Made in Italy al servizio della cybersecurity

Made in Italy al servizio della cybersecurity

Hacker’s Dictionary . Si moltiplicano le aziende innovative italiane nel campo della sicurezza informatica, ma per beneficiarne in patria c’è bisogno anche dello Stato

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 21 Gennaio 2021

Ettore Rosato, coordinatore di Italia Viva, ha dichiarato che la Fondazione sulla cybersecurity era uno sfizio di Conte, una cosa che serve poco all’Italia. I fatti sembrano smentirlo.

Sia in una prospettiva di sicurezza tout court che di sovranità tecnologica, sia per far decollare le nostre startup di cybersecurity che altrimenti i capitali devono cercarseli all’estero, che per sostenere un circuito dell’innovazione virtuoso con ricadute su tutto il comparto tecnologico nazionale.

Perché Google è stato “down” il 14 dicembre? Mountain View: “Limiti di capienza”

Perché Google è stato “down” il 14 dicembre? Mountain View: “Limiti di capienza”

Un’interruzione di servizio durata un’ora da parte dell’azienda californiana che oltre al famoso motore di ricerca offre Gmail, Google docs. Big G spiega l’incidente, ma c’è chi dice che potrebbe essere legata – in chiave difensiva – agli attacchi hacker dei giorni scorsi sferrati contro istituzioni governative americane

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 14 Dicembre 2020

Convegno Banche e Sicurezza, 2 e 3 dicembre

Convegno Banche e Sicurezza, 2 e 3 dicembre

Il presidio della sicurezza, sia fisica che cibernetica, è un elemento chiave per le banche sul quale si gioca la sfida reputazionale, la costruzione della fiducia del cliente, la tutela degli asset, tanto più nell’era dell’open banking, con piattaforme interconnesse e con servizi sempre più multi-accesso. Ma ora il tema, alla luce dell’emergenza sanitaria globale, diventa ancora più centrale, perché il repentino incremento nell’utilizzo degli strumenti digitali apre nuovi potenziali scenari di rischio. Nuove frodi, furti di identità, minacce alla privacy, ma anche tutela della salute dei dipendenti e dei clienti nelle filiali sono solo alcuni dei tanti punti di attenzione. 

Banche e Sicurezza è il percorso evento + appuntamenti digital promosso da ABI per conoscere ed esplorare le frontiere della sicurezza fisica e digitale nel settore finanziario, bancario e assicurativo.

Organizzato da ABIEventi, in collaborazione con CERTFin, ABI Lab, Ossif, Banche e Sicurezza è l’appuntamento di riferimento in Italia per i professionisti e protagonisti del settore.
Incontri, confronti, workshop e networking sulle nuove frontiere della sicurezza, i modelli, le tecnologie e le soluzioni più innovative.

Cybersecurity, buone notizie al femminile

Cybersecurity, buone notizie al femminile

Hacker’s Dictionary. Gli attacchi informatici aumentano, lo conferma il nuovo rapporto Clusit presentato in streaming. Ma c’è una buona notizia, scendono in campo le cyberladies esperte di digitale e sicurezza informatica

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 12 Novembre 2020

Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, ha presentato in streaming la nuova edizione del suo Rapporto annuale con i dati relativi al cybercrime a livello globale nei primi sei mesi dell’anno.

I numeri sono allineati a quelli di altri think tank e ribadiscono trend di crescita già noti come l’aumento degli attacchi rispetto allo stesso periodo del 2019: il 14% è stato a tema Covid. I relatori del rapporto hanno anche osservato come siano aumentati dell’85% gli attacchi alle infrastrutture critiche e del 63% al settore della ricerca. Malware, phishing e social engineering le tecniche più utilizzate.

Così Victor Gevers è riuscito facilmente ad hackerare il profilo Twitter di Trump

Così Victor Gevers è riuscito facilmente ad hackerare il profilo Twitter di Trump

di ARTURO DI CORINTO per AGI del 23 Ottobre 2020

Trump c’è cascato di nuovo. Dopo che il mese scorso tre hacker etici hanno dichiarato di essere riusciti a decifrare la password di Donald Trump nel 2016, era “you’re fired!”, stavolta la password scoperta è  “maga2020!”. Le due password hanno una cosa in comune: sono le due frasi che Trump usa in qualsiasi occasione in cui arringa i suoi sostenitori, e sono, per così, dire il leit motiv della sua vita pubblica.

Rai Scuola: Fake news, Privacy, Cybersecurity, risponde Arturo Di Corinto

Dal 15 Ottobre 2020, sui canali Rai, e in particolare su Rai Scuola, andranno in onda le “Risposte snack” che abbiamo realizzato per il Progetto Inclusione Digitale di Rai Radio Televisione Italiana. Con queste brevi clip di circa 1 minuto abbiamo provato a rispondere alle domande che i più giovani si fanno sulla tecnologia e i suoi effetti.

Le risposte snack riguardano le Fake News, la disinformazione, la privacy e la cybersecurity, e presentano i consigli più immediati da seguire per migliorare le proprie password e non farsi rubare l’identità online.

L’obiettivo di questa iniziativa è fare divulgazione. Mi scuso in anticipo con gli esperti che vorrebbero sentire risposte più complesse. Quelle le scrivo da venticinque anni su IlManifesto e La Repubblica

Ovviamente tutte le clip saranno sempre visibili su #Raiplay

RISPOSTE SNACK: ARTURO DI CORINTO

Come si riconosce una notizia vera da una notizia falsa?

“Tante mani, tanti occhi”: Huawei presenta il suo centro per la Cybersecurity e la trasparenza a Roma

“Tante mani, tanti occhi”: Huawei presenta il suo centro per la Cybersecurity e la trasparenza a Roma

I responsabili del colosso cinese: “Abbiamo sempre investito in sicurezza e mettiamo la collaborazione al primo posto. Adesso potrete vivisezionarci studiando il nostro software”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 30 settembre 2020

Huawei oggi ha annunciato la nascita di un Cybersecurity e Transparency Center a Roma. Il centro, voluto dall’azienda cinese presente da venti anni in Italia, avrà lo scopo di consentire alle istituzioni, ai partner e ai vendor dell’azienda, di verificare la sicurezza dei prodotti e del software di Huawei, il maggior fornitore di tecnologie 5G al mondo. Per farlo Huawei ha immaginato un percorso mai tentato prima: la possibilità di ispezionare il codice sorgente dei suoi prodotti software e perfino di sperimentarne la robustezza con dei “test di penetrazione”, una procedura che gli hacker etici usano per valutare la sicurezza del software.

Neanche le aziende di cybersecurity proteggono i propri dati

Neanche le aziende di cybersecurity proteggono i propri dati

Una ricerca di Immuniweb dice che il 97% delle aziende non protegge adeguatamente i dati dei propri clienti. Un’altra, di Accenture, dice che i capi azienda investono su tecnologie avanzate senza preoccuparsi della loro sicurezza

di ARTURO DI CORINTO per AGI del 18 Settembre 2020

“Giornata di pesanti disservizi per i clienti di tutta Italia: impossibile accedere alle funzioni di home banking. Impossibile prelevare il contante agli sportelli e dai bancomat”.

“Una pioggia di segnalazioni ha inondato gli account Twitter di una nota società che vende sistemi di tracciamento per gli sportivi: impossibile registrare gli acquisti e accedere alle mappe”.

“Gli studenti non hanno potuto registrare gli esami svolti a distanza a causa di un malfunzionamento della rete universitaria”.

La cyberwar si sta globalizzando

La cyberwar si sta globalizzando

Hacker’s Dictionary. Si moltiplicano gli attacchi informatici ai danni di aziende e governi. Israele, Usa, Inghilterra sono tra i bersagli favoriti. Coinvolti gruppi paramilitari cinesi, coreani e iraniani addestrati alla guerra cibernetica

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 23 Luglio 2020

Spie, segreti e codici cifrati non bastano più. Gli stati si combattono apertamente nel cyberspazio anche se attribuire la paternità della guerra cibernetica è sempre più difficile.

Chiamati per un incendio, i pompieri di Houston, Texas, non sono potuti intervenire per domare il fuoco dentro il consolato cinese della città. All’origine un falò di carte e documenti nei cassonetti nel cortile dell’edificio da parte di due persone filmate ma non identificate.

Il Manifesto: Proteggiamo i civili dalle guerre informatiche

il-manifesto-logo3Proteggiamo i civili dalle guerre informatiche

Hacker’s Dictionary. Infowar, netwar, cyberwar, sono la declinazione delle nuove guerre dell’informazione. I primi a rimetterci, come in ogni guerra, sono sempre i civili e la verità

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 28 Maggio 2020

Mentre scuola, lavoro, burocrazia e sanità si spostano sul web, perché non dovrebbe essere lo stesso per guerre, spionaggio e criminalità organizzata?

D’altra parte più ci affidiamo alle tecnologie digitali per la nostra vita quotidiana più essa diventa fragile. Infrastrutture obsolete, difese inadeguate e ignoranza sono il problema.

E non saranno i giganti del web che sincronizzano i loro sistemi operativi con le app sanitarie a salvarci da una Pearl Harbour digitale. Continua a leggere Il Manifesto: Proteggiamo i civili dalle guerre informatiche

Maestri d’Italia: Igiene Cibernetica

 

 

 

Relatore: Arturo Di Corinto

TITOLO
IGIENE CIBERNETICA

RIEPILOGO
Come ci laviamo le mani per proteggerci dalle malattie, allo stesso modo dobbiamo proteggere i nostri dispositivi da virus informatici e ospiti indesiderati.

TAG
#cyberhygiene #password

DESCRIZIONE

l’Igiene cibernetica è un insieme di regole per mantenere il nostro dispositivo al sicuro da ospiti indesiderati come virus e spioni.

● Password

● Antivirus

● back-up

● Aggiornamento del sistema operativo Continua a leggere Maestri d’Italia: Igiene Cibernetica

La Repubblica: Coronavirus, app di tracciamento dei contatti: cos’è il Bluetooth e quanto è sicuro

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Coronavirus, app di tracciamento dei contatti: cos’è il Bluetooth e quanto è sicuro

“Il maggiore uso della tecnologia spingerà più malintenzionati ad attaccarla e ad attaccare le app che ne fanno uso. Occorre quindi maggiore cautela sia degli sviluppatori che degli utenti”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 30 Aprile 2020

C’era una volta un re che adorava mangiare i mirtilli, e per questo lo chiamavano Harald Blåtand, Dente Blu, o Blue Tooth. Re Harald riunificò la Scandinavia e in suo onore Ericsson volle usare il soprannome del sovrano per il dispositivo che oggi consente ai telefoni, e quindi alle persone, di collegarsi fra di loro e scambiarsi dati, audio e video. Per gli appassionati di araldica, lo stesso simbolo del Bluetooth è la sovrapposizione delle iniziali runiche del sovrano. Questa tecnologia invisibile che ci aiuta ad ascoltare musica, usare il mouse e aprire i garage, è stata scelta da diversi Paesi, Italia compresa, per tracciare i potenziali contagiati dalla malattia Covid-19. E molti temono per la privacy. Continua a leggere La Repubblica: Coronavirus, app di tracciamento dei contatti: cos’è il Bluetooth e quanto è sicuro

Il Manifesto: Gara di solidarietà contro gli hacker malevoli

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Gara di solidarietà contro gli hacker malevoli

Hacker’s Dictionary. Cyberoo, Cybertech, Kaspersky e gli altri, in pista per offrire protezione informatica gratuita durante la pandemia. Bankitalia scrive: «Tuteliamo i soggetti più esposti»

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 30 Aprile 2020

Dopo i film, i libri, le videoconferenze, le imprese adesso regalano software anti hacker. L’occasione è data dalla pandemia di Coronavirus che, obbligandoci a vivere online, porta con sé anche un aumentato rischio per virus, trojan e altri attacchi informatici. Per questo è partita la gara di solidarietà. Un’occasione per le aziende di mantenere un buon rapporto coi clienti, rafforzare il branding e farsi benvolere dall’opinione pubblica.

Si chiama Cyberoo Defence for Italy l’iniziativa di Cyberoo, da poco sbarcata in borsa, grazie alla quale vengono messi a disposizione delle aziende italiane che ne faranno richiesta, gratuitamente e per tre mesi, alcuni servizi di cyber security per lo smart working. Un’altra azienda italiana, governata da Roberto Mignemi, Cybertech, della galassia Engineering, ha messo a disposizione delle realtà ospedaliere servizi gratuiti in grado di misurare l’estensione della superficie esposta agli attacchi, pronta a fornire supporto in caso di compromissioni.

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Il Manifesto: Il cybercrime è la terza potenza economica mondiale

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Il cybercrime è la terza potenza economica mondiale

Hacker’s Dictionary. Il crime as a service, l’industria del crimine su richiesta, offre di tutto, dagli attacchi distribuiti (DDoS) per bloccare siti e servizi, ai malware e alle campagne di phishing, Trojan e sequestro di database

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 16 Aprile 2020

Secondo l’ultimo rapporto del World Economic Forum sui rischi globali le attività degli hacker si stanno industrializzando, e per il 2021 i danni causati dai cybercriminali potrebbero arrivare a 6 trilioni di dollari, l’equivalente del prodotto interno lordo della terza economia mondiale. Per capirci Tesla, Walmart, Facebook, Microsoft, Apple, Amazon messi insieme non arrivano a un trilione e mezzo di ricavi.

I malvagi di cui parla il rapporto però non vestono più il cappuccio, ma si organizzano in team ben strutturati, non si nascondono nel Dark Web ma fanno pubblicità e proseliti nei social media, e sono anche capaci di offrire un «customer care» alle loro vittime, una sorta di ufficio di relazioni con i clienti attaccati via ransomware o DDoS. Continua a leggere Il Manifesto: Il cybercrime è la terza potenza economica mondiale

Byoblu: Intervista ad Arturo Di Corinto

Conte può spegnere Internet per legge quando vuole – Arturo Di Corinto, Ugo Mattei – #Byoblu24

23 Marzo 2020

L’Italia ha un Internet Kill Switch: in presenza di un rischio grave, il Presidente del Consiglio può spegnere internet, del tutto o in parte. Lo consente la legge sul Perimetro nazionale di sicurezza cibernetica del 2 marzo, nell’allegato “Documento di sicurezza nazionale”. Nella relazione dell’intelligence le cryptovalute, le formazioni di estrema destra e la disinformazione. È già successo molte volte nel mondo che uno Stato abbia spento internet per ragioni di sicurezza, lo ricorda la stessa BBC in un video di marzo. In Spagna il Governo ha già iniziato a parlare di sicurezza informatica compromessa per molti ospedali, e di bufale via internet che provocano “paura e panico nella popolazione” (fonte Agi). È il preludio alla nuova fase della stretta sulla popolazione? Può accadere anche in Italia? Giuseppe Conte può spegnere internet?

Nel frattempo, in Israele Netanyahu ha costruito un sistema di tracciamento e geolocalizzazione dei cittadini, assistito da App, telecamere, algoritmi che analizzano messaggi sui social e nelle chat, per identificare chi potrebbe non rispettare le regole. È la realizzazione di Minority Report?

A #Byoblu24 ne parlano Arturo Di Corinto, giornalista, e Ugo Mattei, docente. In studio, Claudio Messora e Virginia Camerieri.

Il Manifesto: L’Italia può spegnere Internet se lo vuole

L’Italia può spegnere Internet se lo vuole

Hacker’s Dictionary. La relazione dell’Intelligence presentata sottolinea i rischi cyber per l’Italia, dalla destra in rete ai nation state hacker fino agli attivisti di Anonymous

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 5 Marzo 2020

L’Italia ha una squadra nazionale di hacker. Sono i futuri cyberdefender, selezionati da scuole e università attraverso la Cyberchallenge. L’Italia ha la Golden Power, cioè speciali poteri di veto nei confronti di produttori e tecnologie, come il 5G, che possono rappresentare un pericolo per la democrazia e l’economia della penisola. L’Italia ha pure un «Internet kill switch». Significa che in presenza di un rischio grave ed imminente alla sicurezza nazionale causato dalla vulnerabilità di reti, sistemi informativi e servizi informatici, il Presidente del Consiglio può disporre la disattivazione, totale o parziale, di Internet. Con le necessarie garanzie di legge. Una possibilità remota, ma prevista dalla legge sul Perimetro nazionale di sicurezza cibernetica a cui è dedicato gran parte dell’allegato alla «Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza» presentata al Parlamento il 2 marzo. L’allegato, chiamato «Documento di sicurezza nazionale», fa il punto sulla minaccia cyber e già dal nome chiarisce come la sicurezza cibernetica e la sicurezza nazionale siano indissolubilmente legate. Continua a leggere Il Manifesto: L’Italia può spegnere Internet se lo vuole

Presentazione Riprendiamoci la rete! per il Safer Internet Day

Presentazione del libro Riprendiamoci la rete! per il Safer Internet Day

Martedì 11 febbraio 2020, ore 10:00
Università degli Studi Link Campus University
Antica Biblioteca – Via del Casale di San Pio V, 44 – Roma

Il Safer Internet Day (SID) è la giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea. Obiettivo dalla giornata è far riflettere le studentesse e gli studenti non solo sull’uso consapevole della rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno per rendere internet un luogo positivo e sicuro.

“Together for a better internet” è il titolo scelto per l’edizione del 2020.

Continua a leggere Presentazione Riprendiamoci la rete! per il Safer Internet Day

Il Manifesto: I dati sono un bene comune

I dati sono un bene comune

Hacker’s dictionary. I termini di servizio di app e siti web certificano che i nostri dati vengono privatizzati. Bisogna capire se ci conviene

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 6 Febbraio 2020

Quando ci iscriviamo a un sito, app o servizio Internet, in genere ci viene richiesto di accettare i «Termini di servizio», ToS, che indicano come i nostri dati sono raccolti e usati. La maggior parte delle volte non li leggiamo, semplicemente perché non ne abbiamo tempo e voglia ma soprattutto perché non li capiamo, visto che sono scritti in legalese.

Eppure è così che perdiamo così il controllo dei dati che ci identificano come cittadini, lavoratori e consumatori. Quei dati infatti verranno utilizzati per creare dei profili dettagliati dei nostri comportamenti e verranno commerciati per usi che non conosciamo.

Ad esempio i ToS di Facebook ed Amazon dicono che i nostri dati sono usati per tracciare il nostro comportamento su altri siti, LinkedIn raccoglie, usa e condivide i dati di geolocalizzazione e Instagram ci mette il copyright.

I termini di servizio di Reddit, Yahoo e WhatsApp dicono che usandoli accettiamo «di difendere, indennizzare e sollevare il servizio da ogni responsabilità in caso di reclamo». Quasi tutti prevedono che gli stessi termini possono essere modificati in qualsiasi momento a discrezione del fornitore, senza preavviso per l’utente. Continua a leggere Il Manifesto: I dati sono un bene comune

Radio Vaticana intervista Arturo Di Corinto

Roberta Gisotti – Città del Vaticano
28 gennaio 2020, 10:11
Lo spazio web è un bene comune: che fare dei dati?
Nella Giornata internazionale per la protezione dei dati, promossa dal Consiglio d’Europa, l’invito a prendere coscienza dei nostri comportamenti in rete e a chiedere agli Stati di saper governare lo spazio digitale. Intervista al prof. Arturo Di Corinto, esperto di cybersicurezza.

Roberta Gisotti – Città del Vaticano

Spazio cibernetico bene comune e sicurezza nazionale sono i temi al centro dell’odierna Giornata internazionale per la protezione dei dati personali, celebrata ogni anno in Europa e nel mondo. Una ricorrenza promossa dal Consiglio d’Europa, a partire dal 2007, per sensibilizzare ed accrescere la consapevolezza dei cittadini e la responsabilità di enti, istituzioni, enti, aziende, organizzazioni, soggetti pubblici e privati sui diritti digitali delle persone e sui rischi associati al trattamento dei dati in rete.

Continua a leggere Radio Vaticana intervista Arturo Di Corinto

Intervista a SkyTg24 di Arturo Di Corinto su innovazione e sicurezza digitale

Intervista a SkyTg24 di Arturo Di Corinto su innovazione e sicurezza digitale

11 Gennaio 2020
Skytg24, ‘Progress’ condotto da Helga Cossu, si parla di Sicurezza digitale, innovazione e Intelligenza Artificiale con Arturo Di Corinto, Stefano Epifani, Marco Ramilli e Pierluigi Paganini.

Prima parte

Seconda Parte

 

Affari Italiani: Usa, timori di una rappresaglia cibernetica iraniana

Usa, timori di una rappresaglia cibernetica iraniana

Perché il cybercommand USA invita tutti a essere pronti

di ARTURO DI CORINTO per Affari Italiani del 7 Gennaio 2019

L’immagine manipolata del presidente Usa Donald Trump preso a pugni in faccia e che sanguina dalla bocca, insieme a un messaggio che vanta la forza cibernetica dell’Iran, è apparsa brevemente sul sito web della Biblioteca federale americana nella giornata di sabato. La firma? “Hacked by Iran Cyber Security Group Hackers. Questa è solo un esempio delle abilità informatiche dell’Iran! Siamo sempre pronti”.

Sono però centinaia i siti americani defacciati per rappresaglia dopo l’uccisione del generale e uomo politico Qassem Soleimani da un drone americano. Si tratta di siti minori, gestiti da privati, turistici, commerciali o relativi a servizi ed eventi legati a salute e medicina (https://www.e-cwellness.com/, https://discerningreader.com/, etc). Continua a leggere Affari Italiani: Usa, timori di una rappresaglia cibernetica iraniana

Libri: Riprendiamoci la rete. Piccolo manuale di Autodifesa digitale per giovani generazioni

Riprendiamoci la rete! Piccolo manuale di Autodifesa digitale per giovani generazioni

Edizioni Eurilink University Press

2019 € 20

pp. 208 Collana: Link — 4

ISBN: 978–88-85622–76‑0

Il libro si può scaricare gratuitamente via email e tramite WhatsApp qui: https://riprendiamocilarete.unilink.it/

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Il Manifesto: Giocare alla cybersecurity è una cosa seria

Giocare alla cybersecurity è una cosa seria

Hacker’s Dictionary. I servizi segreti presentano in una scuola romana Cybercity Chronicles, un videogame per apprendere le nozioni di base della sicurezza informatica. Presente Giuseppe Conte che pontifica sul diritto alla rete

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 18 Aprile 2019

La sicurezza si impara giocando. Dopo l’avvio in pompa magna il 4 dicembre 2017 “Be Aware, Be Digital”, la campagna di comunicazione sulla cybersecurity della Presidenza del Consiglio, sembrava finita nel dimenticatoio. E invece è ripartita con un gioco per ragazzi.

Presentato nientemeno che dal Presidente Giuseppe Conte in una scuola romana, il videogioco Cybercity Chronicles ha l’obbiettivo di insegnare ai più giovani e alle loro famiglie le basi della sicurezza informatica, il suo vocabolario, le trappole e i comportamenti virtuosi da tenere in rete. Il gioco, che riprende il mito di Teseo e Arianna, è ambientato in un futuro cyberpunk e, proprio come nei romanzi distopici di William Gibson, fa muovere i personaggi in un mondo underground pieno di pericoli informatici.

Continua a leggere Il Manifesto: Giocare alla cybersecurity è una cosa seria

La Repubblica: Internet Governance Forum, i cittadini possono disegnare il futuro della rete

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Internet Governance Forum, i cittadini possono disegnare il futuro della rete

È online la call per partecipare alla definizione dei temi e delle proposte da portare a Berlino all’Internet Governance Forum, il “parlamento” che ogni anno discute a livello mondiale la direzione dello sviluppo della rete. E l’Italia prova a organizzarsi

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 9 Dicembre 2019

ROMA –  “Limitare gli usi negativi di Internet e incrementare le opportunità che offre senza lasciare indietro nessuno”. In un momento in cui ci sentiamo travolti da notizie false, furti di dati, software spia e troll che impazzano sui social, suona strano, ma si può fare. E si può fare con il contributo di tutti, nonostante lo strapotere di Big Tech, il terrorismo che ritorna online e le accuse di Trump a Internet, che considera responsabile dell’immigrazione illegale negli Usa? Ma come? Ad esempio attraverso la partecipazione alle consultazioni online sul futuro di Internet. Continua a leggere La Repubblica: Internet Governance Forum, i cittadini possono disegnare il futuro della rete

Il Manifesto: Tecnologie futuristiche e assistenti virtuali

 Tecnologie futuristiche e assistenti virtuali

Hacker’s Dictionary. Gli smart speaker, gli assistenti virtuali di Amazon, Google, Apple, possono essere il punto d’accesso di attacchi devastanti alla propria privacy o al web creando eserciti di computer zombie

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 12 Dicembre 2018

«Le tecnologie del futuro ci conosceranno meglio di quanto noi conosciamo loro.” Lo ha detto Michael Björn, capo progetto di Ericsson, commentando una ricerca su 34 milioni di persone svolta dal ConsumerLab della sua azienda.

Secondo questa ricerca, incentrata su Intelligenza Artificiale, Realtà Virtuale, 5G e automazione, tra le 10 tendenze più significative del 2019 previste dagli utenti avanzati di Internet ci sono gli assistenti virtuali, come Amazon Echo e Google Home, che saranno presto in grado di comprendere i nostri stati d’animo. Per gli intervistati gli “smart speaker” che integrano gli assistenti virtuali basati sull’intelligenza artificiale tra poco potranno discutere con noi come fanno i membri di una famiglia e saranno usati per automatizzare il pagamento di bollette e abbonamenti, cosi come la consegna di spesa e regali. Continua a leggere Il Manifesto: Tecnologie futuristiche e assistenti virtuali

AGI: Perché mi sono staccato dai social e ho buttato le app

Perché mi sono staccato dai social e ho buttato le app

I social media sono diventati strumenti, teatro e spazio di conflitto tra poteri che lottano per la nostra attenzione e manipolano le nostre percezioni. Un obiettivo politico che è ingegnerizzato nel funzionamento stesso degli strumenti digitali per trasformare consumatori ed elettori in polli da batteria

di ARTURO DI CORINTO per AGI del 26 Ottobre 2018

Sono certo che tutti quelli che leggono quest’articolo hanno degli ottimi motivi per non farlo, ma io ho deciso da tempo di cancellare il mio account Facebook, congelare LinkedIn e Instagram, rimuovere WhatsApp e ridurre l’uso di Gmail.

Ognuna di queste mosse ha un significato specifico per me, ma nondimeno ci sono degli elementi comuni a ognuna di queste decisioni, la prima è impegnare meglio il mio tempo. Come? Leggendo articoli approfonditi, libri su argomenti scientifici, passeggiare e parlare con la gente al bar, in piazza, in libreria. L’ho fatto insomma per bilanciare meglio la mia vita analogica con quella digitale che, nella fusione delle due realtà nell’onlife, ha preso il sopravvento. Provo a spiegare perché. Continua a leggere AGI: Perché mi sono staccato dai social e ho buttato le app

Il Manifesto: Gmail, quando la tua posta non è tua

Gmail, quando la tua posta non è tua

Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 11 Ottobre 2018

Nella lettera al Congresso Usa Google ammette che aziende terze possono leggere i contenuti della posta elettronica dei suoi utenti.

La notizia della settimana dovrebbe essere la chiusura di Google+, e invece no. La notizia della settimana è che Google consente a centinaia di aziende di eseguire la scansione degli account Gmail di tutti noi, leggerci la posta e persino condividerne i dati con altre aziende, «fintanto che sono trasparenti con gli utenti su come stanno utilizzando i dati». A confessarlo è stata Susan Molinari, vicepresidente per le politiche pubbliche di Google, con una lettera di risposta ai senatori americani che l’hanno interpellata in proposito. Continua a leggere Il Manifesto: Gmail, quando la tua posta non è tua

Il Manifesto: Un popolo di santi, poeti, navigatori e hacker

Un popolo di santi, poeti, navigatori e hacker

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 4 Ottobre 2018

Un popolo di santi, poeti, navigatori e hacker. Come per il calcio, l’atletica leggera e la pallavolo, l’Italia vanta anche una nazionale di hacker. Non lo sapevate? Il nostro paese compete a livello mondiale in cucina con la nazionale dei cuochi, perché non dovrebbe avere una nazionale hacker per rappresentare l’eccellenza raggiunta dal paese in questo campo? Parliamo ovviamente di hacker buoni, i cosiddetti hacker etici o «white hat hacker», e non dell’uomo nero che i media accusano quando non sanno che nome dare ai criminali informatici, alla stupidità umana e all’avidità delle imprese che ci hanno venduto per anni microprocessori e software bacati.

Parliamo di «cyberdefender», di quei ragazzi cioè che difendono l’italico cyberspazio da cybercriminali ed eserciti cibernetici, spesso senza neanche dirlo. Continua a leggere Il Manifesto: Un popolo di santi, poeti, navigatori e hacker