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L’associazione italiana per il reddito garantito “Basic Income Network – Italia” rende noto che lo scorso lunedì 2 febbraio 2009, presso la Camera dei Deputati, nell’ambito di un Convegno svoltosi alla presenza del Presidente della Repubblica, del Presidente della Camera dei Deputati e del Presidente del Cnel, sono stati presentati gli esiti di un complesso studio condotto dalla Commissione interistituzionale di indagine sul lavoro, presieduta da Pierre Carniti. La Commissione ha studiato le trasformazioni intervenute nel mondo del lavoro negli ultimi decenni, a seguito dell’introduzione delle nuove tecnologie e delle riforme legislative che hanno profondamente inciso sulla materia.

Il comitato scientifico del Bin-Italia ritiene di particolare interesse il capitolo undicesimo di questa imponente indagine, quello dedicato a Regolazione, welfare e politiche attive sul lavoro, nel cui ambito viene condotta una ricognizione in chiave comparatistica dei sistemi di protezione del reddito vigenti in Europa ([1]). I contenuti di questa parte della ricerca sono stati accuratamente evidenziati dalla nota studiosa Chiara Saraceno, che ha così riassunto in un articolo apparso su La Stampa del 7 febbraio 2009 le proposte di riforma conclusivamente avanzate dalla Commissione-Carniti: «l’unificazione dei diversi sistemi d’indennizzo della disoccupazione in un’indennità universale (e d’importo adeguato) per tutti coloro che hanno perso il lavoro superando la frammentazione attuale ed anche l’uso improprio della cassa integrazione straordinaria, unitamente all’introduzione di un reddito minimo per coloro che si trovano in povertà. Il tutto accompagnato da politiche attive del lavoro che impegnino i beneficiari dell’una e dell’altra misura ad attivarsi per trovare un lavoro (purché ci sia) e a migliorare e riqualificare il proprio capitale umano».

Riteniamo che quanto emerso dal rapporto della “Commissione Carniti” contribuisca obiettivamente a rilanciare il tema del reddito garantito, nonostante il Governo mostri chiaramente di voler ignorare tali stimoli, restando inerte di fronte alle nuove esigenze rese visibili dalla crisi economica ed alle ripetute sollecitazioni della Commissione europea e del Parlamento di Strasburgo o di volere al più procedere mediante l’adozione di misure una tantum (come ad esempio la social card) o mediante estensioni discrezionali degli strumenti esistenti, come la cassa integrazione, producendo un’ulteriore “balcanizzazione” del nostro sistema di protezione sociale.

Il consiglio direttivo e il comitato scientifico del Bin-Italia intendono promuovere un confronto con gli esponenti della Commissione, con gli studiosi e i cultori della materia, con le associazioni della società civile perchè l’importante lavoro svolto dalla Commissione non venga tralasciato e costituisca, invece, la base per riflettere sulle misure effettivamente da intraprendere per assicurare anche nel nostro paese una copertura universalistica dei bisogni vitali.

Per il Bin Italia il Presidente

Luca Santini

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[1] Lo studio nel suo complesso e il capitolo in questione sono leggibili su http://www.portalecnel.it/Portale/IndLavrapportiFinali.nsf/vwCapitoli?OpenView&Count=40