la-repubblica-it-logoL’Is minaccia Twitter: “Morte al fondatore”

In rete dopo l’attacco di ANonymous: “Non bloccate i nostri account”

Arturo Di Corinto per La Repubblica del 3 Marzo 2015

Un messaggio minaccioso, pubblicato in forma anonima su justapaste.it (http://justpaste.it/jot6), chiama alla guerra contro gli interessi e i lavoratori della famosa piattaforma di microblogging: “La vostra guerra virtuale contro di noi ora provocherà una guerra reale contro di voi.” E in perfetto arabo afferma: “Avete iniziato una guerra destinata a fallire. Vi avevamo detto dall’inizio che questa non era la vostra guerra ma non ci avete ascoltato e avete continuato a chiudere i nostri account su Twitter”. Il post prosegue: “Hey Jack (Dorsey) come proteggerai i tuoi dipendenti quando i loro colli diventeranno un obiettivo ufficiale per i soldati del califfato. Cosa dirai alle loro famiglie?”. Insomma il motivo è dichiarato: smettetela di bloccare i nostri account oppure ne subirete le conseguenze.

L’attendibilità delle minacce è in via di approfondimento da parte della polizia subito contattata dagli stati maggiori di Twitter che hanno offerto la massima disponibilità a collaborare, e tuttavia non va sottovalutata, proprio perchè attribuibili al CyberCaliffato, la struttura di coordinamento dell’Isis su Internet.

Il sito su cui sono comparse, justpaste.it, offre infatti un sistema di pubblicazione anonimo che consente di editare online un semplice testo scritto, inserire immagini e importare documenti da condividere con altri ma solo se si conosce l’esatto indirizzo alfanumerico della pagina. La pagina così creata, un semplice foglio bianco digitale, è infatti visualizzabile via internet, ma può essere nascosta ai motori di ricerca con il comando “Encrypt”. La scelta di pubblicare su Justpaste è però la prima pista da seguire. Creato da un giovane polacco di 27 anni, è da alcuni mesi il luogo preferito per l’autopubblicazione da parte dei simpatizzanti dell’Isis ed era stato negli ultimi mesi del 2014 il vettore privilegiato della propaganda pro-Isis proveniente dall’Inghilterra.

La minaccia a Dorsey e Twitter andrebbe tuttavia collegata a #OpIceIsis, l’iniziativa voluta dagli Anonymous un mese fa per smantellare le difese informatiche dello Stato Islamico impegnato a reclutare sul web jihadisti votati alla guerra santa. In questa operazione gli Anon sono riusciti infatti a bloccare centinaia di account twitter, in parte ottenendone il controllo, in parte chiedendone la chiusura proprio a Twitter che nonostante la sua politica aziendale improntata alla libertà d’espressione e alla difesa della privacy degli utenti non ammette incitamenti espliciti alla violenza.

Contattato da Repubblica, uno dei maggiori operatori dell’azione anti Isis che prosegue da oltre un mese proprio su Twitter, Kamikaze Ghost, ci ha detto che è “La solita propaganda terroristica.” “Hanno paura di noi e se la prendono con Dorsey. Vigliacchi.”

Il sito justpaste nei giorni scorsi era stato usato per copiaincollare numerosi messaggi di propaganda anti-occidentale e diffondere i nickname degli Anon da attaccare per rappresaglia contro la loro efficace interruzione dei siti e degli account jihadisti e della denuncia di malware celati nelle immagini diffuse dall’Isis via Twitter.

La minaccia insomma sembra essere la reazione alla perdita di terreno dell’Isis sui social network dove alcuni hashtag come #NO2ISIS raccontano storie di normalità e resistenza pacifica dei cittadini iracheni, e “contestano la propaganda bugiarda” del Califfato, come dice Hayder Hamzoz, blogger e co-fondatore del Network Iracheno per i Social Media.