Nomine alla Rai e all’Authority
“Diritto alla comunicazione”

Sotto il cartello “Vogliamo trasparenza”, una vasta coalizione di gruppi di cittadini, associazioni di categoria e imprese chiede al Parlamento e ai partiti di rispettare merito e trasparenza nelle nomine dei consiglieri Rai, Agcom e Garante Privacy. Per tutelare il diritto all’informazione e la democrazia
di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 27 Marzo 2012

Con un’iniziativa senza precedenti un’ampia coalizione di gruppi e associazioni chiede di ripensare il metodo delle nomine della Rai e delle Autorità di Garanzia in scadenza. Cda della televisione pubblica, presidenti e commissari Agcom e Privacy, si chiede che siano selezionati in base a criteri di merito e trasparenza. Senza inciuci tra i partiti. Il sito della campagna Vogliamotrasparenza è pronto, i canali social attivati e i contributi cominciano ad arrivare con idee a dir poco rivoluzionare per “il paese delle segrete stanze”. L’appello della campagna è sintetizzato nelle brevi dichiarazioni del manifesto: “Tra poche settimane Parlamento e Governo nomineranno il nuovo Consiglio di amministrazione della RAI ed i nuovi componenti del Garante per il trattamento dei dati personali e la riservatezza e dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. 16 uomini dai quali dipende in buona parte il futuro dell’informazione nel nostro Paese e, conseguentemente, la misura di libertà e democrazia della quale disporremo.” Il giudizio sul passato è molto duro e le intenzioni chiare: “Sin qui, la loro nomina è avvenuta nel buio delle segrete stanze del Parlamento e di Palazzo Chigi, lontano dallo sguardo indiscreto dei cittadini, al riparo dall’attenzione dei media e, soprattutto, al di fuori di ogni meccanismo di selezione scientifico e meritocratico. Le conseguenze di tale sistema di selezione sono evidenti: scarsa indipendenza dai mandanti politici, poca competenza ed assoluta assenza di trasparenza nelle dinamiche che ne hanno, sin qui, guidato l’operato. E’ ora di dire basta.”

Insomma, non chiedono nuove regole, ma di applicare in maniera rigorosa i criteri di selezione esistenti per le personalità che sono chiamate a svolgere quei compiti tanto importanti per la vita dei cittdini, poiché le loro scelte incideranno sulla vita di tutti. Non solo per quanto riguarda la Rai, la cui composizione del Cda è da sempre oggetto di attenzione mediatica, a cose fatte, ma anche delle Authority, a torto ritenute marginali e che decideranno in maniera diretta o indiretta a quali fonti informative i cittadini possono accedere, e a quali condizioni e come potranno esercitare il diritto dovere all’informazione, influenzando in questo modo il modo di fare, di pensare, e di votare, di tutti gli italiani.

Per questo hanno anche pubblicato sul sito i profili degli attuali consigli di Rai, Agcome e Privacy con un utile vademecum di ruoli, funzioni e prerogative dei loro appartenenti con relativi requisiti di nomina e condizioni di incompatibilità, chiedendo ai cittadini di inviare ai propri rappresentanti in Parlamento una lettera d’impegno sul rispetto di tali criteri. Il passo successivo sarà però di chiedere ai cittadini di disegnare il profilo di ogni potenziale candidato a quegli incarichi contribuendo a definirne il mandato e chiedendogli anticipatamente come intende svolgere il proprio ruolo pur nell’indipendenza che gli è garantita sulla carta dalla legge.

La neonata associazione non chiede la luna, o forse sì, perciò invita i partiti ad astenersi dall’esercizio dei meccanismi consociativi e partitocratici di individuazione di consiglieri e commissari. Per farlo hanno predisposto una lettera ai segretari di partito per chiedere di condividere con i cittadini le loro scelte. Con cinque domande provocatorie su quali siano i candidati che il partito ha proposto o sta per proporre, attraverso quale dinamica sono stati selezionati, perché non hanno pubblicato l’elenco dei propri candidati e se mai li pubblicheranno. Per finire con una domanda retorica: “Il Suo partito ritiene che la trasparenza nella nomina dei membri dell’Authority per le comunicazioni, dell’Authority per la privacy e del Consiglio d’Amministrazione della RAI sia una questione di democrazia?”
Evidentemente la risposta è sì.

http://vogliamotrasparenza.it
http://rai.it
http://www.agcom.it
www.garanteprivacy.it