Il Manifesto: I siti della vergogna che nessuno riesce a chiudere

I siti della vergogna che nessuno riesce a chiudere

Hacker’s dictionary. Gli hacker di CyberTeam hanno «defacciato» 70 siti per denunciare le pagine di pedofili di cui è pieno il web. Ma se non cambiano le regole di assegnazione dei domini non servirà a niente

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 20 Febbraio 2020

Il sito della cattedrale di Worcester in Inghilterra fino a poche ore fa era occupato da una lunga lista di siti pedofili e di predatori sessuali. Il sito, oggi tornato alla normalità, era stato defacciato da un gruppo di hacker che si fa chiamare CyberTeam. L’azione, rivendicata su forum internazionali è stata condotta dagli hacktivisti per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulla piaga della pedofilia online.

Impegnati a tifare su Twitter o a scannarci su Facebook non pensiamo mai che mentre stiamo seduti davanti al computer qualcuno stia abusando di un minore. Di molti minori. Facendoli lavorare invece di mandarli a scuola, portandoli a finti concorsi di bellezza, obbligandoli a un servizio fotografico o a prostituirsi. Una piaga del nostro mondo che suscita orrore. Ma evidentemente non abbastanza, visto che il web è pieno di siti con immagini pedopornografiche e forum dove si contrattano servizi sessuali a pagamento con minori dopo averli scelti dai cataloghi della vergogna. Continua a leggere Il Manifesto: I siti della vergogna che nessuno riesce a chiudere

La Repubblica: Hacker brasiliani e portoghesi pubblicano indirizzi e nomi di 100 siti pedofili

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Hacker brasiliani e portoghesi pubblicano indirizzi e nomi di 100 siti pedofili

Gli hacktivisti di CyberTeam hanno modificato illecitamente le homepage di dieci città brasiliane con questi dati per costringere le autorità a intervenire. “Abbiamo già avvisato la polizia e alcune autorità locali, ma non ci hanno nemmeno risposto”. Il loro leader ci spiega i motivi del gesto

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 10 Febbraio 2020

STANCO di osservare l’immobilismo delle autorità, un gruppo di hacker ha deciso di defacciare le homepage di dieci città brasiliane per pubblicare una lunga lista di siti di pedofili e obbligare le autorità a intervenire. I siti hackerati sono tutti nello stato di Paraíba lungo le coste del Brasile, il più popoloso della costa atlantica. A renderlo noto su Twitter è stato Spy_Unkn0wn – questo il nome con cui si presenta il leader del gruppo – dopo aver informato chi scrive già il 27 gennaio di voler denunciare questo giro di pedofili online. Cosa che ha poi fatto. Parte di un meticoloso lavoro di ricerca, l’operazione per denunciare i gestori dei siti web e l’infame traffico, da loro denominata #OPPedoGate – secondo una denominazione tipica degli hacker attivisti di Anonymous -,  è assieme un’operazione di defacement per denunciare pubblicamente sul web quanto trovato, e un’operazione di doxxing, in gergo informatico, ovvero raccolta e categorizzazione di informazioni su singoli soggetti per offrire alle polizie di tutto il mondo i dati per agire in maniera efficace. Continua a leggere La Repubblica: Hacker brasiliani e portoghesi pubblicano indirizzi e nomi di 100 siti pedofili

Brazilian and Portuguese hackers publish addresses and names of 100 pedophile sites

There are about a hundred pedophile sites identified by the CyberTeam hacktivist group. “We have already informed the police and some local authorities, but they have not even responded to us.” This is how their leader explained the reasons for the gesture

Arturo Di Corinto

Tired of silently observing the immobility of the authorities, a group of hackers decided to deface the homepages of ten Brazilian cities to publish a long list of pedophile sites and force them to intervene. The hacked sites are all in the state of Paraíba along the Brazilian coast, the most populous of the Atlantic coast.

Spy_Unkn0wn — this is the name with which the leader of the group presents himself — made it known on Twitter after informing the writer that he wanted to report a round of pedophiles online as early as January 27th. Continua a leggere Brazilian and Portuguese hackers publish addresses and names of 100 pedophile sites