Hacker, cybergang e propaganda: l’altra guerra tra Israele e Iran

Oltre al conflitto nel mondo fisico, è in corso un altro conflitto, che si svolge nello spazio digitale. E che ha regole e dinamiche molto diverse, come spiega l’autore di “Guerra profonda. Hacker, bugie e l’architettura segreta dei nuovi conflitti”

Arturo Di Corinto

24 Giugno 2026Aggiornato alle 17:30

La Stampa

6 minuti di lettura

In questo estratto da Guerra profonda. Hacker, bugie e l’architettura segreta dei nuovi conflitti, Arturo Di Corinto racconta la dimensione invisibile della guerra contemporanea: quella combattuta attraverso reti, dati, piattaforme digitali, propaganda e attacchi informatici. Il volume, pubblicato da Luiss University Press (pp. 220, euro 22), con prefazione di Roberto Baldoni, fondatore e primo direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, analizza il modo in cui cybersicurezza, intelligenza artificiale e disinformazione stanno trasformando i conflitti internazionali.

Il 12 giugno 2025 Israele lancia un attacco aereo verso l’Iran che, secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Aiea, sta velocemente giungendo a una piena capacità nucleare. L’operazione, denominata “Rising Lion”, il “Risveglio del leone”, è accompagnata da una serie di attacchi informatici per tutta la prima fase del conflitto: attacchi Ddos, defacciamenti, esfiltrazione di dati sensibili e di informazioni riservate. Si creano due fronti hacktivisti: 94 a favore dell’Iran, 10 a favore di Israele e 15 anti-iraniani, per un totale di 119 gruppi, secondo le stime di CyberKnow (2025), l’azienda australiana specializzata in Osint e cyber threat intelligence.

Anche in occasione di questo conflitto, condotto con armi convenzionali e omicidi mirati che uccidono alti funzionari iraniani, compreso il capo dell’intelligence, il comandante della forza Quds, Saeed Izadi, lo schema si ripete: gli attacchi cinetici prima, e cioè i bombardamenti israeliani su siti sensibili iraniani e i lanci di missili balistici dall’Iran verso Israele, sono accompagnati dagli attacchi cibernetici e dalla disinformazione. Quello che pare un dominio separato, il mondo cyber, anche in questo caso ha una prosecuzione nel mondo fisico.

La propaganda viene subito attivata sui due fronti del conflitto. I media riportano un attacco alla banca iraniana Sepah, ma l’agenzia di stampa statale Irna sosterrà che le transazioni nella Repubblica Islamica non ne hanno sofferto. Poi sarà diffusa la notizia di un attacco informatico al cryptoexchange iraniano Nobitex con l’effetto di sottrargli circa 90 milioni di dollari di cryptovalute. L’exchange dirama una comunicazione in cui informa la clientela che ogni asset sarà rimborsato.

Le autorità della Repubblica Islamica dell’Iran sin dal 13 giugno decidono massicce restrizioni dell’accesso a Internet, il traffico si riduce all’80%. Ai funzionari del regime viene raccomandato di interrompere l’utilizzo di qualsiasi dispositivo connesso, anche di WhatsApp, per evitare di essere geolocalizzati e diventare un target degli israeliani, tecnica usata dagli stessi cybersoldati iraniani per identificare e colpire una base militare israeliana.

Dall’inizio del conflitto si registrano diversi tentativi di interruzione del funzionamento di infrastrutture critiche nei settori energetico e delle telecomunicazioni, con attacchi a centrali elettriche, raffinerie e impianti petrolchimici. I gruppi statuali e degli attivisti cercano infatti di infiltrarsi in dighe, aeroporti e centrali energetiche sfruttando vulnerabilità nei sistemi di controllo industriale (Industrial Control Systems, Ics, e Supervisory Control and Data Acquisition, Scada) per causare blackout o disservizi, intercettare dati e compromettere la sicurezza delle comunicazioni militari e civili.

Gli iraniani, per i quali la cyberwarfare è parte della dottrina militare della soft war, vedono schierate al proprio fianco alcune cybergang. Una di queste è nota come Handala, da sempre impegnata in attacchi ransomware, che stavolta però non appare interessata all’ottenimento di riscatti monetari ma a creare caos e incertezza nel cyberspace israeliano assumendo un profilo hacktivista.

Durante gli attacchi missilistici contro le città di Tel Aviv, Haifa, Be’er Sheva, vengono inoltre condotti attacchi Ddos mirati ai siti web delle stazioni radio israeliane per creare confusione e ostacolare la diffusione degli alert di allarme. In seguito, vengono divulgate notizie di attacchi contro centri di ricerca nucleare e militare, con diffusione di malware per il furto di informazioni. A farne le spese, il centro di ricerca Weizmann, come parte di una campagna di phishing avente come obiettivo istituzioni accademiche e del settore israeliano della difesa, azione motivata dal coinvolgimento delle università israeliane nel sistema militare e di sicurezza del Paese. Ed è infatti proprio il gruppo pro-pal Handala Hack che il 18 giugno 2025 annuncia una fuga di dati di 425 GB dall’azienda israeliana Mor Logistics e l’ottenimento dell’accesso a 4 TB di documenti classificati del Weizmann Institute of Science, colpito da un attacco missilistico iraniano il giorno prima (Daily DarkWeb, 2025).

Nel canale Telegram AptIran i gestori rivendicano gli attacchi contro Israele come ritorsione per i bombardamenti subiti. In aggiunta, il gruppo diffonde una serie di informazioni circa gli attacchi a servizi e infrastrutture iraniane e, in un post significativo, fornisce consigli ai potenziali target iraniani ricordando che, in un “teatro di guerra digitale”, “l’utilizzo di tecnologie non prodotte da vendor affidabili rappresenta un rischio diretto per le infrastrutture critiche del Paese (…) in quanto ogni componente importata o sviluppata da soggetti esterni può diventare uno strumento di intrusione, controllo o sabotaggio da parte del nemico” (Red Hot Cyber, 2025). Il gruppo mette in guardia i connazionali dalla possibile presenza di backdoor nella tecnologia in uso nel Paese, illustrando bene uno dei rischi centrali alla sovranità digitale.

Terminata la “guerra dei dodici giorni” gli attacchi cibernetici e le operazioni di influenza non smettono. L’azienda israeliana Check Point Software individua una campagna di phishing potenziata con l’intelligenza artificiale da parte di attori iraniani, gli Apt35 (Lakshmanan, 2025), che, a partire da metà giugno 2025, ha preso di mira cittadini israeliani utilizzando false e-mail e messaggi WhatsApp personalizzati, redatti con strumenti di intelligenza artificiale, come suggeriscono il layout strutturato e l’assenza di errori grammaticali. Al target della campagna, esperti israeliani di intelligenza artificiale, veniva paradossalmente chiesto supporto per un sistema di rilevamento delle minacce basato sull’AI, proprio per contrastare l’ondata di attacchi informatici che aveva preso di mira il loro Paese, Israele, a partire dal 12 giugno.

Successivamente, alla fine della guerra (quella che in seguito si rivelerà solo la prima campagna militare contro l’Iran), nei primi di agosto 2025, la società Security Scorecard decide di rilasciare pubblicamente un rapporto in cui viene chiarito come hanno operato gli attori filoiraniani delle minacce, noti e meno noti, durante il conflitto dei dodici giorni. Strike, il gruppo di threat intelligence di Security Scorecard, ha analizzato infatti oltre 250mila messaggi provenienti da 178 gruppi attivi, e ha potuto in tal modo rilevare una campagna digitale altamente coordinata che rispecchiava le azioni militari sul campo. L’analisi condotta ha individuato tre principali categorie di attori:

  1. hacktivisti vagamente affiliati che operano senza supervisione diretta ma allineati con le priorità del corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (Irgc);
  2. cluster strutturati allineati all’Irgc che eseguono campagne mirate;
  3. gruppi interamente sponsorizzati dallo Stato come Imperial Kitten (noto anche come Tortoiseshell, Cuboid Sandstorm o Yellow Liderc).

Queste entità, concentrate su settori ad alto valore, tra cui istituzioni finanziarie, agenzie governative e organi di informazione, utilizzano attacchi di Sql injection, Ddos e metodi di esfiltrazione dei dati per la raccolta di informazioni e l’interruzione delle comunicazioni per danneggiare gli avversari. Operazioni che prevedono anche tecniche di ricognizione, analisi delle vulnerabilità per exploit zero-day e distribuzione di script malware personalizzati, il tutto programmato per coincidere con attacchi aerei e incursioni al confine (Security Scorecard, 2025).

In base alle analisi della società SOCRadar (2025), il conflitto Iran-Israele del 2025 ha portato a un’impennata dell’attività informatica, con oltre 600 segnalazioni di attacchi informatici su oltre cento canali Telegram tra il 12 e il 27 giugno 2025. Gli hacker filoiraniani non avrebbero colpito solo Israele, il Paese maggiormente preso di mira con 441 segnalazioni di attacchi, ma anche Stati Uniti (69), India (34) e nazioni mediorientali come Giordania (33) e Arabia Saudita (13).

[…]

A distanza di pochi mesi, nella notte di sabato 28 febbraio 2026, Israele attacca nuovamente l’Iran con una serie di incursioni aeree appoggiate dagli Stati Uniti. Tra sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo, in concomitanza con l’avvio delle operazioni militari convenzionali, denominate “Operation Roaring Lion” (“Ruggito del leone”) da parte israeliana e “Operation Epic Fury” (“Furia epica”) da parte statunitense, si registra una serie di operazioni cyber di notevole portata.

Tra le prime evidenze documentate vi è il crollo quasi totale della connettività Internet in Iran. Secondo Doug Madory, direttore dell’analisi Internet presso la società Kentik, la connettività è precipitata in due distinte finestre temporali: la prima alle 07:06 GMT e la seconda alle 11:47 GMT del 1° marzo. NetBlocks ha a sua volta osservato un forte calo della connettività in coincidenza con l’inizio degli attacchi cinetici.

Inizialmente si ritiene che siano stati gli stessi iraniani a degradare la connettività, ma in seguito report pubblici e analisi specializzate la indicheranno come un’operazione in corso su larga scala che prende di mira le reti digitali iraniane. Secondo questi rapporti, diversi livelli dell’infrastruttura digitale e fisica del Paese sarebbero stati colpiti simultaneamente da diverse tecniche di sabotaggio: dalla manipolazione del Border Gateway Protocol (BGP) e dall’avvelenamento della cache DNS, fino ai sovraccarichi elettrici mirati tramite la manipolazione di sistemi SCADA, uniti agli attacchi cinetici contro gli Internet Exchange Point (IXP). L’effetto cumulativo di queste azioni, secondo diverse fonti, avrebbe ridotto drasticamente la connettività Internet in tutto il Paese, compromettendo gravemente le capacità operative e la risposta militare di Teheran.

Il blackout domestico non impedisce però le operazioni cibernetiche: impianti malware pre-posizionati e infrastrutture di attacco distribuite all’estero possono mantenere la capacità di colpire i bersagli, che includono settori civili e commerciali e la loro supply chain. In omaggio al solito cliché che vuole gli attacchi cinetici accompagnati da attacchi cibernetici, disinformazione e sabotaggio, va segnalato il fatto che subito viene hackerata un’app religiosa scaricata almeno cinque milioni di volte dai credenti sciiti. Si chiama BadeSaba Calendar e, invece di offrire informazioni sugli appuntamenti religiosi, all’improvviso visualizza messaggi di incitazione alla rivolta diretti alla popolazione islamica.

L’operazione militare “Ruggito del leone” scatena comunque una risposta immediata di Teheran, con ondate di missili balistici e droni contro basi statunitensi, infrastrutture regionali e centri urbani nei Paesi del Golfo, inclusi Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrain e Kuwait. Nonostante questo dispiegamento di forze, però, come scrive Marco Bacini (2026), la superiorità continua in parte a misurarsi sulla quantità di mezzi dispiegati, ma si misura anche sulla capacità di strutturare conoscenza dai flussi di dati eterogenei raccolti da piattaforme autonome, sensoristica avanzata e reti di intelligence integrate. La velocità informazionale diventa moltiplicatore di potenza strategica e lo Stato che possiede un vantaggio strutturato nell’elaborazione cognitiva di segnali operativi consegue un vantaggio competitivo critico.

L’accecamento dei radar, l’azzeramento della contraerea e l’uccisione mirata del leader Khamenei al primo giorno di guerra, individuato forse tramite l’hacking di telecamere stradali, ci fa capire che missili e droni non sono i soli protagonisti di questa nuova era di conflitti. Come dice Bacini: “La guerra post-umana è in atto, e la sua comprensione teorica e politica è condizione necessaria per formulare politiche di sicurezza e deterrenza efficaci nelle prossime decadi”.

Guerra profonda: recensioni e segnalazioni

Di seguito le segnalazioni del mio nuovo libro, Guerra Profonda. Hacker, bugie e l’architettura segreta dei nuovi conflitti, pubblicato da Luiss University Press.

AGENDA DIGITALE

La fine dell’Internet globale nell’epoca della guerra algoritmica

ANSA

Hacker, bugie e l’architettura segreta dei nuovi conflitti

https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/altre_proposte/2026/06/15/hacker-bugie-e-larchitettura-segreta-dei-nuovi-conflitti_ce15eeaa-f9b5-4feb-84bc-143cd0bfc7fe.html

BLASTING NEWS

Guerra algoritmica: Di Corinto svela i nuovi fronti del conflitto digitale

https://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2026/06/guerra-algoritmica-di-corinto-svela-i-nuovi-fronti-del-conflitto-digitale-004050383.html

Insicurezza digitale

Guerra Profonda: perché il nuovo libro di Arturo Di Corinto merita l’attenzione della community cyber

Red Hot Cyber

Guerra algoritmica: così IA, hacker e Big Tech stanno riscrivendo il potere globale

Report Difesa

Editoria: il nuovo libro di Arturo Di Corinto analizza la cybersecurity, la geopolitica e la sfida per la sovranità digitale

Articolo Report Difesa

Agenzia parlamentare, AgenParl

“Guerra profonda”, Arturo Di Corinto presenta a Roma il libro sulle nuove guerre digitali tra hacker, IA e disinformazione

agenparl.eu/2026/05/29/guerra-profonda-arturo-di-corinto-presenta-a-roma-il-libro-sulle-nuove-guerre-digitali-tra-hacker-ia-e-disinformazione/

La Repubblica

Benvenuti nell’era della guerra algoritmica: così la rete è diventata la nuova trincea

https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/05/28/news/guerra_profonda_libro_arturo_di_corinto-425376949/

ADN Kronos

CYBERSICUREZZA: ‘GUERRA PROFONDA’, IN ARRIVO IL NUOVO LIBRO DI ARTURO DI CORINTO

‘Pensiero Libero’ e in libreria dal 5 giugno sarà presentato venerdì a Roma Roma, 27 mag. (Adnkronos) – ”Guerra profonda. Hacker, bugie e l’architettura segreta dei nuovi conflitti”: è il titolo del nuovo libro del giornalista e analista di cybersicurezza Arturo Di Corinto, pubblicato da Luiss University Press all’interno della collana ”Pensiero Libero” con la prefazione di Roberto Baldoni, in libreria dal prossimo 5 giugno. Il volume sarà presentato per la prima volta venerdì 29 maggio a Roma, alle ore 18.30 alla Libreria Mondadori alla Galleria Alberto Sordi, mentre altre presentazioni sono già previste per martedì 9 giugno e mercoledì 10 giugno a Milano.

”In seguito alla progressiva dipendenza da software e algoritmi, con lo sviluppo esponenziale dell’intelligenza artificiale e la corsa agli armamenti digitali, siamo entrati in una nuova era dei conflitti, siamo nell’era della guerra algoritmica. Una guerra che mette a rischio la sovranità digitale e quindi il benessere e l’incolumità stessa dei cittadini. La rete è diventata spazio e strumento di conflitto aperto a cui partecipano anche i civili”, scrive Di Corinto.

Mentre si delineano gli spazi di una guerra ibrida e sfuggente, combattuta non solo sui campi di battaglia tradizionali ma attraverso sabotaggi digitali, attacchi ransomware e offensive cibernetiche, i sistemi di difesa occidentali scricchiolano sotto la pressione di potenze rivali e asimmetrie tecnologiche sempre più profonde: il libro analizza la crescente interdipendenza tra scelte tecnologiche e dinamiche geopolitiche, offrendo una riflessione di strettissima attualità sulle nuove sfide per la sicurezza nazionale e la protezione delle infrastrutture critiche.

”Il libro discute dei rischi per la sovranità digitale portati dall’uso incontrollato dell’intelligenza artificiale e quando la sovranità digitale è a rischio è come se fosse a rischio il territorio di uno Stato e in pericolo gli stessi cittadini”, afferma all’Adnkronos Di Corinto che, a pochi giorni dalla presentazione della prima enciclica ‘Magnifica Humanitas’ di Papa Leone XIV, osserva che si tratta proprio di molte questioni sollevate dal pontefice che ”ha riflettuto sul tema dell’autonomia della decisione degli agenti Ai, dell’uso illecito dell’Ai per la disinformazione, dell’importanza di adottare un approccio etico agli sviluppi dell’Ai”. ”Le minacce sono tre – conclude Di Corinto – i migliaia di attacchi cibernetici che si verificano ogni giorno; la disinformazione che offusca la distinzione tra verità e finzione; l’uso illecito e criminale dell’Ai”. (Sci/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 27-MAG-26 18:44 NNNN

Disinformazione e Deepfake: la democrazia in pericolo

Giovedì 23 aprile ore 9-13, aula Mauro Wolf, primo piano via Salaria 113, Roma

Nelle situazioni di tensione geopolitica la disinformazione aumenta. Se nel passato si era soliti dire che la prima vittima delle guerre è la verità, oggi questo appare vero anche in tempo di pace e nel corso dei conflitti ibridi, sotto la soglia del conflitto aperto. Accade anche che gli attacchi cinetici siano accompagnati dagli attacchi cibernetici ed entrambi vengano legittimati dalla disinformazione. Propaganda e disinformazione viaggiano velocemente nei social. Secondo AI Forensics il 25% dei contenuti prodotti da TikTok sono artificiali. Le notizie dopate con contenuti fotorealistici di origine sintetica sono così la nuova sfida per chi deve analizzare le fonti e riportare i fatti all’opinione pubblica. Per confezionare le notizie, narrare gli avvenimenti e i loro protagonisti, inoltre, i giornalisti, si trovano a gareggiare con youtuber, influencer e opinionisti social.
La verità sostanziale dei fatti diventa sempre più difficile da raccontare.

Alberto Marinelli, Sapienza, Prorettore alle tecnologie innovative per la comunicazione

Laura Camilloni, giornalista, AgenParl
«Information disorder e fake news»

Riccardo Cavaliere, giornalista Rainews24
«Le sei dita di Netanyahu. Deepfake, propaganda, controllo dell’informazione in guerra»

Arturo Di Corinto, giornalista, consigliere ACN
«Disinformazione e propaganda dagli antichi greci a ChatGPT»

Stefano Ferrante, giornalista, segretario Stampa Romana
«Contrastare la disinformazione nella pratica giornalistica quotidiana»

Marco Ramilli, Ceo IdentifAI
«Threat Landscape: The Deepfake Ecosystem»

Christian Ruggiero, professore di Giornalismo RadioTv, CoRiS Sapienza
«La disinformazione nella dieta mediale: troll, deepfake e false notizie»

Luciano Tirinnanzi, editore, giornalista Panorama
«L’editoria di guerra e la costruzione della verità»

Il giornalismo nella cybersecurity

Caro Amico/Cara Amica del Security Summit,

vi aspettiamo a Milano, dall’11 al 13 marzo, per il primo appuntamento del 2025 con il Security Summit!

A concludere l’evento meneghino sarà una sessione plenaria dedicata al giornalismo in ambito cyber.

Il tema della cybersecurity e protezione dei dati è oggi al centro dell’attenzione, sia per la crescente rilevanza del fenomeno sia per l’attenzione del pubblico ai casi di attacchi.

I media specializzati si moltiplicano e anche i media generalisti trattano sempre più spesso l’argomento, con un numero crescente di giornalisti che approfondiscono il tema con maggiore competenza.

La sessione moderata da Gabriele Faggioli, Presidente Onorario del Clusit vedrà la partecipazione di diversi esperti tra cui: Francesco Condoluci di Notizie.it, Arturo Di Corinto di ACN, Alberto Giuffrè di Skytg24, Alessandro Longo di Cybersecurity360, Marco Lorusso di Sergente Lorusso, Baldo Meo, Enrico Pagliarini del Sole24ore, Rosita Rijtano di Citynews, Marco Schiaffino di Radio Popolare Milano, Andrea Signorelli di Repubblica, Olivia Terragni di Red Hot Cyber, Luca Zorloni di Wired Italia.

Per coloro che non riusciranno ad essere presenti onsite, la sessione si potrà seguire in diretta streaming.

Per registrarsi, cliccare sul bottone “Accedi per registrarti all’evento”. Dopo essersi registrati, bisogna iscriversi all’evento cliccando il bottone giallo “In streaming”.

La diretta sarà visibile direttamente nella pagina dell’evento.

La sessione “Il giornalismo in ambito cyber. Di cosa ha bisogno l’Italia” sarà l’unica sessione visibile anche in diretta streaming.

La partecipazione ai Security Summit è gratuita, con l’obbligo della registrazione online. Consente di acquisire crediti CPE (Continuing Professional Education) validi per il mantenimento delle certificazioni CISSP, CSSP, CISA, CISM e analoghe richiedenti la formazione continua.

L’agenda dell’evento è in continuo aggiornamento e puoi trovarla qui.

Per problemi durante l’iscrizione o l’accesso al sito, scrivi a supporto @ astrea.pro

Presentazione del libro “Connessi a morte. Guerra, media e democrazia nella società della cybersecurity”

Presentazione e discussione del libro di Michele Mezza

Lunedì 24 febbraio a Roma, in Via della Dogana Vecchia 5, alle ore 17:30, la presentazione, organizzata da Fondazione Basso e CRS, del libro di Michele Mezza (Donzelli Editore).
Ne parlano con l’autore: Franco Ippolito, Giulio De Petra, Arturo Di Corinto, Carola Frediani, Roberto Natale, Norberto Patrignani.

Qui la scheda del libro sul sito dell’editore

È possibile seguire l’incontro anche collegandosi tramite il seguente link:
https://us02web.zoom.us/j/83052658139

Un trillo ai dispositivi digitali in Libano ha colpito al cuore la società digitale, proiettandola in una permanente zona d’ombra dove spettri e individui si cercano per ingannarsi, o per uccidersi, individualmente, estraendo dalla folla un volto, oppure colpendo un’intera comunità, decimando un’intera milizia, mediante la manomissione delle protesi più intime che oggi sono i terminali di comunicazione mobile.

Le ultime modalità di combattimento hanno spostato irrimediabilmente i confini fra società civile e apparato militare. Sia in Ucraina, dove l’iniziale invasione russa è stata contenuta da una forma di resistenza indotta dalle relazioni digitali della popolazione, sia in quella tonnara di morte che è diventato il Medio Oriente, dove accanto all’orrore di bombardamenti su popolazioni civili, scuole e ospedali, va in scena lo stillicidio di centinaia di eliminazioni individuali, rese possibili dalle ordinarie pratiche di profilazione e geolocalizzazione.

La guerra è il terribile laboratorio dove decisioni e dati si trovano a declinare una nuova realtà che altera la stessa forma del conflitto, allontanando i contendenti gli uni dagli altri, con le forme di combattimento da remoto, ma al tempo stesso rendendo riconoscibili, uno per uno, ogni nemico all’altro, e trasformando così un conflitto di massa in una moltitudine di duelli individuali.

Dal capitalismo della sorveglianza siamo ormai passati al capitalismo della prevenzione, intendendo con questo termine la convergenza della capacità dei sistemi di intelligenza artificiale di anticipare e prevedere gli stimoli delle nostre decisioni con la necessità di affidarci ancora di più a sistemi complessi esterni alla nostra sovranità per prevedere pericoli e minacce digitali.

In questa strettoia della prevenzione, dove si intrecciano tracciamento, documentabilità e previsione, si sta giocando una straordinaria partita che potremmo definire di evoluzione antropologica accelerata.

La magistratura e i social network

La magistratura e i social network

Palazzo Bachelet – piazza Indipendenza 6 – Sala conferenze

Giovedì 16 maggio 2024

Prima sessione – La comunicazione social

Ore 15.30 Saluti istituzionali:

Fabio PINELLI           
Vicepresidente del CSM

Marcello BASILICO  
Presidente della Sesta commissione CSM

Ore 16.00 Relazione Introduttiva

Luigi FERRAJOLI   
già magistrato, Professore emerito filosofia del diritto – Università Roma 3

Ore 16.45 Coffee break

Ore 17.00 Dialogo a due:

Paolo BENANTI  
Presidente della Commissione sull’intelligenza artificiale – presidenza CdM

                              Membro del Comitato ONU sull’intelligenza artificiale

Adriano FABRIS  Professore di filosofia morale – Università di Pisa

                              Direttore del Master in comunicazione pubblica e politica

Coordina Antonio PREZIOSI  Direttore TG2

Ore 18.00 Dibattito

Venerdì 17 maggio 2024

Seconda Sessione – Quali limiti alla comunicazione dei magistrati

Ore 9.00-11.00 Presiede Roberto ROMBOLI, Presidente Ufficio studi e documentazione e Vicepresidente della Sesta Commissione CSM

relazioni di

Massimo LUCIANI  
Professore emerito di istituzioni diritto pubblico – Università La Sapienza Roma

Giuseppe CAMPANELLI  
Professore ordinario di diritto costituzionale – Università di Pisa

Margherita CASSANO  
Prima Presidente della Corte di Cassazione

Luigi SALVATO  
Procuratore generale presso la Corte di Cassazione

Luigi MARUOTTI  
Presidente del Consiglio di Stato

Ore 11,30

interventi programmati Gianluca GRASSO  Consigliere della Corte di Cassazione

                                      Michele PAPA  Presidente della Nona commissione CSM

a seguire, dibattito

Ore 13.00 Light lunch

Venerdì 17 maggio 2024

Terza Sessione – I magistrati e i social

Ore 14,30 Tavola rotonda

Coordina Arturo DI CORINTO  
Giornalista

Nunzia CIARDI
Vicedirettrice generale dell’Agenzia per la cybersecurity nazionale

Andrea MASCHERIN
Avvocato, già Presidente del Consiglio Nazionale Forense

Giuseppe SANTALUCIA
Consigliere Corte di Cassazione – Presidente ANM

Patrizia TULLINI
Professoressa ordinaria di diritto del lavoro – Università di Bologna

Presidenza e relazione finale: Giovanni Maria FLICK  già Presidente della Corte costituzionale e Ministro della giustizia

Aperitech – Lazio Digital Academy

Evento in collaborazione con Agenzia per la cybersicurezza nazionale

APERITECH’ è un ciclo di incontri/aperitivo che l’ITS ACADEMY LAZIO DIGITAL ha pensato di riservare ai suoi studenti scegliendo una formula informale che facilita occasioni di confronto su tematiche di grande attualità e affini al loro percorso formativo.

Quattro gli appuntamenti che vedranno come protagonisti esperti del settore Metaverso, Cyber Sicurezza, Intelligenza Artificiale, Game e Nuove Tecnologie e che accompagneranno i ragazzi in un viaggio attraverso cui esplorare e riflettere sui cambiamenti della trasformazione digitale.

Si partirà mercoledì 7 giugno con Cosimo Accoto, filosofo digitale, research affiliate e fellow al Massachusetts Institute of Technology  (MIT) di Boston, una delle più importanti Università di ricerca del mondo.

Il 20 giugno sarà la volta di Paolo Atzeni, Direttore per lo sviluppo di capacità e competenze presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e Arturo Di Corinto, giornalista e docente di identità digitale, privacy e cybersecurity all’Università La Sapienza di Roma e responsabile della comunicazione dell’Agenziadell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

Il 5 luglio toccherà a Daniele Azara, Game Designer, Executive Producer, Creative Director e autore/regista. È stato nominato due volte al “David di Donatello” e premiato con la Stella d’Oro nel “Gran Premio della comunicazione”. È anche autore internazionale con la sua saga “Children of Mu”.

Il ciclo di incontri si chiuderà il 19 luglio con Lorenzo Montagna, uno dei massimi esperti italiani di tecnologie digitali applicate al business e Presidente Italiano della VRARA, la prima associazione mondiale che raggruppa 28.000 esperti in 50 Paesi nel mondo sui temi di AR e VR. 

Tutti gli appuntamenti, che si svolgeranno alle 18.30 sulla Terrazza dell’ITS, saranno moderati da Massimo Cerofolini, giornalista, sceneggiatore e conduttore del programma Eta Beta su Radio 1 RAI e trasmessi in diretta streaming sulle pagine social dell’ ITS ACADEMY LAZIO DIGITAL.

Arturo Di Corinto a Exposecurity – Pescara

EXPO & CYBER SECURITY FORUM

La Fiera Adriatica della Sicurezza

VII° edizione

Torna per la sua settima edizione la kermesse di riferimento del Centro-Sud Italia dedicata ai players di Sicurezza Fisica, Logica ed Integrata. Una piattaforma ibrida di connessione e networking tra industria, pubblica amministrazione, sistema accademico e decision makers per la creazione una vision strategica di settore.

Democrazia Futura. La guerra in Ucraina è anche sul web

Democrazia Futura. La guerra in Ucraina è anche sul web

Perché il conflitto ci fa capire le differenze tra cyberguerra e infoguerra. Una guerra ibrida fatta di attacchi hacker e disinformazione, destinata a durare, indipendentemente dall’esito del conflitto.

di Arturo Di Corinto, giornalista e docente di Identità digitale, privacy e cybersecurity presso l’Università La Sapienza | 7 Ottobre 2022

Cosa può provocare un attacco informatico nel mondo odierno

Se un computer può fermare un carrarmato e la guerra elettronica abbattere un drone o destabilizzare le comunicazioni militari, un cyberattacco può interrompere l’erogazione di servizi essenziali e fare vittime civili. Un attacco informatico può infatti bloccare l’erogazione di acqua e energia elettrica, far deragliare un treno e spegnere i semafori in città ma anche interferire col ciclo di raccolta dei rifiuti e con tutte le attività che caratterizzano il funzionamento di una società moderna. Gli attacchi agli impianti di desalinizzazione israelianida parte di gruppi filo-iraniani, lo spionaggio industriale cinese, il ransomware Wannacry che ha bloccato la sanità inglese per giorni, l’interruzione della fornitura di gas da parte della Colonial Pipeline in Texas ne sono il plastico esempio.

La stessa Ucraina è stata bersagliata da potenti cyberattacchi fin dal 2014.

CODICE 2022 – LA VITA DIGITALE

Dal 1 luglio 2022 ogni venerdì in seconda serata su RaiUno, conduce Barbara Carfagna

Codice, tutta la vita è digitale

Spegnete i telefoni e accendete il televisore, da stasera torna in onda il nostro programma su #RaiUno, Codice.

Vi accompagneremo ogni venerdì sera alla scoperta delle meraviglie della tecnica, parleremo di scienza e dei limiti dell’uomo, incontreremo robot e programmatori, faremo incursioni nel Metaverso, scambieremo Bitcoin e cryptomonete, avremo il punto di vista dei filosofi che ci parleranno di dati sintetici e intelligenze artificiali, anche con un frate francescano.

E poi ci saranno le donne hacker, i militari che difendono il nostro cyberspace, le aziende italiane che producono i #droni, il capo dell’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale e i maggiori esperti di antiterrorismo e guerra cognitiva. Sì, parleremo anche di disinformazione.

Dalla Silicon Valley alla Corea del Sud passando per la Francia, i nostri inviati ci parleranno di cibo, di persone, di innovazione.

staytuned

Venerdì sera ore 23:45

Talento e creatività non bastano: contro il crimine arriva la cybersecurity automation

Talento e creatività non bastano: contro il crimine arriva la cibersecurity automation

Skill shortage, digital first e aumento dei dispositivi connessi obbligano ad automatizzare la sicurezza di dati e applicazioni. Secondo Reply, intelligenza artificiale e machine learning faranno la differenza in un mercato da 300 miliardi di euro nel 2026

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/La Repubblica del 14 Giugno 2022

Quattro milioni di esperti di sicurezza non bastano. Ce ne vorrebbero subito altrettanti per proteggere un mondo sempre più digitale. Il tempo necessario a preparare questi esperti sarà però sempre troppo lungo rispetto alle necessità di un mercato in crescita esponenziale e per questo si stanno esplorando nuove strategie di cybersecurity automation da aggiungere a quelle esistenti. Hacker

Il Mondo Nuovo digitale è infatti più fragile di quanto pensiamo: non è stato pensato per essere abitato in sicurezza. Attacchi informatici, databreach e malware mettono ogni giorno a rischio banche e telecomunicazioni, l’affidabilità della casa connessa, dell’auto che si guida da sola, perfino la buona riuscita di un intervento chirurgico. Gli hacker criminali si moltiplicano e si organizzano in sindacati professionali, pronti a colpire dovunque ci sia un profitto da fare.

Intervista Di Corinto a Ticino notizie TV

Intervista ad Arturo di Corinto: tra identità digitale e cyber attacchi

7 Aprile 2022

Arturo di Corinto e’ giornalista e docente di identita’ digitale, privacy e cybersecurity all’Universita’ Sapienza di Roma. In Rai ha presentato Codice: la vita e’ digitale e pillole di Inclusione Digitale su RaiPlay. Ci svela la portata dei recenti attacchi cyber al nostro governo, ad aziende pubbliche e privati. Ci insegna i principi della cybersecurity, come difenderci e come raggiungere una consapevolezza digitale.

Intervista Arturo Di Corinto a RadioRaiUno – Eta Beta – 5 Marzo 2022

Intervista Arturo Di Corinto a RadioRaiUno – Eta Beta – 5 Marzo 2022

Podcast/ Da una parte gli attivisti di Anonymous e i volontari reclutati online dal governo di Kiev. Dall’altra reparti dell’intelligence russa come il Gru e gruppi di criminali informatici come il Conti Team. La guerra in Ucraina non si combatte solo nei quattro domini di aria, spazio, terra e mare. Anche su internet si consuma uno scontro capace di colpire siti governativi, infrastrutture critiche e attività aziendali, oltre che diffondere sui social dosi massicce di disinformazione.

E il rischio è che questi attacchi aumentino di intensità e soprattutto che arrivino ovunque nel mondo. Italia compresa. Ne parliamo nella nuova puntata di Eta Beta. Se volete ascoltare il podcast, in cui per primi abbiamo dato la notizia dell’allarme Csirt (Computer Security Incident Response Team, il nucleo operativo dell’Agenzia nazionale) su un possibile attacco massiccio ai siti italiani previsto proprio per oggi, trovate il podcast sul sito www.etabeta.rai.it o su RaiPlaySound.


Ospiti: Arturo Di Corinto, giornalista esperto di sicurezza informatica; Fabio Pietrosanti, presidente Centro Hermes per i diritti umani digitali; Stefano Mele, membro della Commissione sicurezza cibernetica del Comitato atlantico italiano e ospite del podcast Codice Beta.

App di dating violate e benzinai chiusi: la cyberguerra tra Israele e Iran. IL PODCAST

Intervista Arturo Di Corinto podcast Skytg24 del 12 Gennaio 2022 di Alberto Giuffrè

Israele e Iran si sfidano da anni anche a colpi di attacchi informatici. A farne le spese, negli ultimi casi, sono stati soprattutto i cittadini. Ne parliamo nella nuova puntata di 1234 insieme ad Arturo Di Corinto, giornalista esperto di cybersecurity

Nelle scorse settimane le stazioni di rifornimento in Iran hanno smesso di funzionare a causa di un attacco informatico. Qualche giorno dopo una app di dating in Israele è stata violata. Sono soltanto gli ultimi episodi di una cyberguerra, quella tra Israele e Iran, che va avanti da anni. Ne parliamo nella nuova puntata di 1234, il podcast sulla sicurezza informatica di Sky TG24. L’ospite di questo episodio è Arturo Di Corinto, giornalista esperto di cybersecurity. 

“Digitale: uno strumento di geopolitica?”

“Digitale: uno strumento di geopolitica?”

Martedì 23 novembre alle ore 17:30, un incontro organizzato da CRS e Fondazione Basso. Relazione di Stéphane Grumbach.

Interventi di Giulio De Petra, Arturo Di Corinto, Simone Pieranni e Giorgio Resta. Coordina Franco Ippolito.

Qui le informazioni per iscriversi
https://centroriformastato.it/iniziativa/digitale-uno-strumento-di-geopolitica/

Qui le informazioni su Grumbach
https://who.rocq.inria.fr/Stephane.Grumbach/

L’incontro si terrà in modalità mista presenza/distanza.

Per partecipare in sala conferenze è obbligatorio prenotare attraverso il calendario.

Da remoto, sarà trasmesso in streaming:
https://youtu.be/G6rS5_ZdMFg

Assange: Intervista Radio Onda D’Urto a Arturo Di Corinto

ASSANGE: INIZIA. A LONDRA, IL PROCESSO D’APPELLO PER L’ESTRADIZIONI VERSO GLI USA

Al via, mercoledì 27 ottobre, il processo d’appello sull’estradizione di Julian Assange verso gli Stati Uniti.

27 Ottobre 2021 – 12:29

Davanti all’Alta corte inglese il ricorso presentato da Washington contro la decisione di primo grado con cui la giustizia britannica ha negato nel gennaio scorso l’estradizione del cofondatore australiano di WikiLeaks. In agenda sono previste due udienze, mercoledì e giovedì, mentre per il verdetto finale ci potrebbero volere settimane o mesi.

Fuori dall’aula si sono riuniti stamattina diversi attivisti per invocare che il 50enne australiano – detenuto ormai da due anni – non venga estradato e sia liberato.

Per parlare del caso abbiamo intervistato Marco Schiaffino e Arturo Di CorintoAscolta o scarica

ReWriters fest

ReWriters fest: Realtà aumentata, intelligenza artificiale, onlife: tra limiti e possibilità, ripensiamo il rapporto tra umanità e macchina, social media compresi

16, ottobre 2021
Roma, WEGIL, Largo Ascianghi 5
Con il Patrocinio della Regione Lazio e di Roma Municipio I Centro

L’ingresso è permesso solo con Green Pass

-Ore 17.00-19.00, Androne, Tavola rotonda
Prenota qui

Realtà aumentata, intelligenza artificiale, onlife: tra limiti e possibilità, ripensiamo il rapporto tra umanità e macchina, social media compresi”, a cura della giornalista di Online News Association (ONA) Rosa Maria Di Natale, Premio Ilaria Alpi 2007, founder di Data Journalism Crew, per il quale ha vinto il Premio Donnaèweb 2012, e del team EmPress media e News, sul Social Journalism

Intervengono:
Arturo Di Corinto, professore di Identità digitale, privacy e cybersecurity presso la Sapienza di Roma, associato senior presso il Center for Cybersecurity and International Relations Studies dell’Università di Firenze;
Alberto Del Bimbo, professore ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni all’Università di Firenze, già direttore del Centro di Eccellenza MICC (Media Integration and Communication);
Tiziana Catarci, direttrice del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale dell’università La Sapienza e Editor-in-Chief dell’ACM Journal of Data and Information Quality (JDIQ);
Maria Chiara Parmiggiani, avvocata esperta di cyberbullismo;
Stefano Zordan, co-founder di Adriano Olivetti Leadership Institute;
Davide Bennato, professore all’Università di Catania in Sociologia digitale, co-founder diSTS-Italia Società Italiana di Studi su Scienza e Tecnologia;
Marco Scialdone, PhD, docente Università Europea, esperto di diritto dell’informatica e fellow IAIC (Accademia Italiana del Codice Internet), autore del recente “Vivere con l’intelligenza artificiale”;
Federico Badaloni, giornalista, architetto dell’informazione, responsabile Area progettazione della divisione digitale di Gedi;
Alessio Jacona, curatore dell’Osservatorio Intelligenza Artificiale ANSA;
Cristiano Boscato, direttore didattico alla Bologna Business School di AI per il business e founder di Injenia, top leader italiana in machine learning e intelligenza artificiale.

Emergenza cybersecurity: sì dell’Italia ad un’Autorità nazionale, ma mancano gli esperti.

Emergenza cybersecurity: sì dell’Italia ad un’Autorità nazionale, ma mancano gli esperti.

Intervista Arturo Di Corinto di Radio Vaticana 4 Agosto 2021

Dopo l’attacco hacker che domenica scorsa ha colpito la Regione Lazio, il Senato italiano ha licenziato una legge per la creazione di un’Autorità nazionale per la cybersicurezza. L’Italia colma in questo modo un ritardo rispetto ad altri paesi europei che già si erano dotati di strumenti analoghi negli scorsi decenni. Il nuovo organismo che è destinato a prendere forma nelle prossime settimane dovrà reclutare almeno un migliaio di esperti nel settore della sicurezza informatica e verrà sostenuto anche con i fondi del PNRR. Un’ impresa tutt’altro che facile quest’ultima per la carenza di figure professionali che già rappresentano merce rara sul mercato. Tre i settori di competenza dell’autorità: resilienza; sicurezza; intelligence.

Ospiti della trasmissione:

Arturo di Corinto – docente di Identità digitale, privacy e Cybersecurity presso l’Università La Sapienza di Roma

Marco Ramilli – CEO di Yoroi

Marco Comastri – ingegnere e CEO di Tinexta Cyber

Conduce: Stefano Leszczynski

Intervista Arturo Di Corinto a Unomattina

Il lato umano dell’intelligenza artificiale

St 2020/2110 min Unomattina ci parla di tecnologia digitale e di come possa essere messa al servizio dell’uomo ma soprattutto di come si sia evoluta e di quanto sia stata importante in questo ultimo anno per la cura.

C’è un laboratorio dell’Università Cattolica di Milano che si occupa proprio di esplorare in maniera multidisciplinare i rapporti tra tecnologia e uomo… In collegamento dall’Università Cattolica di Milano Margherita Basso con Giuseppe Riva, Direttore Humane Technology Lab dell’Università Cattolica di Milano, e Antonella Marchetti, Direttore Dipartimento Psicologia Università Cattolica Milano.

In collegamento anche Arturo Di Corinto, giornalista Cyber Security.

Algoritmi, fake-news, accordi tra editori e Big Tech: il caos calmo dell’informazione

FESTIVAL DEI DIRITTI UMANI

TALK

In streaming il 23 Aprile dalle ore 15:30

Partecipano

Anna Masera, public editor de La Stampa
Vincenzo Vita, Presidente Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico
Roberto Reale, giornalista, scrittore e docente
Elisa Marincola
Arturo Di Corinto, giornalista, La Repubblica
Laura Nota, professore ordinario presso l’Università di Padova
Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale Stampa italiana (FNSI)

La psicologia delle truffe informatiche

Hacker’s Dictionary . Stanchezza, emozione, fiducia: ecco come ci colpiscono i cybercriminali. Dal furto di informazioni alle truffe ai riscatti monetari, i cybercriminali sfruttano la paura del Covid sapendo che le vittime ragionano come loro, che però non hanno né un’etica né una morale

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 11 Marzo 2021

Gli artigiani informatici italiani che ci difendono dagli attacchi dei cybercriminali

Gli artigiani informatici italiani che ci difendono dagli attacchi dei cybercriminali

“Have I been Emotet” e “doubleextortion.com” sono due iniziative dei nostri ricercatori per rendere il cyberspazio un luogo più sicuro e proteggere cittadini e aziende dai guai dei virus informatici. I loro creatori si raccontano così

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 28 Ottobre 2020

Loro sono due fratelli di Padova, e hanno appena ricevuto i complimenti dai marines americani per avere scoperto quali dei loro indirizzi email sono stati infettati. Si chiamano Enrico e Gianfranco Tonello. Lui invece è ingegnere informatico di una piccola azienda del cesenate e nel tempo libero ha sviluppato un metodo per tracciare il fenomeno dei ricatti informatici. Si chiama Luca Mella. I primi hanno creato un sistema di esche per intercettare il pericoloso virus bancario Emotet, il secondo un metodo per tracciare gang criminali che distribuiscono i pericolosi ransomware.

ALLARME ROSSO: intervista Di Corinto a Tv7 (RaiUno)

ALLARME ROSSO: intervista Di Corinto a Tv7 (RaiUno)

Puntata del 16/10/2020

ALLARME ROSSO Reportage di Tv7 in Campania dove il contagio corre a velocità preoccupante.

QUELLI CHE NEGANO Due piazze si incontrano nel cuore dell’Europa: a Costanza, in Germania, i cittadini scendono in strada per protestare contro i No-Mask, a loro volta in piazza per ribellarsi a quella che chiamano “dittatura sanitaria”.

I nemici della Rete

Oggi sono esattamente 10 anni che io e Alessandro Gilioli abbiamo pubblicato “I nemici della Rete” con la prefazione dell’indimenticabile Stefano Rodotà.

All’epoca denunciavamo gli errori della politica e gli interessi dietro i ritardi dell’Italia. Le cose non mi sembrano molto migliorate.

La rete è la moderna frontiera della libertà e della democrazia. Luogo che apre canali di condivisione e scambio, internet è un diritto irrinunciabile, e la sua tutela l’unità di misura di un Paese civile. Nella corsa al digitale, però, l’Italia è il fanalino di coda dell’Occidente e il ritardo accumulato rischia di condannare i nostri figli a crescere in un Paese del terzo mondo. Ma qual è il freno che ci tiene inchiodati al passato? A chi giova l’ostinazione all’arretratezza che risulta evidente nei rapporti tra potere e web? In un’inchiesta accurata e coraggiosa Arturo Di Corinto e Alessandro Gilioli svelano il lato oscuro di una catena di ottusità e interessi: leggi che sono al limite della censura, una burocrazia che è un pachiderma mangiasoldi, un’opposizione politica maldestra che nasconde la difesa di lobby intoccabili, fondi destinati all’innovazione che restano congelati nelle casse dello Stato, l’astio di una certa casta di giornalisti che vede tremare una tradizione di privilegi. Ma in un’Italia in affanno, gli autori raccontano anche le storie dei pochi illuminati che hanno visto nel web una risorsa, non soltanto per le proprie tasche, indicando così la strada perché il futuro non resti per noi soltanto un’ipotesi.

La guerra a internet è una guerra contro i nostri figli.
Lawrence Lessig 16 marzo 2010

Furti di identità e Frodi online: consapevolezza e strumenti di difesa per le aziende

Banche e Sicurezza 2020Furti di identità e Frodi online: consapevolezza e strumenti di difesa per le aziende

Il Progetto #ABIEventiDigital dedicato alla #Security prende il via e lo fa nel migliore dei modi: con una ricchissima prima puntata di Banche e Sicurezza Digital, organizzata in Partnership con IBM e dedicata alla conoscenza e alla prevenzione delle frodi on line, con particolare riferimento all’ambito #corporate, tema quanto mai rilevante nell’attuale contesto emergenziale.
Ne parleranno Giuliano Merlo di IBM, Pierluigi Paganini Consulente Ministry of Economy and Finance (MEF) ITALY, Michela Proietti di IBM e Romano Stasi del CERTFin – CERT Finanziario Italiano. A moderare il panel sarà Arturo Di Corinto, Giornalista esperto di sicurezza de La Repubblica.
Vi aspettiamo martedì 23 giugno alle ore 11!

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Potete iscrivervi subito gratuitamente su:
https://lnkd.in/d-_9iTD

Libro: Il valore della Carta dei diritti di Internet

Il valore della Carta dei diritti di Internet

A cura di Laura Abba e Angelo Alù

Prefazione di Arturo Di Corinto

Editoriale Scientifica, 2020

ISBN 9788893917353

€ 15 – pp 220

Stefano Rodotà e la Magna Charta di Internet

Arturo Di Corinto

Ogni persona ha diritto ad essere posta in condizione di acquisire e di aggiornare le capacità necessarie ad utilizzare Internet in modo consapevole per l’esercizio dei propri diritti e delle proprie libertà fondamentali.”
(Stefano Rodotà, La Repubblica 28 Luglio 2015, intervista di Arturo Di Corinto)

Capelli bianchi da vecchio saggio, occhi chiari e curiosi. Mimica teatrale e gesticolazione garbata. Un fascinoso ottantenne dal piglio giovanile, ben vestito pure in maniche di camicia. Un volto che ricorda le origini magnogreche e manifesta la “nobile semplicità e la quieta grandezza” della statuaria neoclassica. Tanto discreto sulla sua vita privata quanto estroverso in pubblico. Elegante nei modi, riservato anche con gli amici. Tollerante verso tutte le opinioni ma determinato nelle convinzioni. Flessibile nell’ascolto ma rigoroso sulle idee. Attento coi giovani, sfuggente coi seccatori. Amante delle buone conversazioni, ma sempre pronto ad “andare dal dentista” quando parlare diventava inutile. Continua a leggere Libro: Il valore della Carta dei diritti di Internet