Verso gli Stati Generali dell’Innovazione. Rete, Creatività, Cooperazione, Condivisione

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L’Innovazione necessaria: creatività, cooperazione, condivisione
Convegno: 28 marzo h. 18 – 22, Centro Congressi d’Ateneo
Università di Roma – La Sapienza – via Salaria 113, Roma

Apertura dei lavori: Arturo Di Corinto – Moderano i lavori: Alberto Marinelli, Matilde Ferraro

Promuovono il convegno le seguenti associazioni: ARCI, Agenzia di Cooperazione degli Enti Locali, Ass. Amisnet, Ass. Anomolo, Centri Musicali Attrezzati (CEMAT), Centro Studi Ali per la Città ONLUS, Ass. Democrazia Movimento Tecnologia Europa (DemoTE), Ass. Democrazia Elettronica Partecipazione Pubblica (DEPP), Ass. Folk Media, Ong. Free Software Foundation Europe (FSFE), Fronte Popolare per la Musica Libera, Ass. Gener@zione ecologista, Hipatia, Ass. Il secolo della rete (ISDR), Io Sto con Falcone Onlus, Ass. Ingegneria Senza Frontiere – Roma (ISF), Coop. Ipernico, iQuindici, Liberliber Onlus, Ass. Linux Club Italia, Ass. Mutua Studentesca, Ass. Newglobal.it, Ass. Orchestra Panharmonikon, Ass. Prodigi, Radiolinux.it, Ass. RLX.it, Ass. Società Internet (ISOC), Ass. Software Libero (Assoli), Unione Degli Studenti (Uds), Unione degli Universitari (Udu)

Durante l’evento porterà i suoi saluti il Prof. Mario Morcellini, Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma.

Partecipano esponenti del mondo della cultura, delle professioni, delle associazioni, dell’informazione e dell’Università: Gisella Belgeri, Luciana Castellina, Marco Ciurcina, Fiorella De Cindio, Giulio De Petra, Lorenzo De Tomasi, Arturo Di Corinto, Paolo Didonè Peppe Di Molfetta, Patrizio Di Nicola, Marco Fagotti, Fabrizio Fassio, Enzo Fogliani, Matilde Ferraro, Carlo Formenti, Franz Nachira, Alberto Marinelli, Angelo Raffaele Meo, Paolo Naldini, Oriana Persico, Maria Chiara Pievatolo, Claudia Padovani, Michelangelo Pistoletto, Giovanna Sissa, Enrico Ricci, Stefano Rodotà, Guido Tripaldi, Marco Trotta, Francesco Tupone.

Importante Per promuovere e aderire all’iniziativa, è sufficiente aggiungere la propria denominazione nel: wiki.
Tutti i partecipanti che vogliono intervenire sono invitati a inviare una relazione scritta alla lista digitalfreedomweek@linux-club.org
La precedenza delle relazioni è data alle associazioni e successivamente ai singoli che hanno inviato le relazioni scritte.
Ogni relazione durerà 10 minuti per dare a tutti la possibilità di prendere la parola.

Le ragioni di un convegno sull’Innovazione promossso dal mondo dell’associazionismo:

“In questi anni abbiamo assistito a innumerevoli attacchi contro la
libertà in rete, dalla repressione dell’informazione online alle norme
che violano la privacy degli utenti, dalla criminalizzazione del p2p
alla demonizzazione della stessa Internet, mentre la società civile
dimostrava, attraverso la rete, un’inedita capacità di proporre e
promuovere azioni comuni, connettersi consapevolmente e sviluppare una
progettualità sociale di una ricchezza tale da non poter più essere
ignorata.

Contemporaneamente, alle dinamiche di rete e all’uso delle nuove
tecnologie, nel recente passato, è stata spesso associata la parola
innovazione, come a intendere che ogni scelta, ogni opzione, ogni
politica fosse giustificata dagli elementi di novità che la rete e la
tecnologia portavano nell’organizzazione dei modelli produttivi, negli
assetti sociali, nella gestione della cosa pubblica.

Ma la parola innovazione non è una parola neutra. Innovazione per noi
vuol dire partecipazione consapevole, libertà di cultura, condivisione
di conoscenza, creatività responsabile, valorizzazione delle
differenze, trasparenza ed efficienza nella gestione della cosa
pubblica e dei processi produttivi. Elementi senza i quali non può
darsi alcuna innovazione.

Fare innovazione è fantasia e fatica che durano nel tempo,
intelligenza di tanti, capacità di immaginare e realizzare nuovi modi
di produrre, cooperare, conoscere e conoscersi, mobilitazione larga e
duratura di teste e di corpi.
L’innovazione necessaria non la fanno i monopolisti dell’informatica,
ma i tanti che aggiungono valore al software libero.
L’innovazione necessaria non la fanno le multinazionali dell’editoria,
che proteggono con il copyright la rendita del loro patrimonio
informativo, ma gli autori e le amministrazioni che quel patrimonio
rendono liberamente disponibile e accessibile.
L’innovazione necessaria non si fa vendendo cellulari e suonerie, ma
portando connettività a basso costo nelle aree marginali del paese.
L’innovazione necessaria non sono i luoghi della flessibilità senza
prospettive come i call center, ma nuovi diritti e nuova
partecipazione sul lavoro.
L’innovazione non la fanno quelli che usano le università unicamente
come aziende di consulenza, né un governo che taglia
indiscriminatamente le risorse sulla ricerca pubblica, ma quelli che
diffondono conoscenza e fanno ricerca nelle reti sociali e
professionali di cooperazione.
L’innovazione necessaria non è mera conservazione del patrimonio
culturale in un museo virtuale, né ricerca di un’estetica
autoreferenziale, ma impegno sui processi di creatività responsabile.
L’innovazione non la fa chi usa il digital divide per fare dei paesi
in via di sviluppo discariche informatiche di prodotti scaduti, ma chi
in quei paesi lavora per trasferire competenza e saperi liberi.
L’innovazione non la fa chi pensa che la funzione pubblica sia un
ministero, ma i tanti che negli uffici del nostro paese quella
funzione quotidianamente assolvono, cercando gli strumenti per
migliorare processi e servizi.
L’innovazione non la fa chi usa la rete come una televisione, ma chi
usando la rete ha costruito una cultura politica basata sul rispetto
dell’autonomia, sul libero accesso ai contenuti, sul potere della
cooperazione.
L’innovazione necessaria non la fanno solo le imprese che discutono su
come usare la rete per aumentare i propri profitti, ma anche chi si
impegna per declinare i diritti umani nell’era di Internet, ad esempio
nel Forum sulla Internet Governance recentemente istituito dalle
Nazioni Unite, in cui anche la società civile deve potersi esprimere.

Per fare dell’innovazione un processo di cambiamento e non uno slogan,
per organizzare i processi di cambiamento e non la spartizione dei
ministeri, per dare forza e rappresentanza a chi ha imparato a fare
innovazione nei mille contesti della rete, per discutere insieme le
nostre proposte, abbiamo organizzato una giornata di studio e di
dibattito all’Università, luogo simbolo della produzione del sapere e
della conoscenza che sono alla base di ogni innovazione.
Tutti sono invitati a portare il loro contributo”