la-repubblica-it-logoAnonymous: “Abbiamo attaccato l’Is”


Nell’operazione #OpIceISIS gli hacktivisti di Anonymous hanno penetrato le agguerrite difese del cybercaliffato e bloccato gli account Facebook e i profili dei loro fiancheggiatori come ritorsione per le stragi di Parigi e l’attacco ai siti di scuole e ospedali francesi da parte della jihad informatica.

di Arturo Di Corinto per la Repubblica del 9 Febbraio 2015 – pag.15

Un’operazione senza precedenti contro lo Stato Islamico è stata condotta ieri da Anonymous, la galassia di attivisti informatici che veste la maschera di Guy Fawkes. Nell’operazione migliaia di account sui social network sono stati violati e i loro owner denunciati come appartenenti al vasto mondo dei fiancheggiatori dell’Isis.

Dopo le anticipazioni di Repubblica.it, gli attivisti hanno inviato una lettera in inglese a molti giornali: “Salve. Noi siamo Anonymous. Vi scriviamo alla luce dell’Operazione Ice ISIS in cui abbiamo smantellato e distrutto l’infrastruttura di comunicazione e di reclutamento dell’organizzazione terroristica che si fa chiamare ISIS.”

Comincia così il comunicato ricevuto da Repubblica con cui gli Anonymous partecipanti all’#OpIceISIS, hanno rivendicato gli attacchi informatici contro i siti web dell’Isis. E racconta le ragioni di questa massiccia iniziativa condotta dagli Anonymous con hacker di tutto il mondo – arabi, giapponesi, italiani e americani – per vendicare la strage al Charlie Hebdo e gli attacchi a scuole e ospedali francesi perpetrati nell’ultimo mese da parte dei jihadisti che si riconoscono nella bandiera nera dello Stato Islamico.

E così migliaia di account twitter sono stati bloccati o cancellati, centinaia di profili facebook denunciati come luoghi di aggregazione della propaganda islamista e pubblicati su pastebin, la lavagna bianca dove chiunque può trasformare in pagina web una lettera o un comunicato nel più perfetto anonimato. Ma i vendicatori con la maschera di Guy Fawkes, il leggendario rivoluzionario inglese che voleva far saltare il parlamento della regina, non si sono limitati a questo. Per la prima volta hanno penetrato le difese più recondite dei jihadisti, esponendo le loro email personali, polverizzandone i siti e violandone perfino le reti private (Vpn), rompendo quindi un patto tacito tra molti hacker di non attaccare i canali di comunicazione sicura come appunto queste reti virtuali che servono, per esempio, ad aggiornare i siti nel deep web, quello sotto la “superfice di Internet”.

Ma l’azione non era solo volta a cancellare i luoghi della propaganda religiosa integralista come “http://www.islamic-state.media” e similari, quanto a colpire gli amministratori dei forum pro-jihad e gli amministratori dei loro siti web “visto che solo in gennaio un system administrator di tre siti ISIS è riuscito a penetrare e defacciare circa 20,000 domini francesi indipendentemente dalla loro rilevanza per la jihad.”

Il sospetto che non fosse un’operazione estemporanea ci è stato chiarito parlando con gli “operators” di Anonymous in un chat privata e protetta dove abbiamo saputo che l’operazione è cominciata a luglio 2014. Un’operazione di dossieraggio su tutti i presunti reclutatori e fiancheggiatori attivi del califfato. Che oggi sono stati denunciati, come ritorsione dopo l’attentato al Charlie Hebdo per il suo significato di attacco alla libertà d’espressione e alla democrazia.

E che ci hanno lasciato con un’informazione inquietante. Sul sito archive.org, “la memoria del web”, dove sono immagazzinate le prime pagine anche dei siti non più attivi, ci sarebbero migliaia di documenti in pdf e in html, relativi alla propaganda jihadista, compresi i vari numeri del magazine dell’Isis, Inspire.

Inoltre, secondo gli Anon il maggior hacker in forza al cybercaliffato, autore delle intrusioni nel Centcom Usa, sarebbe morto sotto le bombe dell’aviazione giordana ma un altro è ancora operativo: si tratterebbe di un tunisino la cui identità gli Anon hanno rivelato sia alla polizia francese che all’Interpol annunciando che lo aspetta la galera. E questo perchè costui avrebbe creato ‘The Fallaga DZ Team’, una “crew” che continua a defacciare siti innocui a casaccio (http://dark-h.org/deface/id/174252). Il suo nome dicono, è Majdi.

La lettera finisce così: “OpIceISIS è un’operazione a lungo termine, continueremo nella speranza che il numero dei reclutatori jihadisti diminuisca sostanzialmente, riducendo la capacità dei network terroristi in tutto il mondo.”