Libri: Viaggio nel futuro

Viaggio nel futuro

A cura di: Angelo Alù (autore)

Prefazione di Arturo Di Corinto e postfazione di Stefano Trumpy.

ISBN9788862722636

Ritorneremo alla normalità “pre-Covid” o stiamo per essere proiettati verso una nuova inedita era? Quale sarà l’impatto delle tecnologie sulla vita delle persone?

Nonostante un significativo incremento degli utenti di Internet ormai prossimo a raggiungere la soglia di 5 miliardi, resta critica la percentuale di “analfabetismo digitale” destinato a provocare nuove forme di povertà e discriminazione sociale. Il mercato digitale offrirà nuove opportunità occupazionali o aumenterà il tasso di disoccupazione? L’era tecnologica determinerà il definitivo crollo degli attuali sistemi democratici? L’Intelligenza Artificiale stravolgerà il progresso umano con l’avvento di Cyborg, robot e algoritmi predittivi in apprendimento automatico?

Poiché le (presunte) certezze di oggi potrebbero diventare i problemi di domani, sarà necessario applicare soluzioni totalmente diverse rispetto a quelle attuali per prepararsi al cambiamento nel modo più flessibile possibile cavalcando l’onda dell’innovazione digitale che farà comunque il suo corso. Soprattutto in un periodo di crisi, occorre fare tesoro di alcune indispensabili lezioni per l’immediato futuro.

© Copyright 2021 Bonfirraro Editore Via Viale Signore Ritrovato, 5 94012,  Barrafranca (EN). ISBN 9788862722636

L’IGF delle Nazioni Unite è finito. E ora che succede?

L’IGF delle Nazioni Unite è finito. E ora che succede?

ISOC Cafè

A conclusione dei lavori dell’Internet Governance Forum in corso in questi giorni in Polonia, Internet Society Italia, organizza – Martedì 21 Dicembre alle ore 18.00 – un’edizione speciale di ISOCaffè per discutere, secondo un approccio informale e dialogico, sulle prospettive del futuro ecosistema di Internet, anche alla luce di quanto emerso a Katowice.

Il dialogo sarà animato dalle riflessioni dei soci Arturo Di Corinto, Vittorio Bertola e Veronica Piccolo – che hanno preso parte direttamente e fisicamente alle attività – per discutere di quanto emerso in questa settimana e di quale sarà l’effettivo futuro della Rete!   

Chiaramente, l’invito di interazione è rivolto a tutti i soci che intenderanno condividere il proprio punto di vista.
Non vediamo l’ora di ritrovarci tutti insieme, anche perché ISOCaffè sarà l’ultima iniziativa del 2021, diretta a chiudere un anno intenso dedicato alla promozione della cultura digitale in vista di un 2022 ricco di iniziative, progetti e attività da realizzare!
La puntata sarà registrata e trasmessa in diretta streaming e in tempo reale da Internet Society Italia!
La partecipazione è gratuita e aperta a tutti. Per entrare in trasmissione o seguire la diretta basta cliccare nel seguente link: https://www.isoc.it/node/2624

Il crimine informatico e il brutto 2022 che ci aspetta

Il crimine informatico e il brutto 2022 che ci aspetta

Secondo le maggiori aziende mondiali di cybersecurity dobbiamo aspettarci attacchi ai pagamenti digitali, a vaccini e telemedicina, agli apparati industriali e agli sport online

di ARTURO DI CORINTO per ItalianTech/LaRepubblica del 12 Dicembre 2021

Dove ci sono dati, ci sono violazioni dei dati, poiché con più persone online, nascono nuove vulnerabilità: questa tesi, ripetuta più volte all’Internet governance Forum di Katowice (in Polonia), può apparire banale, ma non lo è se si tiene conto del fatto che anche se 3 miliardi di persone non hanno ancora accesso alla Rete, durante la pandemia il numero di utenti connessi online è aumentato di 800 milioni.

Platform workers protest at IGF2021

“It is common knowledge that authoritarian governments censor political and social content in Internet as much as they do in the traditional media. 
Mechanisms of online censorship include technical blocking of websites, search result removal, legal take-downs, and induced self-censorship. 
Against this background, the IGF defends democratic values that draw upon liberty”

That is why I gave the protesters in favour of platform worker’s rights who ask to ban advertising surveillance, the chance to be heard after they assaulted the stage during the High Level Leaders Panel I was moderating at the Igf conference of the UN in Katowice. The panel, “Creating sustainable value and inclusive society — the role of digital platforms” was meant to discuss freedom of expression, Internet shutdowns, child abuse, cyber-stalking, human rights online.

That’s why I take full responsibility for protecting them from arrest and for asking the technical stuff to stream online what was happening. 

At the end there were 800.000 registered online participants at the event and they had the right to know. 

As additional resource here is a link of a video posted on Twitter

Should have I stopped them? I don’t think so. Please comment.

Internauti di tutto il mondo, unitevi!

Internauti di tutto il mondo, unitevi!

Hacker’s Dictionary. L’Internet Governance Forum sbarca in Polonia. Cinque giorni di discussione per riaffermare la libertà e la neutralità di una rete al servizio di tutti

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 2 Dicembre 2021

Dal 6 al 10 dicembre si terrà in Polonia il 16esimo Internet Governance Forum globale (Igf). Gli oltre 1.000 speaker previsti, provenienti da 175 paesi, si ritroveranno a Katowice e online, per parlare di inclusione digitale, rispetto dei diritti umani, regolazione dei mercati, diritti dei consumatori, cambiamento climatico, e poi di cooperazione, fiducia e sicurezza online.

L’iniziativa è delle Nazioni Unite che decisero di avviarla dopo il World Summit di Tunisi nel 2005. All’epoca era già chiaro che Internet avrebbe trasformato ogni aspetto del vivere civile e la speranza di una sua eguale e inclusiva diffusione era molto alta.

L’Italia giocò dagli inizi un ruolo fondamentale nel favorire il percorso di discussione in cui l’Igf voleva coinvolgere tutti gli attori interessati, e cioè la società civile, le associazioni tecniche, gli esperti e gli organismi di certificazione insieme alle aziende di Tlc.

L’elenco di questi portatori d’interesse oggi si è allungato e i risultati degli incontri tenuti anche a livello nazionale in moltissimi paesi, sono sotto gli occhi di tutti.

Anche per chi non vede le differenze di un’Internet più moderna in quanto a protocolli, più resiliente rispetto agli attacchi cibernetici, e più inclusiva e rispettosa dei diritti delle donne, delle comunità discriminate e delle popolazioni marginali.

Nonostante il lavoro fatto all’Igf in questi anni, un vero e proprio «Parlamento di Internet», basato sulla discussione e sul consenso, molti problemi restano da affrontare.

Perciò quest’anno l’iniziativa delle Nazioni Unite dal titolo «Internet United» assume un valore fortemente simbolico di fronte all’autarchia di stati e Big Tech che la vogliono «cosa loro», per il potere regolatorio, di persuasione e di controllo che riescono ad esercitarvi.

E l’unica medicina a questa deriva ancora una volta sarà il dialogo e l’autorappresentazione della diversità, politica, religiosa e di genere, soprattutto di fronte alle sfide del nuovo autoritarismo digitale.

Lo spettro con cui confrontarsi è la così detta sovranità digitale, lo storytelling governativo che con la scusa di assicurare la stabilità sociale, la privacy o il libero mercato restringe il raggio dei comportamenti ammissibili in rete decidendo d’autorità di chiudere le porte a dissidenti, liberi pensatori e avvocati dei diritti umani.

Nel calderone degli shutdown, le interruzioni forzate delle rete in prossimità delle elezioni, della censura dei giornali online, e delle aggressioni manifeste dentro i social, si assottiglia infatti la libertà che Internet promuove e rappresenta.

L’Igf è l’occasione per discutere i limiti di governi e piattaforme e rendere protagonista chi la usa ogni giorno.

Nessuno dimentica infatti cosa è successo con la Brexit, l’elezione di Trump e lo scandalo di Cambridge Analytica, la sorveglianza di massa che gli Usa esercitano attraverso la rete, la manipolazione russa delle opinioni sui social, le incursioni cinesi e coreane nel cyberspace o la guerriglia cibernetica tra filo-israeliani e filo-palestinesi.

Ma Internet è una forza dirompente.

Se nei mercati nigeriani basta un’applicazione sul telefono che gira su Internet per fare la spesa al mercato, i movimenti di protesta in Russia si danno appuntamento via chat, i cittadini europei organizzano sui social le marce per il clima e i blogger filippini denunciano la violenza del governo Duterte.

Ci appare scontato, ma la continua richiesta di apertura e condivisione di chi partecipa all’Igf rappresentano il migliore risultato per un’Internet al servizio delle persone e non del profitto.

disclaimer: Arturo Di Corinto è moderatore all’IGF dello High Level Expert Panel sui temi dell’inclusione digitale e del ruolo delle piattaforme social

Chi comanda dentro Internet?

Chi comanda dentro Internet?

Hacker’s Dictionary. Dal 7 al 9 ottobre si celebra il forum italiano della governane di Internet, in Calabria. Perché non sia solo una passerella, i relatori dovranno parlare degli squilibri prodotti nella costruzione della più grande agorà pubblica della storia

Arturo Di Corinto per Il Manifesto del 8 Ottobre 2020

Internet è un sistema complesso: funziona solo grazie alla collaborazione di aziende, governi e associazioni professionali. Ma senza gli utenti non avrebbe nessun fascino.

È una risorsa scarsa, non tutti ce l’hanno, e ce ne accorgiamo, ad esempio, solo quando non possiamo fare lezioni a distanza.
Internet non è il Web con cui viene spesso confuso: Internet è la piattaforma, il Web è uno solo dei servizi che su essa emergono, anche se il più popolare tra gli utenti comuni.

La Repubblica: L’Internet governance forum delle polemiche. Giovani e politici assenti

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L’Internet governance forum delle polemiche. Giovani e politici assenti

Si è concluso l’incontro degli utenti della rete Internet al Politecnico di Torino. Molti i relatori, poco il pubblico, scarsa l’interazione. Ma i contenuti c’erano, dicono i partecipanti. Allora, perché?

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 1 Novembre 2019

LA POLITICA se ne disinteressa, i partecipanti sono pochi e, nonostante lo sforzo organizzativo, l’Internet Governance Forum Italia fa davvero fatica a decollare. Così a dispetto dell’importanza di governare la rete in senso orizzontale e partecipativo, gli ultimi due incontri per discuterne, alla Luiss di Roma e al Politecnico di Torino (finito ieri), hanno visto più relatori sul palco che pubblico in platea. Perché? Forse perché ci accorgiamo della sua importanza solo quando il wi-fi non funziona, ma anche per la difficoltà molto italiana di fare fronte comune nell’elaborare una strategia di lungo periodo nella governance della rete a causa di maggioranze ballerine e degli interessi di una politica impreparata ad affrontare fenomeni come fake news, hate speech e antisemitismo. È un po’ come il cambiamento climatico: si pensa all’immediato, quando va bene, piuttosto che al futuro delle giovani generazioni. Continua a leggere La Repubblica: L’Internet governance forum delle polemiche. Giovani e politici assenti

Convegno: LA CARTA DEI DIRITTI IN INTERNET

LA CARTA DEI DIRITTI IN INTERNET
Roma Camera dei Deputati

L’evento, organizzato da GenerazioneY e Internet Society Italia, ha approfondito i principi formalizzati nella Dichiarazione dei Diritti in Internet, approvata il 28 luglio 2015 dalla Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet, istituita il 28 luglio 2014 dalla Presidenza della Camera dei Deputati. In particolare, l’evento ha visto la partecipazione attiva di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, direttamente coinvolti nella pianificazione delle attività, per evidenziare la rilevanza attuale della Dichiarazione, mediante personali interventi dedicati all’analisi dei suoi 14 articoli. Ci scusiamo per la qualità dei video, che abbiamo registrato con un computer, tuttavia ci permettono di mantenere memoria degli interventi che hanno reso speciale l’evento.

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Il Fatto Quotidiano: Internet, dieci regole per far sopravvivere la Rete

Internet, dieci regole per far sopravvivere la Rete

di ARTURO DI CORINTO per IL Fatto Quotidiano del 26 Aprile 2016

Anno del signore 2018: Internet non è più libera. E potrebbe andare in pezzi.

La Russia ha bloccato Telegram. L’Iran conta di fare lo stesso. Gli Usa hanno bocciato la neutralità della Rete; la Francia vuole backdoor governative nei sistemi di messaggistica; Egitto e Sud Africa pianificano leggi censorie; l’Etiopia arresta e fa sparire un blogger autoctono; la Cina chiude gli account femministi sui social; israeliani e palestinesi si zittiscono online a vicenda e in Indonesia un milione di utenti cade nelle maglie di Cambridge Analytica. Che sta succedendo? Succede che Internet è il nuovo terreno di scontro di un mondo che si fa la guerra con bombe e armi chimiche ma anche usando virus, missili digitali, censura e arresti preventivi nel cyberspace.

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Libri: GIS WATCH 2017 – National and Regional Internet Governance Forum Initiatives (NRIs)

GIS WATCH 2017 – National and Regional Internet Governance Forum Initiatives (NRIs)

Authored by:

Arturo di Corinto
Giacomo Mazzone

Roberto Masotti

Website: http://www.eurovisioni.eu

Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Some rights reserved.
ISBN: 978-92-95102-83-5
APC-201711-CIPP-R-EN-P-273
ISBN: 978-92-95102-84-2
APC-201711-CIPP-R-EN-DIGITAL-27

National and Regional Internet Governance Forum Initiatives (NRIs) are now widely recognised as a vital element of the Internet Governance Forum (IGF) process. In fact, they are seen to be the key to the sustainability and ongoing evolution of collaborative, inclusive and multistakeholder approaches to internet policy development and implementation.

A total of 54 reports on NRIs are gathered in this year’s Global Information Society Watch (GISWatch). These include 40 country reports from contexts as diverse as the United States, the Democratic Republic of Congo, Bosnia and Herzegovina, Italy, Pakistan, the Republic of Korea and Colombia.

The country reports are rich in approach and style and highlight several challenges faced by activists organising and participating in national IGFs, including broadening stakeholder participation, capacity building, the unsettled role of governments, and impact.

Seven regional reports analyse the impact of regional IGFs, their evolution and challenges, and the risks they still need to take to shift governance to the next level, while seven thematic reports offer critical perspectives on NRIs as well as mapping initiatives globally

PS:Questo il link al rapporto globale: https://www.giswatch.org/2017-national-and-regional-interne…
Questo il link al rapporto italiano: https://www.giswatch.org/sit…/default/files/gw2017_italy.pdf

La Repubblica: Cybersicurezza, la comunità Internet vola in Messico su richiesta dell’Onu

la-repubblica-it-logoCybersicurezza, la comunità Internet vola in Messico su richiesta dell’Onu

Dal 6 al 9 dicembre a Guadalajara, per discutere di crescita e sviluppo sostenibili attraverso la rete. Ma l’Italia si presenta a ranghi ridotti

di ARTURO DI CORINTO per la Repubblica del 5 Dicembre 2016

CINQUANTA blocchi di Internet nel 2016, dal Brasile alla Turchia. 100 cause legali internazionali che coinvolgono Facebook, Google, Netflix eccetera. 900 mila router bloccati da un singolo attacco DdoS, in Germania. Migliaia di email sottratte col phishing ai democratici americani, milioni di telefonini compromessi, virus, malware, app infettate e conti digitali svuotati. Miliardi di utenti a rischio spamming, cyberbullismo e stalking online. Blogger arrestati, paesi isolati e cyberweapons puntati su aereoporti, dighe e ospedali. E 50 miliardi di tv, orologi, auto e frigoriferi intelligenti connessi alla rete entro il 2020. E’ proprio per questo che il prossimo forum della comunità Internet mondiale vedrà la sua undicesima edizione celebrarsi a Guadalajara in Messico dal 6 al 9 dicembre. Con un obiettivo: favorire una crescita inclusiva e sostenibile della rete e attraverso la rete, affrontandone i problemi più urgenti. Continua a leggere La Repubblica: Cybersicurezza, la comunità Internet vola in Messico su richiesta dell’Onu