Il Manifesto: Le aziende di sicurezza barano

Le aziende di sicurezza barano

Hacker’s dictionary. Per quanto riguarda la mappa del rischio il sistema produttivo nazionale investe troppo poco anche a fronte di danni ingenti che ne rallentano l’operatività e ne aumentano i costi di servizio dopo l’attacco

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 7 Giugno 2018

Le aziende di sicurezza informatica che vendono sistemi difensivi suggeriscono alle aziende le soluzioni più costose e non quelle migliori.

Questo è quanto si legge nella relazione annuale della Banca D’Italia diffusa il 29 maggio 2018. La spiegazione secondo il rapporto è che «due imprese su tre dichiarano di istruire i dipendenti sull’uso sicuro dei dispositivi informatici, più della metà di svolgere analisi sulla vulnerabilità delle reti, mentre solo un terzo ricorre alla cifratura dei dati, una pratica meno costosa rispetto alle altre, ma assai efficace». L’ipotesi che gli estensori fanno è l’esistenza di un’asimmetria informativa che penalizza i clienti e avvantaggia i fornitori, proprio come accade in molti contratti bancari e assicurativi.

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StartupItalia: 10 appuntamenti della comunità cyber italiana

10 appuntamenti della comunità cyber italiana

NIS, Gdpr, infrastrutture critiche e supply chain: ecco l’Italia che si prepara al rischio informatico

di ARTURO DI CORINTO per StartupItalia del 4 Giugno 2018

Sta succedendo qualcosa. Le aziende e le istituzioni hanno incominciato a prendere sul serio il rischio cyber. Mentre non si contano più i rapporti aziendali sullo stato della cybersecurity in Italia aumentano esponenzialmente i momenti d’incontro fra le comunità che a vario titolo si occupano di threat intelligence, tecniche di mitigazione del rischio e sviluppo di strumenti di contrasto avanzati al cybercrime.

I motivi di questo fermento vanno con molta probabilità ricercati nel recepimento il 16 maggio della Direttiva Nis – Network and Information Security, che punta ad armonizzare la difesa cibernetica dei singoli stati europei favorendo una cultura della prevenzione del rischio; vanno ricercati nell’entrata in vigore del regolamento UE sulla protezione dei dati personali, il GDPR; e ancora prima vanno individuati nel cosiddetto decreto Gentiloni del 2017 e nel Piano nazionale cyber. Il piano, fra le altre cose, ha affidato un ruolo di rilievo al ministero dello Sviluppo economico per la certificazione nazionale dell’affidabilità della componentistica ICT destinata alle infrastrutture critiche e strategiche che sono sempre più di frequente bersaglio di attacchi di elevata sofisticazione. Continua a leggere StartupItalia: 10 appuntamenti della comunità cyber italiana

AgendaDigitale.Eu: Cyber armageddon, perché la sicurezza informatica ci riguarda tutti

Cyber armageddon, perché la sicurezza informatica ci riguarda tutti

Anche se il computer non è importante per noi, potremmo scoprire di non avere la corrente elettrica a casa per via di un attacco hacker. E la nostra inconsapevolezza potrebbe causare gravi danni alla nostra aziende. Scopriamo perché ignorare la cyber security è una leggerezza che oggi nessuno può permettersi

Arturo Di Corinto per AgendaDigitale.EU del 30 Maggio 2018

Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI

La sveglia non è suonata e la lampada accanto al comodino non si accende. Andate in bagno e l’acqua calda non arriva. Provate a farvi un caffè con la macchinetta che sembra morta e poi vi rendete conto che la casa è fredda e che il televisore rimane muto. Cosa è successo? Non c’è la corrente elettrica. Quello che scoprirete qualche ora dopo è che la rete elettrica nazionale è stata colpita da un attacco cibernetico che ha letteralmente spento li paese. Il telefono intanto si è scaricato e nelle ore successive scoprirete il caos nelle strade, peggio che durante un temporale. Continua a leggere AgendaDigitale.Eu: Cyber armageddon, perché la sicurezza informatica ci riguarda tutti

Il Manifesto: Cybersecurity all’amatriciana, si sono scordati della Nis

Cybersecurity all’amatriciana, si sono scordati della Nis
Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto
di ARTURO DI CORINTO per Il manifesto del 10 Maggio 2018

Il crimine informatico oggi costa al mondo quasi 600 miliardi di dollari, ovvero lo 0,8% del Pil globale, secondo un nuovo rapporto del Centro per gli studi strategici e internazionali (Csis) e McAfee, storica azienda di antivirus.

All’origine del fenomeno ci sono la cattiva progettazione di software e hardware, l’uso di dispositivi non protetti e l’errore umano. Ma la maggior parte degli attacchi è condotta da criminali in cerca di profitto che usano tecniche sempre più sofisticate per raggirare le vittime e superarne le difese. Continua a leggere Il Manifesto: Cybersecurity all’amatriciana, si sono scordati della Nis

Il Manifesto: La cyberspia che sorveglia i parlamenti

 La cyberspia che sorveglia i parlamenti

Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 19 Aprile 2018

C come Cyberwar. La guerra cibernetica usa strumenti capaci di violare e mettere fuori uso sistemi computerizzati per sabotare le comunicazioni degli avversari e danneggiare la loro capacità di attacco e di difesa.

Proprio la settimana scorsa il Regno Unito ha condotto un’operazione segreta contro l’Isis distruggendo alcune delle sue «basi» digitali.

L’evoluzione delle armi cibernetiche però consente anche di fare delle vittime e produrre il caos in territorio nemico quando esse sono usate per interrompere servizi essenziali come il sistema elettrico nazionale di un paese, i suoi trasporti o il funzionamento delle strutture sanitarie. Continua a leggere Il Manifesto: La cyberspia che sorveglia i parlamenti

Il Manifesto: Se sei indignato clicca qui Hacker’s dictionary

C come clicktivism, l’attivismo del click.

Adesso che con Cambridge Analytica abbiamo scoperto che i nostri click su Facebook possono essere usati per manipolare le tendenze di voto è ora di capire che è anche colpa nostra.

Il clicktivism è la versione social dell’attivismo da tastiera, quell’attitudine che ci aveva fatti sentire partecipi e sostenitori delle Primavere arabe e che ancora oggi ci aiutano a metterci in pace con le ingiustizie del mondo.

Il Polo Nord è inquinato? Clicca qui. Sei indignato? Clicca qua. Continua a leggere Il Manifesto: Se sei indignato clicca qui Hacker’s dictionary

Libro: il ruolo dell’Italia nella sicurezza cibernetica

Autori e curatori

Valerio De Luca , Giulio Maria Terzi di Sant’Agata , Francesca Voce

Contributi
Marco Castaldo, Luigi Martino, Pierluigi Paganini, Pier Luigi Dal Pino, Domenico Raguseo, Giulio Massucci, Arturo Di Corinto, Irene Piccolo, Marco Mariscoli, Luca Serafino De Simone
Codice ISBN: 9788891768049
Prezzo: € 20,00

Collana Università: economia
Argomenti Economia europea e internazionale
Livello Studi, ricerche
Dati pp. 130,  1a edizione  2018   (Codice editore 1820.316)

La Repubblica: Nuovo sito del Campidoglio, “Così gli hacker rubano l’identità anche a Raggi”

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Nuovo sito del Campidoglio, “Così gli hacker rubano l’identità anche a Raggi”

Il sistema informatico è costato 8 milioni ma ecco come può essere facilmente bucato da mani esperte
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 11 Marzo, 2018

C’è un buco nel cuore di Roma. No, non si tratta di quello di bilancio ereditato dalle amministrazioni passate, e neppure di quelli che inghiottono macchine e palazzi come alla Balduina. Si tratta di un buco informatico.
A causa di un errore di progettazione nel nuovo sito del comune di Roma, costato 8 milioni di euro, è possibile appropriarsi dell’indirizzo di posta elettronica di chiunque sia registrato presso il portale del comune. Ed è esattamente quello che è successo con l’email privata della sindaca Raggi. Continua a leggere La Repubblica: Nuovo sito del Campidoglio, “Così gli hacker rubano l’identità anche a Raggi”

AGI: Precisazione della precisazione. Il doppio salto mortale del Miur sull’attacco hacker

Prendiamo atto con piacere della nota del Miur che ridimensiona l’attacco di Anonymous a dati riferibili al proprio dicastero. Purtroppo o per fortuna quando i giornalisti hanno una notizia la devono pubblicare. Con attenzione ai suoi effetti in casi come questo dell’attacco informatico di Anonymous al Ministero stesso e ai suoi vertici.

Abbiamo avvisato le autorità prima di pubblicare

E proprio per tale motivo abbiamo avvisato il CERT nazionale e il CERT della Pubblica Amministrazione la sera precedente alla pubblicazione dell’articolo, affinché gli enti e le persone coinvolte fossero avvertite in tempo per porre i giusti rimedi. Continua a leggere AGI: Precisazione della precisazione. Il doppio salto mortale del Miur sull’attacco hacker

LIbri: Il ruolo dell’Italia nella sicurezza cibernetica

Il ruolo dell’Italia nella sicurezza cibernetica

di De Luca, Terzi di Sant’Agata, Voce

Nel capitolo scritto per questo libro, “La sicurezza informatica è un diritto umano” provo a spiegare l’importanza di garantire la privacy nell’Infosfera e perché è importante porre un freno all’hacking di stato. Il libro si chiama Il ruolo dell’Italia nella sicurezza cibernetica (Franco Angeli, 2018).

Altri autori amici presenti nel libro sono Pierluigi Paganini e Luigi Martino. Buona lettura a tutti.

AGI: Anonymous ha violato e messo in rete 26mila indirizzi mail di professori

Anonymous ha violato e messo in rete 26mila indirizzi mail di professori

Messi in rete 26 mila indirizzi di posta elettronica di docenti. E insieme a questi pure le password per leggerla. Con chi ce l’hanno?

di ARTURO DI CORINTO 08 marzo 2018

L’articolo è stato modificato alle 22.15 con la nota ufficiale del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, dove si commenta l’entità dell’attacco hacker.

La buona scuola di Matteo Renzi non piace ad Anonymous​ che per dispetto ha messo in rete 26 mila indirizzi di posta elettronica dei professori di ogni ordine e grado che afferiscono al Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca. E insieme a questi pure le password per leggerla.

Il bottino potrebbe essere frutto della violazione di pochi siti web e di un paio di forum di coordinamento della scuola. In molti casi gli indirizzi sono completi di username e password e telefoni e almeno tre danno accesso a siti web gestiti con la piattaforma WordPress. Ci sono anche 200 indirizzi di personale amministrativo che tiene i rapporti col MIUR per conto delle singole università: Bocconi, Luiss, Roma3, Università della Calabria, di Modena Reggio Emilia e via discorrendo. E proprio a scuole, licei e istituti tecnici dell’Emilia Romagna appartengono molti profili con relative credenziali. Continua a leggere AGI: Anonymous ha violato e messo in rete 26mila indirizzi mail di professori

Il Manifesto: Bufale online, censura e poliziotti non servono

Bufale online, censura e poliziotti non servono

Hacker’s Dictionary. La rubrica settimanale a cura di Arturo Di Corinto

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 1 Febbraio 2018

Le fake news, le notizie false che inquinano il dibattito pubblico e la democrazia appaiono come un problema tanto serio da far decidere al ministro Marco Minniti di creare una task force di contrasto. L’iniziativa è meritevole ma forse insufficiente e fuorviante se si pensa che le fake news esistono perché qualcuno ci vuole credere.

Purtroppo è vero che attraverso le notizie false è possibile manipolare l’opinione pubblica e orientare le decisioni dei governi, delegittimare personalità e istituzioni e sovvertire il dibattito scientifico.

Le notizie false sono sempre esistite, ma oggi hanno un alleato potente: la viralità del web che ne facilita la propagazione a colpi di click. Continua a leggere Il Manifesto: Bufale online, censura e poliziotti non servono

Presentazione del Libro Bianco della Cybersecurity

Il Futuro della Cybersecurity in Italia: Ambiti Progettuali Strategici

Progetti e Azioni per difendere al meglio il Paese dagli attacchi informatici

Martedì 6 Febbraio 2018
Aula De Donato
Politecnico di Milano – Milano Città Studi (Edificio 3) Piazzale Leonardo da Vinci, 32

Modera: Arturo Di Corinto (La Repubblica)

Apertura: Donatella Sciuto (Prorettrice alla Ricerca, Politecnico di Milano)

Presentazione del libro da parte dei curatori

Tavola Rotonda:
Paola Inverardi (Rettrice Univ. L’aquila)
Antonio Samaritani (Direttore Generale AgID)
Alberto Tripi (Delegato Nazionale per la Cybersecurity Confindustria)

Conclusioni:
Alessandro Pansa (Direttore Generale, Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica)

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Il Manifesto: GhostTeam, il malware che ruba l’accesso a Facebook

Avast e Trend Micro, due aziende di sicurezza informatica, hanno scoperto un nuovo malware un grado di rubare le credenziali di accesso a Facebook. Soprannominato «GhostTeam» è presente all’interno di 56 applicazioni reperibi su Google Play Store.

Queste app nocive per Android hanno l’aspetto di programmi di utilità che promettono di potenziare il funzionamento dei telefonini ripulilendoli, scansionare codici QR, facilitare la gestione di video, eccetera, ma in realtà rappresentano un pericolo per gli utilizzatori.

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AGI: La rete mondiale è minacciata da un malware di cui si sa pochissimo. Cos’è Okiru

La rete mondiale è minacciata da un malware di cui si sa pochissimo. Cos’è Okiru

Colpisce i processori dei sistemi dell’Internet of things, ed è una minaccia enorme per Internet

di Arturo Di Corinto per AGI del 15 gennaio 2018

Si chiama Okiru la nuova minaccia mondiale alla vita digitale. Ad annunciarla su Twitter è il team di ricerca noto come MalwareMustDie e potrebbe essere perfino peggiore del suo ceppo madre: la Botnet Mirai che dall’omonimo malware ha preso il nome. Okiru è in effetti una variante del malware Mirai, un codice malevolo che si diffonde sfruttando falle note e configurazioni non corrette dei dispositivi dell’Internet delle Cose. Continua a leggere AGI: La rete mondiale è minacciata da un malware di cui si sa pochissimo. Cos’è Okiru

La Repubblica: Il Congresso Usa vota per rinnovare la sorveglianza di massa denunciata da Snowden

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Il Congresso Usa vota per rinnovare la sorveglianza di massa denunciata da Snowden

Con 256 favorevoli e 164 contrari, la Camera bassa vota il rinnovo della Section 702, la parte della legge antiterrorismo che consente la raccolta di email e telefonate di ogni abitante del pianeta da parte della Nsa

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 12 Gennaio 2018

NEANCHE il presidente americano Donald Trump è riuscito a fermarla, sia pure per sbaglio. Il Congresso americano ha approvato ieri la legge che rinnova ed estende la Sezione 702 della legge antiterrorismo FISA (Foreign Intelligence Surveillance ACT) che autorizza la raccolta di qualsiasi comunicazione elettronica attraverso il computer o il telefono, nei confronti di qualsiasi cittadino straniero fuori dagli Stati Uniti. Senza un mandato del giudice. La legge deve ancora passare al Senato ma gli analisti prevedono che non incontrerà opposizioni rilevanti e che sarà approvata anche in quella sede nella prossima settimana nonostante l’opposizione delle associazioni a difesa della privacy come Access Now, Electronic Privacy Foundation e un nutrito gruppo di avvocati e senatori di area sia democratica che repubblicana. Continua a leggere La Repubblica: Il Congresso Usa vota per rinnovare la sorveglianza di massa denunciata da Snowden

AGI: Comunicare la Cybersecurity, una sfida per tutti

Comunicare la sicurezza informatica è un compito difficile. La complessità delle tematiche, gli attori coinvolti e le caratteristiche dei suoi contenuti hanno finora favorito l’idea che la cybersecurity, la sicurezza informatica, sia un affare da specialisti.

Eppure sappiamo che non è così per un motivo che è sotto gli occhi di tutti: l’allarme che destano nei cittadini le ripetute violazioni della sicurezza informatica di banche, aziende e ministeri di cui la stampa rende conto ormai con una certa frequenza. Certo, questa informazione talvolta viene fatta con un linguaggio da iniziati in un paese come l’Italia dove la cultura informatica di base è ancora arretrata, ma talaltre viene fatto in maniera ipersemplificata, con toni allarmistici e con un linguaggio occasionalmente scorretto, che sconta l’incapacità di spiegare la natura, la vastità e la portata del fenomeno. Continua a leggere AGI: Comunicare la Cybersecurity, una sfida per tutti

Il Manifesto: Cyberchallenge, l’addestramento gratuito per i giovani hacker

Nel 2020 avremo 3 milioni di posti di lavoro vacanti nel settore della sicurezza informatica e «abbiamo bisogno di creare da zero una nuova generazione di professionisti della sicurezza in grado di sopperire alle esigenze di questo settore sia nel pubblico che nel privato».

A dirlo non è il solito politico a caccia di voti durante la campagna elettorale ma il professore Roberto Baldoni, direttore del Centro di Cyber Intelligence dell’Università Sapienza (Cini), da poco nominato ai vertici del Dipartimento delle Informazioni per la sicurezza della Presidenza del consiglio come vicedirettore generale con delega alla cybersecurity. Continua a leggere Il Manifesto: Cyberchallenge, l’addestramento gratuito per i giovani hacker

La Repubblica: Online 1 miliardo e 400 milioni di email e password. E l’hacker chiede donazioni in bitcoin

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Online 1 miliardo e 400 milioni di email e password. E l’hacker chiede donazioni in bitcoin

L’hanno chiamata Breach Compilation: raccoglie 252 leak precedenti ed è aggiornata alla fine di novembre 2017. La password usata per posta e social da 9 milioni di account è sempre la stessa: “password”
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 12 Dicembre 2017

UN MILIARDO e 400 milioni di nomi, email e password in chiaro. Tutto in un unico database messo a disposizione in un forum del deep web. È senza dubbio il più grande leak di dati personali della storia di Internet. A “scoprirlo” per primi gli spagnoli di 4iq, una società di analisi del rischio cibernetico operante anche in California. Il leak era menzionato su Reddit da un utente col nome di tomasvanagas che ne forniva il link (torrent) per recuperarlo, indicando poi la possibilità di fare una donazione in bitcoin a chiunque lo trovasse utile.
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Cybersecurity: Anonymous attacca Israele nel cyberspazio

Anonymous attacca Israele nel cyberspazio

Nelle ultime ore gli hacktivisti con la maschera hanno divulgato nomi, email e password di impiegati pubblici israeliani e diffuso blacklist di siti governativi Usa invitando a colpirli per protestare contro le politiche americane in Medio Oriente

 Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 8 Dicembre 2017

Sono solo una manciata i siti bucati ma già da qualche ora circola un leak copioso di nominativi e asset strategici israeliani: questa volta Anonymous ha assunto le sembianze dei difensori della Palestina per protestare contro la scelta di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

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La Repubblica: App Android promette di aggiornare il tuo telefono 3, ma è uno spyware che ti ruba i dati

la-repubblica-it-logoApp Android promette di aggiornare il tuo telefono 3, ma è uno spyware che ti ruba i dati

Si chiama 3 Mobile Updater è però in questo caso un’applicazione malevola per il sistema di Google travestita in modo da apparire come un’applicazione legittima per aggiornare i cellulari della 3 e ne utilizza perfino il logo

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 4 Dicembre 2017

UNO spyware molto potente sta infettando in queste ore i cellulari della 3 con sistema operativo Android, riuscendo a inserirsi nella rubrica dei contatti e a leggere il contenuto di app come Instagram, Snapchat, Whatsapp, perfino Telegram, prima che il software possa cifrarne il contenuto. Anch’esso sotto forma di app, lo spyware sfrutta un vecchio trucco, far credere all’utente che l’applicazione faccia qualcosa di utile. 3 Mobile Updater è però in questo caso un’app malevola per Android travestita in modo da apparire come un’applicazione legittima per aggiornare i cellulari della 3 e utilizza perfino il logo di TRE Italia per convincere le vittime a fidarsi e utilizzarla. Continua a leggere La Repubblica: App Android promette di aggiornare il tuo telefono 3, ma è uno spyware che ti ruba i dati

Cybersecurity: “Be aware, be digital”: parte la campagna del governo per la cybersecurity di giovani e imprese

“Be aware, be digital”: parte la campagna del governo per la cybersecurity di giovani e imprese

L’intelligence italiana scende in campo per insegnare ai giovani l’importanza della sicurezza informatica e della tutela dei propri dati personali in rete. Video promozionale, app e fumetti sono i veicoli della campagna

di Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 4 Dicembre 2017

“Be aware, be digital”, consapevolezza e libertà digitale. Il Governo lancia una campagna sulla cyber sicurezza tra i giovani. Annunciata lo stesso giorno del decennale della riforma dei servizi di intelligence, il 4 dicembre, alla presenza di Paolo Gentiloni e del presidente Mattarella, la campagna, promossa dalla Presidenza del Consiglio – Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Repubblica, in collaborazione con il mondo della ricerca, punta ad aumentare la conoscenza dei rischi che si incontrano nel cyberspace. Continua a leggere Cybersecurity: “Be aware, be digital”: parte la campagna del governo per la cybersecurity di giovani e imprese

La Repubblica: Anonymous ‘buca’ governo e ministeri: ”Abbiamo i vostri dati personali”

la-repubblica-it-logoAnonymous ‘buca’ governo e ministeri: ”Abbiamo i vostri dati personali”

Un nuovo leak ha per oggetto contratti, stipendi, carte d’identità e indirizzi email di personale degli Interni, della Difesa, della Marina e della Presidenza del Consiglio. Il nuovo colpo alla cybersicurezza assestato dal gruppo di hacker anonimi

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 14 Novembre 2017

UNA miniera di dati, riservati e personali. Di poliziotti, militari, marinai stellati del Bel Paese. Così si presenta il leak appena diffuso in Rete da Anonymous: “Cittadini, siamo lieti di annunciarvi, per il diritto della democrazia e della dignità dei popoli, che siamo in possesso di una lista di dati personali relativi al ministero dell’Interno, al ministero della Difesa, alla Marina Militare nonché di Palazzo Chigi e Parlamento Europeo.”
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La Repubblica: Che cos’è Tor Project e a che cosa serve

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Che cos’è Tor Project e a che cosa serve

Nei segreti del software per navigare la rete in maniera anonima. Usato per garantire la privacy di giornalisti, whistleblower e dissidenti politici, è anche il nome del network omonimo che protegge le proprie comunicazioni usando la crittografia

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 3 Novembre 2017

IMMAGINATEVI il web come un iceberg. La sua punta è fatta dal web di superficie, quella dove troviamo Facebook, Twitter, i siti dell’università o del nostro giornale preferito. Sotto il pelo dell’acqua c’è il resto dell’iceberg, il Deep Web, cioè la porzione del web non indicizzata dai motori di ricerca e i cui siti non riusciremmo a trovare neppure con Google. E poi c’è una parte del deep web, più difficile da scoprire, il Dark web, che può essere raggiunta solo con speciali software come Tor, acronimo di The Onion Router. Continua a leggere La Repubblica: Che cos’è Tor Project e a che cosa serve

La Repubblica: Informazione di qualità e cultura dei media sono l’unico antidoto alle fake news

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Informazione di qualità e cultura dei media sono l’unico antidoto alle fake news

All’ambasciata americana a Roma un incontro per parlare di bufale, social network e guerra psicologica. Gi esperti: “Il giornalismo (di qualità) torni a fare il guardiano della democrazia”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 19 Ottobre 2017

OLTRE al danno, la beffa. Alcuni giorni fa, Snopes e Politifact, tra i maggiori siti esistenti di fact checking, si sono ritrovati inondati da annunci pubblicitari infarciti di fake news senza potere fare nulla. Google AdSense, il sistema usato dagli inserzionisti di mezzo mondo per vendere pubblicità online, che è proprio all’origine della beffa appunto, li piazza in maniera automatica sui siti che accettano di esporla per arrotondare le entrate senza andare troppo per il sottile.

Gli annunci in questione si riferivano in particolare a una notizia, fasulla, secondo cui la first lady Melania Trump aveva lasciato la Casa Bianca per tornare a vivere a New York. Cliccando sull’annuncio pubblicitario però si veniva reindirizzati a due ‘siti canaglia’, clonati da popolari e storiche pubblicazioni come People e Vogue. Insomma, finta la storia, finto il sito di atterraggio. Continua a leggere La Repubblica: Informazione di qualità e cultura dei media sono l’unico antidoto alle fake news

La Repubblica: Violato l’account email del premier britannico. Sospetti su hacker iraniani

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Violato l’account email del premier britannico. Sospetti su hacker iraniani

Insieme a quello di Theresa May altre 9000 mailbox a rischio. Secretati, almeno per ora, i contenuti delle conversazioni digitali

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 16 Ottobre 2017

L’ACCOUNT email del premier Theresa May è stato violato da hacker iraniani. A confermarlo è un rapporto dei servizi segreti di sua Maestà. I fatti risalgono al 23 giugno scorso ma solo oggi la stampa britannica ne ha dato notizia. Gli account violati sarebbero ben 9000 e almeno 100 appartengono a ministri e parlamentari britannici. Secondo gli esperti, l’attacco ha usato tecniche di “brute force”, ovvero un tipo di attacco che esplora con sofisticati software tutte le combinazioni possibili delle password che proteggono sistemi e account informatici fino ad arrivare a quella corretta. Non si tratta del tipico di attacco usato dagli hacker governativi (nation state hackers) che in genere hanno nel loro arsenale cyber-armi più sofisticate, pertanto le prime ipotesi vanno nella direzione di attività di spionaggio su larga scala forse anche di tipo commerciale. E tuttavia il rapporto dell’intelligence attribuisce l’accaduto ad hacker iraniani. Sono infatti diverse le fonti che ritengono che nel panorama ‘cyber’ gli attacchi riconducibili ad attori iraniani siano imputabili a gruppi legati al governo di Rohani. Ma è ancora presto per dire se si tratti di hacker al soldi di stati stranieri o cani sciolti.
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Cybersecurity: Ecco chi sono gli hacker della nazionale italiana di cyber-defender

Ecco chi sono gli hacker della nazionale italiana di cyber-defender

A Lucca il ritiro dei giovani hacker bianchi che competono nel campionato europeo di cybersecurity

di Arturo Di Corinto per Startupitalia del 10 Ottobre 2017

Sono giovanissimi, qualcuno ha da poco compiuto 18 anni, eppure rappresenteranno l’Italia nella prossima gara europea di cybersecurity: la European Cybersecurity Challenge. Queste giovani speranze del cyberspace, sono romani, milanesi e veneziani – uno è cinese da parte dei genitori ma nato e cresciuto in Italia – e sono tutti bravissimi a dissezionare virus, manipolare software e penetrare siti per esigenze didattiche. Continua a leggere Cybersecurity: Ecco chi sono gli hacker della nazionale italiana di cyber-defender

La Repubblica: Computer in remoto, così il Senato risparmia un milione l’anno

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Computer in remoto, così il Senato risparmia un milione l’anno

Con il virtual desktop a Palazzo Madama il pc diventa un’app. Permette di lavorare sui propri documenti senza dover spostare cartelle e scrivania del computer che diventa accessibile anche da smartphone

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 4 Ottobre 2017

ROMA – In un posto che difficilmente si potrebbe immaginare dedicato alle attività digitali, la cassaforte informatica del Parlamento ha trovato la sua nuova casa. Sotto piazza Navona a Roma, proprio a ridosso delle mura dell’antico stadio di Domiziano, sono infatti collocati i server del Senato della Repubblica.
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La Repubblica: L’Università italiana per la Cybersecurity: alla Luiss un master dedicato

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L’Università italiana per la Cybersecurity: alla Luiss un master dedicato

Ma non è l’unico. L’Accademia italiana ha già da tempo cominciato a investire nel settore

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 5 Ottobre 2017

ROMA – La cybersecurity è una cosa seria. Se ne sono accorte associazioni, istituzioni e imprese colpite negli ultimi mesi da devastanti attacchi informatici che hanno messo a rischio conti bancari, strutture produttive e servizi socio-sanitari. Nel mirino degli hacker ci sono sempre di più cartelle cliniche, dati assicurativi, brevetti e segreti industriali, perfino le identità dei consumatori raggirati grazie a tecniche di ingegneria sociale. I danni provocati dal crimine informatico si attestano su cifre da capogiro, stimate fino a 500 miliardi di euro all’anno. Insomma, più il mondo si digitalizza più aumenta la superficie d’attacco per criminali e terroristi. Continua a leggere La Repubblica: L’Università italiana per la Cybersecurity: alla Luiss un master dedicato

La Repubblica: Dichiarazioni di principio ma poche vere scelte al G7 dei ministri dell’industria e della tecnologie

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Dichiarazioni di principio ma poche vere scelte al G7 dei ministri dell’industria e della tecnologie

Nanotecnologie, intelligenza artificiale e cybersecurity. Le raccomandazioni elaborate dopo un sottile lavoro diplomatico, puntano a difendere il cittadino, la sua privacy e la natura aperta e libera della Rete

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 27 Settembre 2017

AL TERMINE della riunione ministeriale del G7 di Venaria Reale (Torino), dedicata alla tecnologia dell’informazione e all’Industria, l’impressione è di avere fra le mani un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda dei punti di vista. Poco stringenti le raccomandazioni elaborate dopo un sottile lavoro diplomatico, molte invece le dichiarazioni di principio, a cominciare da quella di sostenere produttività e sviluppo mantenendo la rete Internet aperta, inclusiva, affidabile e sicura. Una dichiarazione che richiama parecchi punti del lavoro fatto dalla commissione Rodotà per la Carta dei Diritti di Internet. A parte qualche screzio dietro le quinte sui temi delle autorità di certificazione, il ruolo dei robot nel mondo del lavoro e la divergenza di vedute circa la gestione della privacy tra le due sponde dell’Atlantico, il summit è stato un’occasione per ribadire i principi di una globalizzazione economica trainata da Internet ma improntata ai valori propri delle democrazie liberali lì rappresentate da Canada, Usa, Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Giappone.
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