Left Shift. 2004. L’ ”invenzione” della pelle come conduttore. Galvani e Volta si rivoltano nella tomba
AprileOnLine.Info n.78 del 13/07/2004
[Arturo Di Corinto]

L’ultima trovata della Microsoft sembra uscita da un romanzo di fantascienza. L’azienda di Redmond ha infatti brevettato il corpo umano inteso come ”un apparato per la trasmissione di energia e informazioni” utilizzando i tessuti e le ossa di cui è composto.

Il brevetto n. 6.754.472 registrato alla fine di giugno al Patent and Trademark Office americano, è disponibile su Internet con tanto di disegni e grafici, e spiega come funzionerà l’uomo-computer. Un microfono sul polso destro, un display su quello sinistro, un auricolare all’orecchio, l’avambraccio come tastiera. Ma solo più in avanti però si potrà usare la pelle nuda per digitare i comandi. Dalla cintura spunteranno il computer palmare e il telefonino di ultima generazione. All’interno delle scarpe un alimentatore darà corrente a tutti gli altri dispositivi. L’auricolare riprodurrà i suoni del cellulare ma anche del lettore di musica mp3. Il piccolo monitor visualizzerà le immagini per conto di ogni apparecchio. La pelle, sfruttando le sue proprietà di conduttore, avrà il compito di collegare tutte le apparecchiature (appliances) incorporate nel network umano. Niente fili o infrarossi.
In fondo potrebbe anche piacerci l’idea di questa nuova frontiera prefigurata dalla ricerca sui wearable computers (i computer indossabili) se non fosse che la brevettazione del corpo umano come trasmettitore non dovrebbe neppure essere pensabile – Galvani e Volta già si stanno rivoltando nella tomba – visto che non è un’invenzione ma la base stessa della fisiologia umana e quindi di ogni attività umana. Un brevetto del genere inoltre potrebbe influenzare negativamente tutta la ricerca che si conduce nei campi disciplinari attigui alla fisiologia umana, dalla medicina alla psicologia, con riflessi evidenti su farmaci e metodi di cura.
Nel 2003 il colosso mondiale del software ha depositato oltre duemila brevetti e un mese fa Microsoft ha addirittura brevettato il “metodo e apparato creati per lanciare diverse funzioni di programma, basati sul tempo durante il quale viene premuto il bottone di comando”, cioè il “doppio clic”.
Un altro motivo per polemizzare con il gigante del software che da tempo compete di più sul versante legale che su quello della qualità di prodotti che si “inceppano” o che aprono le porte a criminali informatici permettendo loro di sottrarci i dati delle nostre comunicazioni. Ma chi è causa del suo mal è destinata a piangere se stesso. Pochi giorni fà Microsoft è stata citata in giudizio per violazione del brevetto relativo alle tastiere ergonomiche. Sarebbe di proprietà della TypeRight Keyboard.
Tuttavia, se l’idea di brevettare il corpo umano a fini industriali sconfessa ogni tentativo della Microsoft di proporsi come alfiere di una società aperta, la notizia sembra condurci all’interno di una delle distopie dei romanzi della science fiction nota come cyberpunk. Ci porta proprio dentro quei romanzi di fantascienza – quelli di Gibson, Sterling, Dick – dove non ci sono più navi aliene a forma di sigaro e omini verdi che vogliono fare la guerra dei mondi, ma città ipertrofiche nei cui sottofondi popolati di mutanti, scienziati con pochi scrupoli vendono e comprano organi umani per le corporazioni industriali riunite, le zaibatsu, che per mano della yakuza (la mafia orientale) si procurano prostitute e clochard per farne cavie umane necessarie ai loro brevetti.
Uno degli aspetti più raccontati dalla stampa è stato che il nuovo brevetto di Microsoft non presuppone l’uso di fili o infrarossi e che quindi gli apparati basati su di esso non sarebbero intercettabili dai pirati informatici. Nei libri di Gibson però i “cowboy della consolle”, stanno sempre un passo avanti alle multinazionali. Per soldi, ideologia o sopravvivenza, quegli hacker-cowboy sono i più feroci avversari delle zaibatsu.

PS: Per saperne di più sul corpo come conduttore e sulle scoperte e le dispute scientifiche nate dalla pubblicazione nel 1791 degli studi di Galvani, suggeriamo la lettura di “Rane, torpedini e scintille. Galvani, Volta e l’elettricità animale”, un libro di M. Bresadola e M. Piccolino edito da Bollati Boringhieri.