Il Manifesto: Le fake news sono più resistenti dei virus

Le fake news sono più resistenti dei virus

Hacker’s dictionary. Un nuovo software dimostra che le persone utilizzano le fake news per affermare il proprio punto di vista, imitare gli amici e ottenere un vantaggio nel gruppo di appartenenza

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 12 Dicembre 2019

Che si tratti di disinformazione o propaganda, la manipolazione delle informazioni è destinata a continuare per tutto il 2020, sopratutto in concomitanza delle elezioni. Ne è convinta l’azienda europea di cybersecurity Eset che annovera tra i pericoli maggiori del prossimo anno l’ascesa di fake news e deep fake per danneggiare la reputazione di personaggi popolari e influenzare l’opinione pubblica. Il rischio dei deep fake sarebbe anche maggiore. La tecnica consente di usare l’intelligenza artificiale per sovrapporre in un video un volto diverso dal viso reale di una persona creando così uno scambio di identità o mettergli in bocca falsità e danneggiare la reputazione di vip e aziende, interferire nelle politiche nazionali e internazionali e fornire un nuovo strumento di propagazione delle fake news. Continua »

RaiUno: Codice. Arturo Di Corinto Intervista Raffaele Simone sul “mostro mite”

Codice La vita è digitale St 2018 Intervista integrale al linguista e saggista Raffaele Simone

di ARTURO DI CORINTO per RaiUno, Codice, La vita è digitale (stagione 2018)

In un mondo globalizzato da Internet e dal web, la fake society – l’ambiente di coltura di bufale e verità alternative – si presenta come un regime globale di governo, basato su di un sistema mediatico, televisivo, culturale, cognitivo, e relazionale ”infantilizzante” e “persistente”, come dice il filosofo e linguista italiano Raffaele Simone.

Un regime che si appoggia al grande capitale nazionale e internazionale, più vicino agli ambienti finanziari che a quelli industriali, influente sui media, interessato a quell’espansione del consumo e del divertimento “deciso a ridurre il controllo dello Stato e dei servizi pubblici, ostile alla lentezza del processo decisionale democratico, sprezzante della vita intellettuale e della ricerca, impegnata a sviluppare un’ideologia del successo individuale, ad imbavagliare l’opposizione, violenta nei confronti delle minoranze, populista nel senso che aggira le regole della democrazia in nome di ciò che “vuole il popolo”.

Raffaele Simone lo chiama il “mostro mite”.

Il Manifesto: Bufale online, censura e poliziotti non servono

Bufale online, censura e poliziotti non servono

Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 1 Febbraio 2018

Le fake news, le notizie false che inquinano il dibattito pubblico e la democrazia appaiono come un problema tanto serio da far decidere al ministro Marco Minniti di creare una task force di contrasto. L’iniziativa è meritevole ma forse insufficiente e fuorviante se si pensa che le fake news esistono perché qualcuno ci vuole credere.

Purtroppo è vero che attraverso le notizie false è possibile manipolare l’opinione pubblica e orientare le decisioni dei governi, delegittimare personalità e istituzioni e sovvertire il dibattito scientifico.

Le notizie false sono sempre esistite, ma oggi hanno un alleato potente: la viralità del web che ne facilita la propagazione a colpi di click. Continua »

Articolo21: Perché è difficile combattere le fake news

Perché è difficile combattere le fake news

di ARTURO DI CORINTO per Articolo 21 del 21 GENNAIO 2018

Le fake news, le notizie false, sono un problema serio per le democrazie che attingono la loro linfa vitale dall’opinione pubblica che si forma sulla diffusione e discussione di notizie di rilevanza collettiva. Il pericolo è noto: attraverso le notizie false è possibile manipolare l’opinione pubblica e orientare le decisioni di governi, delegittimare personalità e Istituzioni e inquinare perfino il dibattito scientifico.
Le fake news sarebbero responsabili della sconfitta di Hillary Clinton nella corsa alla Casa Bianca, frutto di una velenosa strategia di dinsinformazione che ha favorito tra le altre, la diffusione della notizia, falsa, che la ex first lady gestiva un giro di pedofilia nello scantinato di una pizzeria nell’Indiana.
Le fake news sarebbero però anche le opinioni sfavorevoli alle politiche di Trump il quale ha deciso di premiare le testate giornalistiche secondo lui più attive nella produzione di notizie false che lo riguardano: New York Times, Washington Post, Cnn. Continua »

La Repubblica: Informazione di qualità e cultura dei media sono l’unico antidoto alle fake news

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Informazione di qualità e cultura dei media sono l’unico antidoto alle fake news

All’ambasciata americana a Roma un incontro per parlare di bufale, social network e guerra psicologica. Gi esperti: “Il giornalismo (di qualità) torni a fare il guardiano della democrazia”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 19 Ottobre 2017

OLTRE al danno, la beffa. Alcuni giorni fa, Snopes e Politifact, tra i maggiori siti esistenti di fact checking, si sono ritrovati inondati da annunci pubblicitari infarciti di fake news senza potere fare nulla. Google AdSense, il sistema usato dagli inserzionisti di mezzo mondo per vendere pubblicità online, che è proprio all’origine della beffa appunto, li piazza in maniera automatica sui siti che accettano di esporla per arrotondare le entrate senza andare troppo per il sottile.

Gli annunci in questione si riferivano in particolare a una notizia, fasulla, secondo cui la first lady Melania Trump aveva lasciato la Casa Bianca per tornare a vivere a New York. Cliccando sull’annuncio pubblicitario però si veniva reindirizzati a due ‘siti canaglia’, clonati da popolari e storiche pubblicazioni come People e Vogue. Insomma, finta la storia, finto il sito di atterraggio. Continua »

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