“Urgente proteggere le organizzazioni umanitarie dagli attacchi cibernetici”

“Urgente proteggere le organizzazioni umanitarie dagli attacchi cibernetici”

Dopo il furto dei dati dei rifugiati il presidente della Federazione della Croce Rossa lancia l’appello

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/LaRepubblica del 21 Gennaio 2022

L’attacco al movimento della Croce Rossa Internazionale ha una gravità non ancora colta appieno dalla politica e dai governi. Oltre mezzo milione di dati personali comprensivi di nome, località e informazioni di contatto di individui in fuga, dispersi da guerre e persecuzioni, migranti e prigionieri, sono stati rubati da ignoti rapinatori digitali. Ma l’attacco informatico non sarebbe originato dalla compromissione di un fornitore della Croce Rossa. Il Comitato Internazionale per la Croce Rossa ci ha svelato che si tratta di un attacco mirato ai server del Comitato stesso che raccoglie tutti i dati delle persone che loro aiutano a ritrovarsi e dialogare, anche in condizioni di detenzione. Hacker

Croce Rossa vittima di un attacco informatico: a rischio i dati di oltre 515mila “persone altamente vulnerabili”

Croce Rossa vittima di un attacco informatico: a rischio i dati di oltre 515mila “persone altamente vulnerabili”

L’attacco avrebbe avuto origine dalla compromissione di un’azienda tecnologica con sede in Svizzera, un appaltatore della Croce Rossa

di ARTURO DI CORINTO Per ItalianTech/LaRepubblica del 20 Gennaio 2022

Senza pudore e senza pietà. Ignoti attaccanti hanno avuto il coraggio di bersagliare perfino i server del Comitato internazionale della Croce Rossa rubando le informazioni riservate di oltre 500mila persone in condizioni vulnerabili, tra cui migranti, vittime di calamità naturali, parenti di persone scomparse e prigionieri di tutto il mondo, con un impatto su almeno 60 divisioni dell’organizzazione internazionale.

Cybersecurity Made in Europe: arriva il bollino di qualità

Cybersecurity Made in Europe: arriva il bollino di qualità

Hacker’s dictionary. Un’etichetta per certificare provenienza e qualità dei servizi di cybersecurity con l’obiettivo di dare visibilità alle aziende europee di settore che rispettano criteri di privacy e security by design: l’iniziativa di Ecso

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 13 Gennaio 2022

Promuovere la sicurezza informatica nell’Unione Europea sostenendo le imprese ICT che offrono servizi di cybersecurity: è questo lo scopo della “Cybersecurity Made in Europe Label”.

Il progetto, nato all’interno della European Cyber Security Organisation (Ecso), organizzazione non profit che lavora al fianco della Commissione Europea per le politiche di sicurezza informatica, è praticamente passato sotto silenzio, ma potrebbe rappresentare un importante momento di passaggio per tutto il settore.

L’obiettivo degli ideatori è infatti quello di dare un vero e proprio “bollino” di qualità alle aziende che forniscono servizi di cybersecurity, per certificare la loro provenienza e aumentarne la visibilità sul mercato europeo e internazionale.

Libri: Viaggio nel futuro

Viaggio nel futuro

A cura di: Angelo Alù (autore)

Prefazione di Arturo Di Corinto e postfazione di Stefano Trumpy.

ISBN9788862722636

Ritorneremo alla normalità “pre-Covid” o stiamo per essere proiettati verso una nuova inedita era? Quale sarà l’impatto delle tecnologie sulla vita delle persone?

Nonostante un significativo incremento degli utenti di Internet ormai prossimo a raggiungere la soglia di 5 miliardi, resta critica la percentuale di “analfabetismo digitale” destinato a provocare nuove forme di povertà e discriminazione sociale. Il mercato digitale offrirà nuove opportunità occupazionali o aumenterà il tasso di disoccupazione? L’era tecnologica determinerà il definitivo crollo degli attuali sistemi democratici? L’Intelligenza Artificiale stravolgerà il progresso umano con l’avvento di Cyborg, robot e algoritmi predittivi in apprendimento automatico?

Poiché le (presunte) certezze di oggi potrebbero diventare i problemi di domani, sarà necessario applicare soluzioni totalmente diverse rispetto a quelle attuali per prepararsi al cambiamento nel modo più flessibile possibile cavalcando l’onda dell’innovazione digitale che farà comunque il suo corso. Soprattutto in un periodo di crisi, occorre fare tesoro di alcune indispensabili lezioni per l’immediato futuro.

© Copyright 2021 Bonfirraro Editore Via Viale Signore Ritrovato, 5 94012,  Barrafranca (EN). ISBN 9788862722636

ReWriters fest

ReWriters fest: Realtà aumentata, intelligenza artificiale, onlife: tra limiti e possibilità, ripensiamo il rapporto tra umanità e macchina, social media compresi

16, ottobre 2021
Roma, WEGIL, Largo Ascianghi 5
Con il Patrocinio della Regione Lazio e di Roma Municipio I Centro

L’ingresso è permesso solo con Green Pass

-Ore 17.00-19.00, Androne, Tavola rotonda
Prenota qui

Realtà aumentata, intelligenza artificiale, onlife: tra limiti e possibilità, ripensiamo il rapporto tra umanità e macchina, social media compresi”, a cura della giornalista di Online News Association (ONA) Rosa Maria Di Natale, Premio Ilaria Alpi 2007, founder di Data Journalism Crew, per il quale ha vinto il Premio Donnaèweb 2012, e del team EmPress media e News, sul Social Journalism

Intervengono:
Arturo Di Corinto, professore di Identità digitale, privacy e cybersecurity presso la Sapienza di Roma, associato senior presso il Center for Cybersecurity and International Relations Studies dell’Università di Firenze;
Alberto Del Bimbo, professore ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni all’Università di Firenze, già direttore del Centro di Eccellenza MICC (Media Integration and Communication);
Tiziana Catarci, direttrice del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale dell’università La Sapienza e Editor-in-Chief dell’ACM Journal of Data and Information Quality (JDIQ);
Maria Chiara Parmiggiani, avvocata esperta di cyberbullismo;
Stefano Zordan, co-founder di Adriano Olivetti Leadership Institute;
Davide Bennato, professore all’Università di Catania in Sociologia digitale, co-founder diSTS-Italia Società Italiana di Studi su Scienza e Tecnologia;
Marco Scialdone, PhD, docente Università Europea, esperto di diritto dell’informatica e fellow IAIC (Accademia Italiana del Codice Internet), autore del recente “Vivere con l’intelligenza artificiale”;
Federico Badaloni, giornalista, architetto dell’informazione, responsabile Area progettazione della divisione digitale di Gedi;
Alessio Jacona, curatore dell’Osservatorio Intelligenza Artificiale ANSA;
Cristiano Boscato, direttore didattico alla Bologna Business School di AI per il business e founder di Injenia, top leader italiana in machine learning e intelligenza artificiale.

Truffe e ransomware: quando il crimine non paga

Truffe e ransomware: quando il crimine non paga

Hacker’s dictionary. Fbi, Europol e le polizie europee si coordinano per fermare i cybercriminali. Joe Biden ospiterà un summit contro le cybergang alla Casa Bianca

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 7 Ottobre 2021

La polizia federale americana ha annunciato l’arresto di 33 persone in Texas a causa del loro presunto coinvolgimento negli attacchi informatici di Black Axe, responsabili della compromissione di e-mail aziendali (BEC), frodi assicurative e altri crimini. Il gruppo sarebbe attivo anche nel settore delle cosiddette truffe romantiche, i romance scam, usando account fasulli su siti di incontri.

Privacy, l’ignoranza non è una virtù

Privacy, l’ignoranza non è una virtù

Hacker’s Dictionary. Faciloneria, lassismo, noncuranza: tanti giovani, e non solo loro, per qualche comodità in più non aggiornano le password e non cancellano i vecchi account. Ma adesso che anche la salute pubblica passa per il digitale, non ce lo possiamo più permettere

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 15 Luglio 2021

«Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza». Questa frase di Benjamin Franklin oggi potrebbe essere riscritta così: «Chi rinuncia alla propria privacy per avere più comodità, non si merita né la privacy né le comodità».

Aruba conferma l’attacco informatico: ecco cosa è successo

Aruba conferma l’attacco informatico: ecco cosa è successo

I sistemi del gigante italiano di servizi Internet e web sono stati violati ad aprile. Solo ieri però ha deciso di avvisare i suoi clienti, insistendo sul fatto che non sarebbero stati coinvolti dati sensibili

di ARTURO DI CORINTO per Italian Tech/La Repubblica del 15 Luglio 2021

Sono partite ieri le mail per informare i clienti di Aruba di una violazione di confidenzialità dei loro dati. L’azienda, che aveva già informato sia la Polizia Postale che il Garante per la protezione dei dati personali, dopo due mesi di monitoraggio e analisi dei suoi effetti ha deciso di informare singolarmente gli utenti interessati di aver “bloccato un accesso abusivo” ai suoi database, obbligandoli a resettare le password di accesso.

L’evento risale al 23 aprile scorso e non sembrerebbe per ora aver avuto conseguenze evidenti. Tuttavia è un evento da monitorare, visto che Aruba, insieme a Infocert, è il maggior fornitore di identità digitali e posta certificata del paese, una realtà industriale che fornisce la gran parte delle Pubbliche amministrazioni italiane attraverso Consip e offre hosting, cloud e macchine virtuali anche a singoli ed aziende, è un gigante italiano del settore appena entrato nel settore della fibra ottica in partnership con Open Fiber.
Bergamo

Democrazia Futura. Alle Radici dell’odio in rete. Polarizzazione disinformazione vanità e infelicità

Democrazia Futura. Alle Radici dell’odio in rete. Polarizzazione disinformazione vanità e infelicità

Comportamenti e consumi nelle reti di persuasione sociale. Nell’era del capitalismo della sorveglianza ogni azione che intraprendiamo online viene raccolta per uno scopo: modellare noi e il nostro comportamento, per prevedere meglio cosa faremo. Queste previsioni sono il petrolio dell’era digitale.

di Arturo Di Corinto per Democrazia Futura n.2/2021

I nemici della privacy e le app sanitarie bucate

I nemici della privacy e le app sanitarie bucate

Hacker’s dictionary. Uno studio pubblicato dal British Medical Journal ha dimostrato che un quarto delle app medico sanitarie viola la privacy degli utenti

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 24 Giugno 2021

La minimizzazione dei dati è un diritto umano

La minimizzazione dei dati è un diritto umano

Hacker’s Dictionary. La profilazione dei comportamenti online serve alla pubblicità comportamentale, ma anche per addestrare sistemi di machine learning responsabili di escludere le minoranze dalle opportunità di lavoro, cultura e alloggio

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 10 Giugno 2021

Sei ti ricordi la password allora hai sbagliato qualcosa

Il 6 maggio tutto il mondo celebra la giornata mondiale della password: ‘123456’, ‘password’, ‘dragone’, e ‘Ronaldo’ sono ancora tra le più utilizzate e facili da hackerare. Ecco i consigli per crearne una robusta e proteggerla dai malintenzionati

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 6 Maggio 2021

Pnrr, salviamo la cybersecurity dalla corruzione

Hacker’s Dictionary. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono previsti 620 milioni di euro per la cybersecurity. Possono essere pochi o tanti, dipenderà da come verrano spesi: per il futuro dei giovani o per favorire le solite clientele

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 29 Aprile 2021

Democrazia Futura. Perché l’oligopolio di Big Tech è insopportabile

È importante proteggere i nostri dati digitali, anche imparando a capire se, come e quando ci conviene offrirli alle grandi piattaforme. Ma una cosa va capita una volta per tutte: i nostri dati vanno protetti per proteggere la riservatezza dei nostri comportamenti.

di ARTURO DI CORINTO per Democrazia Futura di Marzo 2021

Clubhouse è stato hackerato

Clubhouse è stato hackerato

Hacker’s Dictionary. Un programmatore cinese alla ricerca di un modo per usare la neonata app di chat vocali con Android ci interroga sul significato dell’hacking: ampliamento di funzioni o attacco informatico?

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 25 Febbraio 2021

Wargames, quando il gioco si fa duro

Wargames, quando il gioco si fa duro

Hacker’s Dictionary. Gli attacchi alle infrastrutture critiche sono in aumento: trasporti, ospedali, centri di ricerca e produzione dei vaccini, banche e armamenti sono gli obiettivi. Per difenderli bisogna pensare out of the box, come gli hacker

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 18 Febbraio 2021

Ecco i database rubati a Facebook. Che cosa possono farne gli hacker

Ecco i database rubati a Facebook. Che cosa possono farne gli hacker

Era in vendita su un forum di hacker” con nome, numero di telefono, email, relazione sentimentale, posizione lavorativa e appartenenza a gruppi di 36 milioni di utenti italiani di Facebook.

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 15 Febbraio 2021

Contro il web tossico scende in campo l’Agcom

Contro il web tossico scende in campo l’Agcom

Hacker’s Dictionary. Con la scusa della comunicazione senza limiti Big Tech sorveglia i comportamenti individuali e orienta quelli collettivi. Ma se il dibattito pubblico sul valore di app, social e web è ancora nella sua infanzia, le cose potrebbero cambiare

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 11 Febbraio 2021

TikTok obbedisce al Garante Privacy

TikTok obbedisce al Garante Privacy

Hacker’s Dictionary. L’azienda cinese proprietaria della piattaforma di video-sharing dal 9 febbraio rimuoverà i profili dei minori sotto i tredici anni. Nel futuro potrebbe usare l’intelligenza artificiale per bloccare chi fornisce un’età fasulla. Con notevoli rischi per la privacy

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 4 Febbraio 2021

Il cybercrime è la terza economia mondiale. “10 milioni di danni dal secondo”

Il cybercrime è la terza economia mondiale. “10 milioni di danni dal secondo”

Una password vale 500 dollari. Secondo CybergON i danni provocati dal solo Ransomware arriveranno a 20 miliardi di dollari. Intanto gli hacker attaccano altri hacker per rubare le cyberarmi con cui portare a segno i loro disegni criminali

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 2 Febbraio 2021

Perché è il momento di parlare di neuro-privacy

Perché è il momento di parlare di neuro-privacy

Dallo sviluppo delle intelligenze artificiali alle interfacce cervello-macchina, diventa centrale la tutela della segretezza della nostra sfera cognitiva

di Arturo Di Corinto per Wired del 29 Gennaio 2021

Dallo sviluppo delle intelligenze artificiali alle interfacce cervello-macchina, diventa centrale la tutela della segretezza della nostra sfera cognitiva

Artificial Intelligence
Digital Human Brain Covered with Networks

Esisterebbe la privacy se i pensieri fossero leggibili? Evidentemente no. Allora diventa importante riflettere sulla portata delle tecniche di “lettura del cervello” che la scienza ci offre. In occasione della giornata europea della privacy, il Garante italiano ha voluto convocare esperti e studiosi per interrogarsi sulla protezione dei dati trattati dalle neuroscienze e impiegati dalle intelligenze artificiali.

Hackerata l’app anti-Covid cinese

Hackerata l’app anti-Covid cinese

Hacker’s Dictionary. Anche nel poliziesco paese del dragone gli hacker hanno mano libera quando le difese informatiche sono insufficienti. Dopo l’hackeraggio dell’app sanitaria, i ricercatori hanno scovato un database di 214 milioni di profili di utenti di social media senza protezione

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 14 Gennaio 2021

La Cina conquista spesso la ribalta delle cronache perché ai suoi hacker vengono attribuite incursioni spericolate, come quella ai danni del Vaticano, di aziende e università americane, e ultimamente, il tentativo di rubare brevetti e informazioni sanitarie relative al Covid.

Meno noto è il fatto che anche in Cina esistono gruppi di hacker criminali che con i loro raid portano scompiglio al di qua della sua muraglia digitale che non sempre riesce a bloccarne la notizia. Nel giro di un mese infatti sono stati diversi gli attacchi hacker di cui si è venuti a conoscenza. Ad esempio. L’errore di configurazione di un database da parte dell’azienda SocialArks ha rivelato 318 milioni di record raccolti da Facebook, Instagram e LinkedIn.

Come cambia Whatsapp: privacy e regole, ecco cosa succede per gli utenti

Come cambia Whatsapp: privacy e regole, ecco cosa succede per gli utenti

Nuovi termini di servizio in vigore, c’è tempo fino all’8 febbraio per aderire, poi non si potrà più usare l’app di messaggistica. L’azienda precisa: “In Europa nessuna condivisione di dati con Facebook a fini di profilazione pubblicitaria”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 7 Gennaio 2021

Anche agli utenti italiani stanno arrivando le notifiche sulle nuove regole d’uso di WhatsApp.  La novità è che dall’8 febbraio chi non le accetta non potrà più usare la popolare app di messaggistica. Dal 4 Gennaio sono infatti cambiati sia i Termini di Servizio che le politiche sulla privacy di WhatsApp. Motivo? Garantire una sempre maggiore integrazione del servizio di messaggistica istantanea con la casa madre: Facebook.

Parte dall’India la rivoluzione di WhatsApp: obbligatorio condividere i dati con Facebook

Parte dall’India la rivoluzione di WhatsApp: obbligatorio condividere i dati con Facebook

Chi non accetta le nuove condizioni del contratto non potrà più utilizzare la app di messaggistica. La sempre più stretta integrazione dei servizi della galassia Zuckerberg pone serie riflessioni alla privacy degli utenti

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 6 Gennaio 2021

Se non accetti di condividere i tuoi dati con Facebook non potrai più usare WhatsApp. Questo è in sintesi, e senza giri di parole, il messaggio che gli utenti di WhatsApp in India hanno ricevuto stamattina 6 gennaio. Con la scusa di aggiornare gli utenti su alcuni cambiamenti chiave della privacy policy e dei Tos, i termini di servizio, l’azienda che fa capo alla galassia Facebook ha chiarito che in assenza di tale accettazione dall’8 febbraio non potranno più usare WhatsApp.

Perché Google è stato “down” il 14 dicembre? Mountain View: “Limiti di capienza”

Perché Google è stato “down” il 14 dicembre? Mountain View: “Limiti di capienza”

Un’interruzione di servizio durata un’ora da parte dell’azienda californiana che oltre al famoso motore di ricerca offre Gmail, Google docs. Big G spiega l’incidente, ma c’è chi dice che potrebbe essere legata – in chiave difensiva – agli attacchi hacker dei giorni scorsi sferrati contro istituzioni governative americane

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 14 Dicembre 2020

Cybersecurity, buone notizie al femminile

Cybersecurity, buone notizie al femminile

Hacker’s Dictionary. Gli attacchi informatici aumentano, lo conferma il nuovo rapporto Clusit presentato in streaming. Ma c’è una buona notizia, scendono in campo le cyberladies esperte di digitale e sicurezza informatica

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 12 Novembre 2020

Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, ha presentato in streaming la nuova edizione del suo Rapporto annuale con i dati relativi al cybercrime a livello globale nei primi sei mesi dell’anno.

I numeri sono allineati a quelli di altri think tank e ribadiscono trend di crescita già noti come l’aumento degli attacchi rispetto allo stesso periodo del 2019: il 14% è stato a tema Covid. I relatori del rapporto hanno anche osservato come siano aumentati dell’85% gli attacchi alle infrastrutture critiche e del 63% al settore della ricerca. Malware, phishing e social engineering le tecniche più utilizzate.

Democrazia futura. Tecnologie di controllo e tutela della riservatezza, la contraddizione americana

Gli Stati Uniti, nazione simbolo del free speech, patria della comunicazione senza limiti grazie a Internet e del concetto moderno di privacy, è però anche il paese della sorveglianza di massa. Dove non c’è trasparenza la democrazia muore: la battaglia di Edward Snowden e i whistleblower.

di ARTURO DI CORINTO per Democrazia Futura su Key4Biz del 4 Novembre 2020

“La nostra libertà riposa su quello che gli altri non sanno di noi”.
Aleksandr Solženicyn, autore di Arcipelago Gulag

L’antidoto cresce là dove il male alligna. Forse.

Arpanet, la nonna di Internet, nasce negli Stati Uniti il 29 Ottobre 1969. il concetto di privacy nasce con il saggio The right to privacy scritto da due avvocati, Samuel Warren e Luis Brandeis, nel 1890, sempre negli Stati Uniti. E il primo articolo della Costituzione degli Stati Uniti è dedicato alla libertà d’espressione. La Costituzione è del 1789.

Gli Stati Uniti, nazione simbolo del free speech, patria della comunicazione senza limiti grazie a Internet e del concetto moderno di privacy, è però anche il paese della sorveglianza di massa.

Con decine di uffici, agenzie, laboratori e centri di ricerca dedicati al controllo di web, email, telefoni, volti e impronte biometriche, gli Stati Uniti sono il paese che perseguita con più determinazione i suoi figli che hanno fatto bandiera della battaglia per la privacy individuale e per la trasparenza dei pubblici poteri.

Programmi governativi dai nomi fantasiosi come Tempora e Prism, software come Carnivore e XkeyScore, leggi come il Patriot Act e la Fisa, con la sua sezione 702, sfidano costantemente la libertà che gli Stati Uniti dicono di promuovere e proteggere. A casa e fuori.