Il corsivo Usa: paura da elezioni. Bush potrebbe vincere
AprileOnLine.Info n.99 del 15/09/2004
[A.D.C]

Francamente non è facile capire perché gli elettori americani dovrebbero regalare a Bush un secondo mandato…

Imprenditore fallito quando faceva il petroliere nel Golfo Persico e possedeva una squadra di Baseball incerta, è stato un alcolista, dislessico e machista che sfoggiava atteggiamenti da “redneck” (i contadini reazionari del sud degli Usa) fino alla candidatura a presidente. Ha vinto le elezioni del 2001 con una palese frode elettorale in uno stato governato dal fratello, Jeb Bush, a causa di una vistosa manipolazione nell’ammissione al voto degli elettori (grazie a una legge ad hoc molti elettori di tradizione democratica non hanno potuto votare) e durante la riconta dei voti della Florida (Al Gore ne avuti complessivamente 500.000 in più).
In quattro anni ha generato un deficit di ben 422 miliardi di dollari, nonostante il suo staff avesse trovato i conti federali in ordine e il paese ha addirittura cinque milioni di occupati in meno rispetto all’era Clinton; la sua presidenza è stato segnata dagli effetti brutali della corruzione e del tracollo di colossi come la Enron con strascichi giudiziari che chiamano in causa il suo stesso vice (Dick Cheney), ha vietato i matrimoni gay, inducendo la Corte suprema a cancellare i 4000 matrimoni omosex celebrati su iniziativa del sindaco Newsome a San Francisco, ha voluto una riforma del sistema sanitario che ha penalizato soprattutto i più poveri (i medici non sono più obbligati a curare chi è in pericolo di vita se non ha l’assicurazione privata), ed ha bloccato la ricerca sulle cellule staminali.
Sul fronte degli esteri si è imbarcato in una guerra disastrosa, quella in Iraq, che ha finora causato già mille morti fra il contigente USA, terrore e morte in tutto il paese dei due fiumi, ha incrementato il terrorismo e reso l’area mediorientale ancora più instabile; a parola sostiene la pace in Palestina e poi non fa niente per ottenerla, anzi incoraggia il conflitto ponendo il veto a molte risoluzioni di condanna dell’Onu verso la ferrea politica militare israeliana dei Territori occupati; in aggiunta ha anche mentito sulla armi di distruzione di massa ed ha affrontato con poca decisione lo scandalo delle torture nel carcere di Abu Grahib, arrivando a difendere l’indifendibile Donald “Rummy” Rumsfeld, il responsabile politico di quella vergogna. Basta? No. Ha anche evitato di firmare il protocollo di Kyoto sull’emissione degli inquinanti, rigettato l’idea stessa di una Corte Penale Internazionale per giudicare i crimini di guerra commessi da eserciti, politicanti e paramilitari e reso assai difficile, se non impossibile, il multilateralismo e la cooperazione con l’Europa.
Eppure i sondaggi dopo la convention repubblicana gli aggiudicano un incremento dei consensi fra il 2 e l’11% rispetto a Kerry…
Forse ha ragione Chomsky che dice che quel rapporto gli sarà meno favorevole nel prossimo mese, ma sicuramente non giova che Ralph Nader si sia candidato in almeno 11 Stati fra quelli incerti dove la differenza fra l’elezione di Bush e Kerry sarà fatta da esigue percentuali di preferenze.
Non tutto è perduto. La differenza potrebbe farla una vasta mobilitazione democratica e anche gli effetti di un tipo di comunicazione politica che prende a piene mani dalla cultura poplare e si esprime attraverso iniziative come programmi tv, concerti, fumetti. Come il Vote for Change Tour, i cui aderenti – Pearl Jam, Bruce Springsteen e altri – chiedono una svolta progressista al paese; oppure il film di Michael Moore, Fahreneheit 9/11, che rappresenta i rapporti innominabili dei Bush con i Bin Laden, oppure il film Outfoxed che denuncia la sfacciata campagna pro-repubblicana di uno dei maggiori network del paese, la Fox News Corp dell’amico di Berlusconi Rupert Murdoch; oppure il film The Corporation, analisi lucida e spietata dei disastri umani e ambientali commessi dalle multinazionali in nome del profitto, ma anche i giochi elettronici come l’Antibush Game, gioco interattivo on line i cui protagonisti, Hulk Hoogan, Christopeher Reeves, Mr. T, persino Gesù Cristo, si battono contro un Bush mostro a tre teste che ha creato una macchina da guerra che sodomizza la Statua della Libertà; così come molte altre pubblicazioni, dai libri di Michael Moore (Stupido Uomo Bianco, Cosa hai fatto al mio paese?) oppure i rapporti annuali di Project Censored che raccontano le notizie più censurate ogni anno negli Usa.
Ma il tempo stringe. Staremo a vedere. Con l’angoscia di ritrovarci di nuovo un guerrafondaio a capo di una legione di neoconservatori pronti a dichiarare guerra al mondo.