Il Manifesto: Video fasulli e porno vendette: la sessualità sotto ricatto

Video fasulli e porno vendette: la sessualità sotto ricatto

Hacker’s Dictionary. Da Grindr a Jack’d, da DeepNude a Tik Tok, perché gli hacker criminali si inte

di ARTURO DI CORINTO per Il Manifesto del 11 Luglio 2019

Una volta i soldi si facevano con il furto di contanti e gioielli, poi, con Internet, svuotando i conti correnti online e infine rubando potenza computazionale dai telefonini per generare cryptovalute. Adesso però i criminali fanno soldi vendendo dati personali relativi ai corpi, ai movimenti e alle scelte sessuali delle persone. O minacciando di farlo.

Ma come? Pensate a Grindr, l’app per gli incontri gay di proprietà della cinese Kunlun Media di cui il governo americano ha imposto la cessione perché i suoi database sono pieni di informazioni su nomi, indirizzi, posizione geografica, preferenze sessuali, stato di salute dei membri della community che la usano per incontri sentimentali ed erotici. Il motivo? Tra gli utenti ci sono anche funzionari governativi e militari: conoscere le loro abitudini – dove lavorano, con chi, in quali ore – significa poter accedere a informazioni sensibili o estorcergliele.

La scorsa settimana invece la Procura generale di New York ha multato la compagnia proprietaria dell’app Jack’d con 240 mila dollari per avere lasciato incustodite le immagini più private dei suoi utenti. Anche in questo caso si tratta di persone gay, bisex, trans e curiose che usandola cercano l’anima gemella. Anche qui il rischio è quello di conoscere troppi dettagli intimi di colleghi, concorrenti, mogli, mariti, vicini di casa, da usare contro di loro in cause legali o per ricatti di natura monetaria. Continua »

La Repubblica: L’app lgbt Grindr torna in mano Usa, troppo pericoloso lasciarla ai cinesi

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L’app lgbt Grindr torna in mano Usa, troppo pericoloso lasciarla ai cinesi

Gli Usa obbligano Kunlun a cedere la proprietà dell’app per incontri gay, lesbici, bisessuali, queer e transgender, i loro dati non possono finire in mano a una potenza straniera

di ARTURO DI CORINTO per La Repubblica del 17 Maggio 2019

CHI AVREBBE mai immaginato che un’app di incontri fosse un pericolo per la sicurezza nazionale? Ma è questo che pensano gli americani che hanno obbligato la cinese Kunlun a vendere l’app Grindr entro la metà del prossimo anno. La decisione è stata presa dal Cfius, il Comitato per gli investimenti stranieri negli Stati Uniti, un ente praticamente sconosciuto fino a questa decisione. Il motivo? Quello vero è che una società cinese non può avere accesso ai dati personali di funzionari dello Stato essendo “la più grande app di social networking per gay, bi, trans e queer” esistente. Il timore è infatti che quei dati vengano usati per ricattare soggetti con autorizzazioni di sicurezza. E siccome per la legge cinese sulla sicurezza informatica in vigore dal 2017 le aziende che operano nel paese devono basare in Cina i loro dati, la preoccupazione è legittima. Continua »

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