Arturo Di Corinto
Carta, 25 novembre 2006

Il 14 novembre scorso Bill Gates ha annunciato agli azionisti della Microsoft che il lancio di Windows Vista sarà il più importante per l’azienda dai tempi di Windows 95.

Il nuovo sistema operativo che sostituirà Windows XP sui computer di tutto il mondo è un mostro frutto di cinque anni di lavoro costellati da rinvi, cambi di strategie e contrattempi vari. E anche se la la versione rilasciata ai partner non è ancora testata a sufficienza e arriverà in negozio solo dal 30 gennaio, l’azienda di Redmond non poteva aspettare un minuto di più, costretta da una parte dall’obsolescenza di Windows XP e dall’altra dall’agguerrita concorrenza di Apple e GNU/Linux. Ma dovrebbe essere anche l’occasione per rimettere a lucido l’immagine opaca dell’azienda che ha ancora una causa pendente con l’Europa per comportamento anticoncorrenziale. Tuttavia, se non servirà a questo, almeno porterà nelle casse della Microsoft i soldi necessari a pagare la multa di 3 milioni di euro al giorno che l’Antitrust ha deciso di comminargli per non aver ottemperato alle sue raccomandazioni di separare il media player dal sistema operativo e diffondere i protocolli necessari agli altri produttori per interagire coi prodotti di BigM spezzando la filiera che obbliga gli utenti ad usare solo hardware e software “Microsoft compliant”.
Cosa di meglio allora che offrire un software “più affidabile e sicuro”, che promette di supportare un maggior numero di periferiche, con una grafica tutta nuova e un motore di ricerca interno avanzato quanto google desktop? Secondo le previsioni sarà installato su 100 milioni di computer e all’accensione i suoi acquirenti udiranno un suono speciale creato da Robert Fripp, ex King Crimson, che ci ha lavorato 18 mesi per renderlo “unico” (quello di Windows 95 era stato creato da Brian Eno) e che molti assicurano diventerà un nuovo tormentone.
Ma Vista non è l’unica novità per la casa di Redmond. Dal 30 gennaio dovrebe essere disponibile anche la nuova suite Microsoft Office 2007 nonostante gli utenti Windows si stiano adattando velocemente ad Open Office, un insieme di prodotti da ufficio che fa le stesse cose ma che si scarica gratuitamente dalla rete perché frutto di un progetto aperto. Ma a tutto c’è un rimedio. Da quando anche Microsoft ha capito che il suo programma Shared Source non produceva l’effetto sperato, ecco che è arrivato l’accordo con Novell. L’accordo prevede che le due società collaborino fino al 2012 allo sviluppo, alla commercializzazione ed al supporto di nuove soluzioni capaci di migliorare l’interoperabilità tra la piattaforma di Microsoft e quella Linux di Novell.
In altre parole, BigM, smesso lo scontro frontale con il mondo del software libero che prima definiva “comunista” in senso spregiativo ha deciso di allearsi col maggiore rivale di prodotti open source per le aziende. Vista inoltre userà un protocollo, il PNRP, Peer Name Resolution Protocol, che permetterà di chiamare il proprio computer da ogni dove della rete Internet usando un nome unico, come fosse un vero e proprio nome di dominio, sfruttando la logica prima considerata criminale del peer to peer. L’accordo con Novell e l’adozione dell’architettura P2P dice un’identica cosa: se non puoi batterli, comprali, se non puoi comprarli, impara da loro.
La domanda comunque rimane. Ma il computer che ho comprato due anni fa, funzionerà con Vista? Chissà? Per quelli nuovi la strategia comunicativa di MS è chiara: oltre 250 prodotti hardware riporteranno la scritta “funziona con Windows Vista”, ma, dati i precedenti, il condizionale è d’obbligo.