1. iPhone blocca completamente il free software. Gli sviluppatori devono pagare una tassa a Apple, la sola autorità in grado di decidere cosa possa funzionare sul telefono;
2. iPhone sostiene e supporta la tecnologia Digital Restrictions Management(DRM);
3. iPhone fornisce modi per tracciare i comportamenti degli utenti senza informarli;
4. iPhone non permette di leggere formati DRM-free come Ogg Vorbis e Theora;
5. iPhone non è l’unica opzione. Ci sono alternative migliori come Freerunner che rispettano la libertà degli utenti, non spiano, permettono di leggere formati liberi, e consentono di usare software libero.
6. l’iphone non ha l’inoltro degli sms
7. l’iphone non supporta gli mms
8. l’iphone non ha flash, puoi vedere youtube su un particolare programma, ma tutto il resto, nulla
9. l’iphone non ha neppure java (forse lo avrà, forse no…)
10. per navigare devi farti un abbonamento che costa come la rata di un’automobile

…. e gli altri motivi

Dal Corriere della Sera

Ecco FreeRunner, l’iPhone open-source

Ha funzionalità simili a quelle del melafonino ma costa meno e offre più libertà

Si chiama FreeRunner ed è arrivato quasi in contemporanea con il tanto
atteso iPhone. Come nel caso del dispositivo di casa Apple, non si
tratta di un semplice cellulare, ma di un vero e proprio computer
portatile con cui telefonare e navigare in piena libertà. Magari
spendendo meno e utilizzando i programmi gratuiti messi a disposizione
dalle comunità open-source.

FUNZIONALITA’ AVANZATE – In quanto a caratteristiche tecniche,
FreeRunner non ha niente da invidiare ai telefonini più sofisticati:
supporta la rete 3G, il collegamento Wi-Fi e il GPS; il display è
sensibile al tocco e abbastanza grande per navigare senza torturare
gli occhi; la memoria può essere espansa a proprio piacimento
attraverso le schede SD. Non ha le curve stilose dell’iPhone, ma il
design è comunque accattivante anche per gli utenti più esigenti. Il
tutto è offerto a un prezzo (320 euro) decisamente inferiore a quello
del melafonino che, nella versione sbloccata, in Italia non costa meno
di 500 euro.

TUTTO APERTO E MODIFICABILE – Il vero punto di forza di FreeRunner non
è tanto il prezzo o le funzionalità di base, quanto la totale apertura
che lo caratterizza. L’azienda produttrice non ha brevettato nessuna
componente. Anzi, fin dall’inizio ha invitato sviluppatori e designer
a modificarlo a proprio piacimento. E così, una volta acquistato il
telefono, si può attingere a tutti i software gratuiti per cellulare
realizzati dalle comunità open-source. Stesso discorso per il design:
chiunque può prendere spunto dalle sue forme per creare nuovi
dispositivi. Un approccio che si situa all’estremo opposto della
filosofia Apple, che invece tende a blindare i propri prodotti ed
evitare che vengano apportate modifiche da parte di terzi.

PRIME IMPRESSIONI – Lanciato lo scorso 7 luglio, proprio in questi
giorni FreeRunner sta arrivando nelle mani dei primi utenti. Non si
trova ancora nei negozi, ma può essere ordinato solo online . Le
impressioni sono positive, anche se c’è chi ha riscontrato difficoltà
ad accedere alla rete 3G. L’elenco dei programmi non è ancora molto
vasto (incomparabile, da questo punto di vista, con il gigantesco
AppStore dell’iPhone), ma è questa una caratteristica di tutti i
progetti open, che tendono a dare il meglio di sé nel lungo periodo.
Per il momento, quindi, FreeRunner è consigliato soprattutto agli
utenti più esperti, che hanno già familiarità con Linux e altri
sistemi aperti. Ma se è vero, come sostiene l’istituto di ricerca
Gartner, che nel 2013 la maggioranza dei telefonini utilizzerà
software open, viene proprio da pensare che tra qualche anno in giro
si vedranno molti più FreeRunner che iPhone.

Nicola Bruno
16 luglio 2008