Appello internazionale per il Valle “Italian Style” must continue their experimentation! “

Posted: 11 Jul 2014 10:57 AM PDT

The commons “Italian Style” must continue their experimentation! An International Call to protect the Teatro Valle Foundation from Eviction!!

Since June 14 2011, a community of artists and militants has transformed the Teatro Valle, the oldest and most prestigious in Rome, then at high risk of privatization, into the “Teatro Valle Occupato”, one of the most advanced experiments of merger between political struggle and performing arts in the current world. A trust-like legal entity, the “Fondazione Teatro Valle Bene Comune” was created in the interest of future generations, with a membership of almost 6.000 people by a genuinely new process of cooperation between some well-known jurists and the Assembly of the occupants. While a notary has recognized the Foundation, the Prefect of Rome has denied its moral personality on the assumption that possession was not a sufficient title on the Valle premises.

Nevertheless, in three years the occupation, though formally never authorized, has succeeded in becoming a new institution of the commons, studied by scholars worldwide and the object of many publications. Because no authority in Rome has ever asked the occupants to leave and the municipality has paid the energy bill (roughly 90.000 Euros per year), it would be difficult to deny that the occupation was largely tolerated (even by the previous post-fascist major). Certainly the occupants have taken very good care of the ancient Theater, including paying for small renovations, and have generated three years of exceptionally interesting shows, performances, meeting, educational programs that the population could attend on the basis of a donation system according to the possibilities of each one. The Valle experience has also inspired similar actions to protect theaters and public spaces through Italy; it is promoting a nation-wide experiment of codification of commons institutions involving some twenty of the leading academic lawyers in Italy; it has produced its own shows performed Europe-wide and has attracted to the Valle some of the best-known artists and intellectuals in Europe.

The European Cultural Foundation, among others has granted the prestigious Princess Margritt Award to the Teatro Valle and the ZKM of Karlsruhe has devoted to that experience a stand in a recent major International exhibition on social movements worldwide.

After the European Elections last May, possibly as a consequence of an ill-conceived legalistic stance by the new Government, early negotiations to settle the dispute concerning the title to the Theater have been suddenly terminated as the Assessor of Rome responsible for culture in Rome has been removed and not replaced. As a reply to the Foundation request to resume negotiations, the new major of Rome, a member of the ruling Democratic Party and a well-known academic doctor, has released two days ago a statement asking the occupants to leave, threatening police intervention and proposing a public auction to privatize the management of the space.

This cannot happen! The city of Rome, as a cultural center of the world deserves a better solution to the Valle issue. We strongly plea the Italian political authorities to look for a method which facilitates rather than repressing institutional and cultural experiments to run the commons.

Salvatore Settis, Accademia Nazionale dei Lincei

Ugo Mattei, Professor, The University of California, Hastings and Università di Torino

David Harvey, Author and Distinguished Professor at the Graduate Center of the City University of New York

Slavoj Zizek, international director of the Birkbeck Institute for the Humanities

Étienne Balibar, Distinguished Professor of French & Italian and Comparative Literature at the University of California Irvine

Tomaso Montanari, Università degli studi di Napoli Federico II

Michael Hardt, Professor of Political Literature at the European Graduate School in Saas-Fee, Switzerland

Fabrizio Tamburini, Astrophysicist

Costas Douzinas, Professor of Law, Pro-Vice Master for International Links and Director of the Birkbeck Institute for the Humanities

Peter Weibel, CEO ZKM || Center for Arts and media

Freddy Grunert, Curator, Secretary general SEJF Foundation

Sasa Dobricic, Professor University Nova Gorica (UNG and ETCAEH Program)

Lynn Hershman, Artist and filmmaker, Distinguished Director at The New School , New York

Clemens V. Wedermeyer, Artist

David Bollier, Author of “Think Like a commoner”, University of Southern California

Tom Kerns, PhD, Executive Director, Environment and Human Rights Advisory

Sandro Mezzadra, Università di Bologna

Penelope Simons, University of Ottawa

Anna Grear, University of Waikato, New Zealand.

Burns H Weston, Bessie Dutton Murray Distinguished Professor of Law Emeritus Senior Scholar & Founder, UI Center for Human Rights (UICHR)

Aled Dilwyn, Norwegian Centre for Human Rights University of Oslo

Upendra Baxi, Emeritus Professor of Law University of Warwick

Donald K. Anton, Professor of Law Chair, The ANU Press Editorial Board (Law)

 

Appello per il Valle: «L’esperienza italiana, nata nel 2011, è l’esempio di come si trasforma un prestigioso teatro in un bene comune»

Dal 14 giu­gno 2011, una comu­nità di arti­sti e mili­tanti ha tra­sfor­mato il Tea­tro Valle, il più antico e pre­sti­gioso tea­tro di Roma che rischiava di essere pri­va­tiz­zato, in uno dei più avan­zati espe­ri­menti di fusione tra la lotta poli­tica e le arti per­for­ma­tive nel mondo attuale. Nell’interesse delle gene­ra­zioni future è stata creata un’entità giu­ri­dica deno­mi­nata “Fon­da­zione tea­tro Valle Bene Comune” che ha rac­colto l’adesione di quasi 6 mila per­sone. È stato il frutto di un nuovo e genuino pro­cesso di coo­pe­ra­zione tra alcuni giu­ri­sti molto noti e l’assemblea degli occu­panti. Un notaio ha rico­no­sciuto l’esistenza della Fon­da­zione, men­tre il Pre­fetto di Roma ne ha negato la per­so­na­lità giu­ri­dica soste­nendo che il pos­sesso della strut­tura non è un titolo suf­fi­ciente per avviare la Fondazione.

Tut­ta­via, nei tre anni di occu­pa­zione, mai for­mal­mente auto­riz­zati, il Valle è riu­scito a diven­tare una nuova isti­tu­zione del Comune, stu­diata in tutto il mondo e oggetto di nume­rose pub­bli­ca­zioni. Nes­suna auto­rità a Roma ha mai chie­sto agli occu­panti di lasciare e il tea­tro, men­tre la muni­ci­pa­lità ha pagato le bol­lette della cor­rente elet­trica, 90 mila euro all’anno, oggi è dif­fi­cile negare che l’occupazione è stata lar­ga­mente tol­le­rata per­sino dal pre­ce­dente sin­daco post-fascista. Cer­ta­mente gli occu­panti hanno pre­stato grande cura per l’antico tea­tro, hanno rac­colto fondi per pic­coli restauri e hanno gene­rato in tre anni spet­ta­coli di ecce­zio­nale inte­resse, per­for­mance, assem­blee, pro­grammi edu­ca­tivi ai quali la popo­la­zione ha avuto accesso attra­verso un sistema di dona­zione basata sulle pos­si­bi­lità di ciascuno. L’esperienza del Valle ha anche ispi­rato azioni simili mirate alla pro­te­zione dei tea­tri e degli spazi pub­blici in tutta Ita­lia e sta pro­muo­vendo in tutto il paese espe­rienze di codi­fi­ca­zione delle isti­tu­zioni del comune che coin­vol­gono una ven­tina tra i mag­giori giu­ri­sti ita­liani. Il Valle ha pro­dotto spet­ta­coli in scena in tutta Europa e ha attratto molti arti­sti e intel­let­tuali europei.

La Euro­pean Cul­tu­ral Foun­da­tion, tra gli altri, ha asse­gnato al Valle il pre­sti­gioso pre­mio Prin­cess Mar­gritt Award to the Tea­tro Valle, men­tre il Zen­trum fur Kunst und Medien­technologie (ZKM) di Kar­srhue ha dedi­cato a que­sta espe­rienza uno spa­zio in una recente mostra inter­na­zio­nale dedi­cata ai movi­menti sociali nel mondo.

Dopo le ele­zioni euro­pee dello scorso mag­gio, forse come con­se­guenza di una malin­tesa istanza lega­li­stica det­tata dal nuovo governo, i primi nego­ziati per risol­vere il con­flitto sulla tito­la­rità del tea­tro sono stati improv­vi­sa­mente inter­rotti quando l’assessore alla cul­tura della città di Roma si è dimessa senza essere ancora sosti­tuita. Come rispo­sta alla richie­sta della Fon­da­zione di ripren­dere i nego­ziati, il nuovo sin­daco di Roma, un mem­bro del par­tito Demo­cra­tico e noto chi­rurgo, ha rila­sciato alcuni giorni fa una dichia­ra­zione in cui chiede agli occu­panti di lasciare il tea­tro, minac­ciando l’intervento della poli­zia e ha pro­po­sto un bando pub­blico per pri­va­tiz­zare la gestione dello spazio.

Que­sto non può acca­dere! La città di Roma, come cen­tro cul­tu­rale mon­diale merita una rispo­sta migliore alle istanze poste dal Valle. Rivol­giamo un forte appello alle auto­rità poli­ti­che ita­liane per cer­care un metodo che faci­liti, e non repri­mano, gli espe­ri­menti isti­tu­zio­nali e cul­tu­rali nella gestione dei beni comuni.

Ugo Mat­tei, Uni­ver­sità di cali­fo­ria, Hastings e Torino

Sal­va­tore Set­tis, Acca­de­mia Nazio­nale dei Lin­cei

David Har­vey, Gra­duate Cen­ter of the City Uni­ver­sity New York

Sla­voj Zizek, Bir­k­beck Insti­tute for the Huma­ni­ties

Étienne Bali­bar, Uni­ver­sity Cali­for­nia Irvine

Michael Hardt, Euro­pean Gra­duate School Saas-Fee, Sviz­zera

Costas Dou­zi­nas, Bir­k­beck Insti­tute for the Huma­ni­ties

Peter Wei­bel, arti­sta Zkm

Freddy Gru­nert, arti­sta

Sasa Dobri­cic, arti­sta

Lynn Hersh­man, arti­sta

Cle­mens V. Weder­meyer, arti­sta, David Bol­lier, Uni­ver­sità della Cali­for­nia del Sud

Tom Kerns, con­si­gliere dei diritti umani e ambien­tali

San­dro Mez­za­dra, Uni­ver­sità di Bolo­gna

Tomaso Mon­ta­nari, Uni­ver­sità degli studi di Napoli Fede­rico II

Pene­lope Simons, uni­ver­sità di Ottawa

Anna Grear, Uni­ver­sità di Wai­kato, Nuova Zelanda

Burns H Weston, Uni­ver­sità dell’Iowa, Stati Uniti

Aled Dilwyn, Uni­ver­sità di Oslo; Uni­ver­sità di War­wick

Donald K. Anton, Uni­ver­sità nazio­nale australiana

Fabrizio Tamburini, Astrofisico