Gli algoritmi della guerra, tra vittime civili e speranze di pace

L’intelligenza artificiale, gli attacchi informatici e la disinformazione alimentano nuove guerre, spesso invisibili, ma non meno letali di quelle che si sviluppano sui campi di battaglia. Arturo Di Corinto, esperto di cybersicurezza ed autore del libro “Guerra profonda” traccia i contorni di un conflitto che coinvolge sempre più direttamente i civili e ridefinisce il concetto stesso di sicurezza

Bianca Tombini – Città del Vaticano per Vatican News

“Prima arrivano gli hacker, poi i missili”. È questa la nuova grammatica dei conflitti descritta da Arturo Di Corinto che spiega come le guerre del XXI secolo non si combattano più soltanto con carri armati, artiglieria e soldati, ma in maniera più subdola attraverso reti informatiche, algoritmi, intelligenza artificiale e campagne di disinformazione. Oggi attacchi satellitari, disinformazione, profilazione e uso dell’intelligenza artificiale sono diventati componenti essenziali delle operazioni militari. La rivoluzione digitale ha infatti cambiato radicalmente scala e intensità delle guerre: “Il campo di battaglia è esteso al cyberspazio, alle infrastrutture della rete e perfino alla vita quotidiana dei cittadini”.

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Radio Vaticana: I lati oscuri del mondo digitale, tra criminalità e volontà di controllo

Radio Vaticana intervista Arturo Di Corinto

I lati oscuri del mondo digitale, tra criminalità e volontà di controllo. – I fatti del giorno – 10.02.2020

Alla vigilia del Safer Internet Day, la giornata di sensibilizzazione per un uso più sicuroe consapevole della rete, parliamo con Arturo di Corinto, giornalista esperto di sicurezza informatica e diritti digitali, dei temi più scottanti dell’attualità internazionale. A partire dalla denuncia di una fitta rete di siti pedofili denunciati da un’organizzazione di hacker brasiliani.