ARTURO DI CORINTO
il manifesto 2 febbraio 2002

Sarebbe veramente troppo lungo da enumerare l’elenco dei siti dell’informazione indipendente che in questi giorni si sono attivati per coprire l’evento Porto Alegre, perciò è forse più utile registrarne le tendenze.

Innanzitutto la convergenza dei media indipendenti in network sempre più ampi e delocalizzati, secondo un modello senza vertici né gerarchie. Come Radiogap, network delle radio libere italiane, che sul proprio sito propone molte interviste radiofoniche dei partecipanti alla conferenza declinate al femminile (www.radiogap.net). Oppure “Fsm direct”, Coordinamento internazionale d’informazione, cui partecipano Le Monde diplomatique, Attac Brasile, Italia e Francia, Vita e altri (www.vita.it). E poi c’è Indymedia, che continua a rappresentare un caso unico di piattaforma digitale interattiva aperta per la pubblicazione in tempo reale di contributi audio, video e testuali, con 72 filiazioni in tutti i continenti, e che ha appena inaugurato Radio d.r.o.p. (radio.indymedia.org/drop). La seconda tendenza è la fusione delle competenze del giornalismo critico, che ha visto molti transfughi dalle testate tradizionali avviare esperimenti editoriali su Internet. Una nuova generazione di comunicatori capaci di assemblare un computer, fare una intranet, installare software di comunicazione, redigere comunicati stampa, tradurli in tutte le lingue e spedirli per il mondo, uniti da un processo di formazione reciproca e dal continuo scambio dei ruoli. Un po’ tutte queste tendenze si ritrovano in Ciranda (www.ciranda.net), il girotondo internazionale dell’informazione indipendente, che raggruppa molte delle iniziative di informazione libera su carta, nell’etere e via internet. La seconda Ciranda è un’iniziativa lanciata dal sito ufficiale della conferenza (www.forumsocialmundial.org.br) e da quello di portoalegre2002.net, cui hanno aderito decine di quotidiani, riviste e pubblicazioni no-profit. Ciranda rappresenta “lo sforzo di articolare, in tutto il mondo, le iniziative legate al giornalismo indipendente, con l’obiettivo di offrire una copertura molto più ampia, profonda e veritiera di qualunque veicolo di comunicazione commerciale presente al Fsm”. Per questo, la II Ciranda ha adottato il concetto che ha permesso la fioritura del software libero: il copyleft – un gioco di parole, copyleft è il “permesso d’autore”, opposto al “diritto d’autore”, m
a anche al termine right, “di destra” – come vera alternativa all’informazione mercificata. E lo stesso centro stampa della conferenza, allestito dentro l’Università cattolica di Porto Alegre, mette a disposizione dei giornalisti accreditati computer con sistemi operativi Unix-like (tipo linux) e con licenza copyleft adattati dagli studenti del Progetto software libero del Rio Grande do Sul per fare a meno di Bill Gates (www.carta.org). Perché gli strumenti che usiamo per informarci e comunicare non sono tutti uguali e, se alcuni irrigidiscono il tuo modo di pensare, altri ti liberano la mente.