Stamattina il voto definitivo del testo licenziato dalla Commissione Cultura della Camera
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[A.D.C]

Dopo un lungo tira e molla, la Commissione Cultura della Camera ha licenziato il testo contro la pirateria che modifica il decreto Urbani del 12 marzo. Se non ci saranno sorprese nella votazione di questa mattina alla Camera, il testo emendato conterrà diverse novità di rilievo: la riduzione delle sanzioni pecuniarie e la depenalizzazione dei reati di duplicazione e scambio illegale di opere coperte da copyright; la non responsabilità dei provider rispetto al comportamento dei loro utenti; l’introduzione di una tassa del 3% sul prezzo di listino dei masterizzatori digitali.

Secondo la relatrice della legge in commissione cultura, l’onorevole Gabriella Carlucci (Forza Italia) “il risultato è che ci saranno meno sanzioni per l’uso individuale senza tralasciare la repressione della pirateria in maniera da tutelare gli utenti internet e insieme i 60.000 italiani autori di musica, cinema, cultura”. Nel testo le sanzioni contro la pirateria per uso personale sono ridotte da 1.500 a 154 euro, ma salgono a € 1.032 in caso di reiterazione, e vengono estese a tutte le opere dell’ingegno. Musica, film, libri e software potranno ancora essere scambiati in rete (anche con il ”file-sharing”) ma a patto che si tratti di file che hanno assolto gli obblighi previsti dalla legge sul diritto d’autore dichiarandolo in appositi avvisi informativi, anche se non è chiaro come, e che fanno temere l’impiego associato di tecnologie irrispettose della privacy. Una proposta passata sotto silenzio era infatti quella di applicare alle opere una sorta di “bollino digitale” – simile al codice a barre dei supermercati – attraverso cui “tracciare” la circolazione dei prodotti elettronici. Comunque sia se il file non sara’ provvisto di avviso, chi lo immetterà in rete commetterà un reato. Anche per l’uso personale però, resta la confisca dei materiali e la pubblicazione della condanna sui giornali come già prevede la legge sul diritto d’autore, alla faccia della depenalizzazione dell’uso personale. Le sanzioni sono invece penali per chi commercia o trae profitto, dall’illecita attività di duplicazione: si rischia la galera, da sei mesi a tre anni. Insomma il testo ci lascia perplessi in molti, soprattutto l’opposizione parlamentare che aveva ritirato le eccezioni di costituzionalità sul provvedimento in base all’assicurazione che sarebbero sparite le sanzioni per l’uso personale. Ad accogliere con cauto ottimismo l’intenzione di modificare il decreto senza penalizzare i provider è stato il senatore verde Fiorello Cortiana, secondo il quale “resta il problema della vecchia e antiquata legislazione sul diritto d’autore”. Il senatore – presidente dell’intergruppo bicamerale per l’Innovazione Tecnologica – ha poi aggiunto: “sono contento che l’on. Carlucci abbia condiviso la nostra ipotesi di uno specifico Disegno di Legge sul diritto d’autore e che lo articoli alla luce di strumenti complessi come internet non riducibili a scaffali di supermarket e a prodotti complessi come quelli della conoscenza, non riducibili a beni materiali”. Il confronto a distanza tra i due potrebbe continuare dal vivo oggi, votazione permettendo, al convegno Editoria e Comunicazione Multimediale: verso un nuovo diritto d’autore (a Roma, presso il Centro Congressi Cavour di via Cavour 50), dove Cortiana e la Carlucci sono attesi per discutere con editori, amministratori ed esperti di come cambia la percezione della proprietà intellettuale e di quanto sia necessario individuare modelli di diffusione alternativi delle opere digitali che garantiscano il giusto profitto ai produttori ma che siano anche rispettosi dei diritti dei fruitori, come è sempre accaduto con i libri e i dischi. Quei vecchi contenitori di cultura infatti ancora oggi si possono regalare, rivendere e scambiare con gli amici, nel loro formato analogico. Perciò la domanda rimane: perché non si può fare col libri, film e musica digitale?