Rapimenti via web
Arturo Di Corinto
Carnet Aprile 02

Non è sempre vero che chi cerca trova. Fra rapimenti virtuali e deviazioni ad arte, l’informazione rimane spesso una chimera.

Riparte il campionato automobilistico e la Ferrari insegue un nuovo titolo. Un appassionato della “rossa” di Maranello vuole sapere tutti i dettagli sul cavallino rampante: va su un motore di ricerca, digita la parola Ferrari e si trova catapultato sulle pagine web dei “militanti della bicicletta”.
Impossibile? Eppure e’ accaduto a qualche milione di utenti. La beffa e’ stata organizzata dagli E-toy, un gruppo di artisti che per primi hanno esplorato i territori del virtual hijacking, il rapimento virtuale che consiste nel dirottare gli utenti Internet verso pagine web assolutamente inattese. www.hijack.org.
Forse a voi non e’ mai successo pero’, quante volte vi siete spaventati di fronte a quei “100.000 records found” cercando su Virgilio, Yahoo o Google quello che vi interessa? Determinati, avete cominciato con pazienza a cliccare sui primi risultati per rendervi conto che non erano certo quelle le pagine che volevate trovare e avete lasciato perdere.
Questo per dire che non potete fidarvi ciecamente dei motori di ricerca perche’ il loro modo di funzionare varia in relazione alla tecnologia usata, e nessuna e’ in grado di archiviare l’intera rete, e poi perche’ non e’ il motore di ricerca la soluzione al diluvio informativo della rete ma il metodo di ricerca.
Questi argomenti sono trattati nel sito web di Strano Network alla voce Chaos www.strano.net/chaos, che nel frattempo e’ diventato un libro della Shake edizioni www.shake.it Nel testo, gli autori Claudio Parrini e Ferry.Byte, discutono ampiamente di tutte queste cose e ne sottolineano tre: il piu’ potente motore di ricerca raccoglie solo un decimo delle informazioni presenti in rete; per trovare una risorsa sulla rete bisogna che qualcuno l’abbia almeno messa online e quindi non e’ vero che in rete si trova qualsiasi cosa; il posizionamento di un argomento in un indice di ricerca segue delle logiche economiche che favoriscono alcuni e svantaggiano altri, soprattutto quando a selezionare le risorse sono operatori umani e non agenti software.
Il sito pero’ spiega le strategie per imparare a cercare meglio circoscrivendo il contenuto della ricerca e insegna i trucchi per aumentare le probabilita’ di vedere soddisfatta la vostra curiosita’ nei primi risultati.

Box Rapiti dal web
Utilizzando particolari software agents che ponevano nel top ranking dei risultati dei motori di ricerca delle pagine fasulle (le dummy pages), associate alle parole piu’ ricercate, sex, ferrari, etc., gli e-toys sono stati in grado di dirottare i cybernauti su siti che non avevano niente a che fare con l’argomento cercato. Attraverso l’inserimento di un comando informatico nelle pagine web pirata, gli etoy bloccavano i tasti funzione dei browser ed obbligavano gli utenti a leggere una dichiarazione a favore di un hacker sotto processo. www.etoy.com

Box Dirottamenti digitali: i precedenti
Nel 2000 alcuni hacker hanno riscritto il software che grazie ad un particolare mouse, il CueCat leggeva i codici a barre dei prodotti commerciali sui siti internet per acquistarli online. Il loro software invece di collegarsi ai siti di vendita faceva una richiesta a tappeto nei motori di ricerca associando il nome dell’impresa a termini come “boicottaggio” o “sfruttamento dei lavoratori”.
http://rtmark.com/cuejack