Appello/Comunicato di Net Left
INNOVAZIONE, RETI, SAPERI: ECCO LE PRIORITA’ PER IL 20 OTTOBRE

Alla manifestazione per l’attuazione del programma di governo del 20 ottobre 2007, a Roma, parteciperemo in tanti, per porre con forza le questioni centrali dei diritti, della pace, della democrazia, in una prospettiva né economicista né sviluppista, ma improntata alla solidarietà e alla condivisione.
Lo faremo mettendo al centro dell’agenda politica una nuova idea di welfare, un reddito d’esistenza per chi continua a formarsi lungo tutto l’arco della vita, la centralità dei saperi come elemento di emancipazione soggettiva e collettiva, l’importanza della cultura e della creatività sottratte alle leggi di mercato, le libertà digitali e il pluralismo dell’informazione come precondizione di ogni società democratica e la valorizzazione di scuola, università e ricerca pubbliche come elementi prioritari di un ripensamento complessivo dell’economia e della società.

Comunicazione, condivisione e cooperazione da sempre caratterizzano le nostre battaglie, da quella per l’accesso ai saperi e all’istruzione pubblica a quella per l’informazione come bene comune, dalla proprietà diffusa degli strumenti di comunicazione, come le reti e il software, alla difesa della privacy e dei diritti digitali. Chiediamo, soprattutto, nuovi diritti per chi lavora, opera e “produce” nella costruzione dei segni, per un nuovo welfare della comunicazione. È un tema centrale, per noi, un tema che riunisce e assomma, concretizzandole, quelle istanze di libertà alle quali vogliamo continuare a guardare. Perché produrre e mercificare segni è il lavoro di milioni di persone, un lavoro che definisce nuovi scenari e relazioni, nuovi modi di produrre, svilupparsi e socializzare.
Parliamo di un’economia di segni e simboli che, nonostante sia prevalente nelle società avanzate, non è riconosciuta nella sua importanza economica e sociale ed anzi si caratterizza per la precarizzazione spinta dei suoi produttori, i lavoratori della conoscenza, che sono mal retribuiti, frammentati e dispersi, privi di rappresentanza e tutele.
Questo accade oggi, mentre scienza, tecnologia, informazione e comunicazione stanno diventando contemporaneamente prodotti e agenti produttivi sempre più potenti e conflittuali. Asserviti alla logica dell’impresa e del mercato, possono essere utilizzati come strumenti di controllo ed esclusione sociale, di sfruttamento intensivo degli individui e dell’ecosistema.
Invece noi, che vogliamo usare le tecnologie e i saperi come opportunità di crescita e partecipazione, di intervento nella vita pubblica e di nuova socialità, crediamo che scienza, tecnologia e ricerca sono strumenti per la produzione di beni comuni. Rivendichiamo per questi lo status sociale e collettivo e per la società, la necessaria riappropriazione di questa ricchezza comune che, grazie allo sviluppo tecnologico, può essere messa a disposizione di tutti grazie all’economia di rete.
Crediamo che la promozione e valorizzazione di un’economia di rete diffusa e solidale nei modi comunitari di produzione e di cooperazione, possa diventare un’opportunità per tutti solo se ci libera dai ricatti del mercato. Perciò, un dibattito generale su questi temi e una manifestazione che ponga al governo obiettivi tangibili, capaci di cambiare le condizioni delle persone, ci vedranno in prima fila. Vogliamo contribuire ad un piano generale di mobilitazione che coinvolga la società civile, il mondo del precariato, i soggetti in formazione, il popolo della pace, di Genova, di Vicenza, il movimento che a più riprese ha coinvolto il mondo della scuola, dell’università e della ricerca.
Per cambiare, qui ed ora, il futuro del nostro Paese.

NetLeft

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