La Repubblica: Sotto attacco i difensori dei diritti digitali in tutto il mondo

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Mentre i casi di Assange, Manning e Snowden sono ancora alla ribalta della cronaca, le persecuzioni giudiziarie e gli arresti indiscriminati colpiscono nel silenzio tanti altri attivisti per la privacy e la libertà d’espressione. Eccone alcune storie. Chi si batte in loro difesa

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 09 febbraio 2020

I paladini dei diritti digitali sono sotto attacco. Ad ogni latitudine. Mentre aumentano i casi di persecuzione giudiziaria nei confronti di difensori della privacy e ricercatori di cybersecurity, decine di ONG, attivisti, accademici ed esperti lanciano l’allarme. È lunga la lista delle minacce e degli attacchi di questi ultimi mesi, sia a livello giudiziario che informatico. Adesso le associazioni dicono basta ai lunghi processi nei confronti di Ola Bini in Ecuador, alle indagini e alle misure arbitrarie adottate contro Javier Smaldone in Argentina, a casi come quello di Alaa Abd El-Fattah in Egitto, Ahmed Mansoor negli Emirati Arabi Uniti e di molti altri attivisti digitali, che sono pericolosamente in crescita. Senza contare casi famosi come quelli dei whistleblower Julian Assange, Chelsea Manning, Edward Snowden e Jeremy Hammond che hanno già pagato a caro prezzo le loro denunce. Gli stessi relatori speciali sul diritto alla libertà di opinione e di espressione dell’organizzazione degli Stati americani e delle Nazioni Unite, tra i quali David Kaye, hanno manifestato preoccupazione per la detenzione e il perseguimento di difensori dei diritti digitali fino al caso più recente, quello di Ola Bini. Continua a leggere La Repubblica: Sotto attacco i difensori dei diritti digitali in tutto il mondo

Il Manifesto: Pugno d’acciaio contro i whistleblower

Pugno d’acciaio contro i whistleblower

Hacker’s Dictionary. La violenza dello stato esercitata contro chi ne denuncia i crimini può essere feroce. Come quella verso gli hacker e whistleblower Edward Snowden, Julian Assange, Chelsea Manning, Jeremy Hammond, Ola Bini e tanti altri. Ma in Italia si apre uno spiraglio

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 19 Settembre 2019

Edward Snowden è stato nuovamente denunciato dagli Stati uniti.Il motivo? Non avrebbe rispettato gli accordi di non divulgazione nella realizzazione del suo libro Errore di Sistema. In aggiunta, il whistleblower riparato in Russia, è accusato dal Dipartimento di Giustizia di aver tenuto interventi pubblici su questioni legate alle agenzie per cui lavorava senza autorizzazione. Gli Usa aspettano di processarlo per aver svelato il loro sistema di sorveglianza globale elettronica, Prism.

Julian Assange invece, co-fondatore di Wikileaks, rimarrà in prigione perché secondo il giudice potrebbe scappare. Continua a leggere Il Manifesto: Pugno d’acciaio contro i whistleblower

La Repubblica: I cinque mesi da incubo dell’hacker che difende i diritti umani

OLA BINI è un attivista svedese per i diritti umani che vive in Ecuador dal 2013 dove lavora allo sviluppo di software di sicurezza. Difendendo il diritto alla privacy con il suo lavoro, ha permesso a giornalisti e attivisti di condividere informazioni e raccogliere prove in modo sicuro evitando la sorveglianza illegale dei governi. Ola Bini è stato arrestato ad aprile. Accusato di violazione di sistemi informatici e cospirazione, è stato detenuto ingiustamente e adesso, a indagine quasi conclusa e senza prove, accusato di altri reati imprecisati. Continua a leggere La Repubblica: I cinque mesi da incubo dell’hacker che difende i diritti umani