Cambridge Analytica sembra non aver insegnato niente a Facebook. All’indomani dell’annuncio del nuovo logo colorato per identificare l’intera azienda e i suoi prodotti come WhatsApp, Instagram e Messenger, il social ha dovuto ammettere un nuovo grave incidente di sicurezza. In un blog post sul sito del gruppo Konstantinos Papamiltiadis, direttore del programma per gli sviluppatori di Facebook ha ammesso che circa cento sviluppatori di app potrebbero “aver erroneamente avuto accesso ai dati dei propri utenti in determinati gruppi di Facebook, inclusi i loro nomi e le foto del profilo”. Gli sviluppatori coinvolti si occuperebbero di programmare le app di gestione per social media e streaming video che consentono agli amministratori di gestire i propri gruppi in modo più efficace e aiutare i membri a condividerne i video stessi.

“Gli accertamenti sono ancora in corso” ha dichiarato Papamiltiadis, ma ha dovuto ammettere che nonostante Facebook avesse già apportato alcune limitazioni nelle policy di condivisione dei dati con gli sviluppatori esterni proprio dopo la rivelazione dello scandalo Cambridge Analytica del 2018 – raccogliendo in maniera illegittima i dati di 87 milioni di utenti -, questi stessi sviluppatori hanno mantenuto “la possibilità di accedere alle informazioni sui membri dei gruppi più a lungo di quanto l’azienda intendesse”.

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La società ha assicurato ai suoi utenti di aver bloccato tutti gli accessi non autorizzati ai dati e di non aver trovato prove evidenti di abusi però non ha rivelato il numero totale di utenti interessati e se i dati accessibili agli sviluppatori di app riguardassero anche altre informazioni oltre ai nomi e alle immagini del profilo.

“Sebbene non abbiamo riscontrato alcuna prova di abuso, chiederemo loro di eliminare tutti i dati dei membri che potrebbero aver conservato e condurremo delle indagini per confermare che sono stati eliminati”, ha dichiarato la società, aggiungendo che “almeno 11 partner hanno effettuato l’accesso al gruppo informazioni sui membri negli ultimi 60 giorni”.

Proprio nel luglio scorso Facebook aveva accettato di pagare una multa di 5 miliardi di dollari a titolo di accordo con la Federal Trade Commission (FTC) per la truffa di Cambridge Analytica e aveva anche accettato un accordo di 20 anni con la FTC per l’elaborazione di nuove linee guida sulla gestione della privacy dei propri utenti.