A. Di. CO.
Il manifesto 19 Giugno 2001

HACKER, UNA STORIA

Nel libro “Hackers” – Ed. Shake, 1996 – Steven Levy racconta che i giovani talenti che si fregeranno del titolo di hackers emergono alla fine degli anni 60 dalla cellula tecnica del “Tech Model Railroad Club” del Mit di Boston. Gli hackers erano quelli che sapevano “mettere le mani sopra” all’intricata matrice di fili e di relais che faceva correre i trenini del Club. Quello che accadde dopo fu che archiviati i trenini quei talenti si appassionarono alla programmazione dei computer, collaborarono alla realizzazione dei primi corsi di informatica della famosa università americana e cominciarono subito a sperimentare tutte le scorciatoie possibili per ottimizzare la limitata capacità di eleborazione dei primi computers e risparmiare lavoro agli operatori umani.

HACKER, UNA PAROLA

Il termine “hacker” è stato poi utilizzato per indicare coloro i quali nell’approccio alle tecnologie manifestavano una forte innovazione, virtuosismo tecnico e uno stile finalizzati a migliorare il rendimento delle macchine informatiche: facilitare l’interazione fra l’operatore e i programmi in esse contenuti e la condivisione del sapere così acquisito.

HACKER, UNA RIVOLTA

Da allora molte cose sono successe. L’ansia creativa dei primi hackers ha incontrato le parole ribelli della contestazione studentesca e lo spirito imprenditoriale di giovani come Jobs e Wozniack che, lavorando in un garage, ci lasceranno in eredità i primi personal computers da assemblare in casa. La diffusione nelle scuole e nelle aziende di strumenti pensati per scrivere, disegnare, fare di conto, meglio e più velocemente, ha visto i computers diventare icone del nostro tempo. E lo sviluppo di macchine utilizzabili senza una conoscenza da programmatore di software ha trasformato gli hackers in segreti officianti di una tecnologia esoterica e a volte nemica.

HACKER, UNA REPRESSIONE

Oggi si parla spesso degli hackers come di pirati informatici o di ragazzini teppisti che si intrufolano nei sistemi protetti delle banche, delle aziende e delle istituzioni per danneggiarli o trarne profitto. Però, con buona pace dei giornalisti male informati e della Guardia di finanza, le cose stanno diversamente (come speriamo risulti chiaro anche da questa pagina).

E ORA IL GLOSSARIO

In questa pagina avete trovato:
Hacker: dal verbo To Hack nell’accezione di tagliare, ridurre, dimezzare.
Backbone: dorsale di comunicazione per reti telematiche.
Root: abbreviazione di “utente root”, cioé amministratore di un sistema o di una rete.
Microshit: termine spregiativo per indicare i prodotti Microsoft.
Avatar: alter ego virtuale