Che differenza c’è fra la propaganda in rete e in tv? L’esempio di un sito dove l’importante è partecipare. Per vincere.

Arturo Di Corinto
Carnet – Ottobre 2004

La politica usa da sempre i media per imporre i propri candidati all’attenzione degli elettori. Se l’avvento della televisione ha sfruttato le tecniche del linguaggio pubblicitario e la personalizzazione della politica a discapito della discussione sui temi concreti, con l’avvento di Internet le campagne elettorali si spostano sulla rete portando alcune differenze.

Il messaggio propagandistico ad esempio non viene più elaborato dagli “spin doctors”, singoli esperti e consulenti politici, ma sviluppato collettivamente da gruppi di attivisti che usano il web come principale veicolo di comunicazione con i cittadini e mezzo di raccolta dei finanziamenti elettorali. Moveon.org è forse il più famoso sito di propaganda che degli attivisti politici abbiano mai costruito. Nella scorsa primavera era riuscito a far credere possibile l’elezione del governatore del Vermont, il democratico e pacifista Howard Dean, collezionando ben 250 mila dollari in un giorno solo grazie al proprio sistema di donazioni via Internet. Pochi, rispetto a quelli necessari per battere un George Bush lautamente finanziato dal crack della Enron e dall’industria petrolifera, ma sufficienti a farlo conoscere a molti elettori. Dopo le primarie che hanno indicato in Kerry il candidato democratico alle presidenziali Usa di novembre, Moveon.org è diventato una delle armi più efficaci della propaganda anti-Bush realizzando per i naviganti del web ben dieci spot che denunciano le bugie e gli errori del presidente delle mai trovate “pistole fumanti”. Organizzato come un notiziario online ricco di informazioni e documenti, il sito permette di acquistare i biglietti del Tour musicale “The vote for change”, cui hanno aderito alcuni mostri sacri della musica pop americana: Bruce Springsteen, Ben Harper, James Taylor ed altri “musicisti raccolti intorno a un’idea, il bisogno di cambiare la direzione del paese […] per un governo aperto, razionale, giusto e progressista”. Attraverso il sito si può partecipare come volontari alla campagna elettorale, dibattere sull’ “ActionForum”, donare miglia di volo ai militari per farli tornare a casa in vacanza, contattare il Congresso americano e scrivere al proprio rappresentante al Campidoglio di Washington, sapere come il proprio deputato ha votato su ogni singolo tema politico dal sito VoterPunch.org e trarne le dovute conseguenze.

www.michaelmoore.com
Michael Moore è entrato a gamba tesa nella campagna presidenziale americana con un film, Fahreneit 9/11, in cui attacca i rapporti tra la famiglia Bush e il clan di Bin Laden, ma ha anche messo il proprio sito a disposizione degli americani che vogliono registrarsi online per votare alle elezioni. Negli States infatti per votare è necessario registrarsi e questo è uno dei motivi dell’elevato tasso di astensionismo. Nelle ultime elezioni ha votato meno del 40% degli aventi diritto.

www.disinfopedia.org
Una sorta di enciclopedia collettiva su Internet che ricostruisce in maniera ipertestuale la trama di relazioni fra aziende di public relations, think tanks, organizzazioni ed esperti pagati da partiti e industrie per influenzare l’opinione pubblica e la politica a favore delle grandi corporations, dei governi e di altri interessi privati. Funziona con un motore di ricerca interno, basta digitare nome e cognome e compare la schermata relativa al curriculum di ogni personaggio della politica americana.