Insieme diciamo basta alle molestie online

Hacker’s Dictionary. Le donne sono il bersaglio preferito di ricatti e aggressioni verbali. Amnesty lancia il Troll Patrol Project. Dalla Internet Society dieci semplici suggerimenti per rendere il web un posto migliore per tutti e tutte

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 3 Gennaio 2019

Le molestie e il bullismo online sono reali. E alcuni gruppi, come le donne, sono presi di mira più di altri. Purtroppo, la nostra identità influisce sul modo in cui sei trattato dagli altri anche online.

Ad esempio, il costo della presenza tu Twitter per una donna può essere molto alto. Soprattutto se si tratta di figure pubbliche. Nonostante i ripetuti appelli ai fondatori della piattaforma di microblogging le cose per le donne peggiorano ogni giorno. Per questo Amnesty International ha deciso di realizzare il Troll Patrol Project, un’indagine mirata sui tweet molesti. Lo studio, realizzato con la partecipazione di 778 donne che lavorano nel giornalismo e nella politica negli Usa e nel Regno Unito ha scoperto che il 7% dei tweet a loro inviati erano molesti e problematici e che arrivavano sia da destra che da sinistra al numero di uno ogni 30 secondi per un totale di un miliardo di tweet in un anno. Le donne di colore sono le più bersagliate.

Su WhatsApp e Facebook le cose non vanno meglio. Dalla parte opposta del mondo, dopo due anni di vita, il numero verde pakistano contro le aggressioni online ha ricevuto 2.300 denunce per molestie sessuali, bullismo, minacce e ricatti: 91 telefonate al mese. A farle sono state per la maggior parte donne (59%) molestate su Facebook.

Eppure una ricerca Ipsos Mori realizzata insieme all’Agenzia Europea per i diritti fondamentali e la National Public Radio americana ha rivelato che sia gli uomini che le donne non ne sono veramente consapevoli e che tendono a minimizzare il fenomeno, anche in Europa e negli Stati Uniti.

Perciò, visto che siamo a inizio d’anno, proviamo a incominciarlo con i consigli della Internet Society, perché Internet dia voce a tutti.

1) Conosci il mezzo. Il web è un potente strumento per la comunicazione. Impara come utilizzarlo, tieni gli occhi aperti con buoni e cattivi e sfrutta al massimo ciò che ti offre.

2) Mantieni privata la tua vita privata. Tieni le tue informazioni personali separate dal tuo ruolo professionale. Usa personaggi diversi per ruoli diversi.

3) Proteggi le comunicazioni. Utilizza la crittografia end-to-end e l’autenticazione a due fattori per le comunicazioni riservate.

4) Oscura la tua posizione. Rimuovi i dati sulla posizione da immagini e video prima di pubblicare. Disattiva la geolocalizzazione dei post e non rivelare la tua posizione nei post pubblici.

5) Proteggi i tuoi dispositivi. Proteggili da manomissioni fisiche e digitali. Utilizza la crittografia e password forti e mailbox sicure.

6) Preparati per un attacco. Trova alleati e prepara un piano per affrontare le molestie online, il doxing (dossieraggio) e altre forme di abuso. Non dare da mangiare ai troll! Non meritano la tua attenzione.

7) Non lasciare che i cyber-bulli minino ciò che stai facendo. Mostra loro che non hai paura. Altri staranno con te. Impara a chiedere aiuto.

8) Attenzione ai virus, alle email di phishing e ai documenti che clicchi. Controlla prima di connetterti con qualcuno che non conosci. Se qualcosa ti sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non lo è.

9) Condividi la tua esperienza con gli altri. Fai sapere alla gente che sei lì per aiutare.

10) Proteggi gli altri. Se si ospitano contenuti generati dagli utenti, impedisci agli utenti di pubblicare messaggi offensivi. Aiuta a rimuovere le informazioni personali che sono state esposte per ferire qualcuno. Segnala i trasgressori.

Condividi questi suggerimenti con qualcuno vicino a te. E non voltarti mai se vedi un abuso sui social media. Buon 2019