Un commento su “La Repubblica del software libero in video”

  1. Caro Di Corinto,
    ho guardato il tuo video e ne condivido i contenuti. A parte il fatto che c’è sempre quel diavoletto che ti fa desiderare ciò che è limitato ijn una cupidigia senza fine (è la finanza che impera e io mi chiedo se siamo già alla profezia di Alfred Jarry: «Lorsque j’aurai pris toute la phynance, je tuerai tout le monde et je m’en irai». Ossia: «Quando avrò preso tutta la fynanza, ammazzerò tutti e me ne andrò». Non dice «finanza» ma «fynanza», è qui il sarcasmo di Jarry, inventore di parole e di personaggi fantastici più veri del reale. Inventò il dottor Faustroll, scopritore della patafisica, la neo-scienza più inutile mai esistita.) quello che invece è libero, l’aria ad esempio sino a quando è illimitata pur essendo VITALE è TOTALMENTE IGNORATA!
    Caro Di Corinto sino a quando non ci sarà una trasformazione delle coscienze che avranno nella condivisione la ragione dell’esistenza Richard Stallman e la realtà del software libero rimarrà patrimonio di pochissimi e non avrà il successo che ognuno di noi si aspetta.
    Un suggerimento: non basta dirlo, c’è bisogno di “annunciarlo”. Voglio dire che la realtà del software libero deve essere dimostrata usando e facendo usare “per contagio” questo software, facendo gustare l’assoluta IDENTITA’ DELLE PRESTAZIONI SE CONFRONTATO CON QUELLO A PAGAMENTO.
    Chi paga questi apostoli del software libero?
    Noi!
    Basta che ci sia l’obbligo per i proprietari di software con il pagamento di licenza di destinare parte dei proventi a un ISTITUTO PER LA DIVULGAZONE DEL SOFTWARE LIBERO presieduto dal Prof. Arturo Di Corinto. Tu selezioneresti i divulgatori e li spediresti negli 8.000 (ottomila) comuni d’Italia per fare workshop a tutti i cittadini.
    Ti piace l’idea?
    Cordialità
    antonio bruno di san cesario di lecce (quello di cybersoviet)

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