Nella nota del Presidente della Commissione Cultura della Camera relativa alla Legge di riforma della SIAE si definisce l’introduzione del comma 1-bis come la costituzione di una “piccola – piccolissima, ma comunque importante – isola di libertà” il cui perimetro è stato definito attraverso l’interlocuzione esclusiva con i rappresentanti SIAE, FIMI, ASMI, il Sindacato nazionale Scrittori e il Sindacato Autonomo SIAE-Conf.S.A.L., con le conseguenti “mediazioni accettate”.
Partiamo da qui: forse su Second Life è possibile una simile processo per la creazione di un’isola, ma non nello spazio di relazione che attraverso Internet si è sviluppato come impresa cognitiva collettiva. Qui c’è viralità non virtualità, qui la partecipazione informata ai processi regolamentari costituisce una pre-condizione indispensabile affinché questi siano efficaci. Per questo il processo sulla Governance di Internet avviato dalle Nazioni Unite è un processo multistakeholder. Un tavolo aperto di confronto avrebbe ad esempio permesso alle commissioni presiedute dal Prof. Gambino e dal Prof. Rodotà di dare il proprio contributo. Si sarebbe così evitato l’equivoco ossimoro legato alla possibilità di riprodurre immagini a fini didattici e di ricerca scientifica a condizione che abbiano una bassa risoluzione e siano comunque degradate. Una non definizione del concetto di “immagine” nella rete digitale e la condizione di degradazione della stessa non lascia soltanto campo aperto a non chiare discrezionalità (e il Codice Urbani qui è assolutamente pertinente) ma sicuramente pregiudica la qualità della didattica e della ricerca. Peraltro proprio la SIAE già nel 2004 nel “Compendio delle Norme e dei Compensi di opere delle Arti Visive”, nella Prima Sezione all’art.7.-INTERNET precisava che:”Comunque la riproduzione delle immagini non dovrà eccedere i 72 DPI di risoluzione e dovrà essere di bassa qualità.” Forse la mediazione parlamentare è consistita nell’introduzione aggiuntiva del concetto di “degrado”?
Non ho trovato negli articolati dei disegni di legge dei Verdi la fonte di ispirazione di cui parla Pietro Folena comunque toccherà a loro chiarire. In ogni caso la portata dell’intervento di Riforma non risulta “limitata”dato che ora ogni controversia messa in atto dalla SIAE viene trasferita dalla giustizia amministrativa a quella ordinaria.
Al fine di rimediare il pasticcio legislativo e il prevedibile arcobaleno giurisprudenziale conseguente, è utile e necessario fare entrare aria fresca all’interno della piccola-piccolissima isola murata del degrado a bassa risoluzione, attraverso un processo partecipato da tutti gli stakeholder e con l’approvazione di un articolo che nella chiara definizione del dolo e della contraffazione armonizzi e coordini lo scombinato panorama legislativo che si sta venendo a creare. Poi speriamo che si possa aprire una stagione legislativa che consenta di definire proposte per cogliere le opportunità della società della Conoscenza così come l’Europa si è proposta con l’Agenda di Lisbona.

Sen. Fiorello Cortiana – Consulta sulla Governance di Internet