logo_espressoIl pinguino compie gli anni.
Linux, il libero software in festa
Arturo Di Corinto
per l’Espresso
del 20 Ottobre 2011

Linux ha compiuto vent’anni e il 22 ottobre la comunità che gli ruota intorno ne festeggerà il compleanno al LinuxDay (http://www.linuxday.it). L’evento, giunto alla sua undicesima edizione, si tiene in 109 città italiane (Milano, Parma, Rimini, Fabriano, Urbino, Pescara, Napoli, Barletta, Potenza, Taranto, Palermo, Cagliari, eccetera eccetera). Nato per una felice intuizione della Italian Linux Society nel 2001, per promuovere Linux e il software libero, è sempre stato organizzato attraverso i LUG (Linux User Group) e spesso nelle facoltà di ingegneria, ma oggi viene festeggaito nei dopolavori ferroviari, nelle scuole medie e nei palazzi della politica di comuni e province. Insomma, prima era una roba da universitari e smanettoni, oggi, nel 2011, il Linux Day viene festeggiato persino all’Asilo Occupato dell’Aquila che aspetta di essere ricostruita. In diversi luoghi prevede la commemorazione di Dennis Ritchie, inventore del linguaggio C e sviluppatore della prima versione di Unix, da poco scomparso, ma non di Steve Jobs, fieramente avversato da una comunità che ha fatto della libertà di modifica del software la sua stessa ragione d’esistenza. Dicono gli organizzatori del Linux Day di Sommacampagna: “La tecnologia è sempre più oppressiva e sempre più strumento di un élite che ci vuole consumatori e schiavi? Eppure, nelle mani ‘giuste’, la tecnologia diventa strumento di liberazione. Linux e il software libero permettono a utenti anche non smanettoni di impadronirsi di tecnologie ostiche, consentendo loro di affrontare ‘ad armi pari’ il sistema consumistico.” Molte le tematiche che verranno affrontate nei talk e nei workshop di questa “festa nazionale” insieme a personaggi eminenti della cultura libera. A Parma è previsto il videosaluto di Richard Stallman e il videomessaggio di Eben Moglen, Il linux day di Torino, conta uno dei programmi più densi su scuola, applicazioni e videogames ed è stotto il patrocinio di Comune e Provincia, a Bologna si parlerà di Linux e Computer Forensic con Stefano Fratepietro, e di interoperabilità con Renzo Davoli, sotto il patrocinio del comune e del CNR, di trashware e didattica a Sommacampagna e via dicendo. Quasi ovunque sarà possibile installare un nuovo sistema operativo basato su Linux al posto di Windows.

Perché tanto clamore intorno a un pezzo di software? Perché Linux ha rivoluzionato il mondo dell’informatica, anche se la sua storia é meno nota di come dovrebbe. Linux è il nome del cuore (il kernel) del sistema operativo libero più famoso del mondo, GNU/LInux, è il concorrente del software di Microsoft, superiore per diffusione a quello di Apple e vero protagonista di Internet.

La Storia
Era l’agosto del 1991 quando uno studente finlandese di nome Linus Torvalds, cominciò a scrivere un nuovo sistema operativo chiedendo di essere aiutato a farlo, con il seguente messaggio: “Ciao a tutti. Sto scrivendo un sistema operativo gratuito, solo come hobby, non sarà mai grande e professionale come il progetto GNU, probabilmente non sarà mai in grado di gestire altro che i dischi rigidi AT, visto che sono gli unici che ho”.
La notizia si sparse rapidamente in tutto il globo e sviluppatori di tutto il mondo cominciarono a scriverne il codice. La prima versione del kernel, la 0.01 viene pubblicata su Internet il 17 settembre 1991, mentre la seconda uscì ad un solo mese di distanza. C’è da notare che appena un mese prima era stato messo online il primo sito web al mondo in seguito all’intuizione del web di sir Tim Berners Lee, un ricercatore del Cern di Ginevra. Da allora la storia di Linux e del world wide web sarà per sempre legata.
Il nome “Linux”, (LINus UniX), fu inventato da Ari Lemke, assistente alla Helsinki University of Technology, che mise a disposizione lo spazio FTP per condividere il progetto (ftp.funet.fi) e lo scelse come nome della directory. Il nome datogli da Linus Torvalds, invece, era Freax, una combinazione tra “free” (libero), “freak” (strano), e “x”, ad indicare le caratteristiche Unix-like del sistema.
Come mascotte del progetto venne scelto un pinguino. Secondo alcuni dopo che Linus fu beccato da un pinguino allo zoo, ma in realtà accadde dopo che egli sognò un pinguino in mezzo ai ghiacci come racconta nel libro “Rivoluzionario per caso” (Garzanti 2001)
Da allora, il software Linux ha cambiato i destini dell’informatica e delle telecomunicazioni e dell’industria e del nostro stesso modo di pensare i computer.
La grande intuizione di Linus fu di usare la licenza GPL elaborata dall’hacker Richard Stallman insieme all’avvocato Eben Moglen per diffondere la sua creatura senza che una qualche società ci mettesse sopra il marchio per appropriarsene. La licenza permetteva di usare il software per qualsiasi scopo, di condividerlo, di migliorarlo e anche di rivenderlo. Ovviamente il kernel Linux da solo non funzionava, perciò furono usati diversi componenti del progetto GNU – che esisteva dal 1983 – per realizzare un sistema operativo completo. (www.gnu.org)
Queste due decisioni hanno trasformato GNU/LInux da esperimento hobbistico in ecosistema commerciale e il suo successo fu evidente al mondo quando IBM decise di investirci sopra un miliardo di dollari per migliorarlo e pubblicizzarlo, e quando la Red Hat nel 1999 divenne la prima azienda Linux ad essere quotata in borsa.
Oggi, per sfida, passione, vanteria o per camparci, sono migliaia i programmatori che ci lavorano e centinaia le aziende che che sviluppano applicativi basati su Linux. Ogni tre mesi ne viene rilasciata una nuova versione. Linux fa girare il 75% delle Borse di tutto il mondo, e il 95% dei supercomputer, fa funzionare i server di società come Amazon, Google, e-Bay, Twitter, Facebook e quindi lo usiamo senza saperlo ogni volta che accediamo ai web-server di Internet. Molti ritengono che il gran successo commerciale di Google dipenda non solo dall’aver usato, come ammettono Brin e Page, l’alogoritmo HyperSearch del padovano Massimo Marchiori, ma dal software libero su cui girano i computer cluster del suo motore di ricerca rendendolo velocissimo.

Linux oggi
E tuttavia il suo contributo alla rivoluzione informatica è ancora sottovalutata. Per interesse, ignoranza o malafede, non si considera che se Linux non avesse dato le gambe alla filosofia del software libero non solo non avremmo tanti software per scrivere, disegnare fare di conto e comunicare, ma non si sarebbe mai affermata la cultura dell’openness che oggi alimenta tante innovazioni come l’open source, l’open content, l’open data e l’open government. Per questo il Linux Day è un giorno importante per sottolineare questi rapporti e spostare più in alto l’asticella dell’innovazione. E i suoi punti di forza sono ancora due: la licenza libera che permette di manipolare e raffinare il codice sorgente con cui viene distribuito

In Italia, i teorici e gli attivisti del software libero di cui Linux è il portabandiera, sono molti. Simone Aliprandi, esperto di copyright e licenze libere ci dice “abbiamo appena pubblicato una panoramica completa e internazionale degli aspetti legali relativi al software libero e open source, The International Free and Open Source Software Law Book”. Il libro, scritto in inglese ed edito da una casa editrice tedesca che pubblica opere con licenze libere, contiene un capitolo per ciascun contesto nazionale coinvolto nell’analisi giuridica: Belgio, Cina, Finlandia, Francia, Germania, Israele, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Ovviamente Il libro è disponibile sotto licenza Creative Commons. (http://ifosslawbook.org)

A dimostrazione della pervasività di Linux, c’è l’evento FOSSA (Free Software Open Source for Academia) dove la società italiana Engineering organizza la sezione sull’Open Data, Open Cloud ed Open Collaboration con l’INRIA, l’Istituto Nazionale Francese per la Ricerca nell’Informatica, e che si terrà a Lione dal 26 al 28 ottobre con speaker internazionali, opinion-leader, ricercatori, sviluppatori, produttori, utenti pubblici ed industriali. In questa occasione lo sguardo sarà rivolto alle novità tecnologiche ed alla sfida della condivisione della conoscenza per la formazione giovanile, la ricerca e l’industria nell’ottica “open” dello scambio: di contenuti, di servizi, di dati e di risultati di ricerca. Dice uno degli organizzatori, Gabriele Ruffati: “quello che ci interessa fare attraverso il software libero è un nuovo modello di crescita, economica e sociale, all’interno di un processo di sviluppo sostenibile e duraturo che abbia al centro l’individuo che collabora con altri individui. Per questo ci interessiamo di openness e a nostro modo festeggeremo anche noi Linux”. (http://fossa.inria.fr)

1) Sito ufficiale del LinuxDay – http://www.linuxday.it
2) Sito ufficiale del progetto GNU – www.gnu.org
3) The International Free and Open Source Software Law Book – http://ifosslawbook.org
4) Sito Ufficiale di FOSSA – http://fossa.inria.fr