Il Manifesto: Pugno d’acciaio contro i whistleblower

Pugno d’acciaio contro i whistleblower

Hacker’s Dictionary. La violenza dello stato esercitata contro chi ne denuncia i crimini può essere feroce. Come quella verso gli hacker e whistleblower Edward Snowden, Julian Assange, Chelsea Manning, Jeremy Hammond, Ola Bini e tanti altri. Ma in Italia si apre uno spiraglio

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 19 Settembre 2019

Edward Snowden è stato nuovamente denunciato dagli Stati uniti.Il motivo? Non avrebbe rispettato gli accordi di non divulgazione nella realizzazione del suo libro Errore di Sistema. In aggiunta, il whistleblower riparato in Russia, è accusato dal Dipartimento di Giustizia di aver tenuto interventi pubblici su questioni legate alle agenzie per cui lavorava senza autorizzazione. Gli Usa aspettano di processarlo per aver svelato il loro sistema di sorveglianza globale elettronica, Prism.

Julian Assange invece, co-fondatore di Wikileaks, rimarrà in prigione perché secondo il giudice potrebbe scappare. Continua »

Il Manifesto: Se cerchi la libertà la cyber-sorveglianza ti riguarda

Se cerchi la libertà la cyber-sorveglianza ti riguarda

Hacker’s Dictionary. Da Assange a Khashoggi passando per le donne saudite ecco come i governi violano i diritti umani di chi fa informazione online

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 6 Dicembre

Secondo Turchia e Stati Uniti il giornalista arabo saudita Jamal Khashoggi è stato trucidato all’interno del suo consolato ad Istanbul per ordine della monarchia di Riyad. Il giornalista voleva lanciare un movimento online per denunciare gli abusi del principe ereditario Mohammed bin Salman ma fu scoperto grazie a un software spia dell’azienda israeliana Nso group.

O almeno questo è quello che sostiene il suo collega e amico Omar Abdulaziz. E la stessa tesi è stata sostenuta anche da Snowden in un convegno del mese scorso. La notizia, riportata dal Corriere della Sera, è stata smentita dalla stessa azienda sul Times of Israel che ha più volte denunciato lo strapotere delle imprese israeliane di cybersecurity sotto controllo governativo. Continua »

Il Manifesto: Antisemitismo ed hate speech, un vizio «social»

Antisemitismo ed hate speech, un vizio «social»

Hacker’s Dictionary. Le piattaforme social non hanno ideologia se non quella del mercato. Non conta chi sei o come la pensi, contano i numeri che fai – like, fan, follower – insieme alla capacità di spesa nota dall’incrocio di fattori e informazioni anche esterne alla piattaforma. Per questo motivo le policies dei social mettono meno vincoli possibili al comportamento degli utenti, spesso sotto la bandiera di una presunta libertà d’espressione

di ARTURO DI CORINTO per Il manifesto del 8 Novembre 2018

“The Intercept”, il giornale online fondato da Glenn Greenwald, Laura Poitras e Jeremy Scahill, ha dimostrato che Facebook vendeva pubblicità razziste e antisemite ai suoi utenti. Proprio nei giorni del massacro alla sinagoga di Pittsburgh. L’autore dell’omicidio di 11 persone era convinto dell’esistenza di un complotto per decimare la «razza bianca», noto come «White genocide». Si tratta di una teoria complottista secondo la quale «i negri» cospirerebbero per cacciare i bianchi dalle loro terre. Continua »

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