Articolo21: Trump ordina: ritirate l’immunità a Twitter

Trump ordina: ritirate l’immunità a Twitter

di ARTURO DI CORINTO per Articolo21 del 29 Maggio 2020

È violento nei modi, aggressivo nei toni, e dice bugie a ripetizione. Comanda l’esercito più potente al mondo e si ritiene al di sopra della legge. Oggi ha scoperto che i social network non sono bacheche elettroniche ma fornitori di contenuti, “media outlets” che influenzano i comportamenti di tutti, e che non sono sempre “fair”, cioè equilibrati e onesti. Per questo ha deciso di limitarne l’immunità legale finora garantitagli per esercitare il soft power americano. Parliamo di Donald Trump e della contesa nata su Twitter a proposito dell’oscuramento, non cancellazione, badate bene, di un suo tweet che minaccia l’uso della forza nella Minneapolis in rivolta per l’ennesimo, immotivato omicidio, di un cittadino afroamericano, George Floyd. Ma che dice esattamente il Tweet oscurato? Continua a leggere Articolo21: Trump ordina: ritirate l’immunità a Twitter

Chefuturo! Gli hacker russi hanno fatto vincere Trump: un’altra fake news?

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Gli hacker russi hanno fatto vincere Trump: un’altra fake news?

Difficile dire cosa sia accaduto con esattezza nelle presidenziali USA, ma una cosa è certa, il voto elettronico può essere manipolato

Arturo Di Corinto per Chefuturo! del 11 dicembre 2016

Barack Obama ha chiesto un rapporto dettagliato e preciso sul ruolo della Russia nello svolgimento delle presidenziali americane. Il capo della Cia, il democratico Mike Brennan, ha sostenuto che hacker russi hanno aiutato Trump a vincere le elezioni. I media di mezzo mondo hanno rilanciato la notizia dando l’impressione di credere a questa eventualità: sarebbe stata la delegittimazione di Hillary Clinton prodotta in rete dalla propaganda russa insieme alla diffusione delle email del comitato democratico in una curiosa joint-venture hacker russi più Wikileaks, a minare la fiducia nel candidato democratico e a farla perdere contro il magnate repubblicano.

Tutte le tappe dell’emailgate della Clinton

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Cybersecurity: Trump, quello che vuole chiudere Internet (e lo dice in video)

cyber_securityTrump, quello che vuole chiudere Internet (e lo dice in video)

Neanche il magnate americano divenuto presidente può bloccare Internet, anche se lui non lo sa ancora

Arturo Di Corinto per Cybersecurity 11 novembre 2016

Donald Trump l’8 dicembre 2015 ha detto : “Chiudiamo Internet per fermare il terrorismo!” C’erano stati da poco i sanguinosi attentati di Parigi e in questo modo il tycoon newyorchese aveva pensato di dire la sa su come bloccare i fanatici dell’Isis che inneggiavano alla jihad.

Fino a pochi mesi fa, l’idea suonava semplicemente cretina. Adesso che Donald Trump è diventato presidente degli Stati Uniti d’America qualcuno è preoccupato che possa farlo per davvero considerato il potere che concentra su di sé quale presidente degli Stati Uniti che controlla la maggioranza al Congresso americano.

Ma diciamolo con chiarezza: è tecnicamente impossibile chiudere Internet.

 

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Cybersecurity: Trump è peggio di Hillary. Anche lui non protegge le email

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Trump è peggio di Hillary. Anche lui non protegge le email

Un ricercatore indipendente ha scoperto, analizzando dati pubblici, che i server email dell’organizzazione di Trump usano software obsoleto e malconfigurato

Una delle regole basilari della sicurezza informatica è di non usare software che non viene più supportato dai produttori. Kevin Beaumont, ricercatore in cybersecurity, ha scoperto che i mail server del gruppo Trump usano software non aggiornato e non più garantito come il Windows Server 2003, e l’Internet Information Server 6. Microsoft ha infatti smesso di suportare Windows Server 2003 nel luglio scorso del 2015, annunciandolo sul proprio sito e suggerendo di migrare altrove la propria infrastruttura informatica per meglio proteggerla. Continua a leggere Cybersecurity: Trump è peggio di Hillary. Anche lui non protegge le email

Cybersecurity: DDoS, defacement e furti di dati: nuovi timori per le presidenziali americane

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DDoS, defacement e furti di dati: nuovi timori per le presidenziali americane

il capo dell’intelligence americana, James Clapper, lancia l’allarme sul pericolo di attacchi informatici nei confronti dei candidati alla presidenza americana “Servono a rubare i dati dei supporters”.

di Arturo Di Corinto 9 giugno 2016

In un’intervista alla National Public Radio, il capo dell’intelligence americana, James Clapper, ha di nuovo lanciato l’allarme sul pericolo di attacchi informatici nei confronti dei candidati alla presidenza americana.

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