Quando c’è una guerra, la prima vittima è la verità.
Come scriveva Lao Tzu nel V secolo avanti Cristo, l’inganno in una guerra può determinare un vantaggio strategico e, forse, vincere senza combattere. Indurre in errore un avversario, sottrargli dati e informazioni, manipolare le sue percezioni per fargli fare scelte sbagliate è alla base di ogni conflitto, variamente declinato.
Ma è solo di recente che la produzione industriale di bufale è diventata tanto pericolosa da colpire prima i civili e solo dopo i militari. Ed è solo da quando esiste il web che i servizi segreti hanno incominciato a unire la disinformazione tradizionale con l’hack and leak, la sottrazione di informazioni e la loro divulgazione controllata attraverso i siti web e poi i mezzi a stampa.
Nel 2014 i servizi segreti russi si sono infilati nella posta elettronica di alcuni diplomatici occidentali per depositarvi all’interno finte prove di una cospirazione angloamericana per fare cadere il governo ucraino di Petro Poroshenko.
Come ci si difende dalla disinformazione? E, viceversa, come si proteggono le fonti, si verificano i fatti e si tutela chi li racconta? In un’epoca di inganni, i giornalisti che per mestiere raccontano i conflitti grandi e piccoli sono bersaglio di spioni e sabotatori, cricche di potere e investigatori digitali.
Il Manualetto di sicurezza digitale per giornalisti e attivisti parla di questo, di come imparare a proteggersi senza aspettare che lo faccia qualcun altro, di come avere una buona manutenzione dei propri dispositivi digitali fino all’impiego oculato della posta elettronica e agli strumenti di crittografia contro le intrusioni indesiderate.
Realizzato da un gruppo di giornalisti riuniti intorno al progetto di Guerre di Rete capitanato da Carola Frediani, il manualetto, in versione .pdf, e-book ed e-reader, è di agile e semplice lettura, ricco di argomenti, gratuito, e senza la pretesa di essere esaustivo. Un primo passo per lavorare in serenità, nel rispetto delle regole deontologiche.
Quanto alla qualità del giornalismo, beh, quella non può essere garantita dai manuali, dipende dall’onestà intellettuale di chi lo fa e dalla libertà che ti è concessa dai limiti e dai vincoli di una professione sempre più necessaria.

