Startupitalia: La truffa delle ragazze bellissime che ti chiedono l’amicizia su Facebook (e 3 consigli per non cascarci)

La truffa delle ragazze bellissime che ti chiedono l’amicizia su Facebook (e 3 consigli per non cascarci)

Capita continuamente di ricevere richieste di contatto su Facebook da donne in bikini o uomini belli e impossibili. Ecco, prima di iniziare a chattarci è bene stare molto attenti, perché si tratta (quasi sempre) di truffe che sfociano in ricatti sessuali. Qui spieghiamo come funzionano e come difendersi

Arturo Di Corinto per Startupitalia del 3 febbraio 2017

Se non ti chiami Ben Affleck, Richard Gere o Justin Bieber, chiediti perché una giovane e prosperosa Estefani Zamora, single texana e senza contenuti da mostrare ti abbia chiesto l’amicizia. Rifatti la domanda con Ester Atanga, Natalie Cassell o Alice Ciambelle. Fai lo stesso se non hai già sviluppato la carica sessuale di Lady Gaga o di Madonna, e se non puoi vantare i caratteri sessuali secondari di Kim Kardashian. L’affascinante giovanotto arabo o il procace attore di Bollywood che ti chiede l’amicizia non sta cercando proprio te: sono banali esche sessuali.

Identikit dell’adescatrice sessuale

È infatti molto facile che giovani e avvenenti individui ti abbiamo chiesto l’amicizia per popolare di “amici” il proprio profilo e arrivare piano piano a delle “vittime” a te collegate. Oppure cercano proprio te, ma per intavolare una chat notturna nella quale prima o poi ti chiederanno di spogliarti per rubarti le foto e chiederti del denaro per non divulgarle alla tua lista di amici, professori, compagni di classe e colleghi dell’ufficio.

Tranquilli, non si tratta di persone vere. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di profili fake, costruiti a partire da fotobook di utenti veri, dal portfolio di attrici in erba, dalle foto di una sfilata o da una festa di compleanno. Se si controllano questi profili in genere non riportano molte informazioni personali e quelli meglio costruiti hanno qualche post di tema amoroso, oppure fiori, poesie e l’immancabile dicitura “single”.

Sono “esche sessuali”, costruite ad arte da organizzazioni criminali, spesso basate in paesi africani o nei Balcani, che lucrano sull’ingenuità di chi vuole fare nuove amicizie, trovare l’anima gemella o fare (video)sesso virtuale con gli sconosciuti, al riparto da occhi indiscreti, magari dopo aver messo i figli a dormire.

Sono quasi sempre dei bot

Questi profili fasulli sono spesso governati da “bot” (chatbot) in grado di intavolare una banale discussione in chat, ma che falliscono nel rispondere a domande complesse e in genere si esprimono per mononsillabi e frasi fatte: “ok”, “mi chiamo Patrizia”, “vivo a Nantes”, “faccio l’infermiera”, “ho voglia di sesso”, eccetera. Che poi già il fatto che nel profilo sia indicata una laurea conseguita in Italia per andare a fare la fiorista a Marsiglia dovrebbe insospettire, ma quando addirittura dopo poche battute in chat ti chiedono di fare sesso virtuale, lo scopo diventa evidente.

C’è chi ci casca, molti ci cascano, e diventa anche una questione di responsabilità verso il proprio network di amici evitare questi profili fake non confermando la richiesta di amicizia. É infatti molto probabile che se i tuoi amici ti vedono nel network dell’esca sessuale, siano più propensi a concedergli l’amicizia.

Dalla chat al ricatto il passo è breve

Queste esche, anche quando non riescono a farti spogliare nella chat per usare le tue foto nude come ricatto, possono sempre operare dei fotomontaggi con te vestito, o vestita, e minacciare la loro divulgazione. Fotomontaggi di bassa qualità ma che possono raggiungere lo scopo se riescono a impaurire il malcampitato.

E se non paghi il riscatto richiesto, via money transfer o talvolta in Bitcoin, il passo successivo dei malvimenti è quello di pubblicare il tuo fotomontaggio nudo, magari intento in un atto sessuale, sotto i post dei tuoi amici. Se anche lì fai resistenza, creano un videomontaggio e lo pubblicano al volo su Youtube e arrivano finanche a pubblicare la chat e le foto su un sito col tuo nome acquistato prima del tentativo di truffa.

I casi sono purtroppo molti e documentati, grazie alle denunce delle persone che hanno preferito  dare spiegazioni a fidanzati e famiglie pur di non farsi ricattare, denunciando il fatto alla Polizia Postale. Altri però hanno ceduto e pagato, altri ancora ci si sono ammalati.

Trovare i responsabili di tanta angoscia non è facile neanche per le Autorità.

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3 consigli per non farsi fregare

Ma niente paura, si possono fare tre cose semplici semplici per trovare nuove amicizie riducendo il rischio di incappare in questi truffatori, a partire dalle domande che possiamo fare a noi stessi:

1. Mi piace aggiungere nuove amicizie e sono disposto a correre il rischio di incontrare un profilo fasullo: come posso fare per non farmi fregare da un robot?
La risposta è semplice: scrivi il nome del nuovo contatto e incollalo su un motore di ricerca: se la persona compare su siti di notizie, album collettivi e social diversi da FB, potrebbe essere una persona vera, con tanto di lavoro e indirizzo. Informati, leggi quali informazioni ti offre il motore di ricerca e poi decidi.

2. Sono ancora indeciso, questa persona ha anche altri profili e pubblica su canali diversi foto di gatti e di fiori, ci ho parlato, è una persona sensibile! Come posso essserne sicuro?
Anche qui si può fare una cosa semplice: fai uno screenshot del profilo del nuovo contatto, ritaglia il volto, salvalo come immagine e incollalo su Google, nella sezione immagini: Google ti proporrà una serie di volti e di link associati alla sua foto. Avrai un altro elemento di valutazione per decidere come comportarti.

3. Mi sembrava una persona carina, era veramente interessata a me, ma dopo aver fatto una videochiamata via skype ha cominciato a ricattarmi minacciando di pubblicare le sequenze del nostro sesso virtuale. L’ho denunciato alla polizia, ma continua a importunarmi, mi subissa di telefonate e mi manda immagini discustose!
La prima regola è non dare mai il proprio numero di telefono o l’indirizzo reale, ma se l’hai fatto, cambia i setting della privacy di FB e del telefonino (puoi anche bloccare chiamate e messaggi), vedrai che smetterà. Ma sopratutto non uscire mai dalla chat dove si è stati contattati. Le chat di FB rimangono in memoria e costituiscono una prova dell’accaduto. Ma se hai fatto sesso virtuale a quel punto cè poco da fare: pagare mai, denunciare sempre, cercare aiuto e consiglio dagli amici veri. Fino all’ultima opzione: l’outing protetto per evitare che altri cadono vittima dello stesso tranello.

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@arturodicorinto