Arturo Di Corinto
Carnet – rivista (novembre)
http://www.rcs.it/carnet/

Il mondo dei cultural jammers ha un nuovo “partner” Guerrigliamarketing.it, creatura di eterogenei professionisti-attivisti della comunicazione cresciuti nei circuiti underground…

Quanto ti pagano per fare pubblicità alla Nike passeggiando nelle strade del centro con il logo aziendale stampato su cappellino e maglietta?
Sono ancora utili le vecchie pubblicità? È possibile utilizzare le tecniche di branding, cioè di valorizzazione del marchio, per avviare un piccolo business? Ecco tre domande a cui cerca di rispondere il sito guerrigliamarketing, creatura di eterogenei professionisti-attivisti della comunicazione cresciuti nei circuiti underground.
È radicale la loro risposta alla prima domanda: bisogna farsi pagare. A questo fine hanno lanciato la campagna Spazio Indisponibile volta ad affermare il rifiuto del consumatore a pubblicizzare marchi e loghi senza equo compenso. Il primo passo della campagna è stato quello dell’offerta di acquisto via internet di magliette con la scritta “spazio indisponibile”.
Altrettanto provocatoria la campagna Rottama il Brand, la proposta di incentivi statali per la sostituzione dei vecchi brand non più adatti ai cambiati stili comunicativi del pubblico, una iniziativa solidale con gli operatori della comunicazione espulsi da un mercato in crisi.
Convinti che l’economia immateriale, per mantenersi competitiva, abbia bisogno del sostegno da parte dello Stato, pena la rapida obsolescenza delle proprie capacità creative e produttive, guerrigliamarketing ha lanciato una campagna d’opinione per il riconoscimento di incentivi statali a favore dei settori in crisi della new economy, come è sempre accaduto per l’economia tradizionale. La proposta è quella di agevolazioni fiscali e creditizie “alle imprese che attivino contratti con aziende e professionisti della comunicazione a seguito della rinuncia all’utilizzo del proprio marchio riconosciuto, dopo averlo depositato e rottamato presso il locale Ufficio Brevetti”.
E come si fa per avviare una propria attività quando non si hanno abbastanza soldi per promuovere i propri servizi? Con una serie di teniche di facile utilizzo e di sicuro impatto: appiccicando adesivi in giro per la città (Stickering), facendo Graffiti, diffondendo leggende urbane o creando siti web fasulli (Fake Site) per sfruttare la convinzione che “Se esiste è su internet”. www.guerrigliamarketing.it

Box1
Il background di guerrigliamarketing è quello del circuito del cultural jamming, un insieme di pratiche creative di intervento sulla comunicazione attraverso l’uso del detournament, del falso, dell’improbabile e dell’assurdo. Un esempio di inganno mediatico (Media Hoax) proposto nel loro sito web è quello dei falsi atteraggi di Ufo, sulla falsariga di altri pseudo eventi appositamente studiati per superare il filtro dei media di massa, che hanno una lunga e nobile tradizione ben rappresentata in Italia dal luther Blisset Project. www.lutherblissett.net

Box2
Jay Conrad Levinson è stato il primo ad utilizzare dagli Stati Uniti il concetto di Guerriglia Marketing ed ha il merito di aver demistificato la grande truffa del marketing opponendovi la concretezza delle azioni dirette. http://www.gmarketing.com
Capofila della guerriglia comunicativa di carattere etico-politico sono invece gli ®Tmark http://rtmark.com e gli Adbusters www.adbusters.org che al media criticism affiancano iniziative per un consumo consapevole in grado di influenzare le scelte manageriali delle aziende e, di riflesso, quelle dei governi.