La Repubblica: Iran vs Usa, la cyberguerra è solo agli inizi

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Iran vs Usa, la cyberguerra è solo agli inizi

Attaccate banche iraniane e siti governativi americani. Mentre decelera l’escalation militare, la guerra fredda cibernetica sta diventando calda a colpi di DDoS e defacement. Cosa è accaduto finora e cosa potrebbe accadere

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 9 Gennaio 2019

LA BANCA iraniana Sepah ieri è stata sotto attacco per diverse ore. A causa di un DDoS, un attacco da negazione di serivizio in gergo informatico, un attacco condotto per fare collassare il sito web bersaglio di innumerevoli richieste di accesso da parte di un’orda di computer zombie, una botnet, precedentemente infettati e comandati da remoto. Autore dell’attacco sarebbe il gruppo Prizraky, che dalle verifiche di Repubblica rimanda a un sedicenne brasiliano pro-Trump che in chat ha dichiarato di essere un simpatizzante del presidente Bolsonaro e che con questa sua azione ha voluto dimostrare che “se gli americani devono temere attacchi dall’Iran, anche l’Iran deve temere attacchi cibernetici nei suoi confronti”. Mentre scriviamo il sito web della banca è ancora irraggiungibile dall’Italia. Ma potrebbe semplicemente aver alzato le difese deviando il traffico straniero per proteggersi. In ogni caso siamo dinanzi a un segnale da non sottovalutare affatto. Che succederebbe se sull’onda dell’emozione ogni hacker in erba cominciasse la sua cyberguerriglia personale? Continua a leggere La Repubblica: Iran vs Usa, la cyberguerra è solo agli inizi

La Repubblica: L’Italia a prova di hacker: riuscito il primo test di comunicazione quantistica

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L’Italia a prova di hacker: riuscito il primo test di comunicazione quantistica

I ricercatori del Cnr, Inrim e dell’Università Tecnica danese hanno testato una rete in fibra ottica per la comunicazione al sicuro dai cyberattacchi

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 6 Dicembre 2019

L’Italia avrà una rete nazionale di comunicazione quantistica, capace di garantire la privacy degli utenti e la sicurezza dei dati. Questa rete sarà a prova di cyberattacchi, dicono i ricercatori. Gli scienziati dell’Istituto nazionale di ottica del Cnr e del Lens di Firenze, dell’Inrim di Torino e dell’Università Tecnica della Danimarca, hanno infatti testato con successo un sistema sicuro di comunicazione quantistica utilizzando come canale di trasmissione una fibra ottica installata nell’area metropolitana di Firenze. Le informazioni hanno viaggiato lungo una porzione di 40 chilometri della dorsale in fibra ottica realizzata dall’Inrim, che si estende per 1.800 chilometri da Torino a Matera.
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La Repubblica: Facebook: cento sviluppatori hanno avuto accesso ai dati personali degli utenti dai Gruppi

Cambridge Analytica sembra non aver insegnato niente a Facebook. All’indomani dell’annuncio del nuovo logo colorato per identificare l’intera azienda e i suoi prodotti come WhatsApp, Instagram e Messenger, il social ha dovuto ammettere un nuovo grave incidente di sicurezza. In un blog post sul sito del gruppo Konstantinos Papamiltiadis, direttore del programma per gli sviluppatori di Facebook ha ammesso che circa cento sviluppatori di app potrebbero “aver erroneamente avuto accesso ai dati dei propri utenti in determinati gruppi di Facebook, inclusi i loro nomi e le foto del profilo”. Gli sviluppatori coinvolti si occuperebbero di programmare le app di gestione per social media e streaming video che consentono agli amministratori di gestire i propri gruppi in modo più efficace e aiutare i membri a condividerne i video stessi. Continua a leggere La Repubblica: Facebook: cento sviluppatori hanno avuto accesso ai dati personali degli utenti dai Gruppi

La Repubblica: È il 5 novembre, Anonymous va all’attacco della politica

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È il 5 novembre, Anonymous va all’attacco della politica

Nella ricorrenza della congiura delle polveri, hanno bucato la rete della Camera dei deputati, quella della prefettura di Napoli, l’ordine degli avvocati di Arezzo, Grosseto e Perugia, l’agenzia per l’Ambiente in Abruzzo e Puglia e molti altri siti. “Con le nostre azioni non cerchiamo di cambiare il mondo, ma dare una voce a quelle persone che non vengono mai ascoltate”

di ARTURO DI CORINTO per la Repubblica del 5 Novembre 2019

HANNO bucato la prefettura di Napoli, l’ordine degli avvocati di Arezzo, Grosseto e Perugia, l’agenzia per l’Ambiente in Abruzzo e Puglia e molti altri siti. Gli anonymous italiani per celebrare la ricorrenza del 5 novembre – la data della Congiura delle polveri che ha prodotto la maschera di Guy Fawkes divenuta celebre col film V per Vendetta –  hanno reso pubblici i dati relativi a enti e istituzioni dei quali hanno violato centinaia di database. Con una novità, la distribuzione dei filmati di alcuni apparati di sorveglianza privati che immortalano diversi momenti di vita dentro e fuori i palazzi del centro di Roma, tra questi il Pantheon. Gli hacker hanno anche rivendicato un attacco informatico alla Camera dei deputati ma i responsabili del sito istituzionale negano che sia avvenuta un’intrusione nel loro sistemi. Continua a leggere La Repubblica: È il 5 novembre, Anonymous va all’attacco della politica

La Repubblica: L’Internet governance forum delle polemiche. Giovani e politici assenti

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L’Internet governance forum delle polemiche. Giovani e politici assenti

Si è concluso l’incontro degli utenti della rete Internet al Politecnico di Torino. Molti i relatori, poco il pubblico, scarsa l’interazione. Ma i contenuti c’erano, dicono i partecipanti. Allora, perché?

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 1 Novembre 2019

LA POLITICA se ne disinteressa, i partecipanti sono pochi e, nonostante lo sforzo organizzativo, l’Internet Governance Forum Italia fa davvero fatica a decollare. Così a dispetto dell’importanza di governare la rete in senso orizzontale e partecipativo, gli ultimi due incontri per discuterne, alla Luiss di Roma e al Politecnico di Torino (finito ieri), hanno visto più relatori sul palco che pubblico in platea. Perché? Forse perché ci accorgiamo della sua importanza solo quando il wi-fi non funziona, ma anche per la difficoltà molto italiana di fare fronte comune nell’elaborare una strategia di lungo periodo nella governance della rete a causa di maggioranze ballerine e degli interessi di una politica impreparata ad affrontare fenomeni come fake news, hate speech e antisemitismo. È un po’ come il cambiamento climatico: si pensa all’immediato, quando va bene, piuttosto che al futuro delle giovani generazioni. Continua a leggere La Repubblica: L’Internet governance forum delle polemiche. Giovani e politici assenti

La Repubblica: Le insidie di quei giocattoli in rete comandati con la voce

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Le insidie di quei giocattoli in rete comandati con la voce

Dall’Internet of Things (IoT) all’Internet of Toys: non si scherza coi dispositivi connessi in rete. Proteggere reti, computer, smart object è un obiettivo strategico dell’Unione Europea

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 17 Ottobre 2019

BRATISLAVA – La porta del garage non si apre. Le luci del cortile non si accendono. Le telecamere di sorveglianza non registrano e durante la riunione si muore di caldo. Semplici inconvenienti? Anche, ma potrebbero essere l’inizio di guai più grossi. Obbligati a lasciare l’auto nuova di zecca per strada, questa potrebbe essere rubata più facilmente. Se le luci non si accendono un aggressore potrebbe aspettarci nel buio per rapinarci o peggio; senza telecamere un furto potrebbe non essere scoperto e, obbligati ad aprire la finestra, un minidrone potrebbe entrare e spiare la riunione del consiglio d’amministrazione. Fantascienza? Proprio no. Sono tutti i rischi potenziali dell’Internet of things (Iot). Eventi che possono accadere quando gli oggetti intelligenti come luci, porte, telecamere e termostati connessi in rete via Internet nella casa domotica, automatizzata, non funzionano come dovrebbero. Continua a leggere La Repubblica: Le insidie di quei giocattoli in rete comandati con la voce

La Repubblica: Falla in WhatsApp, aggiornate l’app se potete

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Falla in WhatsApp, aggiornate l’app se potete

Resa nota una vulnerabilità nella gestione immagini dell’app di messaggistica che permette agli hacker di entrare negli smartphone

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 4 Ottobre 2019

GUARDA Salvini nudo a Cortina! Il messaggio WhatsApp è intrigante, diventerà virale, difficile resistergli. Viene da un nostro amico e non ci sembrerà troppo strano dopo le performance del capo leghista al Papeete, ma una volta aperto si rivela per quello che è: una gif “armata”, malevola, in grado di attaccare il nostro dispositivo metterlo nelle mani di un delinquente. L’attacco informatico che usa le immagini che ci scambiamo a sfinimento su WhatsApp sfrutta una vulnerabilità, una falla della galleria immagini dei dispositivi Android che hanno installato la popolare app di messaggistica, per prendere possesso del dispositivo di chiunque e ottenere tutti i suoi dati personali, carte d’imbarco, resoconti di lavoro, codici e password scambiati in famiglia.

A scoprirlo un hacker di Singapore, detto “Il risvegliato”, ma lo pseudonimo esatto è “Awakened” che contattato da Repubblica ci ha confermato di aver individuato e comunicato a WhatsApp in agosto questa vulnerabilità “double-free” che consente ai malintenzionati di entrarci nel telefonino, e tutto per colpa di una semplicissima GIF, uno dei contenuti più condivisi in assoluto nelle chat. WhatsApp l’ha pagato e ringraziato per questo. Continua a leggere La Repubblica: Falla in WhatsApp, aggiornate l’app se potete

La Repubblica: Cybertech Europe, ecco come gestire le relazioni pericolose del mondo digitale

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Cybertech Europe, ecco come gestire le relazioni pericolose del mondo digitale

La fiera internazionale della cybersecurity per la terza volta a Roma. Presente il gotha mondiale della sicurezza informatica, dagli strateghi di Accenture e Check Point Software alle piccole startup di settore, e un presidente applauditissimo, l’armeno Sarkissian

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 24 Settembre 2019

ROMA – “Viviamo immersi a metà tra il mondo fisico e quello digitale. Però quello digitale funge da moltiplicatore di ogni relazione, anche di quelle pericolose”. Per questo “la sicurezza cibernetica appare sempre di più come un orizzonte da tenere in mente a tutti i livelli: organizzativo, operativo e legale”. Lo ha detto detto al Cybertech Europe 2019 Roberto Baldoni, il cyberzar italiano, a pochi giorni dal decreto sul Perimetro di difesa cibernetica dell’Italia, un insieme di azioni e iniziative che – come ha ribadito il sottosegretario Angelo Tofalo – il governo italiano ha deciso di avviare per rendere il nostro paese più sicuro ed efficiente, al passo con la trasformazione digitale che sta cambiando il volto di tutte le attività professionali, sociali e industriali.

Presente il gotha mondiale della sicurezza informatica, la fiera itinerante della cybersecurity dedicata alle imprese si è distinta nelle presentazioni di questa terza edizione italiana per un’impostazione quasi filosofica, più orientata alla comsapevolezza del rischio cibernetico che all’esigenza di parlare di soluzioni e tecnologie anti-crime. Così, se per il Ceo di Leonardo il focus rispetto all’anno scorso è la cooperazione europea, il tema trasversale, citato esplicitamente da Gene Reznik di Accenture è “ripensare il futuro della sicurezza” e minimizzare il rischio che da un “incendio informatico si sviluppi un mega-incendio informatico” nella metafora di Rohit Ghai di RSA software. Continua a leggere La Repubblica: Cybertech Europe, ecco come gestire le relazioni pericolose del mondo digitale

La Repubblica: Simjacker, la falla dei telefonini regina della sorveglianza silenziosa

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Simjacker, la falla dei telefonini regina della sorveglianza silenziosa

Rivelato un buco di sicurezza nelle sim card che trasforma ogni tipo di smartphone in uno spione viaggiante. Pochi addetti ai lavori lo conoscevano dal 2011. Utilizzato da un’azienda privata in favore di alcuni governi. Potrebbe essere servito per campagne di disinformazione, frodi finanziarie, spionaggio e sabotaggio

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 13 SEttembre 2019

“RITENIAMO che questa vulnerabilità sia stata sfruttata per almeno due anni da sofisticati criminali in più paesi, principalmente ai fini della sorveglianza”. La raggelante dichiarazione degli esperti di AdaptiveMobile Security riguarda la scoperta di un metodo di attacco basato su sms per rintracciare e spiare chiunque con qualsiasi telefono. L’attacco, che sfrutta una funzione delle sim card dei telefoni cellulari, è stato subito ribattezzato simjacker perché in grado di “prendere in ostaggio” e dirottare (hijacking) il nostro stesso telefonino. È attivo in questo momento e sarebbe in grado di colpire in molti paesi, dalle Americhe all’Africa, all’Europa. Nonostante non si tratti di un nuovo tipo di attacco la notizia, secondo gli esperti di Adaptive, è che sarebbe stato concepito e utilizzato da due anni da un’azienda privata – di cui non hanno finora rivelato il nome – in favore di alcuni governi, inzialmente per rintracciare criminali o terroristi e successivamente per sorvegliare dissidenti, giornalisti e oppositori politici in Europa e Medio Oriente. Continua a leggere La Repubblica: Simjacker, la falla dei telefonini regina della sorveglianza silenziosa

La Repubblica: I cinque mesi da incubo dell’hacker che difende i diritti umani

OLA BINI è un attivista svedese per i diritti umani che vive in Ecuador dal 2013 dove lavora allo sviluppo di software di sicurezza. Difendendo il diritto alla privacy con il suo lavoro, ha permesso a giornalisti e attivisti di condividere informazioni e raccogliere prove in modo sicuro evitando la sorveglianza illegale dei governi. Ola Bini è stato arrestato ad aprile. Accusato di violazione di sistemi informatici e cospirazione, è stato detenuto ingiustamente e adesso, a indagine quasi conclusa e senza prove, accusato di altri reati imprecisati. Continua a leggere La Repubblica: I cinque mesi da incubo dell’hacker che difende i diritti umani

La Repubblica: Perché gli umani attaccano i sistemi basati sull’intelligenza artificiale

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Perché gli umani attaccano i sistemi basati sull’intelligenza artificiale

Un nuovo rapporto del progetto europeo Sherpa realizzato con F-Secure illustra le tecniche di attacco usate per inquinare i dati e confondere gli algoritmi alla base dei sistemi intelligenti

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 18 Luglio 2019

GLI UOMINI stanno attaccando i sistemi di Intelligenza Artificiale e non viceversa, come ci saremmo aspettati dai film di fantascienza. Ma per fare che cosa? Per manipolare i risultati dei motori di ricerca, modificare gli algoritmi dei social media, il ranking e la reputazione dei siti web, disturbare il volo dei droni o ingannare una macchina a guida autonoma. E così, al contrario di quello che speravamo, l’uso malevole degli strumenti di intelligenza artificiale non si è fermato alla creazione di sofisticate campagne di disinformazione.

L’allarme viene da un rapporto del progetto europeo Sherpa, dedicato a diritti umani e intelligenza artificiale, e che ha evidenziato come singoli criminali e hacker organizzati abbiano trovato un nuovo obbiettivo nell’attaccare i sistemi ‘intelligenti’ che suggeriscono gli acquisti di Amazon o sull’Apple Store, che definiscono il ranking dei ristoranti su TripAdvisor o che predicono la probabilità di eventi criminosi e i consumi energetici delle smart city. Continua a leggere La Repubblica: Perché gli umani attaccano i sistemi basati sull’intelligenza artificiale

Las Repubblica: AAA hacker in erba affittano botnet su Instagram

ROMA – Instagram, il social network dei gattini e degli influencer da palcoscenico, è diventato la bacheca degli annunci di chi affitta botnet a poco prezzo per attaccare servizi online. “Sei stato licenziato? Buttagli giù il sito”. “Vuoi guadagnare tanti soldi in poco tempo? Minacciali di infettargli i computer”. Ma come si fa? Affittando una rete di computer zombie per “sdraiare” il loro sito di ecommerce o per bucare la sicurezza aziendale e prendere il controllo di computer, stampanti, telecamere e impianto elettrico. I computer zombie sono quelli infettati e comandati a distanza a insaputa dei proprietari. I giovanissimi che pubblicano gli annunci sono facile preda e i criminali veri guadagnano grazie alla loro incoscienza. È questa la nuova formula del “crime as a service”, i servizi criminali su richiesta per attaccare il mondo digitale cui Instagram fa da veicolo pubblicitario. Sono giovani e in molti dei loro post c’è tutta la retorica anti-sistema che attinge a piene mani da Mr. Robot e da Black Mirror, le serie distopiche su hacker, informatica e dark web rese celebri da Netflix. Continua a leggere Las Repubblica: AAA hacker in erba affittano botnet su Instagram

La Repubblica: Tutti gli uomini (e le donne) di Tim Berners Lee

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Tutti gli uomini (e le donne) di Tim Berners Lee

La leggenda della nascita del web parla solo di lui, ma quel genio conosceva bene il valore della collaborazione e del lavoro di gruppo. Alla scoperta del team che ci ha dato Internet

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 11 Marzo 2019

“LA FORTUNA di Tim Berners Lee è stata quella di avere avuto un capo che capiva l’importanza di quello che stava facendo mentre scriveva il progetto per il World Wide Web”. Il capo era Mike Sendall, il commento è invece dell’uomo che insieme a lui costruì il web, l’ingegnere belga Robert Cailliau. Misconosciuto, Cailliau racconta la storia degli inizi del WWW nel libro Com’è nato il web insieme al redattore scientifico del Cern, James Gillies. La storia di uno sparuto gruppetto di visionari, stagisti e programmatori che al centro di ricerche nucleari di Ginevra, il Cern, si erano intestarditi a realizzare il sogno della biblioteca universale per facilitare l’accesso dei ricercatori ai risultati scientifici dei colleghi e mettere il loro sapere a disposizione del mondo. E così è stato.

Il 12 marzo 1989, trent’anni fa, Tim Berners Lee, inglese, impiegato al Cern, presenta al suo capo un progetto intitolato “Gestione delle informazioni: una proposta”.

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La Repubblica: Internet Governance Forum, i cittadini possono disegnare il futuro della rete

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Internet Governance Forum, i cittadini possono disegnare il futuro della rete

È online la call per partecipare alla definizione dei temi e delle proposte da portare a Berlino all’Internet Governance Forum, il “parlamento” che ogni anno discute a livello mondiale la direzione dello sviluppo della rete. E l’Italia prova a organizzarsi

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 9 Dicembre 2019

ROMA –  “Limitare gli usi negativi di Internet e incrementare le opportunità che offre senza lasciare indietro nessuno”. In un momento in cui ci sentiamo travolti da notizie false, furti di dati, software spia e troll che impazzano sui social, suona strano, ma si può fare. E si può fare con il contributo di tutti, nonostante lo strapotere di Big Tech, il terrorismo che ritorna online e le accuse di Trump a Internet, che considera responsabile dell’immigrazione illegale negli Usa? Ma come? Ad esempio attraverso la partecipazione alle consultazioni online sul futuro di Internet. Continua a leggere La Repubblica: Internet Governance Forum, i cittadini possono disegnare il futuro della rete

La Repubblica: Nuovo attacco di Anonymous Italia: diffusi i dati di ministeri e polizia

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Nuovo attacco di Anonymous Italia: diffusi i dati di ministeri e polizia

A chiusura della “Settimana Nera”, con attacchi a siti e database online, molti dei quali di istituzioni dello Stato, gli Anonymous italiani diffondo migliaia di email e telefoni del Mise e del Cnr. Poi anche i tesserati della Lega Nord e di Fratelli d’Italia. E chiamano tutti a partecipare alla Million Mask March. Il garante per la Privacy, Soro: “La negligenza rispetto alla sicurezza informatica non è tollerabile”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 5 Novembre

LA FURIA iconoclasta degli Anonymous italiani non si arresta. Come annunciato, i tre gruppi che coordinano l’operazione “Settimana Nera” hanno diffuso anche oggi nuovi dati provenienti dalle loro incursioni in siti e database online. Nei materiali divulgati oggi ci sono nomi, cognomi, numeri di telefono email e password di impiegati e funzionari di diversi istituti del Cnr, i database di Equitalia e del Ministero dello Sviluppo Economico. Sono stati diffusi i dati, questi sì, sensibili, dei tesserati della Lega Nord del Trentino, di Fratelli d’Italia, del PD di Siena. E poi ci sono nomi e cognomi degli appartenenti ad Assopolizia da Roma a Belluno e quelli dell’Istituto Centrale per gli Archivi. Ironicamente si tratta dell’Istituto che ha il compito di elaborare standard e linee guida nazionali per la realizzazione di sistemi informativi archivistici e di banche dati digitali, evidentemente senza troppa attenzione alla sicurezza. Tra le informazioni trapelate anche i nomi degli utenti di un portale sul tema delle ferrovie e del modellismo, forse confuso con quello delle Ferrovie dello Stato. Continua a leggere La Repubblica: Nuovo attacco di Anonymous Italia: diffusi i dati di ministeri e polizia

La Repubblica: Anonymous torna all’attacco contro lavoro e sindacati

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Anonymous torna all’attacco contro lavoro e sindacati

Nel secondo giorno di attacchi informatici divulgati dati e password di comuni, organizzazioni imprenditoriali, camere del lavoro e associazioni di insegnanti. Il collettivo aveva annunciato qualche giorno fa la “settimana nera”, fino al 5 novembre. “L’obiettivo è risvegliare le coscienze”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 30 Ottobre 2018

PER il secondo giorno consecutivo Anonymous ha divulgato dati personali provenienti dalle loro incursioni in siti web poco aggiornati e peggio protetti. Ieri era solo un ”assaggio”: il collettivo di hacker aveva divulgato dati sensibili rubati al mondo universitario, mettendo in piazza pure le matricole studentesche. Oggi è la volta di quelli relativi al mondo del lavoro e del sindacato, compresi email e password di comuni, organizzazioni imprenditoriali, camere del lavoro e associazioni di insegnanti. Continua a leggere La Repubblica: Anonymous torna all’attacco contro lavoro e sindacati

La Repubblica: Anonymous Italia contro il governo: le università nel mirino degli hacker

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Anonymous Italia contro il governo: le università nel mirino degli hacker

Diffusi nomi, email e password di amministratori e utenti di diverse istituzioni universitarie. L’operazione annunciata con un video su YouTube

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 29 Ottobre 2018

ANONYMOUS, il noto collettivo di hacker ha diffuso oggi nomi, email e password di amministratori e utenti di diverse istituzioni universitarie, tra cui la facoltà di Fisica a Roma, dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, dell’Università di Catanzaro e molte altre. L’operazione, annunciata qualche giorno fa con gli hashtag #FifthOfNovember e #OpBlackWeeklanciata, vede per la prima volta tre gruppi (o crew) in azione: quelle di Anonymous Italia, Lulz Security ITA e AntiSecurity ITA.
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La Repubblica: Attacco a Facebook, il giorno dopo: “Per precauzione cambiate subito la password”

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 29 Settembre 2018

ROMA – Il giorno dopo l’ennesimo attacco ai danni di Facebook – che ha messo a rischio i dati di 90 milioni di utenti (50 i milioni di account direttamente interessati da un furto di dati personali con altri 40 che lo sarebbero stati indirettamente) parlano i vertici della difesa informatica del social e, soprattutto, parlano gli esperti. Che analizzano la falla (“era sotto gli occhi di tutti”) e cercano di capire, per quanto possibile al momento, che impatto reale potrà avere questo attacco alla privacy degli iscritti.

Guy Rosen, vice presidente della gestione prodotto di Facebook, ha detto che la vulnerabilità del codice sfruttata per portare a termine l’attacco è già stata risolta e che la cosa è stata presa molto seriamente ma che “non è necessario cambiare la propria password” (anche se molti esperti la pensano diversamente), aggiungendo che “le persone che hanno problemi ad accedere di nuovo a Facebook, ad esempio perché l’hanno dimenticata, dovrebbero tuttavia visitare il nostro Centro assistenza”. Continua a leggere La Repubblica: Attacco a Facebook, il giorno dopo: “Per precauzione cambiate subito la password”

La Repubblica: Anonymous torna a colpire: dopo i sindacati hackerati ora i dati di militari in congedo

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Anonymous torna a colpire: dopo i sindacati hackerati ora i dati di militari in congedo

Il collettivo LulzSec Italia ha annunciato di aver trafugato e messo online decine e decine di indirizzi email di militari, probabilmente frutto di un attacco al sito dell’Unione nazionale degli ufficiali in congedo

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 16 Settembre 2018

PRIMA il mondo dell’istruzione, poi quello sindacale e adesso quello militare: gli Anonymous tornano a colpire  nel nostro Paese. Il collettivo LulzSec Italia ha annunciato di aver trafugato e messo online decine e decine di indirizzi email di militari, probabilmente frutto di un attacco al sito dell’Unuci, l’Unione nazionale degli ufficiali in congedo. Insieme agli indirizzi email di tenenti, colonnelli e generali l’area goliardica di Anonymous (Lulz sta per “divertimento”, Sec per “Security”) ha divulgato anche gli indirizzi delle singole abitazioni e il numero di tessera dei soci Unuci.

La diffusione della notizia è stata affidata a un tweet con uno slogan a effetto: “Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli. #Anonymous e #LulzSecITA sono qui per Voi”.
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