INFORMAZIONE
Il blitz in diretta alla radio E poi fa il giro del mondo su internet
ARTURO DI CORINTO
il manifesto – del 23 Luglio 2001

“Cari amici ascoltatori è un momento tragico, i telefoni sono isolati, speriamo che le comunicazioni continuano a funzionare, chiamiamo tutti, chiamiamo l’Ansa: la polizia è nel cortile!

Sono qui, dentro al media center. Cerchiamo di non perdere il controllo: stanno assaltando il media center di via Cesare Battisti qui a Genova, stanno cercando di sfondare la porta dietro la quale ci siamo barricati, siamo come topi in trappola. (…) Io non me ne vado dal mixer finché non mi ci trascinano via. E’ una scena cilena, stanno sfondando la nostra porta. Resistenza passiva, ragazzi! Uno sgombero in diretta. Manteniamo la calma. Calma, seduti e con le mani alzate, ok, tutti, tutti, leviamo quel tavolo, non abbiamo nulla da nascondere (…) Non ci devono fare niente, non abbiano fatto nulla, stiamo solo facendo informazione. Continueremo a farla. Continuiamo a denunciare quello che sta facendo questo stato criminale e questa polizia fascista. Che è entrata nella sede di una radio, manganelli in mano il casco sulla testa…”
Questi gli ultimi tre minuti di trasmissione di Radiogap prima dell’irruzione della polizia nel media center del Gsf dove gli speaker sono acquartierati insieme ai legali e agli attivisti dell’Independent Media Center. Più tardi spediranno in giro per il mondo un file audio che a trent’anni di distanza racconta la stessa storia della chiusura di Radio Alice di Bologna (www.dyne.org/antig8).
I manganelli avevano già portato la devastazione nella scuola Diaz, di fronte al media center, alla Casa dei Popoli dove i manifestanti esausti riposavano. Quando se ne vanno dal media center, oltre al carico di arrestati e feriti, lasceranno dietro di sé i computer distrutti, dopo aver requisito hard-disk, materiale video, e telecamere. Ma perché? Cercavano materiale compromettente per la polizia? Ma quello, dicono gli attivisti, era già partito da Genova. Eppoi, dicono, “hanno sequestrato solo 4-5 telecamere delle 15 che riprendevano i pestaggi. Questo materiale, grazie a Indymedia, farà il giro del mondo”.
Indymedia è infatti un network internazionale di media attivisti che fanno informazione indipendente grazie a una piattaforma realizzata con software libero www.cat.org/au perché chiunque possa pubblicare su internet in tempo reale audio, video e testi.
Nata per garantire la copertura mediatica delle proteste di Seattle, Indymedia ha dimostrato possibile la creazione di un mass-media autogestito, indipendente dai media istituzionali e commerciali. La sua sezione italiana http://italy.indymedia.org, ci dice Void, uno degli sviluppatori, nasceva un anno fa, nel giugno 2000, a Bologna, durante la protesta contro il meeting Ocse. Usando un nuovo linguaggio, l’immagine in movimento, ha permesso da allora la pubblicazione e la condivisione di ogni tipo di informazione. Senza alcuna modifica dei materiali inviati, e l’impossibilità di eliminarli dal server basato in Colorado. Poi a Genova, a lavorare insieme alla copertura mediatica della contestazione al G8. Fatta la web-radio, hanno catalogato telecamere e nastri, e si sono assicurati contro la distruzione delle apparecchiature. Previdenti.