Fondazione

World summit on information Society: un “Summit di soluzioni?”

Arturo Di Corinto
per la rivista Fondazione
Dicembre 2005

Che la rivoluzione digitale abbia cambiato il modo in cui la gente pensa, lavora, guadagna o si diverte è ormai una consapevolezza comune. La digitalizzazione delle reti e dei contenuti ha creato nuove industrie, aperto nuovi mercati, favorito un nuovo rapporto fra governanti e governati e determinato nuove modalità di organizzazione sociale e divisione del lavoro. Cambiamenti che vanno oggi sotto il nome di Società dell’Informazione, termine passepartout usato per indicare il ruolo sempre più rilevante che l’informazione e la comunicazione assumono negli scenari sociali, economici e politici globali. Tuttavia, queste trasformazioni che hanno mutato radicalmente il mondo della ricerca, dell’istruzione, del commercio, dei media, dell’industria culturale e dell’intrattenimento, non hanno creato solo nuove ricchezze, ma anche grandi povertà, contribuendo a ridisegnare gli equilibri geopolitici mondiali. Per questo, a fronte di tali macrospici cambiamenti le Nazioni Unite hanno deciso di convocare un Summit mondiale sulla società dell’informazione (WSIS) – http://www.itu.int/wsis – in modo da promuoverne “una visione condivisa e inclusiva” affrontando i due temi più importanti dell’era informazionale: la governance di Internet e il digital divide. Cioè da un lato la gestione di quegli aspetti della rete che necessitano di una visione globale, come la protezione della privacy, la “proprietà intellettuale”, lo spamming, il crimine informatico, la sicurezza e la stabilità della rete; dall’altro la disparità di accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione che scava il divario fra gli inforicchi e gli infopoveri del villaggio globale. Continua »

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