«Kaos Tour», due giorni di software libero e «etica hacker» a Roma
Il Kaos Tour è arrivato arriva a Roma, approdando allo Strike s.p.a , lo spazio pubblico autogestito in via Partini 21 (zona portonaccio, www.strike-spa.net), per una due giorni di incontri, dibattiti e musica a sostegno del progetto «Autistici/Inventati» (www.inventati.org), che offre spazio web, strumenti di posta elettronica e di «anonimato digitale» in maniera gratuita e aperta a tutti.

Arturo di Corinto
il manifesto – 15 Marzo 2003

Infatti dopo un anno dalla nascita autistici.org/inventati.org già ospita 205 siti, 2046 mailbox personali, 269 liste di discussione e diffonde materiali e produzioni no-copyright, per «socializzare saperi, senza fondare poteri» Perciò con buona pace di chi vorrebbe eliminare il termine hacker dal vocabolario perché troppo legato a un immaginario negativo, gli hacker di molte parti d’Italia si sono trovati allo Strike per cablare il centro autogestito occupato, installare il «software libero» Debian Gnu/Linux su vecchi computer, discutere di etica hacker e attivismo digitale, ma anche della presunta ripresa della net-economy e delle nuove modalità di organizzazione della galassia del lavoro immateriale. La prima gionata del meeting si è svolta ieri con l’installazione del softaware libero e la cablatura dello spazio e oggi si riprende per alcune discussione seminariali a partire dalle 15.30.

In attesa del convegno Liberi e Binari che il 20 marzo all’Università di Roma ospiterà il guru del software libero Richard Stallman (www.mediamonitor.it), l’iniziativa allo Strike vuol fare il punto su un terreno accidentato come la comunicazione on-line, la cosiddetta net-economy e i «lavoratori in rete» (è previsto un collegamento in diretta con il seminario organizzato a Milano su iniziativa del sito internet Quinto Stato – www.quintostato.it – che ha come tema «Come riavviare la net-economy»).

Al centro del Kaos Tour c’è l’intenzionalità etico-politica di affermare «il diritto all’informazione» come diritto inalienabile e che la conoscenza e’ «un bene comune e che la sua appropriazione privata è da considerare al pari di un furto». Il riferimento della telematica sociale italiana e’ in questo caso alla pessima performance della commissione cultura della Camera che ha recepito la direttiva Unione europea sull’estensione del diritto d’autore.