comunicazione politica, dove però si preferisce parlare di fake news e disinformazione online.

A differenza che nel passato, per inquinare il dibattito pubblico nei social network oggi si usano profili fasulli generati via software da aziende specializzate – sono chiamati volgarmente bot -, e automatizzare compiti come la ripetizione ossessiva di certi messaggi per dare l’impressione che esista ampio consenso attorno a sindaci, partiti e ministri dell’Interno. Continua »

Formiche: FaceApp, dove finiscono le foto modificate? I dubbi di Di Corinto

FaceApp, dove finiscono le foto modificate? I dubbi di Di Corinto

L’applicazione per modificare l’aspetto che in questi giorni impazza sui social potrebbe mettere a rischio la privacy degli utenti, e non solo. conversazione con Arturo Di Corinto, docente e saggista, esperto di nuove tecnologie

di Simona Sotgiu per Formiche del 17 Luglio 2019

Viaggi nel futuro? Ancora le tecnologie che l’essere umano ha a disposizione non permettono di attraversare lo spazio-tempo, però un assaggio del nostro aspetto futuro l’abbiamo visto scorrere sulle pagine social in questi giorni grazie a un’applicazione, FaceApp, che modificando un’immagine del volto ricostruiva quello che sarà il nostro aspetto futuro. Ma c’è un prezzo, e come spesso accade ha a che vedere con la privacy. “Il problema è che le facce sia originali che quelle modificate una volta che sono dentro questi database possono essere rivendute a dei soggetti che creano eserciti di profili fantoccio”, ha spiegato a Formiche.net Arturo Di Corinto, docente e saggista, esperto di nuove tecnologie, che incontra diverse criticità nell’applicazione creata da Yaroslav Goncharov. Continua »

Il Manifesto: Video fasulli e porno vendette: la sessualità sotto ricatto

Video fasulli e porno vendette: la sessualità sotto ricatto

Hacker’s Dictionary. Da Grindr a Jack’d, da DeepNude a Tik Tok, perché gli hacker criminali si inte

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 11 Luglio 2019

Una volta i soldi si facevano con il furto di contanti e gioielli, poi, con Internet, svuotando i conti correnti online e infine rubando potenza computazionale dai telefonini per generare cryptovalute. Adesso però i criminali fanno soldi vendendo dati personali relativi ai corpi, ai movimenti e alle scelte sessuali delle persone. O minacciando di farlo.

Ma come? Pensate a Grindr, l’app per gli incontri gay di proprietà della cinese Kunlun Media di cui il governo americano ha imposto la cessione perché i suoi database sono pieni di informazioni su nomi, indirizzi, posizione geografica, preferenze sessuali, stato di salute dei membri della community che la usano per incontri sentimentali ed erotici. Il motivo? Tra gli utenti ci sono anche funzionari governativi e militari: conoscere le loro abitudini – dove lavorano, con chi, in quali ore – significa poter accedere a informazioni sensibili o estorcergliele.

La scorsa settimana invece la Procura generale di New York ha multato la compagnia proprietaria dell’app Jack’d con 240 mila dollari per avere lasciato incustodite le immagini più private dei suoi utenti. Anche in questo caso si tratta di persone gay, bisex, trans e curiose che usandola cercano l’anima gemella. Anche qui il rischio è quello di conoscere troppi dettagli intimi di colleghi, concorrenti, mogli, mariti, vicini di casa, da usare contro di loro in cause legali o per ricatti di natura monetaria. Continua »

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