La Repubblica: Twitter blocca gli hacker italiani, LulzSec e Anonymous: “Censura senza spiegazioni”

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Twitter blocca gli hacker italiani, LulzSec e Anonymous: “Censura senza spiegazioni”

Le ipotesi sullo stop alla presenza degli ‘anons’ italiani sul social, tra minacce e cyber incursioni

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 2 luglio 2020

E così alla fine li hanno bloccati. Twitter ha chiuso i profili italiani di LulzSec e di Anonymous, gli hacker attivisti responsabili degli attacchi informatici contro il San Raffaele, la Camera di Commercio di Roma, l’Agid, il consorzio pubblico Asmenet e una serie di università, tutte in Italia. Ma non hanno ‘cacciato’ solo loro. Quasi contemporaneamente Twitter ha bloccato il profilo di un altro gruppo di hacker attivisti, @DDoSecrets, che si candida a raccogliere il testimone di Wikileaks ora che la sua cyber-star, Julian Assange, incarcerato a Londra, sembra non interessare neanche più i giornali. Avevano appena divulgato 269 giga di materiale informatico relativo a oltre 200 organizzazioni di polizia, una delle maggiori operazioni di vigilantismo informatico degli ultimi anni.

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Articolo21: Trump ordina: ritirate l’immunità a Twitter

Trump ordina: ritirate l’immunità a Twitter

di ARTURO DI CORINTO per Articolo21 del 29 Maggio 2020

È violento nei modi, aggressivo nei toni, e dice bugie a ripetizione. Comanda l’esercito più potente al mondo e si ritiene al di sopra della legge. Oggi ha scoperto che i social network non sono bacheche elettroniche ma fornitori di contenuti, “media outlets” che influenzano i comportamenti di tutti, e che non sono sempre “fair”, cioè equilibrati e onesti. Per questo ha deciso di limitarne l’immunità legale finora garantitagli per esercitare il soft power americano. Parliamo di Donald Trump e della contesa nata su Twitter a proposito dell’oscuramento, non cancellazione, badate bene, di un suo tweet che minaccia l’uso della forza nella Minneapolis in rivolta per l’ennesimo, immotivato omicidio, di un cittadino afroamericano, George Floyd. Ma che dice esattamente il Tweet oscurato? Continua a leggere Articolo21: Trump ordina: ritirate l’immunità a Twitter

Il Manifesto: Webeti, cyberbulli e politici arroganti, l’Italia in rete

Webeti, cyberbulli e politici arroganti, l’Italia in rete

Hacker’s Dictionary. Aggressioni verbali e minacce nei social, quando si scambia la libertà d’espressione con la libertà d’insulto

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 27 Dicembre 2018

Dopo Jamal Khashoggi un altro giornalista saudita, Turki Bin Abdul Aziz Al-Jasser, è morto. Rintracciato dal suo account anonimo su Twitter, era stato torturato per aver denunciato le violazioni dei diritti umani in Arabia Saudita.

Nei paesi autoritari si muore per potersi esprimere, in quelli democratici si abusa della libertà d’espressione.

In Italia aumenta ogni giorno il numero di chi si rende colpevole di fenomeni di cyberbullismo, cyberstalking, hate speech, revenge porn. Solo nel 2017 i casi conclamati di cyberbullismo sono stati 354. Pochi giorni fa i reati degli aguzzini di Carolina Picchio, quattordicenne suicidatasi per le offese ricevute sui social dopo la diffusione di un video imbarazzante, sono stati dichiarati estinti.

La legge del 2017 sul cyberbullismo, gli interventi del Garante per la privacy, le campagne di comunicazione non sembrano bastare. I social network continuano a calamitare la rabbia e l’aggressività repressa di chi si sente defraudato di qualcosa da qualcuno. I bersagli preferiti rimangono i politici, i professori, i giornalisti, chiunque incarni l’autorità o una presunta élite. Continua a leggere Il Manifesto: Webeti, cyberbulli e politici arroganti, l’Italia in rete

AGI: Perché mi sono staccato dai social e ho buttato le app

Perché mi sono staccato dai social e ho buttato le app

I social media sono diventati strumenti, teatro e spazio di conflitto tra poteri che lottano per la nostra attenzione e manipolano le nostre percezioni. Un obiettivo politico che è ingegnerizzato nel funzionamento stesso degli strumenti digitali per trasformare consumatori ed elettori in polli da batteria

di ARTURO DI CORINTO per AGI del 26 Ottobre 2018

Sono certo che tutti quelli che leggono quest’articolo hanno degli ottimi motivi per non farlo, ma io ho deciso da tempo di cancellare il mio account Facebook, congelare LinkedIn e Instagram, rimuovere WhatsApp e ridurre l’uso di Gmail.

Ognuna di queste mosse ha un significato specifico per me, ma nondimeno ci sono degli elementi comuni a ognuna di queste decisioni, la prima è impegnare meglio il mio tempo. Come? Leggendo articoli approfonditi, libri su argomenti scientifici, passeggiare e parlare con la gente al bar, in piazza, in libreria. L’ho fatto insomma per bilanciare meglio la mia vita analogica con quella digitale che, nella fusione delle due realtà nell’onlife, ha preso il sopravvento. Provo a spiegare perché. Continua a leggere AGI: Perché mi sono staccato dai social e ho buttato le app

Il Manifesto: Analfabeti e iperconnessi: la democrazia a rischio social

Analfabeti e iperconnessi: la democrazia a rischio social

Hacker’s dictionary. Le persone sono sempre meno capaci di distinguere le notizie vere da quelle false, si distraggono continuamente, tendono a rinchiudersi in una comfort zone dove sanno che le loro idee non saranno verificate

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 18 Ottobre 2018

Nel prossimo futuro forse guarderemo agli utenti dei social media come oggi guardiamo i fumatori, persone che sanno di fare qualcosa di sbagliato eppure continuano a farlo. A pensarci bene il momento potrebbe non essere troppo lontano.

È stato proprio il caso Cambridge Analytica ad aver scoperchiato il vaso di pandora della dipendenza da social: sappiamo che i dati conferiti vengono usati per creare una platea di potenziali acquirenti per gli investitori pubblicitari, renderci docili consumatori, conoscere i nostri gusti politici e orientarli a colpi di fake news, slogan e black advertising, ma continuiamo a regalargli preziose informazioni sotto forma di tag, like, link, foto, video e messaggi. In realtà siamo già alla fase due: i nostri dati vengono usati per allenare le intelligenze artificiali che tra poco prenderanno il nostro posto nei compiti intellettuali dopo aver già sostituito tornitori, magazzinieri e autisti. Continua a leggere Il Manifesto: Analfabeti e iperconnessi: la democrazia a rischio social

Il Manifesto: Le credenze sono più pericolose degli hacker russi

Le credenze sono più pericolose degli hacker russi

Hacker’s dictionary. Bufale e chatbots, sono diventati il perno di campagne di disinformazione per influenzare gli orientamenti degli elettori e dei decisori pubblici. La fake society è già qui

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 23 Agosto 2018

Tre giorni fa l’allarme di Microsoft attraverso il New York Times di un nuovo Russiagate in prossimità delle elezioni di Midterm negli Usa, poi la notizia delle espulsioni di profili fasulli da Facebook e Twitter: la minaccia alle democrazie occidentali sembra passare dal web. Continua a leggere Il Manifesto: Le credenze sono più pericolose degli hacker russi

Il Manifesto: Come ti scopro la Botnet su Twitter

Come ti scopro la Botnet su Twitter

Hacker’s Dictionary. Come si può influenzare la narrazione di eventi in corso via Internet e usando software che si comprano per pochi euro nel Dark Web

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 9 Agosto 2018

È certamente possibile influenzare la narrazione di eventi in corso. Se ancora oggi viene fatto attraverso i titoloni dei giornali e le veline televisive la novità è che si può fare anche via Internet senza ricorrere a persone in carne ed ossa, ma usando software che si comprano per pochi euro nel Dark Web e che i più esperti possono programmare da soli. Continua a leggere Il Manifesto: Come ti scopro la Botnet su Twitter

Il Manifesto: Se sei indignato clicca qui Hacker’s dictionary

C come clicktivism, l’attivismo del click.

Adesso che con Cambridge Analytica abbiamo scoperto che i nostri click su Facebook possono essere usati per manipolare le tendenze di voto è ora di capire che è anche colpa nostra.

Il clicktivism è la versione social dell’attivismo da tastiera, quell’attitudine che ci aveva fatti sentire partecipi e sostenitori delle Primavere arabe e che ancora oggi ci aiutano a metterci in pace con le ingiustizie del mondo.

Il Polo Nord è inquinato? Clicca qui. Sei indignato? Clicca qua. Continua a leggere Il Manifesto: Se sei indignato clicca qui Hacker’s dictionary

Cybersecurity: Amnesty International, Unicef, Starbucks, Italo treno attaccati via Twitter da hacker turchi pro-Erdogan

Amnesty International, Unicef, Starbucks, Italo treno attaccati via Twitter da hacker turchi pro-Erdogan

Francia, Inghilterra, Usa, Olanda e Italia attaccati via Twitter Counter, il commento di Kaspersky Lab Italia e i consigli per proteggere l’account.

Arturo Di Corinto per Cybersecurity 15 marzo 2017

Nel volgere di pochi minuti una serie di account Twitter di importanti aziende e istituzioni in Francia, Inghilterra, Usa, Olanda e Italia sono stati sequestrati da hacker pro-Erdogan. L’attacco si è concretizzato con la publicazione dello stesso tweet in turco contenenti hashtag riferiti al nazismo, #Nazialmanya e #Nazihollanda, una svastica e un video del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.

Nel tweet, cancellato quasi subito da tutti gli account hackerati campariva una scritta “ci vediamo il 16 aprile” con riferimento alla data del referendum costituzionale che potrebbe rafforzare i poteri del presidente trasformando il paese in una repubblica presidenziale.

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