La Repubblica: Facebook: cento sviluppatori hanno avuto accesso ai dati personali degli utenti dai Gruppi

Cambridge Analytica sembra non aver insegnato niente a Facebook. All’indomani dell’annuncio del nuovo logo colorato per identificare l’intera azienda e i suoi prodotti come WhatsApp, Instagram e Messenger, il social ha dovuto ammettere un nuovo grave incidente di sicurezza. In un blog post sul sito del gruppo Konstantinos Papamiltiadis, direttore del programma per gli sviluppatori di Facebook ha ammesso che circa cento sviluppatori di app potrebbero “aver erroneamente avuto accesso ai dati dei propri utenti in determinati gruppi di Facebook, inclusi i loro nomi e le foto del profilo”. Gli sviluppatori coinvolti si occuperebbero di programmare le app di gestione per social media e streaming video che consentono agli amministratori di gestire i propri gruppi in modo più efficace e aiutare i membri a condividerne i video stessi. Continua »

Il Manifesto: Un computer sicuro non è un computer spento

 Un computer sicuro non è un computer spento

Hacker’s Dictionary. Se aumentano gli attacchi a privati cittadini, l’obbiettivo probabilmente non sono loro ma l’organizzazione per cui lavorano

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 28 Febbraio 2019

A dispetto del fatto che stiamo attenti a non cliccare su allegati sospetti e che usiamo buoni antivirus per la posta elettronica, gli attaccanti usano tecniche sempre più sofisticate e gli attacchi sono oggi così ingegnosi che queste attenzioni non bastano più, anche perché molte organizzazioni abbandonano l’e-mail per coordinarsi e gli preferiscono Slack e altre piattaforme per la collaborazione interna. Chi non cliccherebbe sul messaggio di un utente “fidato” nella chat interna dell’ufficio? Ma questi strumenti non hanno in genere nessuna protezione da phishing e malware. Continua »

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