La Repubblica: Anonymous: “Abbiamo bucato il San Raffaele”. L’ospedale: “App dismessa da anni, password obsolete”

la-repubblica-it-logo

Anonymous: “Abbiamo bucato il San Raffaele”. L’ospedale: “App dismessa da anni, password obsolete”

Online i dati sanitari e degli impiegati, rivelano gli stessi autori dell’incursione informatica. Il fatto sarebbe avvenuto in piena emergenza Covid tra la metà e la fine di marzo scorso. Ma i responsabili del nosocomio: “Nessun accesso a dati sensibili”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 21 Maggio 2020

Dopo aver bucato il portale web della direzione ospedaliera del San Raffaele di Milano gli Anonymous avrebbero avuto accesso all’intera Intranet e ai dati personali di impiegati, medici e pazienti della nota struttura di ricerca e cura. A rivelarlo sono stati gli stessi hacktivisti che hanno divulgato online le prove dei dati ottenuti con l’incursione informatica. Ma i responsabili dell’ospedale lombardo smentiscono con una nota ufficiale: “La situazione a cui si fa riferimento, riportata da fonte non attendibile, si riferisce a un tentativo di intrusione avvenuto mesi fa che non ha comportato l’accesso ad alcun dato sensibile. I nominativi di molti operatori sono pubblici per ragioni di servizio. La direzione dell’Ospedale è già in contatto con gli organi competenti per fornire ogni utile chiarimento. Si tratta di informazioni relative a un’applicazione per un corso di formazione dismessa da anni e circoscritta, che aveva password e utenze dismesse”. Quindi si tratterebbe di un’applicazione non legata ai sistemi dell’Ospedale.

Il fatto sarebbe avvenuto in piena emergenza Covid tra la metà e la fine di marzo scorso. E per questo motivo gli hacker attivisti hanno deciso di divulgare la notizia solo oggi accompagnandola con le schermate che la documentano e che Repubblica ha potuto verificare. Finito il lockdown, centinaia di nomi, cognomi, email e password di impiegati della struttura sono stati resi leggibili anche via Twitter oltre che sulle famose lavagne temporanee sul web come Pastebin, dove però ce ne sono migliaia. Motivo per cui diversi utenti hanno criticato aspramente la scelta degli Anonymous, accusandoli di non tutelare la privacy dei malcapitati.
Continua a leggere La Repubblica: Anonymous: “Abbiamo bucato il San Raffaele”. L’ospedale: “App dismessa da anni, password obsolete”

MEDIUM: Anonymous against revengeporn and child pornography. “We are coming to get you”

Anonymous against revengeporn and child pornography. “We are coming to get you”

Hundreds of Telegram accounts take revenge for badly ended loves by disparaging former partners, in many cases reselling their intimate photos. Between Nazis and serial harassers, hacker activists decided to disclose their names and cities of origin

di Arturo Di Corinto per MEDIUM del 12 Aprile 2020

Anonymous launched #RevengeGram, an operation “to clean the web of perverts and sexual harassers”. After the news of the Telegram channels full of child pornography images used to blackmail young women, hacker activists decided to report who is hiding behind these actions. So, with a doxxing operation that has few precedents, they identified the IP addresses (ie the “footprint” of the computers on the network), the names, mailboxes and personal archives of the harassers and disclosed them online. Those responsible for the “revenge porn”, the revenge of disappointed and vindictive lovers who deliver to strangers the intimate photos of the partners with whom they broke up, are mostly from Lombardy, but there are Lazio and Neapolitans and then Molfetta, Sulmona, Pinerolo , Taranto. In short, they come from all over Italy. Continua a leggere MEDIUM: Anonymous against revengeporn and child pornography. “We are coming to get you”

La Repubblica: Anonymous contro Revenge Porn e pedopornografia: “Stiamo venendo a prendervi”

la-repubblica-it-logo

Anonymous contro Revenge Porn e pedopornografia: “Stiamo venendo a prendervi”

Sono centinaia gli account Telegram che si vendicano di amori finiti male denigrando gli ex partner, in molti casi rivendendo le loro foto intime. Tra nazisti e molestatori seriali, gli hacker attivisti hanno deciso di divulgare i loro nomi e le città di provenienza

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 10 Aprile 2020

Gli Anonymous hanno lanciato #RevengeGram, un’operazione “di pulizia del web da perversi e molestatori sessuali”. Dopo la notizia dei canali Telegram pieni di immagini pedopornografiche usate per ricattare giovani donne, gli hacker attivisti hanno deciso di denunciare chi si nasconde dietro queste azioni. Così, con un’operazione di dossieraggio che ha pochi precedenti, hanno individuato gli indirizzi IP (ovvero “l’impronta” dei computer in rete), i nomi, le caselle di posta e gli archivi personali dei molestatori e li hanno divulgati online. I responsabili del revenge porn, la porno vendetta di amanti delusi e vendicativi che consegnano a sconosciuti le foto intime dei partner con cui hanno rotto, sono in maggioranza della Lombardia, ma ce ne sono di laziali e napoletani e poi di Molfetta, Sulmona, Pinerolo, Taranto. Insomma, vengono da tutta Italia.
Continua a leggere La Repubblica: Anonymous contro Revenge Porn e pedopornografia: “Stiamo venendo a prendervi”

Video: Anonymous contro revenge porn e pedopornografia. “Stiamo venendo a prendervi”

Anonymous contro revenge porn e pedopornografia. “Stiamo venendo a prendervi”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 9 Aprile 2020

Si chiama #RevengeGram ed è un’operazione lanciata dagli Anonymous italiani per colpire il revenge porn e la pedopornografia. Gli hacker hanno cominciato a indentificare i responsabili sui canali Telegram che inneggiano allo stupro e a cui partecipano fino a 50 mila persone. Hanno scovato i loro archivi e individuato i conti PayPal sui quali i criminali incassano i proventi di questo  losco traffico. Da oggi, dicono, gli Anonymous italiani di LulzSec Italia, non gli daranno tregua e con un video invitano tutti a fornire informazioni per fermarli. Infine l’avviso ai malfattori: “Stiamo venendo a prendervi” (di ARTURO DI CORINTO).

Il Manifesto: Password in chiaro per 1581 siti comunali del Sud

Password in chiaro per 1581 siti comunali del Sud

Hacker’s Dictionary. Anonymous rivendica online l’ennesimo attacco agli Enti locali per denunciare la devastazione ambientale in Campania e, allo stesso tempo, l’impreparazione di chi si occupa di digitalizzare il paese

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 12 Marzo 2020

Non ci vuole molto a capire che più gente ricorre a Internet per giocare, lavorare e informarsi, più aumenteranno gli attacchi informatici. L’urgenza, la paura, la novità, sono da sempre alleati degli hacker criminali per farci cliccare su un link sbagliato e portare a termine una truffa che comincia dal telefono e arriva al conto online.
Perciò questo è anche il momento di prestare più attenzione alla gestione in sicurezza dei nostri dispositivi informatici, come pure di tutta la catena del valore che sta dietro ai servizi online.

La Regione Campania non l’ha fatto, Asmez non l’ha fatto, ma neanche i servizi meteo e le strutture ospedaliere private consorziate in Aiop che sono state attaccate dai soliti web-gerriglieri di Anonymous nell’ambito dell’Operazione Campania, un attacco per attirare l’attenzione sulla disastrata situazione della Terra dei fuochi, l’inquinamento del fiume Sarno e le morti di tumore della zona.

Continua a leggere Il Manifesto: Password in chiaro per 1581 siti comunali del Sud

La Repubblica: Anonymous, siti lucani sotto attacco: cyberprotesta contro le trivelle

la-repubblica-it-logo

Anonymous, siti lucani sotto attacco: cyberprotesta contro le trivelle

Con un tweet gli hacker attivisti hanno rivendicato l’assalto informatico per denunciare lo sfruttamento petrolifero del territorio e il suo inquinamento. Colpiti i database della giunta e del consiglio regionali, l’azienda turistica e i comuni della Val D’Agri. Nei giorni precedenti era stata hackerata anche l’Università

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 16 Febbraio 2020

Gli Anonymous hanno messo a segno un altro colpo, questa volta a danno della Regione Basilicata. Parte della campagna per i diritti dell’ambiente e degli agricoltori da loro denominata #OpGreenRights, per denunciare lo sfruttamento petrolifero del territorio e il suo inquinamento, gli hacker attivisti si sono introdotti nei database regionali di giunta, consiglio, azienda regionale di promozione turistica e in quelli dei comuni della Val D’Agri, per dire a tutti che li tengono d’occhio, prendere posizione e sollecitare l’opinione pubblica su salute e ambiente.

Continua a leggere La Repubblica: Anonymous, siti lucani sotto attacco: cyberprotesta contro le trivelle

La Repubblica: È il 5 novembre, Anonymous va all’attacco della politica

la-repubblica-it-logo

È il 5 novembre, Anonymous va all’attacco della politica

Nella ricorrenza della congiura delle polveri, hanno bucato la rete della Camera dei deputati, quella della prefettura di Napoli, l’ordine degli avvocati di Arezzo, Grosseto e Perugia, l’agenzia per l’Ambiente in Abruzzo e Puglia e molti altri siti. “Con le nostre azioni non cerchiamo di cambiare il mondo, ma dare una voce a quelle persone che non vengono mai ascoltate”

di ARTURO DI CORINTO per la Repubblica del 5 Novembre 2019

HANNO bucato la prefettura di Napoli, l’ordine degli avvocati di Arezzo, Grosseto e Perugia, l’agenzia per l’Ambiente in Abruzzo e Puglia e molti altri siti. Gli anonymous italiani per celebrare la ricorrenza del 5 novembre – la data della Congiura delle polveri che ha prodotto la maschera di Guy Fawkes divenuta celebre col film V per Vendetta –  hanno reso pubblici i dati relativi a enti e istituzioni dei quali hanno violato centinaia di database. Con una novità, la distribuzione dei filmati di alcuni apparati di sorveglianza privati che immortalano diversi momenti di vita dentro e fuori i palazzi del centro di Roma, tra questi il Pantheon. Gli hacker hanno anche rivendicato un attacco informatico alla Camera dei deputati ma i responsabili del sito istituzionale negano che sia avvenuta un’intrusione nel loro sistemi. Continua a leggere La Repubblica: È il 5 novembre, Anonymous va all’attacco della politica

Il Manifesto: Pugno d’acciaio contro i whistleblower

Pugno d’acciaio contro i whistleblower

Hacker’s Dictionary. La violenza dello stato esercitata contro chi ne denuncia i crimini può essere feroce. Come quella verso gli hacker e whistleblower Edward Snowden, Julian Assange, Chelsea Manning, Jeremy Hammond, Ola Bini e tanti altri. Ma in Italia si apre uno spiraglio

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 19 Settembre 2019

Edward Snowden è stato nuovamente denunciato dagli Stati uniti.Il motivo? Non avrebbe rispettato gli accordi di non divulgazione nella realizzazione del suo libro Errore di Sistema. In aggiunta, il whistleblower riparato in Russia, è accusato dal Dipartimento di Giustizia di aver tenuto interventi pubblici su questioni legate alle agenzie per cui lavorava senza autorizzazione. Gli Usa aspettano di processarlo per aver svelato il loro sistema di sorveglianza globale elettronica, Prism.

Julian Assange invece, co-fondatore di Wikileaks, rimarrà in prigione perché secondo il giudice potrebbe scappare. Continua a leggere Il Manifesto: Pugno d’acciaio contro i whistleblower

Il Manifesto: Gli Anonymous festeggiano il Gdpr bucando la Pec degli avvocati

Gli Anonymous festeggiano il Gdpr bucando la Pec degli avvocati

Hacker’s Dictionary. Con un attacco mirato gli hacker attivisti italiani prendono possesso di 26.922 caselle di posta elettronica certificata degli avvocati di Roma, Virginia Raggi inclusa

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 9 Maggio 2019

Nello stesso giorno in cui il Garante per la privacy Antonello Soro presentava in Parlamento la sua ultima relazione annuale, incentrata sul rapporto tra privacy e cybersecurity, Anonymous diffondeva sul web, pubblicamente, la Posta elettronica certificata di quasi 30mila avvocati romani con tanto di password, frutto dell’incursione verso i gestori del servizio, Visura.it. La grave violazione ha colpito perfino la sindaca Virginia Raggi di cui sono state diffuse email personali e documenti, mentre per stessa ammissione degli attivisti l’incursione non è riuscita a bucare la casella del premier Giuseppe Conte. Continua a leggere Il Manifesto: Gli Anonymous festeggiano il Gdpr bucando la Pec degli avvocati

Il Manifesto: Perché gli hacker attaccano le università

Perché gli hacker attaccano le università

Hacker’s Dictionary. Un test di penetrazione ha dimostrato la vulnerabilità di 50 università britanniche. Il Georgia Tech ha perso il controllo di 1 milione di record studenteschi e anche l’università italiana non sfugge alle mire degli hacker

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 11 Aprile 2019

In meno di due ore un gruppo di hacker etici ha dimostrato di poter superare le difese di 50 università inglesi senza troppa fatica.

Il «penetration test», voluto dall’agenzia britannica che si occupa di fornire servizi Internet a università e centri di ricerca nel Regno unito, ha evidenziato in questo modo l’estrema facilità di accedere a dati personali, sistemi finanziari e reti di ricerca. In molti casi i white hat hacker sono stati capaci di ottenere le informazioni su studenti e impiegati con un successo del 100% usando tecniche di «spear phishing», la pesca mirata di dati personali che usa email personalizzate e siti clone che chiedono di reimpostare login e password per appropriarsene.

Ma perché l’hanno fatto? Università e centri di ricerca britannici hanno subito solo l’anno scorso più di mille tentativi di attacco orientato al furto di dati o all’interruzione dei servizi.

Il motivo è facile da capire: le università hanno molte informazioni sensibili sugli studenti ma spesso non hanno definito misure minime di sicurezza informatica, inoltre detengono grandi quantità di dati provenienti dalla ricerca in settori avanzati, sfornano brevetti, sviluppano prodotti commerciali ad alta tecnologia, partecipano a progetti internazionali come partner di industrie ed istituzioni. Continua a leggere Il Manifesto: Perché gli hacker attaccano le università

Il Manifesto: Un computer sicuro non è un computer spento

 Un computer sicuro non è un computer spento

Hacker’s Dictionary. Se aumentano gli attacchi a privati cittadini, l’obbiettivo probabilmente non sono loro ma l’organizzazione per cui lavorano

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 28 Febbraio 2019

A dispetto del fatto che stiamo attenti a non cliccare su allegati sospetti e che usiamo buoni antivirus per la posta elettronica, gli attaccanti usano tecniche sempre più sofisticate e gli attacchi sono oggi così ingegnosi che queste attenzioni non bastano più, anche perché molte organizzazioni abbandonano l’e-mail per coordinarsi e gli preferiscono Slack e altre piattaforme per la collaborazione interna. Chi non cliccherebbe sul messaggio di un utente “fidato” nella chat interna dell’ufficio? Ma questi strumenti non hanno in genere nessuna protezione da phishing e malware. Continua a leggere Il Manifesto: Un computer sicuro non è un computer spento

Il Manifesto: Porti chiusi, siti aperti e ministeri colabrodo

Porti chiusi, siti aperti e ministeri colabrodo

Hacker’s dictionary. Negli ultimi mesi il crimine informatico ha destato grande allarme e causato danni notevoli alla Pubblica Amministrazione, alle aziende e ai cittadini. Salvini dovrebbe occuparsi di più della nostra sicurezza informatica

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 31 Gennaio 2019

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini si vanta di difendere “i confini esterni del paese” ma non riesce a difendere quelli interni. No, non parliamo di lotta alle mafie e alla corruzione che divorano il paese, ma della lotta ai cybercriminali che hanno invaso il mondo digitale che tutti abitiamo.

Negli ultimi mesi le incursioni dei malfattori digitali hanno fatto registrare una paurosa impennata e solo quelle più gravi sono state trattate dai giornali.

È stato da pochi giorni reso noto che a ottobre scorso criminali ancora sconosciuti sono entrati in possesso di nomi, cognomi, codici fiscali e codici identificativi di 731.519 clienti della banca Unicredit individuando le password di 6.859 utenze, alle quali la banca ha bloccato l’accesso una volta scoperta l’intrusione. Continua a leggere Il Manifesto: Porti chiusi, siti aperti e ministeri colabrodo

La Repubblica: Morti sul lavoro, la protesta di Anonymous: hackerati i siti delle agenzie per il lavoro

la-repubblica-it-logo

Morti sul lavoro, la protesta di Anonymous: hackerati i siti delle agenzie per il lavoro

Un attacco informatico dimostrativo da parte degli attivisti che si riconoscono nel collettivo di hacker più famoso: “Siamo lavoratori come voi”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 13 Gennaio 2018

CONTRO LA PIAGA delle morti sul lavoro e lo sfruttamento dei lavoratori Anonymous stavolta se la prende con i centri per l’impiego, le agenzie interinali e quelle regionali del lavoro, avvocati, periti, e associazioni industriali.

Gli hacktivisti di Anonymous che per tutto il 2018 hanno messo a nudo nomi e organizzazioni scolastiche, sanitarie e militari, per denunciare la mancanza di privacy e sicurezza dei dati, hanno pubblicato in rete gli archivi del Collegio periti industriali di Rieti, della Federazione nazionale commercianti cementi, laterizi e materiali da costruzione, delle Camere di commercio di Vicenza e Bari, e dell’Unione avvocati d’Italia, in segno di protesta contro le morti sul lavoro. Con l’ormai solito corredo di nomi, cognomi, email, password e numeri di telefono. Continua a leggere La Repubblica: Morti sul lavoro, la protesta di Anonymous: hackerati i siti delle agenzie per il lavoro

Formiche: Obiettivi (e simboli) del cyber attacco hacktivista al governo. Parla Di Corinto

Le azioni di gruppi come Anonymous Italia e LulzSec – spiega a Formiche.net Arturo Di Corinto, giornalista esperto di nuove tecnologie – hanno creato un problema serio a molti cittadini colpiti, ovvero i soggetti più deboli, ma il vero obiettivo di queste offensive era danneggiare il governo. Ecco perché
di Rebecca Mieli

La cosiddetta “black week” – una settimana intensa di attacchi cyber organizzata per celebrare il rivoluzionario inglese Guy Fawkes, impiccato per tradimento dopo la fallita Congiura delle Polveri del 5 novembre 1605 e il cui volto è diventato il simbolo della “resistenza” online da parte di gruppi hacktivisti – ha creato “un problema serio a molti cittadini colpiti, ovvero i soggetti più deboli, ma il vero obiettivo di queste offensive era danneggiare il governo”. Continua a leggere Formiche: Obiettivi (e simboli) del cyber attacco hacktivista al governo. Parla Di Corinto

AGI: Nel nuovo comunicato Anonymous attacca la Lega

Nel nuovo comunicato Anonymous attacca la Lega

Il collettivo di hacker assume una connotazione più politica e annuncia per il 5 novembre “qualcosa che non dimenticherete”

di ARTURO DI CORINTO per AGI del 03 novembre 2018,06:42

Con un cambio di programma inatteso gli hacker attivisti di Anonymous hanno deciso di non rilasciare nuovi dati oggi, ma di spiegare con esattezza i motivi delle loro azioni con un comunicato che interloquisce direttamente con gli articoli che Agi sta pubblicando.

Gli hacker, che nei giorni scorsi avevano divulgato una gran messe di dati personali – nome, cognome, email, password – di individui appartenenti a enti e organizzazioni del mondo dell’università, dell’industria, della sanità e del giornalismo, chiariscono nel comunicato che non sono né criminali né terroristi.

Ribadiscono che Anonymous Italia, LulzSecITA e AntiSecIT sono “solamente un gruppo di Umani che si è stancato di ascoltare sempre le stesse identiche frasi dalle persone che cercano di governare un Paese di inestimato valore, che non merita questa fine.” E che il loro interesse è di “ridare i diritti ad un Popolo privato della propria privacy da ormai molto tempo.” Continua a leggere AGI: Nel nuovo comunicato Anonymous attacca la Lega

AGI: Anonymous ha spiegato perché ha deciso di colpire l’Italia partendo dalle Università

Anonymous ha spiegato perché ha deciso di colpire l’Italia partendo dalle Università

È il primo di una serie di azioni promesse dal gruppo italiano. In attesa di ciò che faranno entro il 5 novembre. Li abbiamo intervistati

di ARTURO DI CORINTO per AGI 01 novembre 2018,07:31

Annunciando l’operazione Black Week, “settimana nera”, Anonymous Italia ha dichiarato in un video su Youtube di volere festeggiare l’anniversario della Congiura delle Polveri di Guy Fawkes  che gli anglosassoni festeggiano il 5 novembre, divulgando una serie di informazioni sottratte a enti e istituzioni per denunciarne l’incapacità. Utilizzando quasi per intero un testo proveniente dalla fiction di V per Vendetta, graphic novel di Alan Moore resa celebre dall’omonimo film, hanno chiesto il coinvolgimento dei cittadini per la loro battaglia contro il potere.

Un obiettivo che nelle loro parole è direttamente politico visto che si dichiarano esplicitamente contro il governo in carica. Altre volte gli Anonymous avevano portato scompiglio e denunciato la parzialità dei media, l’avidità delle multinazionali, le leggi ingiuste, e si erano anche schierati col guru di Wikileaks, Julian Assange: mai avevano attaccato il governo italiano così frontalmente. Pochi mesi fa avevano messo nel mirino l’ex ministro Pd Valeria Fedeli, ma in genere i target erano genericamente simbolici, come la guerra, la corruzione e perfino l’Isis, contro il quale si erano rivelati centrali per la loro eliminazione dal cyberspace. Continua a leggere AGI: Anonymous ha spiegato perché ha deciso di colpire l’Italia partendo dalle Università

Il Manifesto: Gli europei hanno perso il controllo dei propri dati on line

Il Manifesto: Gli europei hanno perso il controllo dei propri dati on line

Hacker’s Dictionary. E intanto si moltiplicano le truffe via SMS e Anonymous attacca pure le Università. Ieri è stata la volta della Sapienza di Roma

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 1 Novembre 2018

Secondo una ricerca di Kaspersky Lab e Arlington Research condotta su 7.000 cittadini di sette nazioni europee tra cui l’Italia, abbiamo ormai perso il controllo dei nostri dati online: il 64% non conosce tutti i luoghi del web dove sono stati archiviati i propri dati personali e il 39% dei genitori intervistati non sa nemmeno quali dati vengono condivisi online dai propri figli. Il 57% si sente spaventato e stressato dalla possibilità che i propri dati finanziari vengano violati.

Solo il 36% crede che i dati siano effettivamente protetti sui social media e infine l’88%, si preoccupa del possibile uso illegale dei propri dati. Continua a leggere Il Manifesto: Gli europei hanno perso il controllo dei propri dati on line

AGI: L’ultimo colpo di Anonymous Italia ha un sapore nettamente politico

 

L’ultimo colpo di Anonymous Italia ha un sapore nettamente politico

Anonymous Italia, Lulz Security ITA e AntiSecurity ITA hanno deciso di diffondere per tutta la settimana nomi, email e password dei database hackerati. Si tratta di Università e centri di formazione. Il motivo? Denunciare il “governo della paura”. Attaccato anche il sito universitario del cyberczar Roberto Baldoni

di ARTURO DI CORINTO per AGI 30 ottobre 2018, 07:19

I siti della facoltà di Fisica e del dipartimento di Informatica a Roma, l’Istituto Agrario a Napoli, i Campus di Rieti e di Latina, la facoltà di Scienze Agrarie di Milano, il Centro Servizi d’Ateneo di Fisciano, l’Accademia di arte e cinema di Roma: tutti sono stati bucati da Anonymous Italia.

Con #OpBlackWeek, l’operazione Black Week, dalle 13 di oggi, Anonymous Italia, Lulz Security ITA e AntiSecurity ITA, hanno incominciato a diffondere nomi, email e password di amministratori e utenti di istituzioni formative e universitarie. È la prima volta che i tre gruppi coordinano una tale azione insieme.

Continua a leggere AGI: L’ultimo colpo di Anonymous Italia ha un sapore nettamente politico

La Repubblica: Anonymous torna all’attacco contro lavoro e sindacati

la-repubblica-it-logo

Anonymous torna all’attacco contro lavoro e sindacati

Nel secondo giorno di attacchi informatici divulgati dati e password di comuni, organizzazioni imprenditoriali, camere del lavoro e associazioni di insegnanti. Il collettivo aveva annunciato qualche giorno fa la “settimana nera”, fino al 5 novembre. “L’obiettivo è risvegliare le coscienze”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 30 Ottobre 2018

PER il secondo giorno consecutivo Anonymous ha divulgato dati personali provenienti dalle loro incursioni in siti web poco aggiornati e peggio protetti. Ieri era solo un ”assaggio”: il collettivo di hacker aveva divulgato dati sensibili rubati al mondo universitario, mettendo in piazza pure le matricole studentesche. Oggi è la volta di quelli relativi al mondo del lavoro e del sindacato, compresi email e password di comuni, organizzazioni imprenditoriali, camere del lavoro e associazioni di insegnanti. Continua a leggere La Repubblica: Anonymous torna all’attacco contro lavoro e sindacati

La Repubblica: Anonymous torna a colpire: dopo i sindacati hackerati ora i dati di militari in congedo

la-repubblica-it-logo

Anonymous torna a colpire: dopo i sindacati hackerati ora i dati di militari in congedo

Il collettivo LulzSec Italia ha annunciato di aver trafugato e messo online decine e decine di indirizzi email di militari, probabilmente frutto di un attacco al sito dell’Unione nazionale degli ufficiali in congedo

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 16 Settembre 2018

PRIMA il mondo dell’istruzione, poi quello sindacale e adesso quello militare: gli Anonymous tornano a colpire  nel nostro Paese. Il collettivo LulzSec Italia ha annunciato di aver trafugato e messo online decine e decine di indirizzi email di militari, probabilmente frutto di un attacco al sito dell’Unuci, l’Unione nazionale degli ufficiali in congedo. Insieme agli indirizzi email di tenenti, colonnelli e generali l’area goliardica di Anonymous (Lulz sta per “divertimento”, Sec per “Security”) ha divulgato anche gli indirizzi delle singole abitazioni e il numero di tessera dei soci Unuci.

La diffusione della notizia è stata affidata a un tweet con uno slogan a effetto: “Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli. #Anonymous e #LulzSecITA sono qui per Voi”.
Continua a leggere La Repubblica: Anonymous torna a colpire: dopo i sindacati hackerati ora i dati di militari in congedo

Il Manifesto: Anonymous divulga i dati di lavoratori e sindacalisti

Anonymous divulga i dati di lavoratori e sindacalisti

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 13 Settembre 2018

Tesoro, Giustizia, Ambiente: gli Anonymous italiani hanno fatto man bassa dei dati personali di centinaia di lavoratori, dirigenti e sindacalisti di quei Ministeri e ieri sera li hanno diffusi sul web. Tra i dati divulgati ci sono perfino quelli degli attivisti dell’Unione Sindacale di Base.

Si tratta di un tesoretto di nomi, cognomi, email, password in chiaro e crittografate, copiati e incollati su pagine web temporanee, i pastebin, che permettono di pubblicare frammenti di testi informatici usati nel passato dai programmatori per la scrittura cooperativa di software.

Nel caso dei profili legati ai sindacati di base sono state rese pubbliche anche le singole donazioni in favore del sindacato e i versamenti nominativi a favore degli operai dell’Ilva.

Continua a leggere Il Manifesto: Anonymous divulga i dati di lavoratori e sindacalisti

Cybersecurity: Anonymous torna alle origini e invita all’azione contro corruzione e povertà

Anonymous torna alle origini e invita all’azione contro corruzione e povertà

L’operazione #Paperstorm chiama “alla battaglia globale per conquistare la tua libertà e la verità”. Con volantini, foto e bombolette spray sulla scia dei movimenti artistici d’opposizione della Silicon Valley pre-Amazon

 ARTURO DI CORINTO per Cybersecurity del 15 MARZO 2018

Anonymous è tornato alle origini. il collettivo di hacker attivisti con la maschera del rivoluzionario inglese Guy Fawkes ha ricominciato a scorazzare in rete. In Italia, dove era rimasto piuttosto silente per parecchi mesi, le varie crew che di volta in volta avviano le operazioni di disturbo contro poteri vecchi e nuovi, chiamano all’azione per ridicolizzare i potenti e trasformare la protesta in azione politica. Così, dopo gli attacchi al Miur, ai siti di Libero e del Giornale, al blog di Salvini, adesso invitano alla protesta creativa. Continua a leggere Cybersecurity: Anonymous torna alle origini e invita all’azione contro corruzione e povertà

Il Manifesto: Anonymous buca il Ministero dell’istruzione

Anonymous buca siti e database del Ministero della Pubblica Istruzione: 20mila email e password adesso vanno a spasso nel cyberspace.

A come Anonymous dunque: il collettivo di hacker attivisti, o meglio, una loro costola italiana, questa volta se la prende con il Ministero dell’Istruzione e più esattamente contro l’alternanza scuola lavoro prevista dalla riforma dell’istruzione. Per protestare contro il progetto che considerano occasione di sfruttamento degli studenti hanno deciso di rendere pubblici nomi, email, password di un pezzo consistente della Scuola: circa 20mila indirizzi di posta elettronica e gli accessi di amministrazione a siti e database scolastici. Continua a leggere Il Manifesto: Anonymous buca il Ministero dell’istruzione

Cybersecurity: Anonymous attacca Israele nel cyberspazio

Anonymous attacca Israele nel cyberspazio

Nelle ultime ore gli hacktivisti con la maschera hanno divulgato nomi, email e password di impiegati pubblici israeliani e diffuso blacklist di siti governativi Usa invitando a colpirli per protestare contro le politiche americane in Medio Oriente

 Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 8 Dicembre 2017

Sono solo una manciata i siti bucati ma già da qualche ora circola un leak copioso di nominativi e asset strategici israeliani: questa volta Anonymous ha assunto le sembianze dei difensori della Palestina per protestare contro la scelta di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

Continua a leggere Cybersecurity: Anonymous attacca Israele nel cyberspazio

La Repubblica: Anonymous ‘buca’ governo e ministeri: ”Abbiamo i vostri dati personali”

la-repubblica-it-logoAnonymous ‘buca’ governo e ministeri: ”Abbiamo i vostri dati personali”

Un nuovo leak ha per oggetto contratti, stipendi, carte d’identità e indirizzi email di personale degli Interni, della Difesa, della Marina e della Presidenza del Consiglio. Il nuovo colpo alla cybersicurezza assestato dal gruppo di hacker anonimi

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 14 Novembre 2017

UNA miniera di dati, riservati e personali. Di poliziotti, militari, marinai stellati del Bel Paese. Così si presenta il leak appena diffuso in Rete da Anonymous: “Cittadini, siamo lieti di annunciarvi, per il diritto della democrazia e della dignità dei popoli, che siamo in possesso di una lista di dati personali relativi al ministero dell’Interno, al ministero della Difesa, alla Marina Militare nonché di Palazzo Chigi e Parlamento Europeo.”
Continua a leggere La Repubblica: Anonymous ‘buca’ governo e ministeri: ”Abbiamo i vostri dati personali”

La Repubblica: Pedopornografia, Anonymous mette ko 5000 siti nel dark web

la-repubblica-it-logo

Pedopornografia, Anonymous mette ko 5000 siti nel dark web

Gli hacktivisti rivendicano l’attacco, mettono in rete i dati e chiedono donazioni al loro indirizzo Bitcoin
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 6 Febbraio 2017

ANONYMOUS ha eliminato 5000 siti con materiale pedopornografico nel dark web. La notizia è stata confermata ieri da diversi ricercatori di sicurezza informatica. L’attacco è stato portato nel cuore del web oscuro contro Freedom Hosting 2, una piattaforma di servizi anonimi utilizzata per traffici leciti e illeciti.

Nel messaggio che rendeva noto il risultato dell’attacco, la sottrazione di file e dati utente, intestato agli Anonymous, gli autori hanno chiarito di aver agito in quanto circa il 50% dei servizi ospitati da Freedom Hosting 2 conteneva materale pedopornografico. Di questo materiale hanno in seguito fornito una versione scaricabile in rete , specificando la tecnica usata nell’attacco e indicando un indirizzo Bitcoin dove fare una donazione per continuare quest’opera di vigilanza nel dark web. Continua a leggere La Repubblica: Pedopornografia, Anonymous mette ko 5000 siti nel dark web

Cybersecurity: Come funziona Qwant, il motore di ricerca che rispetta la privacy, consigliato da Anonymous

cyber_securityCome funziona Qwant, il motore di ricerca che rispetta la privacy, consigliato da Anonymous

Qwant è un motore di ricerca europeo finanziato dalla Banca Europea degli Investimenti. Promette di non tracciare gli utenti e di rispettarne la privacy

Arturo Di Corinto per Cybersecurity 12 agosto 2016

Qwant è il nome di una società francese che fornisce l’omonimo motore di ricerca finanziato con 25 milioni di euro dalla Banca Europea degli inivestimenti. Ed è anche il motore di ricerca consigliato da Anonymous. Il motivo è presto detto: Qwant non traccia gli utenti e rispetta la loro privacy.

Continua a leggere Cybersecurity: Come funziona Qwant, il motore di ricerca che rispetta la privacy, consigliato da Anonymous

Cybersecurity: Watson for security è pronto: il progetto dell’IBM darà la caccia agli hacker

cyber_security

Watson for security è pronto: il progetto dell’IBM darà la caccia agli hacker

L’intelligenza artificiale di IBM, Watson, imparerà ad analizzare virus, malware e attacker, con l’aiuto di Università e ricercatori, per far risparmiare le aziende e proteggerne i clienti

Arturo Di Corinto 21 giugno 2016

Dopo avergli insegnato a cucinare, parlare in giapponese e a diagnosticare il cancro, i ricercatori dell’IBM vogliono insegnare a Watson a dare la caccia agli hacker.

L’intelligenza artificiale di IBM Watson dall’inizio del mese ha cominciato a ingoiare dati e analisi su tutte le forme di malware e attacchi che popolano la rete per imparare a prevenirli attraverso forme avanzate di machine learning.

In questo sarà aiutato da decine di esperti di sicurezza distribuiti in diversi laboratori degli Stati Uniti e in particolare nelle Università, tra cui quella del Maryland che ha inaugurato un Centro di tecnologie cognitive applicate alla cybersecurity e che proprio in collaborazione con l’IBM si occuperà di risolvere problemi legati alla sicurezza informatica.

Continua a leggere Cybersecurity: Watson for security è pronto: il progetto dell’IBM darà la caccia agli hacker

Chefuturo! Ecco perché gli Anonymous hanno deciso di attaccare Donald Trump

chefuturo_logoEcco perché gli Anonymous hanno deciso di attaccare Donald Trump

Razzismo, sessismo, fascismo, in un nuovo video gli hacker attivisti annunciano vendetta contro il candidato alla Casa Bianca

Chi semina vento raccoglie tempesta. E stavolta sono gli Anonymous a promettere di scatenarla contro Donald Trump.

In un videocomunicato il collettivo di hacker e attivisti informatici ha dichiarato guerra totale al candidato repubblicano accusato di sessismo e di razzismo dai media di mezzo mondo.

Donald Trump, immobiliarista miliardario di New York che aveva prima aderito al partito democratico e poi a quello repubblicano è oggi il candidato favorito per il Grand Old Party nella corsa presidenziale. Divenuto celebre per i suoi modi diretti e populisti, si era guadagnato la fama come produttore e conduttore di The Apprentice, che aveva esordito anche nella tv pubblica italiana.

Continua a leggere Chefuturo! Ecco perché gli Anonymous hanno deciso di attaccare Donald Trump

La Repubblica: Anonymous, parla il dj Mirabello, denunciato per l’allarme attentati a Firenze: “Mi hanno sfruttato per i loro video”

la-repubblica-it-logoAnonymous, parla il dj Mirabello, denunciato per l’allarme attentati a Firenze: “Mi hanno sfruttato per i loro video”

Individuato dalla Polizia il portavoce del collettivo hacker responsabile dei tweet sulla presunta organizzazione di un atto terroristico mai confermato dagli inquirenti. Intervista esclusiva a Repubblica.it

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 21 Gennaio 2016

Anonymous “X”, il portavoce di Operazione Parigi (#OpParis), è stato individuato dalla polizia postale. E adesso è indagato per il reato di associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo e al danneggiamento di sistemi informatici.

“X” è Marco Mirabello, un dj valdostano di Poin Saint Martin che ha partecipato alle numerosi iniziative di Anonymous per individuare e bloccare i simpatizzanti dell’Is su Twitter. Tuttavia dopo aver denunciato via Twitter un possibile attentato a Firenze intorno a Capodanno è stato delegittimato dallo stesso gruppo degli Anonymous italiani che hanno condotto le operazioni di dossieraggio e contrasto alla galassia jihadista bloccandone decine di migliaia di profili.

Continua a leggere La Repubblica: Anonymous, parla il dj Mirabello, denunciato per l’allarme attentati a Firenze: “Mi hanno sfruttato per i loro video”