“NO WAR IN IRAQ”
Arturo Di Corinto
Carnet Aprile 03

Artisti contro la guerra? Non e’ una novita’. Le arti, specie quelle visive, sono state spesso il veicolo della denuncia della violenza e soprattutto di quella organizzata dagli stati, la piu’ brutale, e che si chiama guerra. La memoria va al Guernica di Picasso, tragica rappresentazione della Guerra di Spagna, che dice cio’ che la retorica di guerra da sempre nasconde, il risultato dei conflitti armati e cioe’, distruzione, orfani e corpi mutilati.

Il significato, la portata, l’effetto di quest’Arte sulla coscienza degli individui e’ chiaro se un oscuro funzionario dell’Onu decide di coprire con un telo azzurro il Guernica che sovrasta la sala del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il giorno in cui Powell arringa l’assemblea contro Saddam Hussein usando i dati di una tesi di laurea sul riarmo Iraqeno vecchia di dieci anni.
Artisti digitali contro la guerra? Forse non e’ una novita’ neanche questa, certamente lo e’ esprimere in modo collettivo il dissenso contro la guerra, attraverso il confronto, la dialettica, il ragionamento e strumenti che fanno parte della giornata di chi usa il computer con l’obiettivo contrario, guadagnarsi da vivere. E’ da questi presupposti che nasce il Piccolo Network Contro la Guerra, dopo uno scambio di mail tra alcuni soggetti che gravitano per lavoro e per passione nel mondo della grafica italiana per “il bisogno di segnare una opposizione chiara e visibile alla nuova, imminente guerra del petrolio”.

Cinquanta tele digitali visibili tutte al sito www.digitalultras.com/nowariniraq e che nella loro controparte materiale stanno facendo il giro d’Italia, prima a Bologna, poi a Torino, Catania e attesi a Roma.
Arte digitale, dicono quelli Network, che “non intende dimostrare le doti artistiche dei designers coinvolti né celebrare la qualità grafica e visiva dei lavori esposti” bensi’ la volontà di esprimere il forte disagio e il proprio dissenso di fronte a scelte politiche caratterizzate dalla violenza. Per denunciare con un messaggio chiaro e inequivocabile l’orrore e l’inutilità della guerra.”

Tele digitali che una volta caricate sul proprio Pc diventano poster e adesivi. Il loro linguaggio e’ diretto, immediato (la pompa di benzina da cui spilla sangue vermiglio), altre volte di una ironia amara (le armi di distruzione di massa coi loghi di Mediaset, Cnn, Rai e BBC) e tragico, come una colomba ferita a morte bagnata del suo stesso sangue.

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Dal sito http://nowar.kyuzz.org/ e’ possibile scaricare anche i brani musicali degli artisti per la pace, iscriversi alla newsletter, conoscere le date delle mostre e aderire al Piccolo Network contro la guerra. Altri siti sono www.designradar.it/nowariniraq e www.urbancollective.com
Forme espressive diverse, lo stesso scopo: “comunicare”. La parola comunicazione viene da communis, comune, dall’unione di cum (insieme, con), e munis, (obbligazione). Comunicazione e’ l’impegno comune. Contro la guerra.

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Un esempio di “body art” e’ quella delle tante persone, uomini e donne, che in ogni angolo del mondo, nude e vestite, si uniscono a creare coi propri corpi configurazioni di segni e simboli di pace. Il sito e’ www.baringwitness.org e dalle sue pagine e’ possibile raggiungere molti siti di attivismo pacifista per conoscere le ragioni della guerra e diffondere una cultura di pace.