Dalla difesa della privacy allo sviluppo della nuova economia, la crittografia ha molti meriti. Nonostante Bin Laden

Arturo Di Corinto
Carnet – Dicembre 2001

Il sospetto che gli attentatori del World Trade Center possano aver usato la crittografia e la steganografia per coordinare le loro azioni ci ha fatto all’improvviso ricadere in un’atmosfera da guerra fredda spargendo sospetti su chiunque rivendichi il diritto alla privacy ed all’anonimato su Internet.

Il perche’ e’ presto detto. Con la crittografia – la scrittura segreta basata su di un codice condiviso fra gli interlocutori – e’ possibile comunicare via Internet senza timore che le proprie comunicazioni possano essere intercettate e decifrate da terze parti. Ma e’ anche possibile celare segreti industriali residenti su un computer oppure evitare rappresaglie del capufficio per aver spedito una vertenza sindacale dalla propria postazione di lavoro.
Ma la crittografia, antica quanto la comunicazione scritta e usata da millenni in ambito diplomatico e militare non e’ piu’ una faccenda da agenti segreti e, nell’era della comunicazione globale essa protegge la sfera piu’ personale e intima della vita di ciascuno, cioe’ tutela la liberta’ di espressione e la riservatezza delle comunicazioni private ma e’ anche uno strumento fondamentale della new economy e del rapporto con la Pubblica Amministrazione.
La crittografia costituisce infatti la base tecnologia di strumenti tecnici, giuridici e commerciali come la firma digitale, la carta d’identita’ elettronica, le piattaforme per il commercio elettronico e le transazioni finanziarie online.
L’uso della crittografia nella posta elettronica, sia da un punto di vista tecnico che sociale, e’ l’equivalente digitale della busta in cui si infila la lettera. Questa proprieta’ schermante della scrittura in codice e’ essenziale per assicurarci che i nostri messaggi in rete siano riservati, arrivino integri e che la loro origine sia attribuibile a noi ed a noi soltanto. www.ecn.org/crypto

Il testo c’è, ma non si vede
Un’altra tecnica per nascondere i messaggi è la steganografia che, a differenza della crittografia non camuffa un testo ma ne cela l’esistenza stessa.
Lo storico greco Erodoto racconta che per inviare informazioni oltre le linee nemiche si usava scrivere messaggi sul capo rasato degli schiavi. Una volta ricresciuti i capelli gli schiavi potevano raggiungere il loro destinatario. Nella comunicazione elettronica la steganografia può avvenire tramite pixel mescolati ad altri pixel di una immagine o di una fotografia. Il meccanismo e’ sempre quello di nascondere un messaggio dentro un altro messaggio-contenitore dall’aspetto innocuo in modo da non suscitare sospetti. www.ecn.org/kriptonite

Le due chiavi
Il piu’ noto software di crittografia e’ il PGP (Pretty Good Privacy) di Philip Zimmerman. Il software genera una chiave pubblica, consultabile da chiunque, ed una segreta nota solo all’interessato. Il messaggio cosi’ codificato risulta incomprensibile a chi non possiede entrambe le chiavi. http://www.pgpi.org