L’Unesco non invita Wikileaks al convegno sui media dopo i cablo
A Parigi si tiene un appuntamento su come è cambiato il mondo dei media dopo l’avvento del sito di informazioni riservate che ha diffuso i dispacci americani lo scorso anno e lo scandalo di News of The World. Assange e i suoi protestano. Gli organizzatori rivendicano il diritto di “invitare chi gli pare” di ARTURO DI CORINTO
per La Repubblica del 16 febbraio 2012
Wikileaks è stata bandita dalla Conferenza su Wikileaks. L’Unesco, che ha organizzato per oggi e domani nella sua sede di Parigi il convegno “The Media World after WikiLeaks and News of the World”, non ha accettato la richiesta dei rappresentanti di Wikileaks di partecipare all’incontro.
L’iniziativa, cui sono stati invitati 37 relatori – fra cui i rappresentanti delle testate che hanno collaborato con Wikileaks per diffondere i cablogrammi USA oggetto dello scandalo dell’anno scorso -, ha infatti l’obiettivo di riunire esponenti del mondo dei media, giornalisti professionisti e occasionali, avvocati e esperti, per parlare di giornalismo tradizionale e giornalismo partecipativo nell’era digitale. In particolare di etica del giornalismo, libertà d’espressione e Internet. Wikileaks ha protestato per questa esclusione ed ha diramato un duro comunicato in rete in cui ridicolizza gli organizzatori che, per motivare il proprio diniego, si sono appellati a una peculiare interpretazione della libertà d’espressione dicendo di “avere la libertà di invitare chi gli pare”, testualmente: “freedom of expression… our right to give voice to speakers of our choice”. Un approccio fortemente contestato dalla portavoce di WL, Kristinn Hrafnsson che ha dichiarato: “L’Unesco ha il dovere di assicurare giustizia e equilibrio nelle discussioni dell’organizzazione. E’ chiaro che non è questo il caso, considerata la selezione degli speakers. Una scelta disonorevole per l’ Unesco e potenzialmente dannosa per WikiLeaks” Intanto sulla rete è partita l’iniziativa #OccupyUnesco. Continua a leggere La Repubblica: L’Unesco non invita Wikileaks al convegno sui media dopo i cablo


















